Cronologia ippica
Un numero ristretto di signori, inglesi e romani, capeggiati da lord Chestertfield e il principe Don Livio Odescalchi, organizzano le prime cacce alla volpe a Roma.
Le battute si svolgono con personale, cavalli e cani fatti appositamente venire dall'Inghilterra:
"Lord Chester field, venuto a Roma a passare l'inverno, aveva portato seco i suoi valli ed alcune dozzine ca si era dato ad inseguire le volpi nella vasta campagna che sta intorno alla città, e ad unirsi a lui aveva invitato alcuni pochi amici fra i quali il principe Livio Odescalchi.
Dopo questa prima stagione, che si potè chiamare privata, lord Chesterfield rimpatriando lasciò in dono la muta al principe Odescalchi.
Questi istituì l'anno seguente con vari amici la Società per la caccia alla volpe e ne fu eletto Presidente (Master of the hounds)."
9 Marzo: Prima competizione ippica all'uso inglese. Don Alessandro Torlonia organizza una gara di corse nei prati di Roma vecchia. Durante la manifestazione chiamata Chesterfiel Hunt Raves, si svolgono sette gare.
19 Novembre: Caduta mortale da cavallo di Sir John Bertie Mathew, durante una battuta di Caccia alla Volpe.
Il governatore di Roma e direttore generale di polizia, che era monsignor Giuseppe Zacchia, pubblica una severa Notificazione contro tali rischiosi esercizi, e specialmente contro lo sfeep chase, comminando ai contravventori, fra altro, la perdita dei loro cavalli.
L'ordinanza però, cadde ben presto in oblìo, le caccie a cavallo continuarono, il fiore della aristocrazia, romana e straniera, continuò ad acco; rervi sempre più; e sorse, nel maturare dei tempi, un Circolo della Caccia, che è il più aristocratico di Roma.
Lord George Stanhope, Conte di Chesterfield, organizza due giornate di corse sul terreno della tenuta Torlonia a Capannelle (limitrofo all'attuale area dell'ippodromo attuale) che fino ad allora era un luogo deputato a battute di caccia alla volpe.
30 Marzo: Prima edizione della Corsa equestre di Siepi Grande Steeple Chase di Roma, sui terreni dei Prati Fiscali. Al proprietario del fondo, Angelo Bernardini, viene corrisposta una indennità di 40 scudi romani.
Viene costituita la Società Romana per la Caccia alla Volpe. Livio III Odescalchi è primo presidente. Il canile viene installato nei giardini di Villa Giulia a via Flaminia.
Viene allestito un campo corse per cavalli ai Prati Fiscali.
16 Marzo: Grande evento di Corse dei Cavalli a Villa Ada, in occasione dei festeggiamenti per le nozze del Conte Giuseppe Telfener con l'ereditiera americana Ada Hungerford. Il Re Umberto I presenzia all'evento, assistendo alle gare in un elegante padiglione innalzato nel mezzo del prato. Misurata invece la partecipazione dell'aristocrazia romana.
Il Maldicente, 27 Aprile 1879, Buenos Aires:
« Dispaccio telefonico: Oggi Conle Comm. Cav. Telfener celebrando suo matrimonio invitò cittadinanza divertimento e corse cavalli sua villa Ada fuori porta Salara. Concorso straordinario. Centomila carrozze, innalzato padsglione reale su piccolo promontorio.
S. M. Re giunse Villa Ada accom pagnato da Inviato Straordinario Maldicenza da S. A. Duca D'Aosta e General Menotti. S. M. ricevuto da Cav. Conte Comm. Telfener, Contessa Telfener assieme sue dame ricevettero inviato S. M. M. A, ed inviato prese posto in padiglione reale salutato applausi unanimi.
Prima corsa vinta da Tonsisnor Emeraude (cavallo nobilissimo) Corsa Siepi dal signore Keepsake. Jothey montando Ali Seid non cadde, no, precipitò di sella senza fratture. Ultima corsa guadagnò Amleto. Contessa Ada offri premio vincitore vestito bleu scuro. Tutti suddetti (cavalli) appartengono scuderie Conte Comm. Cay, ecc, ecc.
Aristocratici discussero durante tre mesi se dovevano assistere corse temendo quarti loro nobiltà compromessi. Eccezione famiglie Colonna Doria principe Leutemberg e pochi altri, aristocrazia rimase in casa. Cavalli attaccati phaeton Colonna presero mano ribaltando cocchio, Cocchiere. Colonna con pochissimo rispelto. Conseguenze graffiature microscopiche. »
Fanfulla, 17 Marzo 1879
« Un solo turfista ha gentilmente favorito le corse dei cavalli, nella villa Ada, del conte Telfener, fuori porta Salara. Un'infinità d'eleganti equipaggi, ieri alle tre, è salita fin lassù, recando tutto il bel mondo d'ambo i sessi Molti ufficiali d'ogni arma e grado, a piedi e a cavallo. Il sindaco Ruspoli è arrivato in daumont, preceduto da sei cacciatori a cavallo, armati fino ai denti.
Alle tre e mezzo, è giunto S. M. il Re, col duca d'Aosta, il prefetto di palazzo e un aiutante di campo. Il conte e la contessa di Telfener hanno ricevuto Sua Maestà appiè d'un padiglione formato d'arazzi antichi e coperto da cortinaggi di velluto cremisino. La contessa di Telfener era sorridente come una aurora. Il conte di Telfener, a sua volta, aveva un'aspetto gaio e floridissimo, che avrà rassicurato l'autorità municipale. Il sindaco certo avrà constatato con piacere essersi affatto dileguata la malattia che ha impedito al conte di contrarre il matrimonio civile al Campidoglio, a cui sono sempre saliti trionfatori e sposi novelli, dal semplice mortale, al duca e principe romano.
