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L'area archeologica del Foro Boario

Tempio di Ercole Olivario e di Portuno

Il Tempio Rotodo conosciuto a Roma tradizionalmente come Tempio di Vesta, in realtà fu edificato in onore di Ercole. Tra i più importanti dell'area commerciale conosciuta come Foro Boario fu costruito verso la fine del se. II a.C. da Hermodoros di Salamina, un architetto greco autore anche dei templi di Giove Statore al Portico di Ottavia e del Tempio di Marte al Circo Flaminio.

Alle origini della fondazione c'è una storia che ci è stata trasmessa da Macrobio il quale ci narra che Marco Ottavio Herennus, flautista in gioventù, dedicatosi in seguito al commercio era diventato ricchissimo. Durante uno dei suoi viaggi per mare, subì un attacco dei pirati i quali furono però sconfittgrazie all'intercessione di Ercole del quale Erennio era devoto. Al suo rientro a Roma il mercante dedicò al dio un tempio nel Foro Boario dove già da tempi antichissimi si era sviluppato il culto di Ercole. L'epiteto Olivario è dato sicuramente dal fatto che ilmercante commerciava in olio.

Il tempio è uno dei pochissimi completamente conservato. Poggia sul suo basamento originale circolare realizzato in tufo, a gradini. Intorno girano venti colonne scanalate in marmo con capitelli corinzi, purtroppo è perduto l'architrave circolare.In origine aveva sicuramente una copertura a cupola. L'ingresso alla cella è ancora quello originale. All'interno vi era custodita la statua di Ercole, realizzata nel sec.II a.C. dallo scultore greco Scopa Minore.

Nel sec. XII, su interessamento della famiglia Savelli, il tempio venne trasformato in chiesa menzionate per la prima volta nel 1140. Sarà nota come S.Stefano alle Carrozze (dal nome di una avicina strada ormai perduta). In questa occasione venne rifatto completamente il tetto poichè l'antico era completamente perduto. 

Alla metà del sec. XVI assume il nome di S. Maria del Sole, forse dopo il rinvenimento di un'iscrizione relativa al culto del dio Mitra (presente nelle vicinanze), dove si ricordava il Sole Invicto. La tradizione ricorda però che presso i vicini margini del Tevere, fu ritrovata un'immagine miracolosa della Madonna:

«L'anno 1560 in quelle adiacenze viveva donna Geronima Latini vecchia di 115 anni che a Dio aveva la sua verginità dedicata. Il fratello di lei, passando sul Tevere vide galleggiare un'immagine della Vergine dipinta in papiro e la prese e la dette alla sorella che fra le gemme del suo scrigno la chiuse. Dopo alcuni giorni nell'entrare nella camera vide l'immagine risplendente come il sole e così cinta da raggi. Tutta Roma accorse alla fama del prodigio, e dal miracolo fu detta la Vergine del Sole, cambiandosi in edicola l'atrio di quella casa. »

Il secondo tempio è dedicato invece al dio Portus. Si presenta di ordine ionico, tetrastilo (con quattro colonne in facciata) e a pianta pseudoperiptera, ossia con colonne libere anteriormente in corrispondenza del pronao e semicolonne in prosecuzione addossate all'esterno del muro della cella. Le colonne del pronao e quelle collocate agli angoli della cella sono in travertino, le altre in tufo dell'Aniene. Probabilmente anticamente le parti in tufo erano intonacate per ricreare visivamente l'effetto del marmo.

Nel IX secolo anche questo tempio venne mutato in chiesa cristiana, prima con il nome di Santa Maria Secundicerii, quindi come Santa Maria Egiziaca patrona delle prostitute. La chiesa venne eliminata per ripristinare l'antico aspetto del tempio nel 1916. Internamente sono ancora visibili gli antichi affreschi altomedioevali che narrano la storia della Vergine Maria, appena restaurati.

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