Cronologia Scavi

Cronologia storica di Roma

1387 d.C.   a.U.c.

Aprile: Viene costituita una società fra Giovanni Branca e Nicolao Valentini per ridurre in calce i marmi del mausoleo detto il Monte del Grano.

1426 d.C.   a.U.c.

Luglio: Viene costituita una società da quattro « cives calcarenses romani de regione Pinee » Cola Maccabeo, Paolo Mentebuona, Jacopo Prolanti, Jacopo Toma). Suo scopo, lo spianto dei pilastri di travertino della basilica Giulia. (Archiv. Vat. Divers. tomo IX, e. 245. Vedi ad ann.).

1446 d.C.   a.U.c.

Il cardinale Prospero Colonna, signore di Nemi, incarica l'architetto Leon Battista Alberti del recupero delle Navi romane nel Lago di Nemi. Il resoconto dell'impresa è narrato da Flavio Biondo nella sua Italia illustrata: grazie ad alcuni esperti nuotatori genovesi, si esplora la nave più vicina a riva, determinandone distanza e profondità; poi se ne tenta il recupero mediante una piattaforma galleggiante munita di corde e uncini.

1458 d.C.   a.U.c.

Giugno: Durante degli scavi nella rotonda di Santa Petronilla accanto alla basilica di San Pietro, viene trovato un sontuoso sarcofago granito rosso contenente due bare in cipresso, una grande e una piccola, foderate d'argento, con all'interno due corpi, un adulto e un bambino, avvolti in vestiti intessuti d'oro. Vengono recuperate 832 libbre d'argento (pari a oltre 272 kg) e 16 di oro (pari a 5 kg), fatti fondere da papa Callisto III. I corpi erano probabilmente i resti di Galla e del suo primogenito Teodosio.

1460 d.C.   a.U.c.

Papa Paolo II fa prelevare una vasca ovale in granito rosa dalla piazza antistante la chiesa di San Giacomo al Colosseo. Originariamente scoperta nelle Terme di Carcalla, collocandola di fronte al suo Palazzo a piazza della Concha (oggi piazza venezia).

1466 d.C.   a.U.c.

27 Gennaio: Papa Paolo II, per abbellire piazza San Marco (limitrofa al suo palazzo cardinalizio), fa trasportare dalle Terme di Carcalla una vasca di granito identica a quella già trasferita nella vicina piazza della Concha.

1485 d.C.   a.U.c.

16 Aprile: Durante dei lavori sulla via Appia, circa 5 miglia fuori Porta Appia (in una fattoria di Santa Maria Nova, nella Campagna, nei pressi del Casale Rotondo) viene trovata un antica tomba romana con dentro un semplice sarcofago. Dentro c'è il corpo incorrotto di una fanciulla, immerso in un liquido bluastro profumato (forse il Natron, usato per le imbalsamazioni), con una reticella di seta e oro fra i capelli. L'umanista fiorentino Bartolomeo Forte scrive: "I lunghi capelli neri aderivano ancora al cranio, erano spartiti e annodati come si conviene a una giovane e raccolti in una reticella di seta e oro". Il corpo viene portato in Campidoglio e migliaia di Romani andarono a vederla, ma dopo pochi giorni il corpo imputridì. Si decise di seppellirla al cimitero del Muro Torto.

1486 d.C.   a.U.c.

Nell'abside occidentale della Basilica di Massenzio, vengono ritrovati otto pezzi in marmo della statua di Costantino. I reperti vengono trasferiti al palazzo dei Conservatori.

1506 d.C.   a.U.c.

14 Gennaio: Durante i lavori compiuti per gettare le fondamenta del casino rustico della vigna di Felice de Fredis, vengono riscoperti i framenti della statua del Laocoonte. Le sette parti della scultura, velocemente assemblate, vengono trasferite nella dimora di Felice e collocate nella sua camera da letto.

1509 d.C.   a.U.c.

Nella cloaca presso la piazza della Cancelleria, viene scoperto un Cippo pomeriale dell'epoca di Claudio.

1512 d.C.   a.U.c.

Nell'area dove in passato sorgeva il Tempio di Iside, viene scoperta una statua del Tevere con Romolo e Remo. L'anno seguente nella stessa località viene alla luce una statua (analoga per tipo e simmetrica per disposizione), rappresentante il Nilo. Le statue sono portate nei giardini della villa del Belvedere al vaticano.

1513 d.C.   a.U.c.

Rinvenuta nei pressi della Chiesa di Santo Stefano del Cacco in Campo Marzio, una colossale statua con la fersonificazione del Nilo, probabilmente parte della decorazione dell'Iseo Campense. La scultura viene subito trasferita, su richiesta di papa Leone X Medici, nel Cortile del Belvedere in Vaticano .

1519 d.C.   a.U.c.