Il Re e il principe Amedeo salirono sulla tribuna, lasciando i primi posti alle signore. Sul palco, oltre la contessa di Telfener e sua madre, c'erano la contessa De La Penne, la signora Mackay e sua figlia, e due dame parigine amiche della sposa. Più tardi giunse il generale Medici, e salì anche lui sotto il padiglione.
Tra gli invitati, molti forastieri. Si può dire che la colonia forastiera c'era tutta, come un forastiere solo. Le corse, fatte sopra un'ampia via serpeggiante, della lunghezza di tremila metri, riuscirono benissimo. I corridori erano tutti delle scuderie del conte. La prima corsa, vinse Émeraude, di tre anni; la seconda, Keepsake di quattro anni; la terza, Hamlet, di tre anni.
Alle cinque, lo spettacolo era finito. Sua Maestà, il Re e molti invitati si recarono al palazzo del conte, ove rimasero parecchio. La folla, tra nugoli di polvere, indorata dal sole, parte in carrozza, parte a piedi, fece ritorno in città allegrando di festosi rumori la tranquillissima e ripida via di San Basilio. »
L'Opinione 1879, 16 Marzo 1879:
« Oggi hanno avuto luogo le annunziate corse de' cavalli nella villa Ada del conte Telfener, situata fuori la porta Salara circa un miglio. Prima d'ogni altra cosa domandiamo al Municipio come si può lasciare la strada in quello stato quando si sa che per quella debbono passare tanti cittadini per recarsi ad una festa. Tanto i pedoni che coloro che erano in carrozza sono restati talmente ricoperti dalla polvere da rimanerne quasi soffocati. Non si sarebbe potuto gettare un poco d'acqua?
Dopo questa necessaria digressione, diciamo che le corse sono andate benissimo. S. M. il Re vi ha assistito in un elegante padiglione innalzato nel mezzo del prato. S. M. era accompagnato dal generale Medici e da un ufficiale d'ordinanza. Abbiamo notato molti signori dell'aristocrazia romana, alcuni dei quali, hanno preso parte alle corse come giurati. Tutt'intorno, nelle rispettive carrozze, vi erano le signore.
Nella prima gara è caduto un fantino, rialzandosi però subito da terra senza essersi fatto male alcuno. I cavalli del principe Colonna, attaccati ad un grazioso carrozzino, si sono dati a precipitosa fuga in uno dei prati della villa. Il cocchiere, che era un ragazzo, non ha potuto trattenerli ed è stato rovesciato a terra insieme alla carrozza la quale è andata in pezzi. Esso è restato incolume, salvo una grandissima paura che lo aveva fatto diventar pallido come un morto.
Moltissima gente è accorsa al divertimento che è riuscito brillantissimo tanto per l'amenità del luogo in cui è stato dato, quanto per lo sceltissimo pubblico che vi ha preso parte. Sua Maestà il Re si è trattenuto fino alla fine. »
15 Marzo: Preparativi per il primo evento di Corse a Villa Ada, in occasione dei festeggiamenti delle nozze del Conte Telfener:
"Siamo pregati di avvertire il pubblico che i biglietti o distintivi distribuiti per la corsa dei cavalli di domani, sabato, alla villa Ada, fuori di Porta Salara, servono tanto per le persone a cavallo che per quelle in carrozza, mentre i pedoni hanno ingresso libero.
Dobbiamo quindi avvertire che la villa ha tre porte d'ingresso:
Porta A. Entrata per le persone invitate con biglietto e per gli ufficiali d'ogni arma, con o senza biglietto;
Porta B. Uscita per tutte le persone che entrano per la porta A;
Porta C. Entrata ed uscita pel pubblico a piedi, lasciando le carrozze sullo stradale di Porta Salara."
Il crescente interesse per l'equitazione porta alla nascita del Jockey Club Italiano e della Società degli Steeple Chase.
Viene quindi avviata la costruzione di un campo corse nella tenuta di Capannelle, sulla via Appia nuova.
Don Marcantonio Colonna, duca di Marino e presidente della Società Romana e del Jockey Club Italiano, in vista dell'organizzazione di un Derby di Roma, stabilisce l'adozione delle norme di Newmarket, capitale del galoppo inglese, uniformando così il regolamento capitolino agli standard europei.
21 Febbraio: Durante la corsa i Barberi travolgono la folla, 15 tra morti e feriti. Questa sarà l'ultima edizione della manifestazione.
« Ma eccoci in piazza del Popolo donde i barberi prendono le mosse. C'è uno steccato con palchi e gallerie, ed entro a quelle si pigia la gente avida dello spettacolo violento. Passano prima carroe e e maschere e monelli: e il baccano si dilata, cresce, cresce, ciassorda. Furiose munate di coriandoli imbiancano cappelli ed abiti. E si vocia sempre, si ride.
Allo squillare di trombe, dal ‘fondo della piazza, si avanza a passo serrato un mezzo pelottone di cavalleria pesante, fiancheggiato da carabinieri a cavallo: poi viene un manipolo di guardio di pubblica sicurezza, e di. pompiori coll elmo; e la moltitudine, incalzata da quelle schiere, piega, sì ritira a stento, e alla fino sgombra la via destinata ai corridori.
Sono le cinque e mezzo. Il cannone tuona annunciando la corsa; la folla si agita e freme di curiosità, di gioia selvatica. Nello steccato si butta nuova rena gialla per rendere più morbida la mossu dei barberi che sbuffano, scalpituno e, alla fine, tutti undici, quanti sono, vengono slanciati liberi dui mossieri a carriera aperta. Che volo!
