Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 10005
CronologiaUna bolla di papa Urbano III segnala la chiesa di Santa Maria in Iulia (poi Sant'Anna dei Falegnami), tra le chiese filiali di San Lorenzo in Damaso.
Fra Jacomo Molara, maestro de' Cavalieri templari, donò a suor Santuccia Terebotta d'Agubbio la chiesa di s. Maria in Julia, posta nel rione della Regola, dove, essendo abbadessa, fondò il monastero oggi chiamato s. Anna.
A causa delle continue minaccie per le inondazioni, papa Gregorio XIII trasferisce le monache Santucce nella chiesa di Sant'Anna de Funari.
Avviata la ricostruzione della chiesa di Sant'Anna dei Falegnami.
Il monastero di Sant'Anna dei Falegnami diventa la nuova sede dell'Ospizio di Tata Giovanni, a cui fu viene affidata la cura della Chiesa.
Giovanni Maria Mastai Ferretti, appena ordinato Sacerdote, celebra la prima Santa Messa nella chiesa di sant’Anna dei Falegnami.
Dalla demolizione delle sepolture, che erano sotto il pavimento della chiesa di s. Anna de' Funari, proviene una lastra marmorea con l'iscrizione:
D M C IVLI PAVILINI FECIT AETVRNIA ZOTIC CONIVGI BENE M
Ivi stesso, nel rovescio di un'epigrafe sepolerale dell'anno 1575, si è riconosciuta un antica tavola lusoria.
A m. 3,00 di profondità sotto il piano della chiesa predett avanzo di muraglione antico, costruito con blocchi rettangolari. Cotesto muro formava angolo circa la metà della chiesa: uno. della medesima, l'altro volgeva verso oriente.
Per la realizzazione della nuova strada di Via Arenula, vengono demoliti i fabbricati presso Piazza di Sant'Elena, la chiesa omonima, il vicino Palazzo Cavalieri, la chiesa di Sant'Anna con annesso Monastero delle Benedettine.
Nei cavi per fondare un nuovo casamento, sul luogo già occupato dall’ospizio di Tata Giovanni, è stato trovato un frammento d'urna cineraria marmorea, di forma circolare, la quale era adorna di rilievi, di cui resta appena qualche avanzo.
Dell'iscrizione incisa a minute lettere nel cartello, si hanno queste poche parole: ...|... RPOCI ...|... i ...|... AMMONIL |... A |... NTISSIMO | M
Dal sito medesimo proviene la parte superiore di una stele marmorea terminata a semicerchio, ove è figurato di rilievo ua personaggio a cavailo, coi capo coronato; ed inoltre un frammento di lapide sepolcrale con le parole: VLPI HERM... ulpia | SVCCESSA ALVMno | B M SIT TERRA LEVIS
Giuseppe Gatti.
Sterrandosi, per la nuova via Arenula, l'area ove era edificato l'ospizio detto di Tata Giovanni, a m. 3,50 sotto il piano stradale, si è rinvenuta una bella statua colossale muliebre, posta sopra un antico pavimento formato di grandi lastre marmoree. La figura, a cui mancano il braccio dritto, la mano sinistra, e la testa, che era riportata ed incassata nel busto, è seduta sopra una roccia.
Veste una tunica con mezze maniche, strette ed allacciate con clavi o bottoncini, e al disopra è coperta d’himation, il cui panneggiamento fu trattato dall'artista in modo grandioso e leggiadro.
Tiene le gambe incrocicchiate, ed ha i sandali ai piedi. Facilmente si riconosce essere effigiata in questo simulacro una Musa; ma la mancanza degli attributi, che teneva nelle mani, rendono difficile determinare quale fosse delle nove figlie di Giove e di Mnemosine.
Incontro la chiesa di S. Carlo ai Catinari, nel fondare una casa privata, è tornata all'aperto un'antica scalinata, lunga dieci metri, parallela alla facciata della chiesa e composta di soli tre gradini.
Le scavazioni per la nuova via Arenula, nel sito ove sorgeva l'ospizio detto di Tata Giovanni, hanno rimesso in luce un erma bicipite in marmo, di cattiva scultura ed assai danneggiata; inoltre una bellissima lastra di rosso antico, che misura m. 0,55 di lunghezza, m. 0,43 di larghezza, e m. 0,07 di spessore. Si è pure raccolta nello stesso luogo una piccola tessera circolare di osso (diam. mm. 25), che da un lato porta le sigle:
STE VINI
Giuseppe Gatti.
Opere d'arte e decorazioni
DescrizioneDemolita nel 1887 per la costruzione di via Arenula.
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche