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Ara Pacis

L'altare della Pace di Augusto

...Quando tornai a Roma dalla Gallia e dalla Spagna, sotto il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, portate felicemente a termine le imprese in quelle province, il Senato decretò che si dovesse consacrare un'ara alla Pace augustea nel Campo Marzio e ordinò che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero ogni anno un sacrificio"...

E' con queste parole che Augusto nelle Res Gestae, suo testamento spirituale, ci ha tramandato la volontà del Senato di costruire un altare alla Pace, a seguito delle imprese da lui portate a termine a nord delle Alpi tra il 16 e il 13 a.C., tra cui l'assoggettamento delle tribù ribelli, il controllo definitivo dei valichi alpini, la visita alla Spagna finalmente pacificata, la fondazione di nuove colonie e l'imposizione dei nuovi tributi.

La costruzione dell'Ara, su decisione dello stesso Augusto, avvenne nel Campo Marzio settentrionale, in quella zona, prossima al confine sacro della città (pomerium), dove quindici anni prima aveva voluto edificare il suo Mausoleo, la tomba dinastica. L'altare veniva così a trovarsi, non a caso, al centro del vasto pianoro sul quale tradizionalmente si svolgevano le manovre dell'esercito, della cavalleria e, in tempi più recenti, le esercitazioni ginniche della gioventù romana.

Il recupero dell'Ara Pacis, iniziato nel XVI secolo, si è concluso, tra ritrovamenti fortuiti e scavi mirati, solo quattro secoli dopo con la ricomposizione del monumento avvenuta nel 1938.

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