Cronologia acquedotti

Cronologia della storia di roma

312 a.C.   a.U.c.

Viene costruito il primo acquedotto di Roma, quello dell'Aqua Appia. Progettato e iniziato dal censore Gaio Plauzio Venoce, la sorgente si trova nei pressi di una strada secondaria tra il VII e l'VIII miglio della via Prenestina. L'intero percorso completamente sotterraneo, misura 11,190 miglia romane (16,5 km.), con una portata giornaliera di 841 quinarie (34.000 m3). La conduttura e composta da serie di blocchi in tufo forati (con diametro ca. 30 cm), connessi tra di loro ed alloggiati in un cunicolo a sezione quadrata con i tre lati in muratura e una copertura a volta.

269 a.C.   a.U.c.

Con i fondi del bottino derivato dalla guerra vittoriosa combattuta da Roma contro Taranto e Pirro, il senato incarica il censore Manio Curio Dentato (appositamente nominato duumvir aquae perducendae), insieme a Fulvio Flacco (morto pochi giorni dopo il conferimento dell'incarico), di realizzare il secondo acquedotto di Roma. Captava le acque all'altezza del XXIX miglio della via Valeria, direttamente dal fiume Aniene presso la confluenza con il torrente Fiumicino. Il castello finale viene realizzato presso la porta Esquilina. Il condotto sotterraneo (1,75 x 0,80 m), era realizzato in blocchi di tufo, e la portata era di 4.398 quinarie (182.517 m³ giornalieri e 2.111 litri al secondo).

179 a.C.   a.U.c.

Progetto per un terzo acquedotto di Roma, captando sorgenti nell'alta valle dell'Aniene, vicino Arsoli. I lavori sono rinviati a causa del veto di Marco Licinio Crasso, che si oppone al passaggio delle condutture sul terreno di sua proprietà.

144 a.C.   a.U.c.

Il pretore Quinto Marcio avvia la costruzione del terzo acquedotto di Roma. Il percorso definitivo è di 61.710 passi (91,208 km). Per 54.247 passi sotterraneo, per i restanti all'aperto, sostenuto da strutture e arcuazioni.

125 a.C.   a.U.c.

I censori Gneo Servilio Cepione e Lucio Cassio Longino avviano la costruzione del quarto acquedotto di Roma, l’Aqua Tepula. Il nome è dovuto alla temperatura tiepida dell'acqua, a 16-17 gradi alle sorgenti situate al X miglio della via Latina (tra gli odierni comuni di Grottaferrata e Marino). La lunghezza complessiva raggiunge le 12 miglia romane (circa 18 km), più della metà dei quali sfruttando le arcate dell'Acquedotto Marcio.

33 a.C.   a.U.c.

L'edile Marco Vipsanio Agrippa avvia la costruzione del quinto acquedotto della città di Roma. Le sorgenti si trovano al XII miglio della via Latina (identificate presso l'attuale ponte degli "Squarciarelli", nel comune di Grottaferrata), a poca distanza da quelle che alimentavano l'acquedotto dell'Aqua Tepula. L'intero percorso misura 15,426 miglia romane (22,5 km), delle quali quasi la metà in superficie sfruttando le arcate dell'Acquedotto Marcio. La portata giornaliera si stima a 1.206 quinarie (corrispondenti a 579 litri d'acqua al secondo).

19 a.C.   a.U.c.

9 Giugno: Agrippa inaugura il sesto acquedotto di Roma. A servizio dell'impianto termale del Campo Marzio, le sorgenti si trovano all'VIII miglio della via Collatina. Il percorso di 20 km, quasi tutto sotterraneo tranne 2 km in superficie. La portata giornaliera di 2.504 quinarie ( 103.916 m³ e 1.202 litri al secondo).

4 a.C.   a.U.c.

Si concludono i lavori di restauro dell'Acquedotto Marcio, raddoppiata la portata con la captazione di una nuova sorgente (detta Aqua Augusta), nei pressi del comune di Agosta. I restauri sono ricordati sull'attico dell'Arco Monumentale che scavalca la via Tiburtina.

2 a.C.   a.U.c.

Viene costruito il settimo acquedotto di Roma a servizio della naumachia che l'imperatore aveva appena fatto costruire nella zona di Trastevere. Il percorso, interamente sotterraneo, partiva dal lago di Martignano, con portata giornaliera di sole 392 quinarie (pari a 188 litri al secondo, cioè 16.228 m³ al giorno), di cui 254 riservate e le restanti 138 concesse in uso ai privati.

9 d.C.   a.U.c.

Lex Quinctia. Per la regolamentazione degli acquedotti.

38 d.C.   a.U.c.

Avvio dei lavori per l'ottavo acquedotto d Roma. Le sorgenti sono situate nell'alta valle dell'Aniene al XXXVIII miglio della via Sublacensis. Situate a poca distanza dalle sorgenti che davano origine all'Acqua Marcia, la portata veniva assicurata da scambi comuni. Lungo 46.406 miglia romane (68,681 km), dei quali circa 16 in viadotto di superficie e ponti.

