Cronologia Saccheggi

Cronologia della storia di roma

849 d.C.   a.U.c.

Luglio: Una flotta costituita dalle navi delle repubbliche marinare di Amalfi, Gaeta, Napoli e Sorrento, riunite nella Lega Campana sotto la guida del console Cesario di Napoli, sbaragliano una flotta di navi saracene che si apprestava a sbarcare presso Ostia con l'intento di operare l'invasione e la devastazione di Roma.

878 d.C.   a.U.c.

1 Febbraio: Lamberto di Spoleto e suo cognato Adalberto di Tuscia occupano Roma in nome di Carlomanno. Papa Giovanni VIII è tenuto prigioniero nel Laterano.

1081 d.C.   a.U.c.

Febbraio: L'imperatore Enrico IV assedia la città.

1084 d.C.   a.U.c.

20 Marzo: Enrico IV di Franconia entra a Roma da Porta Asinara e conquista la città. Papa Gregorio VII si ritira in Castel Sant'Angelo.

21 Maggio: Il Normanno Roberto il Guiscardo, entra in città con con 36.000 uomini per liberare Papa Gregorio VII rinchiuso dall'imperatore Enrico IV a Castel Sant'Angelo. Dopo la liberazione seguono tre giorni di devastazioni e saccheggio della città, costringendo l'imperatore germanico alla ritirata.

31 Maggio: I Romani insorgono contro Roberto il Guiscardo e le truppe Normanne. Aiutato dal figlio Ruggero con i cavalieri stanziati fuori della città, puniscono con inaudita ferocia gli insorti. Due terzi di Roma è incendiata, gli insorti massacrati e torturati, le donne violentate.

1143 d.C.   a.U.c.

7 Luglio: Innocenzo II costringe Tivoli alla resa totale, sconfiggendo le milizie tiburtine a Quintiliolo. Viene riconosciuta la sovranità pontificia, la giurisdizione papale sul suo territorio, il diritto del pontefice a nominare o confermare il rettore. I romani non ritengono sufficiente le disposizioni e chiedono che le mura di Tivoli siano smantellate e che la città sia abbandonata dai suoi abitanti.

1167 d.C.   a.U.c.

24 Luglio: L'imperatore Barbarossa giunge sotto le mura e viene espugnata. Papa Alessandro III trova rifugio nella grande fortezza dei Frangipane al Colosseo

1405 d.C.   a.U.c.

8 Agosto: Niccolò Colonna e il fratello Giovanni sono incaricati dai membri del governo popolare di vendicare la strage comessa da Ludovico Migliorati. Preso d'assalto e saccheggiò il palazzo Vaticano, che viene occupato per alcuni giorni. Le sue truppe, inoltre, saccheggiano anche le case dei cortigiani e dei mercanti fiorentini nei rioni di Ponte, Arenula e Parione.

1407 d.C.   a.U.c.

17 Giugno: Le milizie dei Colonna creano una breccia tra Porta San Lorenzo e Porta Maggiore ed entrano in città. Mentre il pontefice è costretto a rifugiarsi in Castel Sant'Angelo, Paolo Orsini difende il Vaticano riuscendo a sconfiggere le truppe avverarie e catturando i loro capi, Niccolò e Giovanni Colonna, Antonio Savelli, Giacomo Orsini, Corradino di Antiochia, Riccardo Sanguigni e Galeotto Normanni.

1408 d.C.   a.U.c.

19 Aprile: Alla testa di 12000 uomini e di numerosi fanti, il re napoletano Ladislao d’Angiò si avvia all'assalto di Roma. Durante l'assedio di Ostia, il capitano delle milizie pontificie Paolo Orsini, potendo contare su appena 2000 cavalli e un’esigua quantità di fanti, difende la posizione ai primi assalti. Vonsapevole di non poter ricevere rinforzi, concluso un trattato, consegnando ponti e porte della città in cambio di 28.000 fiorini.

25 Aprile: Il re Ladislao I di Napoli, proclamandosi vicario di papa Gregorio XII, entra a Roma con le sue milizie attraverso Porta Portese.

