Informazioni storicheData: 1716 / 1863
Codice identificativo monumento: 10027
CronologiaCon la con la prima dell'opera di Francesco Mancini Alessandro Severo, viene inaugurato il teatro Alibert a Via Margutta. Il più grande teatro di Roma, con sette ordini di 32 palchi ciascuno e 2.500 posti.
Francesco Galli Bibiena amplia il teatro Alibert e ridisegna l'interno, rimodellando l'auditorium in una curva fonetica.
Giuseppe Valadier interviene nel restauro del Teatro Alibert, rifacendo in muratura il passaggio di legno che vi arrivava dalla casa limitrofa, dove abitava.
Il teatro Alibert viene distrutto da un importante incendio doloso. Ciò che rimaneva dell'edificio fu messo all'asta dal principe Torlonia.
Si costituisce per iniziativa di artisti romani e stranieri residenti a Roma, l’Associazione Artistica Internazionale, con sede nel palazzo Torlonia a via Margutta, nel salone creato nell'area dell'ex Teatro Alibert.
La commissione incaricata di redigere il primo Statuto è composta dallo scultore Ettore Ferrari, presidente eletto è Baldassarre Odescalchi.
Scopo della Società è "l'incremento delle arti rappresentative e a tal fine, si propone innanzitutto di realizzare a Roma un’esposizione permanente di Belle Arti, di creare una biblioteca, una sala di conversazione, scuole serali di nudo e di costume, organizza esposizioni serie e umoristiche, vendite di bozzetti e quadri a beneficio dell’associazione".
Ciò che rimaneva del teatro Alibert viene messo all’asta dal principe Torlonia e viene aggiudicazione in favore di Baldassarre Pescanti, che incarica l'architetto Galanti di realizzare uno Stabilimento di Bagni con annesso Albergo.
Il Circolo Artistico Internazionale organizza una festa in onore di Wagner, nella sua sede:
"La gran sala di quel locale era tutta ornata a bandierette delle varie nazioni. Al fondo della sala era disposto un trofeo di istrumenti musicali su di una bellissima stoffa, e dinanzi al trofeo era collocato un busto in eretto dall'illustre maestro che l'egregio scultore Ettore Ferrari aveva poco meno che improvvisato. Maestri di musica, letterati ed artisti accorsero in gran numero.
Il presidente del Circolo prof. Vannutelli con la sua signora andarono incontro all'ospite colla di lui moglie, entrati nella gran sala, fu condotto il Wagner dinanzi al suo busto, ed egli si fermò con compiacenza a guardarlo, dicendo che Ferrari lo aveva cominciato con una fotografia poco rassomigliante, ma che poi lo aveva potuto eseguire con fotografie migliori."
Celebrazione per il IV centenario della nascita di Raffaello
Fin dall'aprile dell'anno scorso il Comitato delle feste pubbliche, emanazione del Municipio di Roma, aveva pensato di festeggiare il IV centenario della nascita di Raffaello Sanzio.
L'Accademia di S. Luca, l'Associazione artistica per il loro carattere speciale si erano pure interessate ad onorare la ricorrenza natalizia del grande Genio.
La data del 28 marzo era attesa con impazienza e Roma si preparava a riconoscerla come un giorno festivo. Dalle 8 antimeridiane, ad onta della pioggia fina fina ma uggiosa, si vedevano frotte di gente in abiti domenicali avviarsi verso il Campidoglio e bandiere avvoltolate a lunghe aste dominare la folla che saliva l'erta.
Verso le dieci, quando appunto il corteo doveva mettersi in marcia per il Pantheon, un barlume di sole forando a stento lo strato grigio che copriva il cielo, inviava un saluto alle bandiere che sfilavano per la cordonata di Piazza dell'Aracoeli e alle rappresentanze governative, comunali, accademiche e scientifiche, ecc., ecc., che in frac, gibus, surtout e relativo ombrello formavano il nucleo ufficiale del corteo.
Le guardie di città, i pompieri, i fedeli del Campidoglio nel loro costume barocco, benchè da molti reporters sia stato qualificato come figurino ideato da Michelangiolo e perfino da Raffaello, facevano ala alle autorità.Fra le Società quella che spiccava era l'Associazione artistica internazionale, lo stendardo della quale serviva di centro a 16 bandiere, portanti i colori delle varie nazionalità de' suoi soci.L'intero corteo sfilò innanzi alla tomba di Raffaello depositandovi corone magnifiche.
Il Circolo artistico volle aggiungere a quest'atto collettivo un sentimento gentile di individuale riverenza poichè ogni socio nel passare innanzi alla pietra tumulare offriva un mazzolino di violette, cosicchè le lastre marmoree scomparivano sotto quella specie di giardino improvvisato.
Alle 11 e mezza tutto era finito e le Società e i concertisti e le autorità si sbandavano, intanto che le infinite bandiere ritornavano alle loro rispettive sedi. La folla che assisteva sul tragitto era imponente e finita la cerimonia si riversò nel Pantheon per ammirare nella sua nicchia il busto di Raffaello, che fatto eseguire da Carlo Maratta ne era stato tolto da Leone XII per adornarne la protomoteca da lui istituita.
La gente andava pure ad inginocchiarsi dinanzi alla tomba di Vittorio Emanuele, alla quale pochi momenti prima il Duca D. Leopoldo Torlonia ff. di Sindaco aveva con delicata intenzione apposta una corona.