Avvio dei lavori per il nono acquedotto d Roma. Le sorgenti sono situate nell'alta valle dell'Aniene all'altezza del XLII miglio della via Sublacensis. (presso il comune di Subiaco, circa 6 km più a monte delle sorgenti dell'aqua Claudia). La lungheza è di 58,700 miglia romane (86,876 km) di cui circa 73 km sotterranei e 14 in superficie. La metà del percorso superficiale viene condiviso con l'Aqua Claudia, dove al VII miglio della via Latina si sovrappone al canale l'Anio novus. La portata giornaliera, è stimata a 4.738 quinarie (196,627 m³ e 2.274 litri al secondo).

52 d.C.   a.U.c.

Si concludono i lavori per la realizzazione dell'ottavo e nono acquedotto d Roma. Realizzati sotto il principato di Claudio, il primo prende il nome di Aqua Claudia, in secondo di Anio novus. Le arcate che scavalcano le vie Praenestina e Labicana sono trasformate in un duplice arco monumentale.

54 d.C.   a.U.c.

Per fornire acqua alla Domus Aurea, viene realizzata una diramazione ad arcate da porta Maggiore, chiamato Acquedotto Celimontano.

96 d.C.   a.U.c.

Il Curator aquarum dall'imperatore Nerva, Sesto Giulio Frontino, redige il De aquaeductu urbis Romae (Sugli acquedotti della Città di Roma), un rapporto ufficiale sullo stato degli acquedotti di Roma.

109 d.C.   a.U.c.

24 Giugno: L'imperatore Traiano inaugura il decimo acquedotto di Roma, per l'approvvigionamento idrico della regione urbana di Trastevere. Viene riutilizzato parzialmente il condotto dell’Aqua Alsietina. Le sorgenti sono collocate sui monti Sabatini, presso il lago di Bracciano. La lunghezza complessiva di circa 57 km e la portata giornaliera di 2.848 quinarie (118.200 m³).

213 d.C.   a.U.c.

Per sostenere le esigenze idriche delle nuove Terme di Caracalla, viene potenziata la portata dell'Acquedotto Marcio con la captazione di una nuova sorgente nei pressi di Arsoli e la realizzazione della diramazione dell'aqua Antoniniana. I lavori sono ricordati presso l'arco monumentale che scavalca la via Tiburtina.

226 d.C.   a.U.c.

Avvio dei lavori dell'undicesimo acquedotto di Roma. La sua realizzazione era finalizzata all'approvvigionamento idrico delle nuove terme realizzate presso il Pantheon. Il percorso è di circa 22 km è in buona parte su arcuazioni, e la portata giornaliera pari a 21.632 m3, 250 litri al secondo.

1122 d.C.   a.U.c.

Papa Callisto II commissiona la costruzione del condotto dell'acqua Crabra, anche detto Fosso dell'Acqua Mariana, per garantire l'adduzione di acqua per alimentare i molini ed irrigare gli orti di proprietà della Basilica di San Giovanni in Laterano. Il canale seguiva gli antichi acquedotti e scendeva verso Roma. Vicino alla villa dei Centroni a Morena, tramite una diga veniva incanalata in un condotto sotterraneo appartenente all’antico acquedotto Claudio. Uscito allo scoperto il fosso attraversava la tenuta di Roma Vecchia, dove formava un laghetto dove vi erano anche i pesci. Quindi proseguiva verso Roma attraversava la via Tuscolana e Porta Furba, passava per via del Mandrione e costeggiando a distanza la Tuscolana giungeva a porta di San Giovanni, formando un altro laghetto. Costeggiava le mura, passando lì dove ora è via Sannio. Entrava in Roma a porta Metronia, quindi percorrendo l’odierna Passeggiata Archeologica e passando attraverso il Circo Massimo, si gettava nel Tevere accanto alla Cloaca Massima.

1562 d.C.   a.U.c.

Pio IV avvia il progetto per ricollegare l'acquedotto vergine alla sorgente originaria.

1570 d.C.   a.U.c.

16 Agosto: Conclusi i lavori di restauro dell'acquedotto Vergine. Si pianifica la costruzione di nuove fontane.

1587 d.C.   a.U.c.

15 Giugno: Sisto V inaugura il nuovo acquedotto chiamato in suo nome Felice. La cerimonia presso la fontana terminale, pur essendo priva degli ornamenti definitivi.

1937 d.C.   a.U.c.

2 Settembre: Il Governatorato di Roma affida la gestione degli acquedotti comunali, la costruzione e la gestione dell’acquedotto del Peschiera all'Aeg che cambia denominazione in Agea, Azienda governatoriale elettricità e acque.

1948 d.C.   a.U.c.

4 Agosto: Entra in funzione l'Acquedotto della Cecchignola.

1949 d.C.   a.U.c.

15 Ottobre: Entra in funzione l'Acquedotto del Peschiera.

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