Cronologia aviazione
27 Ottobre: All'Anfiteatro Correa si alza in volo il pallone aerostatico francese della Signora Blanchard. Si solleva di qualche metro, sfiora i tetti di Ripetta e ricade appena fuori Porta del Popolo.
22 Dicembre: La Signora Blanchard, si leva in volo con un pallone aerostatico viaggiando da Roma a Napoli
6 Novembre: Il Ministero della Guerra, su iniziativa del Tenente del Genio Alessandro Pecori Giraldi, autorizzava la costituzione di un Servizio Aeronautico presso il distaccamento di Roma della Brigata Mista del 3º Reggimento genio di Firenze. Il reparto si occuperà degli aerostati da ricognizione, con sede al Forte Tiburtino.
13 Luglio: Al Forte Tiburtina, sede della Sezione degli aerostati del primo reparto aeronautico militare italiano, si svolge una esercitazione con l'aerostato Torricelli, alla presenza dell'organizzatore, il famoso aeronauta francese Louis Godard. L'ascensione è di quelle libere, non frenate (non vincolate cioè al suolo da cavi). A bordo della navicella ci sono oltre al Godard, il tenente Pecori Giraldi e due aviatori italiani. Il volo comincia con ai comandi il tenente e conte Alessandro Pecori Giraldi (primo pilota militare italiano). Il volo del Torricelli si interrompe a Grottaferrata e poi ai Campi di Annibale a Rocca di Papa, dove viene ormeggiato.
Agosto: Esperimenti militari con Areostati: visita ai Campi di Annibale.
« Già l'anno scorso all'Esposizione di Torino un distinto ufficiale del Genio, il conte Pecori Giraldi, era incaricato dal Ministero della guerra di seguire nelle sue gite libere o frenate il pallone posto a fianco dell'Esposizione, diretto dai signori Godard, zio e nipote.
Con tutto che il fulmine facesse scoppiare il primo pallone, incendiandolo, e che un altro dopo un lungo tempo venisse a supplirlo, nondimeno gli esperimenti ai quali l'ufficiale del Genio potè assistere furono proficui per l'incarico avuto.
Terminata l'Esposizione, il tenente Pecori passò a Parigi, con l'istesso incarico, di studiare cioè il perfezionamento e l'applicazione degli areostati come sussidi di guerra. Ed eccoci infatti ai risultati pratici.
Il signor Godard nipote, un forte e simpatico giovane, trovasi a Roma non più con un solo ma con più ufficiali del Genio, incaricato dal Ministero di istruirli nei voli frenati e liberi. — Gli esperimenti han luogo nel forte Tiburtino fuori Porta San Lorenzo, — uno dei tanti di nuova costruzione che circondano Roma.
I palloni acquistati dal Ministero della guerra sono di modello il più perfezionato che si conosca; tanto l'areostato, quanto il carro con tutto l'occorrente per la fabbricazione del gas e per l'operazione di gonfiamento sono trasportabili ovunque.
Sulla visita fatta pochi giorni fa al campo di Rocca di Papa, mi valgo delle impressioni del signor Rinaldi, alla gentilezza del quale devo gli schizzi che han servito ai disegni.
Erano le 9 e mezza antimeridiane, salivamo lentamente dal piccolo paese di Rocca di Papa verso l'accampamento per la tanto desiderata colazione. Giunti al culmine della strada ci fermammo a rimirare lo splendido panorama della campagna che si stendeva a perdita d'occhio. La limpidità del cielo ci permetteva di vedere Roma nelle sue parti, e sovr'essa più verso noi un tenue punto nero che si livrava a grande altezza. — Lo riconoscemmo come uno dei palloni militari, ma seguimmo il cammino, e poco dopo non pensavamo che a fare onore al cuoco.
Mentre la nostra conversazione s'aggirava su mille soggetti diversi, fummo meravigliati di veder correre tutti i soldati verso l'entrata del campo, fra grida ed evviva. — È il pallone, il pallone! Ma che dici? è la palla di San Pietro che ci viene a trovare, — ripigliava un romano vero. Difatti il magnifico areostato s'avvicinava a noi rapidamente. Completamente sferico, sembrava di metallo, ripercuoteva i fulgidi raggi del sole.
Ad un tratto lo vedemmo calare, ondeggiare alquanto, e poi risolutamente dirigersi verso il campo. La corrente aerea gli era favorevole.
Le voci de' soldati furono coperte da quella del colonnello, che per accogliere con segni di giubilo i viaggiatori ordinò musica di corsa, e poco dopo fra le grida e gli evviva l'areostato passava a 300 metri su di noi accennando a posarsi nella parte alta del campo. Qui un correre di soldati, d'ufficiali, di contadini accorsi dal paese vicino a godere dello spettacolo.
Finalmente dal signor Godard veniva lanciata la corda, e sotto i suoi ordini, che questa volta può dirsi davvero che venivano dall'alto, fu effettuata la discesa fra le acclamazioni ed il suono della marcia reale.
I tre viaggiatori scesero, ed accettarono con entusiasmo il gentile invito del colonnello Ramondo di rifocillarsi. Il signor Godard raccontò allora come strada facendo, s'era di nuovo abbassato a terra per lasciare uno dei tre ufficiali che aveva con sè d'un peso non tanto leggero, e che gli avrebbe impedito di giungere fin quassù. Innalzatosi di poi e trovata con la pratica sua d'areonauta la corrente favorevole, era giunto, come desiderava, sui Campi d'Annibale.
Si provarono quindi delle gite a pallone frenato, tenuto a braccia di robusti soldati, ed il primo a salirvi fu il colonnello salutato dagli evviva di tutti quei buoni figliuoli de' suoi soldati. Gran numero d'ufficiali seguì un po' alla volta l'esempio del colonnello, e l'areostato gonfiato già da tante ore dette prova delle sue buone qualità retentive del gas, di modo che, bevuto ancora un bicchiere, quello della staffa, i viaggiatori, fra gli auguri ed i buon viaggio, salirono nuovamente nella navicella tenuta a forza col peso de' soldati, per scendere nell'accampamento della brigata Roma che sta a Palestrina.
Alle 3 pom. precise il signor Godard dava il segnale ed il pallone partiva veloce, ma mancando la forza ed essendo l'ora tarda, scesero nei pressi di Rocca Priora.
In tutte queste scese e salite non una disgrazia, non un inconveniente; il che, se dimostra la gran perizia del signor Godard, della quale i nostri ufficiali sapranno ben approfittare, dimostra pure che il materiale acquistato è ottimo sotto tutti i riguardi.
Il pallone che eseguì questo piccolo viaggetto, che ha pure la sua importanza, ha il nome del celebre fisico e geometra, inventore del barometro, Torricelli.
È di seta fabbricata espressamente in Cina; tutto il cordame viene da Bologna. Ha dieci metri di diametro e contiene 500 metri cubi di gas.
Gli esperimenti areostatici si ripeteranno al forte Tiburtino per tutto il mese sotto la direzione del signor Godard, che a quell'epoca dovrà ritornare in Francia. »
10 Maggio: In occasione delle gare nazionali di Tiro a Segno indette alla Farnesina, il famoso aereonauta francese Louis Godard organizza nell'area, una serie di ascensioni a pagamento con il suo pallone frenato a vapore. Al costo di 10 lire, ci si spinge fino alla quota massima di 400 metri, per una durata di un quarto d'ora. Ogni viaggiatore riceve un certificato comprovante l'ascensione effettuata e, dietro ulteriore pagamento, una fotografia scattata a bordo della navicella.
"Peccato, che ieri, lunedi, siasi rovesciato un uragano! Un vento sciroccale guastò gli edifici del tiro; la baracca della Trinacria, si è sfasciata; il concerto arabo è sparito, Il pallone frenato, La città di Roma, che monsieur Louis (oilard aveva costruito, è rimasto anch'esso danneggiato. È scritto Jassù che, in Italia, i palloni frenati non debbano esistere in pace? A_Milano nell'81, a Torino nell’84, ed ora a Roma, gli elementi hanno riportata una vittoria su di voi, o poveri palloni frenati!"
13 Maggio: Le ascensioni dell'aereonauta francese Louis Godard alla Farnesina, vengono sospese dopo che un violento uragano provoca gravi danni al pallone. Dopo le riparazioni necessarie, le ascensioni riprendono e vengono effettuate anche una serie preziosa di fotografie aeree di Roma.
14 Giugno: Il capitano Maurizio Mario Moris effettua il primo di una serie di voli liberi con un aerostato costruito a proprie spese, partendo dalla piazza d'Armi ai Prati di Castello e volando nel cielo di Roma insieme al tenente Cesare Dal Fabbro, che lo aveva coadiuvato nella fabbricazione del velivolo.
