Ultimi inserimenti cronologici7.1876 - a.U.c.
Per formare il nuovo piano dell’area capitolina, sul lato di Aracoeli sì continuarono a rinvenire mura antichissime di opera quadrata in pietra gabina, nonchè avanzi di sostruzioni, e mensole di pietra albana, con residui di mura laterizie di tempi posteriori. Vi si raccolse fra l’altro un sigillo figulino con l’epigrafe FVNDVM SILIANI....
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Nella vigna posseduta dal sig. Adelmo Aragni, a due miglia e mezzo da Porta Maggiore, lungo la via Labicana, presso il piccolo ponte della Marranella, in un cavo aperto per raccogliere la pozzolana, si scoprirono reliquie di antichi sepoleri di opera laterizia e reticolata.
Pare che il sito fosse stato già frugato, poichè in mezzo alle terre vennero confusamente raccolti cippi di travertino con le seguenti iscrizioni: 1. AMICUS VIL AQVAE MARCIAE OPPIA C C (rovesciata) L PS YCARIO IN FR PX VI IN AGR PXII; 2. SEX AELIVS AGNVS IN FR P VII INAGR P XII; 3. C POPILLIVS C (rovesciata) L HILARVS IN FR P XII IN AGR P XII; 4. P CALVIVS L SATVR C CALVIVS C C LARISTI M VALERIVS EVTICVS DANTISTIVS. EVDEM Q ATTIVS A.. L PAPINI... M OGV... L BRV...; 5. HIC OSSA SITA; Vi si trovarono pure i seguenti titoli marmorei: 6. DIS MANIBVS ANTONIAE M F THREPTES; 7. VIBIDIA HELENA ET L BRVTEDI MALGIONIS DVO COIVGES IN VNV nonchè due lucerne fittili, una con rilievo di Pallade che mette il voto nell' urna e col bollo BASSA, l'altra con semplice bollo CASVICT; ed un mattone col noto marchio C LICINI DONACIS. In vicinanza di questo scavo, nella vigna medesima, fu scoperto un grande masso di travertino, ove a grandi lettere si lesse: IVNIAE M F HERENNI
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Al campo Verano, e precisamente nella espropriata vigna Caracciolo, oltre molti titoli cristiani appartenuti alla catacomba, fu rinvenuta in un piccolo loculo una lucerna ed un anelletto d’oro, e nel dinanzi l’iscrizione: D M SEPTEMBER Er CONCORDIA: PARENTES TIBVRTINO FILIO DVLOIS SIMO BENE MERENTI FE CERVN QVI VIXIT ANNIS V MESES VILD VI
Nella parte a picco del monte, a cui sovrasta la ricordata vigna, ove fu ritrovato alcuni anni or sono il piccolo Ercole del Museo Capitolino, si scoperse altra lastra marmorea, larga met. 0.92, in cui si legge: D M GENNEIE ALEC TE FILIE INFELI CISSIME Q V X ANTI MESSXA SD EST ALECTVS PATER F C T
Dai lavori medesimi venne fuori, insieme a frammenti laterizii, un mattone col bollo: EX PR FVNANIZK FAVSTIN/ E VITRASI POLLIO SAL AX
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Presso il Ninfeo detto tempio di Minerva medica sull'Esquilino, nei lavori pel viale Principessa Margherita, ricomparvero altresì alquanti solii semicircolari, paralleli a quelli già noti ai topografi per gli scavi, che nel sito medesimo avevano avuto luogo in epoche anteriori.
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Nella prossima caserma al Castro Pretorio, scavandosi un pozzo, si scoprì a piccola profondità un musaico bianco e nero, con ornati geometrici e testa di Medusa nel centro, la quale guasta in gran parte nel viso, è condotta a piccole tessere colorate, ed è chiusa in un ottagono elegantissimo, da cui si diffondono rettangoli e fascette.
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Negli scavi del Monte della Giustizia, a piccola distanza dal luogo in cui si scoprì l'oratorio cristiano, fu rinvenuto uno dei cippi terminali di travertino del corso delle acque Marcia, Tepula e Giulia, simile agli altri due quivi scoperti anteriormente (cfr. Bull. Inst. 1869. p. 212 sq.): HACRIVIAQVAR TRIVMEVNTCIPPI POSITI IVSSV A DIDI GALLI T RVBRI NEPOTIS M CORNELI FIRMI CVRATORVM AQVAR
Fu trovato poi altro frammento di fistula aquaria con l'iscrizione: MPR:PROCVET ARC ERAS FEC taluni pezzi d’istrumenti di ferro, monete ossidate irriconoscibili, stoviglie insignificanti, ed un mattone col bollo: OP DOL EX PR DOM AVG N FI GVLINAS GENIANAS
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Nel proseguimento della via Nazionale, continuandosi il taglio delle terre sotto il palazzo Rospigliosi, nel declivio del Quirinale, s'incontrarono altri avanzi di fabbriche private di epoca diversa, sottostanti alle Terme Costantiniane, presso le quali si raccolse una statuetta di putto dormiente sopra pelle di leone, larga alla base met. 0.80; e metà di una testa marmorea, quasi di grandezza naturale, coperta da pileo come nel tipo solito delle figure dei Daci.