Che scalpitio! Gittan fuoco dagli occhi sporgenti, e bava e sangue dalla bocca, colla criniera al vento, snelli, fulminei. Barrivano alla meta. Chi ha vinto? Il primo premio consiste d'un palio di dodici metri di stola in sofà paonazza e trecento cinquanta lire, è vinto da un cavallo sauro con stella bianca in fronte.
Uno dei barberi, rimasto indietro, arrischia intanto di uccidere la folla che si rinchiude dietro ai primi corridori, ignara dell'undecimo ritardatario. S'ode un urlo... Qualche infelico è calpostato.
Più gravi disgrazie avvennero il 21 febbraio. Una gran folla assisteva al corso delle carrozze e alla corsa dei barberi. Vi assistevano anche il Re e la Regina | col principe soreditàrio. Para che i segnali della mossa dei barberi non siano stati intesi, perchè allo sbocco di piazza San Lorenzo in Lucina la moltitudine non s'accorse dell'arrivo dei cavalli che furibondi la investirono.
Quale scena d'orrore!... Chi l'ha vista ne freme ancora. Vi furono 15 tra feriti e morti, fra i quali un ragazzo israelita di dieci anni. Il Re si recò al letto dei feriti e dei moribondi per confortarli. Il giorno 21 febbraio 1882 rimarrà triste nella cronaca dei carnevali romani. »
3 Marzo: Durante la Seduta del Consiglio Comunale, si discute la Proposta del 22 Febbraio 1882 del consigliere Pericoli per la soppressione delle corse dei Barberi nel Carnevale.
« Il dibattito sulla soppressione della corsa dei barberi si apre con la proposta del consigliere Pietro Pericoli, presentata ufficialmente il 22 febbraio 1882. In sintesi, Pericoli sostiene che la civiltà moderna non possa più tollerare spettacoli che mettono a rischio la vita umana per il puro divertimento popolare, citando i tragici incidenti avvenuti l'ultimo giorno di carnevale. Egli propone quindi di abolire definitivamente la corsa in via del Corso, suggerendo alla Giunta di studiare un nuovo divertimento più decoroso e sicuro per sostituirla.
La pubblica opinione giustamente commossa dal tributo di sangue che in quest'anno, più che nei precedenti, si è pagato da alcuni nostri concittadini per la corsa dei barberi nel carnevale di Roma, vuole un serio ed energico provvedimento da parte delle pubbliche autorità. Sarebbe a mio avviso non conveniente, che in quest'aula non risuonasse l'eco di siffatti lamenti. È per ciò che io mi credo in dovere di sollevare la questione nel Consiglio e di proporre un ordine del giorno che affermi le intenzioni della comunale rappresentanza e dia quindi un indirizzo all'onorevole Sindaco ed alla Giunta per conformarvisi. È fuori di dubbio che gli spettacoli pubblici si modificano a seconda dei gradi di civiltà di un popolo. Non è ciò che più diletta per eccentricità dell'azione o per confermata tradizione che deve mantenersi a sollazzo popolare, ma bensì quello che pur dilettando meglio corrisponde alla civiltà del tempo…
I fautori dell'abolizione ribattono che la ristrettezza di via del Corso e l'enorme aumento della popolazione rendono impossibile garantire l'incolumità pubblica. Nonostante la spinta morale di Pericoli, che accetta di trasformare la sua proposta in una semplice raccomandazione per facilitarne l'approvazione, il fronte dei contrari punta sul rinvio formale della questione alla sessione di bilancio del 1883, sostenendo che un Consiglio prossimo alla scadenza non dovrebbe assumere decisioni così radicali.
Il verbale si chiude con la vittoria della linea attendista: la mozione sospensiva dell'assessore Venturi viene approvata con 25 voti favorevoli contro 14 contrari. Di conseguenza, la decisione definitiva sulla fine della corsa dei barberi viene rimandata, lasciando per il momento irrisolta la tensione tra la tradizione popolare e le nuove esigenze di pubblica sicurezza e civiltà urbana.
19 Gennaio: In occasione della Sessione straordinaria autunnale del Consiglio Comunale si sancisce definitivamente l'abolizione della Corsa dei Barberi dalle feste del carnevale romano a seguito del divieto prefettizio imposto per ragioni di pubblica incolumità.
La seduta si apre a Roma, alle ore nove pomeridiane, presso la sala delle adunanze del Consiglio Comunale. La presidenza è affidata al duca Leopoldo Torlonia, sindaco facente funzioni, assistito dal Segretario Generale cav. avv. Antonio Valle. Tra i numerosi intervenuti figurano assessori e consiglieri di spicco come i principi Borghese, Chigi e Gabrielli, e i consiglieri Venturi, Piperno e Respighi. Dopo l'approvazione del verbale precedente e le giustificazioni per l'assenza dell'on. Seismit-Doda, il Presidente Torlonia introduce la questione delle corse dei barberi dando lettura della corrispondenza intercorsa con la Prefettura.
Il Sindaco Torlonia aveva invia una lettera al Prefetto di Roma (13 gennaio 1883) per tentare di salvare la tradizione del Carnevale, nonostante il Consiglio si fosse già mostrato propenso a mantenerla. Egli dichiara di aver studiato nuovi provvedimenti per escludere ogni pericolo di catastrofi. Il progetto iniziale prevedeva due file di colonne in legno con funi metalliche tese per creare un canale libero di 6 metri, ma la Giunta lo aveva bocciato perché i ripari permanenti avrebbero reso impossibile il movimento della popolazione nel Corso durante tutta la settimana.