6 Novembre: Con regio decreto n. 503, la Compagnia Specialisti del Genio viene trasformata in Brigata Specialisti del Genio su tre compagnie, una sezione meccanica e un'officina installata alla Balduina.
Giugno: Prime ascensioni e riprese realizzate su un pallone frenato della Brigata Specialisti ad altezze variabili fra 300 e 500 metri, sulla cui navicella di vimini, l'archeologo Giacomo Boni (direttore degli scavi) era accompagnato da due uffi ciali del Genio. Le attività erano finalizzate a documentare la situazione degli scavi in corso nell'area centrale della città, in particolar modo nella zona del Comizio. In una lettera indirizzata al suo amico St. Clair Baddeley, il Boni scriveva: «Ho fatto tre ascensioni nel pallone del genio militare a 400 metri sopra il Palatino e il Foro Romano, e ho preso qualche dozzina di fotografi e delle piante dei monumenti e delle vedute panoramiche".
Il Maggiore Moris, non avendo ricevuto riscontro dalle richieste ufficiali al Ministero della Guerra, per ottenere i mezzi necessari alla costruzione di un primo dirigibile militare italiano, si rivolge direttamente al Re Vittorio Emanuele III, suo conoscente e appassionato di aeronautica. Il sovrano gli fa ottenere la somma di L 400.000 per l'acquisto di un terreno (a Vigna di Valle, presso il lago di Bracciano) e la realizzazione del nuovo Cantiere Sperimentale per costruzioni Aeronautiche.
2 Giugno: Il Capitano dell'areonautica Arnaldo Ulivelli, precipita con il suo aerostato, folgorato da un fulmine:
"Alla Farnesina, fuori Porta del Popolo, dovevano susseguirsi due cerimonie, con l'intervento del Re e della Regina, la rivista militare, e l'inangurazione della gran gara nazionale di tiro a segno. Erano oramai compiute queste due cerimonie, quando fra la folla e le file delle truppe si manifestò un'agitazione a tutta prima inesplicabile.
Il pallone areostatico del genio militare, inalzatosi in ascensione libera verso le 10 e mezza, dal piazzale di Ponte Molle, erasi incendiato all'altezza di un 500 metri ed il capitano Ulivelli, che era nella navicella, era precipitato al suolo in gravissime condizioni.
Il pallone scoppiato aveva la capacità di 240 metri era di seta, verniciata con polvere di alluminio, per renderlo impermeabile e difenderlo dai raggi solari. Era stato costrutto a Roma dalla brigata specialisti del genio quattro o cinque anni sono e portava il numero 20 di matricola. Domenica mattina alle 7.30 fu trasportato con un parco ridotto al gasometro della Società del gas per procedere alle operazioni di gonfiamento dirette dal capitano Rinaldo Ulivelli e dai tenenti Cianetti e Verdusio; quindi il pallone venne trasportato col palco sulla riva sinistra del Tevere accanto al piazzale di Ponte Molle, dal quale poco prima delle 11 fu vistò inalzarsi.
Nella, navicella, nella quale era spazio per una sola persona, prese posto il capitano Ulivelli, che aveva seco alcuni sacchetti di zavorra, un barometro, un termometro ed un binoccolo di osservazione, e tutto il necessario per provvedere al trasporto dell'aereostato a Roma dopo la discesa. Il capitano partì tranquillamente, sebbene la giornata apparisse poco indicata per una ascensione, e il cielo si abbuiava sempre più, una densa cortina di nuvole velava i colli circostanti, minacciando di momento in momento un rovescio d'acqua.
Il pallone si innalzò lentamente salendo subito all’altezza di 350 metri. Un vento leggero lostrasportò alla destra del Tevere spingendolo verso i colli circostanti. L'aereonauta per superare le alture dell'Acqua Traversa, si innalzò di un'altra cinquantina di metri e l'aereostato rimase così a circa 500 metri dal suolo montuoso.
A tale altezza avvenne la catastrofe, così narrata dal tenente Cianetti, valente areonnuta anch'egli, che segui attentamente l’areostatico: “il pallone si è trovato preso in una nube temporalesca: è gnizzato un lampo e dalla valvola inferiore si è vista uscire una lingna di fiamma. Poco dopo si è avuto un lieve rimbombo, seguito da un'esplosione che ha lacerato l'involucro, il quale si è subito incendiato. Il bravo capitano Ulivelli, nel terribile frangente, non si è perduto di spirito ed ha gettato tutte le provviste di zavorra. La navicella è precipitata sopra una fitta siepe”.