Vi si scoprirono pure quindici anfore, ed al livello delle Terme, nella parte superiore, un avanzo di musaico bianco e nero a figure geometriche di non cattivo stile.
Furono quindi rimessi a luce muri laterizii, attaccati esteriormente alla grande exedra delle menzionate Terme, in direzione dell'orto Mercurelli; archi in continuazione del criptoportico o ninfeo, annunziato precedentemente; ed infine sotto la palazzina Lattanzi, accanto alla chiesa di s. Silvestro, residui delle mura urbane di Servio, con indizi di abitazione privata, ivi costruita nei tempi imperiali.
Giuseppe Fiorelli.
6.1876 - a.U.c.
Nelle ultime opere eseguite presso il Tempio di Antonino e Faustina al Foro Romano, nel taglio verso la chiesa di s. Maria Liberatrice, si raccolse una lastra di marmo, larga m. 0.40 alta m. 0.30, col seguente frammento epigrafico in greco: ..IIAGALI N I APO THE… | ..ICMO EKTONIDION..... Vi sì trovò pure un frammentino marmoreo proveniente dagli scarichi, largo met. 0.09, alto met. 0.08, co’ residui delle lettere AVG P...AD; una testina di statuetta muliebre di mediocre stile; una grande mensola di travertino, alta met. 0.80, larga met. 0.60, che l’egregio sig. Pellegrini reputa facesse parte dell’ antico arco Fabiano; un torsetto acefalo marmoreo, alto met. 0.32, ritraente forse un simulacro votivo; parte di un cornicione dorico con dentelli, lungo met. 1.28, alto met. 0.53; e due tronchi di colonne in marmo scannellati, del diametro di met. 0.45.
Fu eziandio rimesso a luce altro tratto dell'antica via con lastrico a poligoni di selce, e si continuò a scoprire di fianco il podio marmoreo del tempio, raccogliendosi nelle terre pochi frammenti di epigrafi di nessun valore, per la loro piccolezza e per la scarsezza delle lettere; pezzi di vetro e di terrecotte comuni; ed una parte di mattone con bollo, simile ad altro edito dal Fabretti a pag. 520. n. 333: OPVS DOLIARE EX PRAEDIS AVGG NN FIG C TERTIT
Giuseppe Fiorelli.
5.1876 - a.U.c.
A completare le notizie degli scavi fatti a Tor Fiscale nella via Latina, nel fondo Silvestrelli, ove le ricerche vennero sospese per essere poi continuate in altro tempo, credo opportuno riferire i seguenti titoli di lapidi sepolcrali, rinvenute insieme a quelle edite anteriormente: 1. MALLONIA HVGIA FECIT SIBI ET LIBERTA BVSQVE POSTE RISQVE EORV M VNO DIE PATER ET FILIVS VNA HORA DECESIER M MALLONIV SVRBGVSITE MFILIVSM M ALLONIVS VRBIC OS VNO LECTO ELATI SVNT; 2. FASILE.... DEVSTVM HVIVS HER.... DPERTINENTEM RESTIT.... QVOD FVERAT VLPIS ES.... DAM PROC KASTREN.... ACENSVS BONA EMERIA.... QVODQVE AD NOS PERG.... HEREDITARIOS PERV.... EVSEBIOR V....; 3. D M CLAVDIAE IANV ARIAE MATRI BM FECIT AVRELIA ARTEMIDORA; 4. D M VLPIAE GEMELLAE VLPIVS AGIAVS CORVIGIE B ME.
Nella medesima località, e propriamente nella camera che serba ancora la tettoia, si trovarono alcune anfore, una delle quali porta scritto in rosso e perpendicolarmente FLAVIAE SECVNDILLAE; altra ha sull’ansa il bollo CVT. Finalmente dalle tegole quivi raccolte si ebbero i seguenti bolli: 1. OPVS DOLIARE EX PRAedis aVGN C COMINI SABINIANI; 2. OP DOL EX PRCIVLISTEPHAN APRO ET CATVL COS; 3. EX Praedis DOMININO STRI auGVSTI; 4. OPVSDOLIARE EX FIG FVL VIAN POBLICINI; 5. cndomiTI AMOENI valeat QVI FECIT; 6. EXFIG DOM LVC OP DOL AELI ALEX SAD; 7. FAVSTVS DOMITLA P F LVCILL PAET ET APRONIA COS; 8. OP DOL EX PP DOM AVGG NN FIG DOMITIANI FORTVNATI; 9. DEPRAEDISLIVIIVRSIVA LERIFLAC SALARESEATA VRIONE
Giuseppe Fiorelli.
5.1876 - a.U.c.
Da ultimo dietro l'abside della Basilica lateranense, riedificata da Papa Niccolò IV., e che ora va ricostruendosi per minacciante rovina, alla profondità di circa met. 8.00 nel piano dell'antica casa dei Laterani, venne a luce un vasto pavimento di musaico bianco e nero, di met. 17.00 in quadro, ad un lato del quale trovasi un corridoio o fauce con simile pavimento, che dà accesso a tre cubicoli, delle cui mura dipinte in rosso rimane soltanto conservata una piccola parte.
Giuseppe Fiorelli.