La soluzione alternativa proposta dalla Giunta consiste nel piantare colonne di legno lungo il ciglio dei marciapiedi a una distanza di 4 o 5 metri. Ogni giorno, solo dopo l'uscita delle carrozze, squadre di operai scortate da guardie e milizia avrebbero teso rapidamente delle funi comuni attraverso anelli di ferro fissati sulle teste delle colonne, a circa un metro dal suolo. Torlonia conclude rimettendosi al saggio arbitrio del Prefetto per l'approvazione di queste guarentigie a salvaguardia della pubblica incolumità, dando lettura del riscontro del Prefetto Gravina, ricevuto il giorno precedente la seduta.
« Ho letto col massimo interesse la comunicazione da V. S. fattami circa alle corse dei Barberi e colla massima diligenza ho fatto studiare le proposte suggerite nel fine di evitare i pericoli, che ormai da tutti si conviene, per triste esperienza fattane, che possono derivare da quel pubblico divertimento. Per quanto i provvedimenti da V. S. indicati nella nota del 13 corrente, possano in qualche modo rispondere allo scopo che si prefiggono, tuttavia essi non sono tali da offrire per la pubblica incolumità quella sicurezza, che è necessario di avere per permettere le corse. Avuto quindi riguardo alla grave responsabilità che l'autorità verrebbe ad assumere nel consentire quel pubblico divertimento, di cui le dolorosissime conseguenze dello scorso anno sono un ben triste ricordo, debbo con mio rincrescimento manifestarle, che io sento il dovere, giovandomi delle facoltà che mi accorda la legge, di vietare che le corse abbiano luogo in quest'anno. »
Dopo la lettura, il consigliere Borghese prende la parola per ribadire che il Consiglio ha fatto il suo dovere nel difendere un divertimento amato che, a suo dire, ha causato poche disgrazie dovute quasi sempre all'imprudenza dei singoli. Egli lancia una provocazione polemica: se il Prefetto vuole essere coerente col principio della sicurezza assoluta, dovrebbe vietare anche gli steeple-chases, chiudere i teatri per il rischio incendi e proibire i bagni nel Tevere.
Il consigliere Respighi aggiunge un carico di critica personale verso l'operato del Prefetto, accusandolo di usare due pesi e due misure. Mentre si mostra inflessibile con le corse dei barberi per ragioni di sicurezza, il Prefetto ha assunto la responsabilità di autorizzare l'uso delle mine nel Foro Romano contro il parere del Comune, mettendo quotidianamente a rischio gli abitanti della zona. Con queste dichiarazioni di forte dissenso verso l'autorità governativa, il verbale dichiara esaurito l'incidente.
24 Aprile: 1° edizione del Derby reale di galoppo all'ippodromo delle Capannelle.
La corsa classica sui 2400 metri registrò 10 partenti, un montepremi di 27.000 lire e la presenza del re Umberto I.
La vincitrice Andreina, allenata da Thomas Rook, correva ufficialmente per i colori bianco-verdi della scuderia del Conte Gastone de Larderel di Firenze.
Tra il pubblico, Gabriele d'Annunzio, nei suoi esordi giornalistici, racconterà che il cavallo in realtà appartiene proprio a Re Umberto I. Il Conte Gastone de Larderel e Thomas Rook furono rispettivamente il prestanome e l'allenatore che permisero a Vittorio Emanuele II di salvare la propria scuderia, aggirando il drastico taglio alle spese della Corona imposto dal Parlamento che lo aveva costretto a disfarsi ufficialmente di tutti i suoi cavalli.
"La great attraction delle corse di Roma del 24 (diciamo così, giacchè è convenuto di fare sfoggio di parole inglesi quando si parla di corse) era il Derby reale di 24,000 lire date dal Re ad incoraggiamento della produzione equina italiana, per cavalli nati in Italia nel 1881, ed iscritti prima della nascita.
Non ripetiamo una descrizione del campo di corse che la società Romana ha in affitto dal principe Torlonia alla tenuta delle Capannelle; prima di tutto perchè abbiamo già avuto occasione di parlarne altre volte nell'ILLUSTRAZIONE ITALIANA: in secondo luogo perchè i disegni del nostro Paolocci equivalgono a qualsiasi descrizione e fanno vedere l'aspetto animatissimo delle tribune e l'insieme dello spettacolo che si gode dalla tribuna Reale. Ai disegni, il Paolocci ha aggiunto un piano topografico nel quale i dilettanti possono seguire le peripezie degli steeple chase che si corrono a Roma e vi destano sempre l'ansiosa curiosità di migliaia di spettatori.
Aggiungeremo soltanto che don Marcantonio Colonna duca di Marino, presidente della Società Romana e del Jockey Club Italiano, in occasione del Derby Reale ha creduto opportuno di richiamare tutte le norme ritenute indispensabili dal regolamento di Newmarket, togliendo gli abusi e gli inconvenienti derivanti da mancanza di uniformità nei regolamenti delle varie piazze d'Italia: e per questa riforma egli è stato universalmente lodato.
Per il Derby Reale erano rimasti iscritti alla vigilia delle corse 10 cavalli: corsero tutti e dieci, cioè: Andreina e Queen o'Scots di Thomas Rook; Colombina e Mexico della scuderia Telfener; Ardea di Lord Waterproof; Mammuccia del conte Talon; Marfisa del signor Calderoni; Adelina del cavalier Bertone; Fire Bell e Fucino del capitano Fagg.
Ardea, nata e allevata a Milano dal signor Novati e da don Giulio Venino, figlia di Verdict era la prima favorita, benchè rimasta seconda al Derby di Napoli; poi Queen o' Scots; terza Andreina e quindi Fucino.