La caduta del pallone durò dieci secondi. La fiammata, l’involucro cadente in basso come uno straccio, la navicella che precipitava in mezzo alla campagna, sparvero in un attimo dagli occhi dei moltissimi che avevano fino allora seguita l'ascensione.
La navicella, caduta nella località tra la Camilluccia e Via Cassia, aveva battuto sopra un grosso cespuglio e l'urto aveva balzato fuori l'aereonauta. Primi ad accorrere furono alcuni contadini, poi sopraggiunsero a cavallo al gran galoppo il tenente medico del 18° artiglieria, Casali, e il tenente Bisi della Croce Rossa. Pochi istanti dopo giunse l'automobile del Comando del Corpo d'Armata, e su di esso il povero capitano Ulivelli venne trasportato all'ospedale di San Giacomo, il più vicino a Porta del Popolo.
Alle 12.20 visitavalo il Re, che pare fosse riconosciuto dall'infelice, che riconobbe anche la propria signora, arrivata improvvisa. Furono apprestate al capitano tutte le cute possibili, ma alle 14.30 egli spirava. "
23 Maggio: Su invito del maggiore Moris, l'aviatore francese Delagrange, giunge a Roma per eseguire delle dimostrazioni di volo. Rimontato il suo aeroplano nella Caserma Cavour presso la Piazza d'Armi, sede prescelta per le esibizioni.
24 Maggio: A Piazza d’Armi, davanti alle più alte cariche politiche (il Ministro della Guerra, il Ministro della Marina, il Sindaco di Roma e perfino i Sovrani) viene compiuto il primo volo a Roma: alla guida del velivolo è l'aviatore francese Léon Delagrange: "ebbe luogo domenica 24 maggio in piazza d'armi alla presenza di una folla enorme, e quando, alle 5 e mezzo, la Principessa Letizia salì sul palco reale, si poteva calcolare che cirea 100000 persone facessero siepe intorno all’immensa spianata.
Una grande folla era anche fuori dello steccato, arrampicata su sedie e tavoli per godersi lo'spettacolo gratuitamente. Molta gente infine, certo tutta di buona vista, era salita per l’erta di Monte Mario, o si aftullava sulla terrazza del Pincio, Gli occhi di tutta Roma insomma, da vicino e da lontano, erano fissi sull'aereo-navigante.
Il vento intanto continuava a soffiare con deliziosa ustilità. E per la folla si cominciava a spargere la voce che gli esperimenti non avrebbero avuto luogo. L'aereoplano rimaneva immobile sotto l'hangar e delle pattuglie di carabinieri trattenevano a stento i euriosi che tentavano di avvicinarsi. Dall'altra parte del Tevere, dal parco della Società aereonautica italiana, si innalzano intanto il Fides III e il Condor II.
Salgono rapidamente, raggiungono in breve le nuvole e si allontanano verso i monti Parioli, seguiti dall’attenzione della folla, che si distrae per un poco dal malumore dell'attesa, che si annunzia ormai vana. Ma in quel momento il Delagrange III esco dall'hangar.
Il vento si è un po' calmato, ma non del tutto. Ciò nonostante il Delagrange si è deciso a tentare la prova. Un lungo mormorio saluta l'uscita dello strano apparecchio. L'aereoplano scivola rapidamente sul prato con la velocità di un'automobile a 60 chilometri. L'attesa della folla si fa ansiosa. Due automobili si lanciano ad inseguire l'apparecchio.
Dopo un centinaio di metri di percorso le ruote anche le anteriori si sollevano: la macchina “vola,, ma per poco. Ad un lieve rialzo dol terreno riprende terra e ricomincia a camminare.
L'aereoplano continua la sua corsa, si solleva di nuovo, sempre all'altezza di circa un metro, e gira, con una voltata di circa 30 metri, l'argine che guarda il Tevere; ma mentre accenna ad elevarsi di più, un colpo di vento lo fa oscillare e riprende terra, ritornando verso l'hangar.
C'è troppo vento. Ma Delagrange riparte per un terzo giro sollevandosi questa volta ad un'altezza di quattro metri. Ma un mucchio di sassi lo fa fermare. Le automobili che lo seguono, filando a tutta velocità, lo raggiungono e si fermano. Ma l'aereoplano si rimette quasi subito in movimento, deserive una larga curva per due volte, sollevandosi e per dne volte riabbassandosi, e passa rapidissimo volando sul prato ad un'altezza di circa un metro dinanzi alle tribune che applaudono.
