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I Mosaici delle Collezioni Capitoline

  Dal 01/09/2020 al 31/03/2021

Valutazione: ★ ★ ★ 3 stelle

In esposizione una notevole selezione di antichi mosaici parietali e pavimentali di proprietà della Sovrintendenza, pezzi di alto pregio e valore, con alcuni esemplari restaurati proprio per quest’occasione. Ritenuti oggi tra i più notevoli esempi di antichi mosaici pavimentali e parietali, i reperti oggetto dell’esposizione, di grande pregio e valore, sono stati selezionati dalla collezione di mosaici di età romana presente nelle raccolte Capitoline, collezione che si è formata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento a seguito dei grandi lavori che interessarono Roma all’indomani della sua designazione a Capitale del nuovo Regno d’Italia.

Nell’ambito dei progetti finalizzati ad adeguare la città al suo ruolo di capitale dotandola di nuove infrastrutture ed edilizia abitativa, si ebbe difatti l’occasione di realizzare sterri e scavi che permisero il recupero di una enorme quantità di reperti antichi, e a causa dell’insufficienza di spazi espositivi confacenti non vi fu la possibilità di collocarli tutti nei musei. Molti vennero così sistemati in casse per essere immagazzinati all’interno dei depositi, come spesso avvenne per i mosaici: una volta distaccati dalle proprie collocazioni originarie, in pannelli o in frammenti, questi furono talvolta esposti nei musei ma nella maggior parte dei casi, anche a motivo delle loro caratteristiche peculiari – quella, in primo luogo, di essere scarsamente maneggevoli – rimasero nei magazzini, venendo tuttavia preservati dalla disgregazione grazie ad operazioni di restauro conservativo.

Gli esemplari esposti datano dal II secolo a.C. fino al IV secolo d.C., un ampio arco cronologico - dall’epoca repubblicana sino alla tarda età imperiale – in grado di attestare l’evoluzione tecnica delle botteghe artigiane e al contempo il permanere - pur attraverso il mutare delle situazioni, delle mode e del gusto dei committenti - delle straordinarie capacità creative ed esecutive dei lavoranti. Prodotti di artigianato artistico di vastissima diffusione, destinati ad abbellire pavimenti e pareti delle abitazioni dei cittadini più abbienti nonché del ceto medio – la borghesia di allora – e anche alla decorazione di edifici pubblici e di monumenti funerari, questi reperti documentano e restituiscono, in sostanza, una parte della quotidianità dei cittadini dell’antica Roma, i primi fruitori delle affascinanti policromie realizzate con le tessere litiche, vitree o marmoree, che si prestavano a comporre le più varie e fantasiose decorazioni: dai motivi geometrici modulari a quelli vegetali, dall’immagine realistica a quella tratta dalle risonanze del mito, fino agli elementi di valenza simbolica

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