La distanza da percorrere era di 2400 metri. Queen o' Scots tenne il primo posto per mille metri poi fu passata da Andreina che vinse di mezza lunghezza percorrendo la distanza in 2 minuti e 50 secondi. Arrivò terza Marfisa.
Tutto il pubblico, compreso re Umberto, seguì con grande attenzione la corsa, ed il nome d'Andreina era, un momento dopo, su tutte le bocche....
Ugo Pesci"
20 Aprile: Nella villa Ada del conte Telfener, viene costituita da 18 soci, una società di corse, detta del Lazio. Nel parco si organizzano le prime corse ufficiali aperte al pubblico:
Corse di Cavalli a Villa Ada fuori di porta Salara, ed alle quali hanno preso parte parecchi buoni cavalli.
Ugo Pesci
25 Novembre: Seconda giornata di corse della Società del Lazio a Via Salaria.
« Il programma comprende due corse piane, una corsa di siepi, ed uno steeple-chase.
Le corse principieranno a un'ora, e quasi tutti i cavalli inscritti vi prenderanno parte, ad eccezione di quelli per cui forfeit è stato dichiarato nel Premio Palatino (handicap) di lire 2000. In questa corsa rimangono inscritti: Romeo, Palma, Wolsey, e Mascotte II.
Una bella giornata renderà certamente alle corse di via Salaria l'animazione della riunione di primavera.
Favoriti di Fanfulla: Premio Aventino, Fucino. Premio Palatino, Romeo. Premio Redicicoli, Lady Annie. Premio della Maglianella, Lampo. »
18 Novembre: Corse della Società del Lazio.
« La prima giornata di corse della riunione d'autunno della Società del Lazio non è stata certamente favorita dal tempo. La pioggia continua che non cessò di cadere che all'ora stabilita per la prima corsa, ritenne a Roma il pubblico disposto ad intervenire al terreno di corse della via Salaria.
Nelle tribune, notammo però, la duchessa d'Avigliano, la marchesa Lavaggi, la duchessa Grazioli-Lante, la contessa Antonelli, la contessa di Cellere, la contessa Telfener, il principe Doria, il conte Canevaro, il marchese Birago, il principe di Rossano, il conte di Sercey, il conte Calderoni, il principe Francesco Del Drago, il conte Barbiellini, il conte Bennicelli, quasi tutti i soci fondatori della Società del Lazio e moltissimi soci del Jockey Club Italiano.
Le quattro corse della giornata sono state interessantissime, e sedici cavalli si sono disputati i quattro premi accordati dalla Società.
Sei cavalli si sono presentati nel premio d'autunno e solo Mackay venne ritirato. Dopo una buona partenza, Talisman II di Birago (Wade) 2/1 e Silver Churn di Telfener (Smith) 2/1 conducono la corsa seguiti da Windlass di Fagg (Fox) 12/1 e da Ada di Rook (Wright) 5/1. Hotello di Sinesi e Adeling di Bertone sbagliano il percorso e vengono fermati. Silver Churn (il nostro favorito) vince facilmente, lasciando il secondo posto a Talisman II ed il terzo ad Ada. Silver Churn viene reclamata dal suo proprietario per 5206 lire.
Tre cavalli si sono disputati il premio di Porta Pia. Azzolino di Rook (Wright) 3/1, Fucino di Fagg (Fox) 4/6, Texas di Telfener (Hemings) 1 1/2/1 dopo una bellissima partenza passano in gruppo e con andatura velocissima sotto le tribune. Alla prima voltata cade Azzolino, mentre Texas aumentando la sua velocità giunge primo senza essere stato raggiunto da Fucino, il nostro favorito ed anche quello del pubblico.
Bellissima la corsa di siepi, premio Cento Celle, a cui presero parte cinque cavalli. Dopo una falsa partenza, Jupiter di Ranucci (Pateman) 1/1 prende la testa e saltando perfettamente conduce la corsa molto veloce seguito da Americanus di Birago (Wade) 1/1 e da Algol di Ottaiano (Evans) 5/1. San Giorgio di Antonelli (Atudt) 20/1 segue con molto coraggio l'andatura di cavalli di classe superiore. Nankin di Roccagiovine (Moriconi) 4/1 si ferma alla quarta siepe. All'ultima voltata, Algol (il nostro favorito) è padrona della corsa e vince facilmente, seguita da Jupiter secondo e da Americanus terzo.
Cinque cavalli erano inscritti nel premio di Torre di Valle, steeple-chase di 3000 metri e dodici ostacoli. Due soli cavalli si presentarono allo starter essendo ritirati Nankin, Evermore e Fook-Fall. Lampo di Bertone (Pateman) 2/1 e Lady Annie di Roccagiovine (Moriconi) 1/2 saltano perfettamente tutti gli ostacoli. Lady Annie giunge prima molto facilmente. »
19 Aprile: 2° edizione del Derby reale di galoppo all'ippodromo delle Capannelle, corso da 10 cavalli, e vinto da Rosenberg, cavallo sauro nato a Villa Ada nelle scuderie Telfener (da Hamlet e Blytesome) ed acquistato dalla scuderia di Sansalvà.
"Corse a villa Ada e alle Capannelle; pioggia all'uno e all'altro posto. Credo anzi le maggiori scommesse siansi aggruppate intorno a questo elemento non indispensabile del turf, e una schiera di book-makers meteorologici avrà surrogati gli speculatori e i passionati equini. Vi parlerò delle seconde corse soltanto, le più importanti, del resto, per la ragione che hanno avuto un accompagnamento di pioggia e non altro; mentre le precedenti hanno anche avuto il prologo e l'epilogo pluvioso.
