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Costantino, santo o tiranno?

Un po’ di luce sui secoli bui

“Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, non la tua conversion, ma quella dote che da te prese il primo ricco patre!” (Dante, La Commedia – Inferno XIX canto)

Antichi testi come la Vita Constantini di Eusebio di Cesarea, gli Acta Silvestri, la Constitutio Constantini, scritti nel tardo antico e nell’alto Medioevo, caratterizzarono la vita politica e sociale dell’epoca e generarono un insieme di racconti medievali tramandati per secoli. La leggenda della Vera Croce nasce proprio in questo contesto, dando luogo a quel culto per le reliquie che scatenò la crisi iconoclasta nell’VIII secolo.

Analizzando l’iconografia presente in luoghi suggestivi di Roma (l’Oratorio di S. Silvestro e l’oratorio del SS. Crocefisso in Trevi) e raccontando le vicende contenute nei testi suddetti, tenteremo una ricostruzione storica del regno di Costantino con la sua vittoria su Massenzio a Ponte Milvio, del pontificato di Silvestro I, di Elena madre dell’imperatore. La falsa donazione di Costantino nasce in questo frangente, conseguenza della presunta riconoscenza di Costantino verso Silvestro per essere guarito dalla lebbra, come narrato negli Acta Silvestri.

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