Informazioni e Dettagli

Informazioni su Schostal

Il 1870 è una data di svolta nella storia moderna di Roma. La città dei papi aveva una popolazione di poco superiore ai duecentomila abitanti e la sua vita commerciale era quella di un paesone dalle esigenze aristocratiche. La breccia di porta Pia spalancò nuove prospettive per la Capitale d’Italia, i cui abitanti crescevano all’unisono con la nascita di nuovi esercizi commerciali.

Uno dei primi ad iniziare la propria attività in quegli anni fatidici fu Lazaro Bloch, prima direttore e poi proprietario del negozio Schostal, alla città di Vienna in via del Corso 158. Vienna, come Parigi, era un punto di riferimento costante per le persone eleganti e già da allora tutto quello che era nordico aveva un certo sapore di serietà e di qualità. Lazaro Bloch, consapevole di ciò, cominciò con la politica dei prezzi fissi, del tutto nuova per quei tempi, assicurando la spedizione a domicilio e la restituzione della merce che non aveva soddisfatto il cliente.

La risposta di questo comportamento di estrema correttezza da parte della ditta fu l’instaurarsi di un rapporto di fiducia che non è mai venuto meno, neppure di fronte agli ostacoli più ostici. Nel 1914, in pieno fervore interventistico, non poteva certo piacere l’insegna Alla città di Vienna, ma era tale l’amore dei romani per Schostal, che il negozio superò senza danni questa crisi e la scritta scomparve soltanto quando la vecchia insegna venne sostituita da quella al neon. Un altro momento difficile si registrò nel 1939, al tempo delle leggi razziali.

Le autorità fasciste, ipotizzando un nome di radice ebraica, ordinarono di togliere l’insegna. Ma Giorgio Bloch riuscì a dimostrare che il nome Schostal apparteneva a due sudditi ungheresi del vecchio impero austroungarico e che nel dettaglio la sigla voleva ormai dire Societé Commerciale Hongroise Objets Soie Toile Article Lainage. Un terzo momento di crisi si verificò a metà degli anni Quaranta, quando tra la fine della guerra e il primo dopoguerra scarseggiavano le materie prime, mentre imperversava la borsa nera. Allora Giorgio Bloch fece un gesto di alto valore morale, del tutto degno della tradizione di onestà commerciale della ditta Schostal: chiuse il negozio avvertendo la sua clientela che in quelle condizioni non avrebbe potuto comportarsi onestamente. E riaprì solo quando la situazione tornò a normalizzarsi. Basterebbe questo gesto per capire perché Schostal esiste da tanti anni e perché artisti come Luigi Pirandello e Alfredo Casella hanno manifestato la loro simpatia nei confronti di una ditta che ha saputo vendere con il cuore.

Anno di fondazione: 1870

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