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Le Intelletuali di Molière

  Dal 06/04/2017 al 09/04/2017

Valutazione: ★ ★ 2 stella

Ne Le Intellettuali di Molière, andato in scena nel 1672, la contrapposizione non è generazionale come ne L’avaro, o ideologica come nel Misantropo, ma di genere: uomini contro donne, uomini d’affari, ricchi borghesi, conservatori degli antichi valori (ma inclini alla trasgressione), contro donne che fanno della cultura lo strumento di rivalsa per opporsi a secoli di soprusi e torti subiti.

Ne Le Intellettuali di Molière, andato in scena nel 1672, la contrapposizione non è generazionale come ne L’avaro, o ideologica come nel Misantropo, ma di genere: uomini contro donne, uomini d’affari, ricchi borghesi, conservatori degli antichi valori (ma inclini alla trasgressione), contro donne che fanno della cultura lo strumento di rivalsa per opporsi a secoli di soprusi e torti subiti. Un femminismo ante litteram quello che serpeggia in questa commedia dove il linguaggio, sempre di grande importanza in Molière, diventa un vero e proprio strumento di lotta, ossia le donne attraverso l’erudizione, prendono coscienza della propria forza e usano il linguaggio colto per mettere gli uomini in difficoltà e spodestarli dal loro ruolo di supremazia in famiglia. Molière ci mette il suo genio e ci presenta personaggi pieni di contraddizioni e di incongruenze da cui scaturiscono sia i meccanismi comici che gli spunti per le più sottili riflessioni. Le donne di questa commedia, infatti sono delle principianti della cultura che, nonostante lo spirito innovatore e la voglia di emanciparsi incorrono nei classici inconvenienti pioneristici e scambiano un mediocre poetastro in caccia di dote per un genio della letteratura che frequenta la casa dove si svolge la vicenda. Dal canto loro gli uomini sopraffatti da cotanto spirito rivoluzionario non trovano di meglio che appellarsi a valori che loro stessi infrangono e mostrano i muscoli e ricorrendo anche all’inganno per ribaltare la situazione a proprio vantaggio. Il lieto fine, al quale Molière non si sottrae, non cancella gli interrogativi e le ambiguità che solo un grande testo è in grado di lasciare allo spettatore che esce dalla sala.

regia di Gianluigi Fogacci
con Franz Mele, Lorena Carleo, Cristina Roncoroni, Valentina Palumbo, Tony Procopio, Angela Salvio, Orazio Cagnina, Marco Cuomo, Chiara Di Pietro, Daniele Franculli
scene di Giambi Carlucci

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