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La guerra dei Roses

Valutazione: ★ ★ ★ 3 stelle

  Dal 19/12/2017 al 07/01/2018

Una parabola che rispetta le tappe canoniche del rapporto sentimentale: il colpo di fulmine, il matrimonio, le affermazioni socio - professionali, la consacrazione con l’acquisto della reggia dei sogni. Poi, improvvisamente, qualcosa si guasta. La guerra dei Roses è il titolo di un romanzo di Warren Adler del 1981 che otto anni più tardi diventa un enorme successo cinematografico per la regia di Danny De Vito con protagonisti Michael Douglas e Kathleen Turner. L’autore del romanzo, artefice anche del soggetto del film, in seguito deciderà di adattare questa vicenda per il teatro, creando una commedia straordinaria, raffinata e caotica al tempo stesso, comica e crudele, ridicola e folle, trovando forse in teatro la sua dimensione ideale, per la sua potenza espressiva e la sua dimensione terribilmente onirica.

La storia, nota a tutti grazie alla fama della pellicola cinematografica e alla notorietà oltre che alla splendida affinità interpretativa dei suoi protagonisti - narra la lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo d’affari, tronfio della sua fortunatissima carriera, lei una moglie obbediente, ma mai dimessa, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa, con amore, stima profonda e un pizzico di fascinazione per le piccole o grandi comodità, che la loro vita quotidiana andava conquistandosi.

Tutto questo avviene, come ci è lasciato intuire dalle prime scene, in un’atmosfera di profondo amore, di sincera passione, all’interno di una cornice rosa e perfetta, lontani dal sospetto, appunto inesistente tra i Rose, di un qualsivoglia senso di raggiro o personale tornaconto, la dinamica del loro vivere insieme pare (ed è!) motivata soltanto dal reciproco amore. Ma, poco dopo l’inizio della commedia, tutto questo si rompe, si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei. Tutta la loro vita passata insieme, viene da lei completamente riscritta e reinterpretata, la sua maturata presa di coscienza la rafforza e la sprona, con una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato, ora responsabile della sua mancata affermazione, in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità, fino alle estreme conseguenze.

La grandezza dell’amore si esprime in questa commedia attraverso la sua fine. Adler ci pone di fronte ad una delle più potenti e straordinarie deflagrazione umane: la separazione di un uomo e una donna che hanno condiviso un grande amore. Non c’è al mondo espressione più sconvolgente della potenza dell’essere umano, non a caso il titolo la paragona ad una guerra, e non solo, ad una delle più sanguinose guerre della storia inglese, una guerra nata in “casa” appunto, la guerra tra due rami della stessa famiglia, la guerra delle due rose. La messa in scena racconta appunto di una guerra, due schieramenti, e volutamente si è scelto di affidare tutti i personaggi a solo quattro interpreti, due uomini e due donne, in campo a combattere per la propria legittimità su questo pianeta. Il signor Rose e la signora Rose e i loro doppi, che interpretano i loro rispettivi avvocati e altri personaggi nei quali si imbattono i protagonisti, come in un sogno che non avrà un lieto fine, ci divertiranno fino alle lacrime per la loro comicità e ci turberanno nel profondo, poiché sveleranno in modo più o meno consapevole i nostri intimi fallimenti nel comprendere l’altro, l’opposto, all’interno di noi stessi. La vera guerra, forse assai più sanguinosa si svolgerà dentro di noi, nel percepire vittime e carnefici all’interno delle nostre irrisolte metà, rintanate nelle viscere delle nostre coscienze. Adler ci aiuta, con un sorriso, ad affrontare questa guerra, con coraggio e con leggerezza. E forse ci permetterà di tendere una mano all’altro, per invitarci a uscire da quella “casa” e andare incontro ad un “esterno”, ad un futuro nel quale l’uomo, prima ancora della donna, tornerà ad essere in grado di capire, accettare, dialogare con la sua intima femminilità offesa e deturpata spesso in ognuno di noi.
Filippo Dini

PRIMA NAZIONALE
Teatro Guglielmi di Massa 13 ottobre 2017

Durata: 2 h escluso intervallo (I atto 90 min – II atto 30 min)

Orario spettacoli:
martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20.00
Primo sabato di programmazione doppio spettacolo ore 16.00 e ore 20.00
mercoledì e domenica ore 17.00
Biglietteria tel. 06.83510216
Giorni e orari: lun. 13 – 19, da martedì a sab 10.00 – 19.00, dom 10 - 16
Via Nazionale 183 – 00184 Roma
Biglietteria on-line www.teatroeliseo.com e www.vivaticket.it
Call center Vivaticket: 892234
Prezzi da 20 € a 40 €

Repliche feste natalizie:
Domenica 24 e lunedì 25 dicembre: riposo
Martedì 26 dicembre ore 20.00
Domenica 31 dicembre: speciale Capodanno
spettacolo ore 20.00 con brindisi e panettone all’intervallo biglietti € da 80 a 35
cenone presso Cucina Eliseo 100 € - posti a sedere limitati con prenotazione obbligatoria a cucina@teatroeliseo.com oppure 06.83548197 – 392.0913968
Lunedì 1 gennaio riposo
Sabato 6 gennaio ore 20.00

Ambra Angiolini e Matteo Cremon
di Warren Adler
traduzione di Antonia Brancati e Enrico Luttmann
con Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana
Scene Laura Benzi
Costumi Alessandro Lai
Luci Pasquale Mari
Musiche Arturo Annecchino
Regia Filippo Dini
Produzione La Pirandelliana
in coproduzione con Goldenart Production e Artisti Riuniti

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