Fuor di porta San Giovanni, appena il cielo no si scoperse da ogni lato, mi accorsi delle minacce che si svolgevano nelle nuvole, quantunque il sole moribondo, dolce sole d'aprile, volesse lusingarmi. I colli Laziali che dalla piazza Laterana m'erano apparsi dietro Santa Croce in Gerusalemme di un azzurro troppo carico, già cominciavano a velarsi dietro certe spennellate grigie, simili a quelle che si possono avere col pennello asciutto. Il vetturino guardò il cammino lento delle nubi e disse che la pioggia si apparecchiava a venire alle corse proprio per il derby reale.
E si arrivò insieme: di meno non s'avvide nessuno; della pioggia si accorsero tutti; i pedoni cominciarono a sgambettar pe' prati molli, le carrozze parte fuggirono, parte si spopolarono. Fu un rovescio prodigioso.
— Nun m'acciccate la fanga! — gridava uno sbarazzino a una serva, che affondava tutta la scarpetta. — Buttatevi a nuoto! — sibilava un altro a una frotta di pains che traversava correndo la lizza sotto e sopra l'acqua.
Pure, la pioggia essendo stata assai violenta, smise presto, e in fretta in fretta si preparò la terza corsa, la massima, il derby, col premio di 24.000 lire. Le maggiori probabilità erano pel Conte Verde e per Roko, quest'ultima di razza Sansalvò, questa un terzo; ma, o per il suolo inzuppato o per altro, vinse Rozsemberg, della stessa razza, e i due cavalli preferiti arrivarono in coda.
Alla quarta corsa, dei 9 cavalli inscritti ne partiron tre; nel derby se n'eran ritirati due soltanto su 12. Vinse Andreina, la favorita (T. Rook); poi veniva Entre-eux (Sansalvò), poi Staffa del marchese Fassati.
Nella quinta corsa, con ostacoli, riuscì primo Jupiter (Porta Latina); gli fu secondo Melbery (cap. Grifo).
La sesta ed ultima corsa, 3500 metri, fu vinta da Diavoletto (cap. Fagg); bendato di nero; secondo Eco (Colocchioni); terzo Perino (Cairoli). Sguardo e Agrippina pensarono bene di scaricarsi a mezza strada dei loro fantini.
Tutto sommato, la pioggia non riuscì ad altro che a un intermezzo, come anzi una sinfonia liquida che precedette la corsa solenne del derby. Prima del quale Fine Bell (cap. Fagg) e Queen o' Scots (Rook) vinsero le due gare di apertura. A dispetto delle intemperie le corse furono brillanti e ben condotte. Caddero in tutto quattro fantini; ma se i fantini non cadessero, non so proprio che cosa stessero a fare.
Dopo quelli di corte, landoo tirao a quattro per la regina, victoria per il re, fra i più splendidi equipaggi notò il mail coach del duca di Ceri con quattro bellissimi morelli, e quello del principe d'Avella, un altro tiro a quattro del principe Massimo, e la mia botte, non so per dire, che pareva la piscina probatica.
Le tribune erano una serra di fiori nostrani ed esotici; se ne poteva cavare un prontuario di stemmi da gareggiare col rosso almanacco di Gotha. Ecco le principesse Doria, Odescalco, D'Antuni, di San Mauro Ponziani, di Ragnara, di San Faustino; ecco le contesse Pecci, Spalletti, Polidori, Braschi, Stella e Gherardesca, e le marchese Guiccioli e Taccoli; poi, per far nomi esteri, le signore Broogmann, Lindstrand, Philippson, Leghait, Dubail; e ancora le signore Bondi, Serafini, Scernioli, De Angelis.
Al ritorno il vespero fu delizioso. Per la vastissima campagna romana che non ha uguali, che non ha simili, tutta spinata di acquedotti, sparsa di tombe, traversata dalla via Appia antica o dalla via Appia nova, con la sagoma di Roma, su cui campeggia la cupola di San Pietro visibile sempre, alitava una frescura mite, una fragranza, una calma solenne. Solo il passaggio del treno col suo putrido fumo l'ammorbiò un momento, come una macchia in un quadro; o no, piuttosto come una stonatura in una melodia, perchè la nuvola sia giallognola e il puzzo passò via, dileguò presto, e le macchie nei quadri non sempre si giunge a toglierle con l'acqua ragia.
Ah progresso, ah civiltà, ah modernità! che portate il lezzo del carbon fossile fra gli effluvi dei campi, e inquinate la purezza dell'aria libera... Ma che vado strillando io? Avrebbe a profumar di violetta di Parma il tiratrace, e si dovrebbero scolpire a conchiglie i cassoni del treno? Ah progresso, ah civiltà, ah modernità, voi avete ragione, ma avete anche un cattivo odore.
Uriel."
16 Aprile: Corse ippiche della Società del Lazio.
« Favorite da una discreta giornata ieri, come sapete, ebbero luogo le corse a Villa Ada.
Pubblico numeroso e scelto nelle tribune; terreno pesante, ma buono. Corse poco interessanti per il piccolo numero di cavalli che vi presero parte. Dodici soli cavalli si sono disputati i cinque premi della giornata.
Quindi scommesse poco animate, benché la Società del Lazio abbia inaugurato ieri un totalisateur sul modello di quelli usati con tanto successo all'estero, e più particolarmente in Austria.
Il totalisateur, accolto ieri molto favorevolmente dal pubblico, e specialmente dai piccoli scommettitori, è certamente chiamato ad un grande avvenire sul turf italiano.
La prima corsa, Premio di apertura, si è ridotta ad un match tra Veronica del capitano Fagg ed Anzola di Potenziani. Anzola vinse molto facilmente: essa ha quindi fatto walk-over nella seconda corsa, Premio dell'Aniene.