13 Dicembre: Durante l'estrazione di marmi presso il Mausoleo di Augusto, sono scoperti i resti degli obelischi che ornavano l'accesso al sepolcro.

1535 d.C.   a.U.c.

Il bolognese Francesco De Marchi compie una serie di immersioni nel Lago di Nemi, di cui dà conto nella sua opera Della Architettura Militare. Utilizzando una speciale campana di legno munita di oblò in vetro, che protegge la parte superiore del corpo lasciando libere gambe e braccia e permettendo la respirazione, De Marchi determina le dimensioni dello scafo più vicino a riva e il suo stato di conservazione.

1544 d.C.   a.U.c.

La tomba di Maria (moglie dell'imperatore romano d'Occidente Onorio) nella rotonda di Santa Petronilla, viene aperta e sono ritrovati i resti dell'imperatrice con un sontuoso corredo di preziosi. Il Lanciani racconta: "La bellissima imperatrice giaceva in una bara di granito rosso, con indosso le vesti imperiali intessute d'oro; dello stesso materiale erano il velo e la sindone che copriva la testa e il petto. La fusione di questi materiali produsse un considerevole ammontare di oro puro, il cui peso è riportato differentemente come di trentacinque o quaranta libbre."

1545 d.C.   a.U.c.

Papa Paolo III , per ornare il palazzo di Famiglia in fase di completamento, avvia una campagna di scavi e spoliazioni nelle rovine delle Terme di Caracalla. Sono scoperti vari gruppi marmori: l'Ercole di Glicone, il supplizio di Dirce legata al toro (probabilmente nella palestra orientale), la statua di Atreo col figlio, una Menade, due gladiatori, due belle urne di basalto verde (ora nel cortile del museo Vaticano).

1546 d.C.   a.U.c.

Monsignor Francesco Soderini acquista i ruderi del Mausoleo di Augusto e ottiene il permesso a compiere gli scavi archeologici. Utilizza i muri perimetrali superstiti per realizzare un giardino pensile e realizzare una dimora dove va ad abitare con il fratello Paolo Antonio.

1552 d.C.   a.U.c.

I monaci Camaldolesi di San Niccolò de Forbitoribus "volendovi far una tomba, scopersero gran massicci di quadri di peperini; ne trovarno tanta copia che disfecero la chiesa vecchia e ne fabricorno un' altra del guadagno dei detti peperini; invero mostrava esservi stato qualche edificio nobile". I ruderi scoperti sono le arcuazioni dell'Acqua Vergine.

1558 d.C.   a.U.c.

Presso la Tribuna di Santa Maria Sopra Minerva, sono scoperti i resti di un obelisco dell'Iseo Campense, lungo 14 palmi. I resti dell'obelisco sono lasciati a vista nella piazzetta dietro la tribuna.

1560 d.C.   a.U.c.

Nella piazza dei Cenci vengono disseppellite le statue di Dioscuri (parti delle quali emergevano da tempo dal terreno), per essere collocate sulla balaustra del Campidoglio.

1562 d.C.   a.U.c.

Torquato Conti, mentre scavava pietre nell'orto dietro la Chiesa di San Cosma e Damiano al Foro, riscopre i primi frammenti della Forma Urbis. Li regala a Alessandro Farnese, di cui era parente, che li utilizza per decorare il Giardino segreto del Palazzo Farnese.

"Mi ricordo che al tempo di Pio IV sotto il palazzo già del cardinal della Valle furono trovati molti pezzi di cornicioni e rocchi di colonne e capitelli corinti. Vi si trovò anche un capitello di smisurata grandezza e se ne fece l'arme di Pio IV a porta Pia".

1568 d.C.   a.U.c.

10 Maggio: Gli Agostiniani di San Matteo in Gregoriana, concedono al magnifico Andrea del Fonte e compagni licenza di scavare nel sito degli Orti Lamiani.

1570 d.C.   a.U.c.

Nella Vigna dei fratelli Curzio e Marcello Saccocci fuori Porta Maggiore, viene rinvenuto, rotto in due frammenti, l'Obelisco che decorava la spina del circo Variano.

1582 d.C.   a.U.c.

Scavi al Mausoleo di Monte del Grano. "Mi ricordo, fuori di Porta S. Gio[vanni] un miglio passati l'Acquedotti, dove si dice il Monte del Grano, vi era un gran massiccio antico fatto di scaglia; bastò l'animo ad un Cavatore di romperlo, ed entratovi dentro, calò giù tanto, che trovò un gran Pilo storiato con il Ratto delle Sabine, e sopra il coperchio vi erano due figure distinte con il Ritratto di Alessandro Severo, e Giulia Mammea sua madre, dentro del quale vi erano delle ceneri; ed ora si trova nel Campidoglio in mezzo al Cortile del Palazzo de' Conservatori." (Flaminio Vacca, Memorie di varie antichità trovate in diversi luoghi di Roma).

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