Informazioni e Dettagli

Informazioni su Biblioteca dell'Accademia di Francia

Valutazione: ★ 1 stelle

La creazione della biblioteca dell'Accademia di Francia a Roma si deve a Joseph-Benoît Suvée, il primo direttore del periodo post-rivoluzionario, che per primo ha voluto creare un reale strumento di studio ad uso dei borsisti. Nominato direttore fin dal 1796, prima ancora dell'insediamento a Villa Medici, stabilì una lista di libri provenienti dai fondi costituiti a partire dai sequestri rivoluzionari. Questo primo gruppo, ancora presente per due terzi nella biblioteca, fu completato da una campagna di acquisti effettuata nel 1803 dal Ministro degli Interni. Durante il XIX e la prima metà del XX secolo, la biblioteca non ebbe un vero responsabile e il numero dei volumi aumentò soprattutto per via di donazioni e lasciti. Solo nel 1964 per impulso di Balthus furono stanziati crediti per l'acquisto di opere e per la nomina di un bibliotecario. La biblioteca occupa oggi l'ala destinata un tempo alla collezione di antichità del Cardinal Ferdinando de' Medici, dove attualmente una struttura metallica ospita l'insieme dei fondi senza ledere i muri del XVI secolo. Due bibliotecarie vi lavorano occupandosi anche dell'aggiornamento dei fondi. I fondi della biblioteca dell'Accademia di Francia a Roma (essenzialmente in lingua francese) comprendono circa 27000 volumi che riflettono fedelmente le discipline presenti all'Accademia. Oltre alle arti plastiche, l'architettura e la storia dell'arte, che sono i settori più importanti, vi sono rappresentati la fotografia, il cinema, il design e la scenografia, così come la musica e la letteratura. I fondi antichi comprendono circa 800 opere anteriori al 1800. Anche se la maggior parte delle opere sono edizioni del XVIII secolo, vi si contano anche 7 libri del XVI secolo e 32 edizioni del XVII secolo. Tra i "tesori" citiamo Félibien, Pietro Santi Bartoli, le Gravures du Cabinet du Roi, l'Antiquité spiegata da Bernard de Montfaucon. Una collezione quasi intera di stampe di Piranesi e vari racconti di viaggio in Italia (Lalande, Labat, l'Abbé de Saint-Non) costituiscono le altre opere più preziose di questo fondo antico. Infine, la storia dell'arte vi è rappresentata da edizioni antiche di diversi trattati teorici (Dürer, Félibien, Roger de Piles, Mengs, Winckelmann). Per ciò che riguarda l'architettura, oltre ai trattati classici, si contano numerosi volumi sulla descrizione di Roma: Desgodez, Guattani, Falda, Percier et Fontaine, Bartoli, Lagardette. Se si prendono in considerazione i fondi del XIX secolo, oltre alla storia dell'arte (La Vie des peintres de Landon), vi sono rappresentati in particolare due campi: l'architettura con le opere principali di Quatremère de Quincy, Viollet-Le-Duc, Canina, Valadier e la musica. Il fondo musicale è composto da circa 2000 spartiti, editi per la maggior parte alla fine del XIX secolo e all'inizio del XX e da una dozzina di manoscritti. Dopo il 1992, per completare la collezione degli spartiti esistenti, è stata intrapresa l'acquisizione di CD di musica contemporanea. Il catalogo degli spartiti anteriori al 1900 redatti da Paolo Russo e Irene Maffei è stato pubblicato dall'editore fiorentino L.S. Olschki.

url Condividi pagina

Condividi la pagina sui social network