Si grida: Bravo! Bravo Delagrange! Ma per il popolo minuto, questo è ancora poco: sugli spalti gli applausi sono alquanto contrastati...
Siamo al quarto giro. L'aere già si imbruna: sarà l'ultimo. E anche questo è come jl precedente Delagrange vola, ma basso ed a sbalzi. Ha però la fortuna di fare un bel volo di circa quattro metri di altezza nell'ultima dirittura e ciò gli procura un grande applauso questa volta incontrastato.
Le discussioni sono vivacissime. Vola o non vola? È quello che i milanesi vedranno tra pochi giorni quando il Delagrange ripeterà a Milano i suoi esperimenti nella Piazza d'Armi ove si sta allestendo un aereodromo."
30 Maggio: A Piazza d’Armi, l'aviatore francese Léon Delagrange effettua una efficente prova di volo, percorrendo senza interruzione quasi dieci volte un circuito misurato di 1250 metri che per l'ampiezza delle curve venivano ad essere 1650 circa. Rimane in aria 15 minuti e 24 secondi, percorrendo a volo circa 16 chilometri.
26 Luglio: Il Dirigibile del Servizio Aeronautico N.1, commissionato dal Magg. Moris nello Stabilimento Costruzioni Aeronautiche della Caserma Cavour, finito di essere montato, viene gonfiato ad aria nel cortile interno della caserma per controllare la tenuta dei compartimenti a gas. L'involucro viene quindi smontato e portato a Vigna di Valle per procedere alle succesive prove di volo.
6 Ottobre: Primo volo del Dirigibile del Servizio Aeronautico N.1, presso l'hangar di Vigna di Valle: "Vigilano il grande Hangar centocinquanta soldati del genio e quattro carabinieri che non permettono l'avvicinarsi all’hangar per un raggio di cinquecento metri. A nessuno è dato poter varcare il limite, violare il geloso mistero.
Alla mattina quando il mostro di seta è fatto uscire dall'Hangar e lentamente sale verso questo meraviglioso cielo di ottobre, si ha l'impressione fantastica di vedere sorgere dalle acque del lago un enorme cetaceo, che nuota tranquillo e veloce nell'aria color d'opale, che si alza, s'abbassa con un ritmo affannoso di respiro, che gira a suo piacere da qualunque lato o che fila diretto, come una freccia, quasi inseguisso un branco invisibile di pesci.
La mattina del 6 ottobre il dirigibile si è levato lento verso l’alto confondendosi nello sfondo delle macchie. di Anguillara, poi, superata la vetta delle brevi colline, si è mostrato în tutto il suo splendore argentino, nell'orizzonte terso come una lama di acciaio.
Dapprima ha rivolto la prua rotonda, verso il centro del lago, poi ha preso la direzione di Anguillara, quasi subito ha voltato dirigendosi nuovamente verso il centro del lago e, dopo breve tratto, con elegante e facile manovra, si è dirizzato verso Bracciano, sul quale sì diceva dovesse passare. Veltito di fianco il dirigibile, come ho detto, ha Ja forma precisà di un cetaceo e la navicella che pende al centro, dà l'idea, veduto da lontano, di un piccolo pesce che scherzi intorno al colosso; veduto di fronte invece, essendo la prora rotonda, nulla ha di diverso di un areostato sferico."
7 Ottobre: Secondo volo del Dirigibile del Servizio Aeronautico N.1, presso l'hangar di Vigna di Valle: "Al secondo esperimento, assisteva il ministro della guerra, venuto da Roma in automobile , e molti ufficiali del.genio della brigata specialisti. L'on. Casana si rallegrò vivamente cogli arditi areonauti che erano nella navicella: capitani Droccò © Riccardoni e il meccanico, per la splendida manovra del dirigibile e dopo la colazione fatta nel baraccamento, insieme agli ufficiali del corpo del genio, fece ritorno a Roma."
8 Ottobre: Terzo volo del Dirigibile del Servizio Aeronautico N.1, presso l'hangar di Vigna di Valle: "Il giorno, dopo le 10, il dirigibile è stato un'altra volta tirato fuori dell'Hangar. Hanno preso posto nella navicella i capitani Crocco e Riccardoni e l'insuperabile meccanico Laghi. L'areonave si è sollevata dolcemente per oltre cento metri, superando le montuosità che circondano Vigna di Valle poi seguendo la costa del lago si è diretto risolutamente verso la città, quasi rasentando i tetti.