Tre cavalli si sono presentati allo starter nel Premio Nomentana, corsa di siepi. Silver-Churn del generale Agei prende la testa e conduce la corsa veloce, seguita da Jupiter di Porta Latina e da Lady Annie del cavaliere Bertone.
Prima della quinta siepe, Jupiter, montato dal signor Cesare Ranucci, con molta energia raggiunge Silver-Churn, e la batte facilmente di varie lunghezze. »
26 Aprile: Corse ippiche a Villa Ada.
« Si deve alla bella giornata l'intervento di moltissime persone alle corse d'oggi che hanno avuto luogo alla villa Ada, fuori porta Salaria; la Società del Lazio, che ne è l'iniziatrice, può essere davvero contenta dell'interesse che il pubblico prende alle sue riunioni.
Attorno la pista gran concorso di carrozze e di pedoni. Nessun equipaggio notevole, non perché la riunione non meritasse delle attaccate speciali, ma perché la brevità del tragitto e la strada pessima non incoraggiano a montare un equipaggio appositamente.
Degli sportsmen presenti in Roma, naturalmente non ne mancava uno.
I Borghesi, i Barracco, i Doria, i Roccagiovine, i Grazioli, Vitelleschi, Rospigliosi, Ceri, Del Drago, Calabrini, Fiano, Colonna, Lazzaroni, ecc., erano tutti sul prato delle corse seguendole con lo stesso interesse come se si fosse trattato di correre il Derby Reale.
Nelle due tribune, del Jockey Club e delle signore, tutta la Roma elegante.
Ecco il risultato delle corse:
Prima corsa - Premio di primavera (Corsa a reclamare) - Premio di lire 1000 per cavalli di ogni razza e paese. Distanza metri 1800. Corre solamente Silver Churn del generale Agei che guadagna il premio essendo giunto nel tempo prefisso.
Seconda corsa - Premio Porta Salaria (Handicap) - Premio di lire 2000 per cavalli di ogni razza e paese. Distanza metri 2000. Corrono Anzola di Potenziani (1/3), Veronica del capitano Fagg. Giunge prima Anzola.
Terza corsa - Premio Monterotondo (Maiden) - Premio di lire 1000 per cavalli nati in Italia. Distanza metri 1500. Corrono New York del generale Agei che giunge primo (quota 1/3) e Egeria del capitano Fagg, buona seconda (1/2).
Quarta corsa - Premio villa Pamphily (Corsa di siepi a reclamare per lire 6000) - Premio di lire 1000 per cavalli di ogni razza e paese. Distanza metri 2000. Corrono Silver Churn del generale Agei che giunge primo (quota 1/4), Fool-Fall di Giovanni Cairoli che giunge secondo, e Stuarda del capitano Grifo che giunge terza. Silver Churn viene reclamata dal principe di Gerace che l'acquista per lire 4,020.
Quinta corsa - Sweepstakes (fuori programma). Steeple-chase - Entrata lire 200 per ogni cavallo. Distanza metri 2000. Corrono Lady Mary di Porta Latina (quotata 2 contro 1), montata da D. Moriconi, Fisherman di detta scuderia (quotato 1 1/2), montato dal signor Ranucci, Black Prince di Don Francesco Del Drago (quotato 2), montato dal marchese Luciano Roccagiovine, Nyanza del capitano Grifo (quotato 1 1/2), montato da G. Moriconi. Arrivano primo Lady Mary e secondo Black Prince. Bella corsa.
Sesta corsa - Premio Soratte (Steeple-chase) - Premio di lire 1000 per cavalli di ogni razza e paese. Distanza metri 3000. Corrono Melmerby del capitano Grifo, che giunge primo, e Fucino del capitano Fagg, che giunge secondo.
Nessun incidente notevole. Bellissime toelette. La stagione delle corse non si poteva chiudere in modo migliore. »
23 Aprile: Seconda riunione di corse alle Capannelle.
« Il primo premio — 200 lire — è stato guadagnato da Vengeresse della razza di San Salvà che finora quest'anno è la più fortunata.
Nella seconda corsa — premio del ministero d'agricoltura, 2500 lire — Rosemberg vincitore del Derby è stato battuto da Queen o' Scots della scuderia di T. Rook.
Algol del principe d'Ottajano, montato dal conte Canevaro, ha vinto la corsa dei gentlemen, avendo a solo competitore Melmerby del capitano Grifo, montato dal marchese di Roccagiovine.
L'Omnium di 8000 lire fu vinto da Andreina (T. Rook) passando di sola mezza lunghezza Pastorella del marchese Birago.
Lo steeple chase del Lazio fu vinto da Ero del signor Collacchioni. Fucino (cap. Fagg), ch'era il favorito, si rifiutò di saltare un ostacolo.
Baroness, di proprietà della Società romana per la caccia alla volpe, ha vinto il gran steeple chase di Roma — 24 ostacoli — per cavalli di ogni razza e paese: arrivò secondo Diavoletto del cap. Fagg. Caddero i fantini di Roman bee e di Tastar, il primo de' quali si ferì gravemente. »
16 Novembre: Vendita di Puro Sangue a Villa Ada.
« Lunedì, alle 2 pomeridiane, alla Villa Ada in via Salaria, 43, avrà luogo al pubblico incanto la vendita di una parte dei cavalli in treno, puledri, e cavalle madre di puro sangue della scuderia da corsa e di allevamento del generale Agei (conte Telfener).
Numerosi amatori interverranno certamente a questa vendita che comprenderà venti capi. L'allevamento del conte Telfener è il più importante d'Italia, e nessuno ha dimenticato che il cavallo Rosemberg, vincitore del Derby Reale 1885, venne comprato alla vendita pubblica di Villa Ada del 1884 dal conte Carlo Canevaro.
