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Come giocavano i romani

Giochi e scommesse nell'antichitÓ

I Romani amavano giochi e scommesse: dadi, astragali, testa o croce, morra; erano di regola vietati (la lex Alearia elencava i giochi proibiti), tranne che durante i Saturnalia. Clandestinamente erano diffusissime le sponsiones (scommesse) e, di conseguenza, non era raro essere turlupinati da bari e tanti erano gli ingenui. Marziale afferma: la mano disonesta che sa lanciare dadi truccati, se lancia contro di me, deluderÓ le sue aspettative!

Per non essere multati o arrestati dai vigiles, i giocatori si riuniva nei retro di tabernae (botteghe) e dei thermopolia (osterie e bettole) o cauponiae (locande).

Addirittura, come purtroppo accade anche oggi, molti finivano sul lastrico; Ovidio, nell'Ars Amatoria racconta: ai dadi il giocatore perdente, per non restare in perdita, continua a perdere!

I nostri antenati usavano anche speciali scacchiere realizzate sul marmo delle basiliche e dei templi: nel chiostro dei SS. Quattro Coronati, realizzato con materiali di spoglio, ne sono emerse alcune.

Passeggiando nell'atmosfera medievale del complesso, analizzeremo queste importanti tracce della vita comune, raccontando le regole dei vari giochi ... incontreremo anche una figura misteriosa, incisa su un parapetto del porticato: un uomo (forse un re, forse un barbaro) nudo!

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