Ha girato sul fianco del castello Odescalchi, poi ha volto la prora verso Trevignano filando verso quel paese con una velocità calcolata a cirea quaranta chilometri all'ora. Al disopra di Trevignano ha fatto un rapido dietro-front per far ritorno a Vigna di Valle, dove è calato alle 11.15.
Il dirigibile era tanto vicino alla terra che, dalle vie di Bracciano, si distinguevano esattamente le ‘figure degli aereonanti. Per la prima volta il dirigibile abbandonò la via del lago per correre al disopra della terra, forse per frenarsi alla grandiosa gita a Roma,
Il maggiore Moris, in atoomobile, lungo la strada che gira intorno allo specchio d'acqua segni tutte le evoluzioni dell'areonave, così l'autoscafo nel lago, ma il dirigibile lo vinse in velocità, e solo quando toccò terra; la rapida imbarcazione raggiunse la riva dopo la corsa affannosa."
31 Ottobre: Il Dirigibile del Servizio Aeronautico N.1, con a bordo Crocco, Ricaldoni e Contini, decolla l'hangar di Vigna di Valle al lago di Bracciano diretto a Roma. Tra andata e ritorno la distanza percorsa è di circa 80 chilometri. Quando il dirigibile arriva a Roma, ad un'altezza di circa 500 metri di quota, la popolazione lo accolse in maniera trionfalistica: applausi, grida, lanci di cappelli.
9 Febbraio: Viene fondato il Club Aviatori, con a capo come fondatore e presidente, il Magg. Maurizio Moris. Per le operazioni, viene affittato il pratone di Centocelle, dove viene allestito un campo di volo.
15 Aprile: Ore 18. Nel pratone di Centocelle, Wilbur Wright effettua una prima dimostrazione del suo aereomobile: «…L'ordine vien dato, un rombo e le eliche sono in moto. L’aeroplano scivola sulla rotaia, si lancia in avanti, s’innalza. S'innalza sempre più, proseguendo in un volo sicuro, meraviglioso, verso la campagna romana. È già lontano, gira, si avvicina, passa sulle teste a venti metri, maestoso, un urlo unanime palesa tutta la commozione e l’ammirazione della folla. Wright continua a volare, si alza ancora e fila verso la torre di Centocelle, passandovi sopra. Un altro giro ancora, e calando lievemente ripassa accanto alla folla e si dirige con volo sempre più basso verso l’aviorimessa, dove prende terra leggermente. Un autentico trionfo. Il volo era durato dieci minuti, a un’altezza massima di trenta metri».
16 Aprile: Al Campo di volo di Centocelle, Wright effettua altri quattro voli di addestramento: il primo della durata di dieci minuti con il suo primo allievo, l’amico Mario Calderara, il secondo di otto minuti con il tenente Umberto Savoia, il terzo, di sei minuti, con il capitano Castagneris, segretario del Circolo degli aviatori, e il quarto, di otto minuti, con l’onorevole Sydney Sonnino, ex presidente del consiglio.
6 Maggio: Durante un esercitazione al campo volo di Centocelle, a causa del forte vento, il pilota Mario Calderara precipita con l'aereomobile Wright Flyer N°4. Rimasto ferito viene trasportato all'Ospedale militare del Celio.
17 Agosto: Battesimo dell'aria del dirigibile I-bis nel Cantiere di Vigna Valle: "Lo avrebbe avuto anche prima, forse, se una insolente tramontana non avesse consigliato ad attendere giorni più calmi.
Giunto il momento buono, il bel mostro aereo fu lanciato in alto, ai suoi gloriosi destini. Il volo fu imponente, Non il minimo squilibrio, non la più piccola incertezza. Quell’immensa nereonave obbediva con docilità stupenda al pensiero ed alla mano dell’uomo. Dalle finestre, dalle terrazze, dal diruto delvedere del feudale Castello Orsini, i braccianesi guardavano e salutavano.
Nei due giorni seguenti, i voli furono altrettanto felici. Un innocuo incidente capitò durante il quarto esperimento. Vale la pena di ricordarlo, soltanto perchè servì a confermare parecchie ottime qualità del dirigibile."