Nei prodotti nati nel 1884 e che si venderanno lunedì, abbiamo notato un rimarchevole puledro sauro, Mario, figlio di Hamlet e Atala. Nei prodotti nati nel 1885, Marco un figlio di Scobel, e Numa un figlio di Hamlet. Tra le cavalle fattrici si raccomandano Atala, Comète IV e Mascotte II. »
17 Novembre: Corse in via Salaria.
« Domani, mercoledì, seconda giornata di corse a Villa Ada fuori la porta Salaria.
Le corse principieranno a 1 ora e mezzo.
Il programma comprende due corse piane e due corse con ostacoli.
Cinque puledri sono inscritti nel Premio di due anni (1200 metri): N. del marchese Fassati, Perugia del cap. Grifo, Dionisia del cav. Bertone, Edna e Jago del generale Agei.
Sette cavalli inscritti nel Premio Porta Pia (1600 metri): Pistache II di Porta Latina, Anzola del principe Potenziani, Fire Bell del cap. Fagg, Semillante del cav. Bertone, Talisman II del marchese Birago, Silver Churn del principe Gerace, e Ninette del signor Sinesi.
Cinque cavalli inscritti nel Premio Cento Celle (siepi 2000 metri): Jupiter di Porta Latina, Ippona del signor Mazza, Semillante di Bertone, Veronica del cap. Fagg, Foot Fall del signor Sinimberghi.
Sei cavalli inscritti nello steeple chase, Premio Torre di Valle (3000 metri): Jupiter di Porta Latina, Lady Mary e Chilton della medesima scuderia, Sieba del cap. Grifo, Foot Fall di Sinimberghi e Nyanza del conte Alfani. »
18 Novembre: Risultato delle corse d'oggi a Via Salaria organizzate dalla Società del Lazio.
« Ecco i risultati delle corse d'oggi:
Premio dei due anni; lire 1000, distanza metri 1200:
Corrono N del marchese Fassati che arriva primo; Dionisia del cav. Bertone, seconda; Perugia del capitano Grifo e Edna del generale Agei.
Premio di Porta Pia; lire 1000, distanza metri 1600:
Corrono solamente Fire Bell del capitano Fagg che arriva prima, e Anzola del principe Potenziani, seconda.
Premio Cento Celle, lire 1000, distanza metri 2000 (corsa con 6 siepi):
Corrono Jupiter di Porta Latina, montato dal signor Ranucci, che arriva primo; Veronica, del capitano Fagg, seconda; Ippona, del signor Sinimberghi Augusto, ufficiale di cavalleria, e Semillante del cav. Bertone.
Premio di Torre di Valle (Steeple-chase), lire 1000, distanza metri 3000:
Corrono Sieba, del capitano Grifo, che arriva prima; Lady Mary di Porta Latina seconda, Chilten di Ranucci e Foot Fall del signor Mazza.
Dei vincitori delle quattro corse d'oggi, tre erano favoriti di Fanfulla; solamente Veronica è giunta seconda.
In quanto al concorso pochi hanno avuto il coraggio di recarsi alla villa Telfener, con il freddo che faceva oggi. Non un raggio di sole ha fatto capolino tra le nuvole per riscaldare un pochino le tribune.
In conseguenza tutto freddo; le scommesse, le corse e il concorso del pubblico sportivo.
Nella tribuna un gruppetto di signore: la principessa d'Ottaiano, la principessa di Sonnino, e Mme Leghait, bene avvolte nei loro mantelli di velluto.
Da un altro canto le principesse d'Avella, di San Faustino e la giovane Bandini, che fa ora le prime comparse nel turf romano.
Nel pesage, le tre indivisibili, cioè la duchessa di Avigliano, la duchessa di Magliano e la contessa Lützow in abito semplicissimo, come la duchessa Grazioli Lante.
Intorno alla pista poche carrozze di signore sconosciute.
Degli sportsmen oltre i Borghese, i Roccagiovine, Don Alfonso Doria, il duca di Marino, il marchese Calabrini, il barone Lazzaroni, il cavaliere Pandola, il conte Senni... ho veduto seguire le corse, il barone Barracco, il marchese Fassati, il conte San Martino di Valperga che sono di passaggio in Roma.
Eques domani darà ragguagli sulla vendita degli equini della scuderia Telfener e riferirà con la sua solita competenza i risultati tecnici delle corse. »
5 Dicembre: Risultato delle corse d'oggi a Villa Ada.
« Prima corsa. — Corre solo Sacripante di Calderoni. Seconda corsa. — Corrono Otello di sir John ed Hellenica di Silvestri che arriva prima. Terza corsa. — Corrono Jago di Agei che arriva primo, Alarm Bell di Agei secondo, Jeihart di Porta Latina terzo. Quarta corsa — (Handicap, lire 5000, metri 1600). Corrono i sei iscritti: primo Lepanto di Sansalvà, seconda Allegria di Rook, terzo Fire Bell di Porta Latina. Quinta corsa. — (Gentlemen riders - steeple chase, metri 6000). Corrono Sir John Falstaff, montato dal conte d'Arnim, tenente dei dragoni prussiani, ed Elegant di Porta Latina, montato dal signor Ranucci: corsa interessante; Ranucci vince per una testa di cavallo. Sesta corsa. — (Steeple chase, metri 3000). Corrono Grigia di Sinesi ed Estella di Birago che arriva sola, perchè il fantino di Grigia, alla seconda siepe, cade senza conseguenze.
La riunione fu poco interessante; le tribune quasi vuote e misere le scommesse. Dei favoriti di Fanfulla uno solo perdette. S. M. il Re non intervenne. »