Storia di un panico  

Palazzo Santa Chiara Teatro

data evento venerdì 2 marzo 2012 | domenica 4 marzo 2012

Comunicato stampa La lettura interpretativa di Elio Pandolfi di Storia di un panico ricrea tale atmosfera; gli intermezzi musicali del maestro Marco Scolastra - che esegue anche brani di Edward William Elgar e Benjamin Britten - contribuiscono alla creazione di una performance originale, briosa e sognante.

di Edward Morgan Forster
ELIO PANDOLFI voce recitante
MARCO SCOLASTRA pianoforte

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Comunicato stampa Comunicato stampa

Palazzo Santa Chiara Teatro-Storia di un panico«Credo fosse nel maggio del 1902 quando feci una passeggiata nei pressi di Ravello» annota E. M. Forster. Infatti, lo scrittore inglese e sua madre Lily si recarono in vacanza a Ravello, ospiti della Pensione Palumbo, in una camera che aveva “una vista splendida” (non dimentichiamo che Forster è tra gli scrittori anglosassoni più obsessed dalla vista).

Il giovane Morgan rimane affascinato dall’atmosfera e dal luogo, così tanto da scrivere The story of a panic, Storia di un panico.

«Mi sedetti in una valle, a poche miglia dal paesino e, d’un tratto, il primo capitolo di un racconto mi invase la mente come se stesse aspettando in quel posto proprio me. L’ho preso e sono scappato in albergo dove l’ho scritto immediatamente.»

Il racconto venne pubblicato in Gran Bretagna solo nel 1911 suscitando - come temeva l’autore - la reazione negativa della madre che, dopo averlo letto, svenne e le ci vollero diversi giorni per riprendersi.

Motivo per cui, il racconto subì una battuta d’arresto a livello di pubblicazioni; e Forster cercò, in seguito, sempre di nascondere la sua omosessualità sia nella vita che nella produzione letteraria.

Il legame tra E. M. Forster e il genius loci ravellese è speciale. Non si tratta solo di ispirazione creativa ma di identificazione erotica. In altre parole, Ravello è stato per Forster il suo spartiacque sessuale. Il Sud dell’Italia ha dato il via a quel lento processo di conoscenza del suo vero essere, ossia di auto-conoscenza; e i suoi romanzi hanno portato a compimento tale processo. Non è dunque un azzardo sostenere che senza quell’aiuto, Forster avrebbe impiegato molto più tempo a intraprendere un percorso di conoscenza di se stesso e sarebbe stato, probabilmente, uno scrittore meno precoce di quanto sia stato.

Il Sud con le sue immagini, i colori, la carnagione brunita dal sole, ha rivelato allo scrittore inglese - e a numerosi suoi compatrioti artisti e intellettuali - la forza della sensualità, come scoperta del sé e come coraggio di vivere i propri sentimenti.
Storia di un panico va intesa come il racconto di una iniziazione, è senza dubbio uno scritto “coraggioso” per i contenuti allusivi che strizzano l’occhio al pubblico che si trova immerso in un’atmosfera mitica e al contempo realistica.


A cura di Tiziana Masucci

SINOSSI

1902. In una giornata d’estate a Ravello - scrive E. M. Forster - un medico e una comitiva di inglesi della quale fa parte il timido e introverso giovane Eustace decidono di recarsi a Vallone Fontana Caruso per un picnic.

Dopo aver mangiato, mentre il ragazzo intaglia uno zufolo dal legno, viene rimproverato dalla vecchia zia: «il dio Pan ha lasciato per sempre la sua dimora per colpa di quelli che, come te, non hanno rispetto per i boschi».

Pan! Quel nome sembra aver innescato una magia… segue un assoluto silenzio, rotto dal fischio dello zufolo e da un colpo di vento, simile a un ululato.

Paura! Il gruppo scappa ma nel panico generale, nessuno pensa a Eustace che sembra scomparso. Inghiottito dal mistero.

Solo in seguito, le zie lo troveranno svenuto, circondato da sinistre orme di zoccoli caprini.

Il comportamento di Eustace, una volta ripresosi, è diverso: corre, gioca, canta, ride e soprattutto insiste a voler incontrare un tal Gennarino, un pastore del luogo.

Nonostante i continui rimproveri, gli entusiasmi di Eustace non si placano nemmeno durante la cena e le sue urla tengono sveglia la comitiva per tutta la notte.

Il medico parla con Gennarino, l’unico che sembra sapere cosa sia accaduto a Eustace. Il pastorello risponde laconico: «Eustace, ora, appartiene solo al bosco».

Quella stessa notte, Eustace fugge dalla finestra. E scompare nuovamente senza lasciare traccia. L’unica speranza di ritrovarlo è affidarsi a Gennarino che, in cambio di dieci lire, accetta l’incarico. In realtà, non ha nessuna intenzione di trovare Eustace, appena intascati i soldi fugge ma si ferisce a morte.

Alle prime luci dell’alba la comitiva britannica si ritrova a vegliare il corpo esamine di Gennarino.

Mentre dal bosco circostante giungono le risate mefistofeliche di Eustace.


Info e prenotazioni 06.6875579
www.palazzosantachiara.it

Biglietti Teatro

Intero € 22
Rid over65 € 20
Rid ander21 € 17
Riduzioni UPTER, BIBLIOCARD, ATAC e F.A.B.I. €19

Venerdì e Sabato ore 21.00
Domenica ore 18.00

Indirizzo evento

Indirizzo evento Piazza di Santa Chiara 14

Distanza dal Centro di Roma: 1038 metri a nord ovest

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