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Fori Imperiali

Le piazze monumentali dei Cesari

Il primo ad avviare la costruzione di una nuova piazza fu Gaio Giulio Cesare, nel 54 a.C., su modello delle piazze ellenistiche: costituito da una piazza di forma rettangolare delimitata da colonnati, sul fondo della quale, verso nord-ovest, era situato il tempio di Venere Genitrice, costruito in seguito ad un voto fatto da Cesare prima della battaglia contro Pompeo.

Il Foro di Augusto, secondo in ordine di tempo, venne realizzato con il ricavato dei bottini di guerra. Inquadrato da poderosi colonnati e circondata su due lati da due esedre semicircolari decorate da statue e preziosi cicli di bassorilievi, era chiuso sul lato di fondo dalla mole del tempio di Marte Ultore (ovvero “il vendicatore”). I cantieri durarono circa 40 anni, e solo nel 2 a.C. fu possibile procedere alla inaugurazione.

Il Foro della Pace fu costruito da Vespasiano tra il 71 ed il 75 d.C. per commemorare la vittoria sui Giudei, ribellatisi a Roma nel 70 a.C. Si tratta di un enorme complesso costituito da una piazza quadrata con portici e colonnati, sul fondo della quale, verso sud, si apriva il Templum Pacis, dedicato per l’appunto alla Pax riportata a seguito della conclusione della guerra giudaica. Il complesso giace quasi interamente sotto la strada moderna: ne sopravvivono alcune parti in corrispondenza della Basilica di Massenzio e della chiesa dei SS. Cosma e Damiano, nonché nella medievale Torre dei Conti.

In un’aula del foro della Pace, destinata a biblioteca, era affissa alla parete la celebre Forma Urbis Severiana, la planimetria marmorea di Roma in scala 1:240 voluta da Settimio Severo come sorta di catasto ufficiale della città di Roma.

Il Foro di Nerva, detto anche Foro Transitorio, è situato tra il Foro di Augusto ed il Foro della Pace; la sua denominazione particolare è dovuta al fatto che la piazza, di forma molto stretta ed allungata, serviva da passaggio tra il quartiere densamente popolato della Suburra e il foro repubblicano. Fu costruito interamente da Domiziano, ma inaugurato dopo la sua morte da Nerva nel 97 d.C. . Quasi interamente sepolto sotto via dei Fori Imperiali, sopravvive una piccola porzione delle fondamenta del tempio di Minerva, demolito agli inizi del XVII secolo per ricavare materiale da costruzione per la Fontana dell’Acqua Paola sul Gianicolo.

Ultimo e più grande il Foro di Traiano fu costruito tra il 107 ed il 113 d.C.. Per far posto al grande complesso, fu addirittura tagliato il colle che univa il Campidoglio ed il Quirinale. Lungo m. 300 e largo m. 185, si articolava in una piazza di forma rettangolare con il lato adiacente al Foro di Augusto curvilineo, e gli altri rettilinei; al centro era collocata la statua equestre dell’imperatore Traiano, che ancora nel 357 d.C. con la sue dimensioni poté colmare di ammirazione l’imperatore Costanzo II; sui lati lunghi la piazza era inquadrata da due grandi esedre semicircolari, ad imitazione di quelle del foro augusteo.

Da questo complesso si accedeva verso nord alla Basilica Ulpia, destinata a funzioni di pubblica utilità quali processi, mercati ecc, e da questa si accedeva in seguito alle due sale simmetriche della biblioteca greca e della biblioteca latina, contenenti i volumina con testi filosofici, letterari ed artistici.

Le due biblioteche inquadravano la celebre Colonna Traiana, monumento funerario dell’imperatore, unico monumento di Roma perfettamente conservato. Sul fusto della colonna, inaugurata nel 113 d.C., sono narrate in un bassorilievo continuo con sviluppo elicoidale della lunghezza di 200 metri, le due campagne condotte da Traiano contro i Daci. Impressionante è il realismo con cui vengono rappresentati gli episodi delle guerre daciche: battaglie, scene di vita al campo, esecuzioni, costruzioni di fortificazioni, tutto è riportato con una precisione calligrafica degna dei maggiori artisti dell’epoca.

Si è voluto fare il nome del grande Apollodoro di Damasco, l’architetto siriano autore del progetto complessivo del foro traianeo e anche dei cosiddetti Mercati Traianei, insieme di tabernae destinate al commercio al dettaglio, voluti dall’architetto proprio accanto alla piazza del foro, tra questa e la Via Biberatica.

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