1413 d.C.   a.U.c.

7 Giugno: Le truppe di del re di Napoli Ladislao I, comandato dal capitano di ventura lucano Angelo Lavello detto Tartaglia, di notte creano una breccia nelle Mura presso Santa Croce in Gerusalemme. La mattina seguente entrano nel Laterano, mettendo in fuga i difensori e saccheggiando Roma. Giovanni XXIII abbandona Roma, inseguito dal Tartaglia con 1500 cavalieri e numerosissimi fanti, trova riparo a Bologna.

1417 d.C.   a.U.c.

17 Giugno: Il capitano di ventura Braccio da Montoro, approfittando della sede vacante del papa, e del clero impegnato nel concilio di Costanza, entra in città tra due ali di folla festante: Il cardinale Isolani si rinchiude a Castel Sant’Angelo con i soldati napoletani, e Braccio prende dimora a Santa Maria sull'Aventino.

1482 d.C.   a.U.c.

7 Novembre: Castello Giubileo è assalito e saccheggiato dalle truppe di Ferdinando I di Napoli nella guerra con Sisto IV.

1527 d.C.   a.U.c.

6 Maggio: I lanzichenecchi, agli ordini dell'Imperatore Carlo V, invadono e saccheggiano Roma.

5 Maggio: Nel pomeriggio, davanti alle mura di Roma si ammassano i soldati imperiali tedeschi e spagnoli. Papa Clemente VII si rifugia in Castel Sant’Angelo.

1528 d.C.   a.U.c.

16 Febbraio: Inizia l'evacuazione delle truppe dei Lanzichenecchi.

1798 d.C.   a.U.c.

10 Febbraio: Le truppe di Napoleone guidate dal generale Louis-Alexandre Berthier, danno inizio all'occupazione francese.

11 Febbraio: II generale francese Cervoni occupa Trinità dei Monti, il Campidoglio e l'Aracoeli.

1802 d.C.   a.U.c.

28 Maggio: Pirati Saraceni provenienti dall'Algeria, sbarcano a Fiumicino Anzio e Civitavecchia.

1808 d.C.   a.U.c.

2 Febbraio: Il generale Miollis occupa la città, su incarico di Napoleone.

1848 d.C.   a.U.c.

16 Novembre: Il popolo assalta il Palazzo del Quirinale. Vengono sparati colpi di fucile ed è colpito a morte il Monsignor Palma, affacciato alla finestra del Palazzo.

1849 d.C.   a.U.c.

30 Aprile: I soldati della Repubblica romana bloccano il primo assalto delle truppe francesi a Porta Cavalleggeri. Il generale Oudinot ripara le truppe presso le Villa Valentini e Pamphili lungo la Via Aurelia. Per bloccare la loro ritirata su Civitavecchia, Garibaldi si spinge con i suoi soldati fino a villa Pamphili, espugnandola a furia di baionetta. Gli scontri si concludono nei pressi dell'Arco di Paolo V (che subisce alcuni danni). I francesi ripiega comunque a Civitavecchia, dove attendono i rinforzi.

30 Giugno: Ultima battaglia dell'assedio di Roma. Al mattino i francesi assaltano in silenzio la breccia del bastione VIII, e poi raggiungono villa Spada, dove i romani riescono a fermarli provvisoriamente. All'alba si combatte a villa Savorelli (quartiere generale di Garibaldi) e poi a Villa Spada. Ingenti danni alla porta San pancrazio. La battaglia termina a sera con l'avanzata francese. Nella seduta dell'Assemblea Costituente, dopo gli interventi di Mazzini e Garibaldi, a cui è affidato il compito di esporre la drammatica situazione miliare, si vota l'ordine dei giorno in cui si legge che «l'Assemblea cessa una difesa divenuta impossibile e sta al suo posto». I Triumviri non sottoscrivono il documento e si dimettono; Mazzini dichiara il proprio disaccordo sulla formulazione del documento costituzionale che avrebbe preferito in forma meno definita, come dichiarazione d'intenti.

26 | 50 su 51