Alle 2 pom., con l'intervento delle LL. MM., nella sala degli Orazi e Curiazi si commemorò l'opera artistica del Sanzio con un discorso del comm. Quirino Leoni.La sera alle 9, altra commemorazione al Circolo artistico con un programma più variato: le poesie s'alternarono alla prosa e due suonate del prof. Sgambati e quattro pezzi di musica, cantati da quella raffaellesca figura della signorina Lehmann, figlia del noto pittore di Londra, rallegrarono la serata e glorificarono con composizioni di Wagner, Liszt, Gounod, Sgambati, il pittore della sala della Segnatura.
Ma la maggiore attrazione della serata non era al di qua del Tevere. Una commemorazione spontanea e vivace aveva luogo nel Trastevere. Già fin dal mattino il movimento in quella parte della città, per solito poco visitata, era stato acceleratissimo.
Il duca di Ripalta dopo tanti anni di dinieghi aveva aperto al pubblico il celebre palazzo della Farnesina, che dà sulla via della Lungara, ove a pianterreno Raffaello aveva dipinto a fresco tutta di sua mano la Galatea, e di più aveva fatto i cartoni della decorazione del portico, immaginandovi la favola di Amore e Psiche.
La fila delle vetture arrivava fino a S. Pietro: la folla era così impaziente che il duca Ripalta dovè ricorrere alle guardie di città e di questura per regolare gli aditi o le uscite. Cadde la notte e non tutti poterono godere la vista di quelle meraviglie artistiche.
Molti forestieri, che pazientemente avevano atteso la volta loro, dovettero ritirarsi crucciati di aver fatto invano per più quarti d'ora la coda. Per buona fortuna i trasteverini avevano preparata una gradevole sorpresa. Porta Settimiana — prossima alla Farnesina — era decorata di pennoni, illuminata e inghirlandata. Dei globi areostatici, con suvvi iscrizioni d'occasione e Raffaelli e Fornarine dipinte, si alzavano nell'aria, e la casa della Fornarina, dal basso all'alto coperta di fiori, veniva illuminata dai riflessi colorati dei bengala.
Le trasteverine s'erano coperte le mani, il collo, il seno di gioielli e processionalmente si portavano nella bottega del fornaio — che occupa il pianterreno di quella storica casa — ad ammirarvi una cromolitografia rappresentante la figura di donna inginocchiata della Trasfigurazione, nella quale Raffaello aveva per l'ultima volta copiato le forme opulente della donna amata.
I propositi e le osservazioni di quelle semplici popolane erano il condimento più piccante e più dilettevole della festa.Le osterie erano piene: la soddisfazione dava una fisionomia simpatica a quel rione popolato, ma ordinariamente tranquillo.I trasteverini con spontaneità lodevole s'erano messa su da loro quella festa e con orgoglio ne vantavano la riuscita.
La spiegazione di quel complesso di cose vien data dalla seguente iscrizione, che abbiamo copiata da uno stendardo della porta Settimiana:
IN ONORE DI RAFFAELLO SANZIO RICORRENDO NEL IV CENTENARIO DELLA NASCITA IL CIRCOLO RAFFAELLO E FORNARINA FESTEGGIA.
G. B.
L'Associazione Artistica Internazionale trasferisce la propria sede dal Palazzo a via d'Alibert, nel Palazzo Patrizi a via Margutta. Il Re umberto I partecipa alla prima esposizione di inaugurazione:
"Dal 1872 all'anno scorso il fiorentissimo Circolo Artistico internazionale di Roma occupava alcuni locali di via Alibert, sopravvissuti all'incendio che distrusse il teatro di quel nome, nel 1853. Quei locali erano di proprietà del principe Alessandro Torlonia che, più d'una volta, aveva pensato di destinarli ad altro uso, e finalmente si decise a non rinnovare più il contratto di locazione.
Il Circolo provvide per conseguenza alla costruzione di una nuova residenza, in via Margutta, la strada classica dell'arte, nella quale hanno il loro studio moltissimi de' pittori e scultori residenti in Roma: dove tutte le porte mettono nel sontuoso sacrario di qualche artista già illustre o nella stanza disadorna d'un principiante, o in qualche scuola di nudo, dove la sera una ventina di giovinotti allegri si radunano intorno ad un modello illuminato dai riverberi di un lume a gas, e lavorano per delle ore ridendo e scherzando.
La nuova sede del Circolo artistico internazionale di Roma contiene due grandi sale da esposizione, che sono una vera meraviglia di eleganza e di buon gusto, costruite sotto la direzione di socii e decorate da socii. Meglio delle nostre parole valgano a darne un'idea più completa i due disegni del Paolocci che pubblichiamo in questo numero.
Fu ottimo pensiero quello d'inaugurare la nuova sede con una esposizione Artistica, e re Umberto consentì volentieri ad essere primo a visitarla. La visita reale ebbe luogo il giorno 8 del corrente gennaio. Uno de' nostri disegni rappresenta appunto re Umberto nella gran sala, accompagnato dal pittore Francesco Jacovacci presidente del circolo, di fianco al quale sta il barone di Keudell ambasciatore di Germania. Dietro, fra il re e l'Jacovacci, è il duca Leopoldo Torlonia ff. di sindaco, ed accanto al Torlonia il conte di Robilant.
In questa sala principale sono raccolte le pitture a olio — 103 quadri — fra le quali ricorderemo: La sera del giovedì santo di Pio Joris; le Tentazioni di san Girolamo del Siedmiraski; l'Avanguardia della signora Stuart Sindici; Il padre della modella di Frangiamore; Un paggio di Antonio Mancini; il Vecchio Tevere di Egisto Massoni; Martin Lutero del Tarenghi; sei quadri di paese di Guido Boggiani; l'Abbandono del Pontecorvo.
Oltre i quadri a olio sono esposti 34 fra acquerelli e pastelli e quaranta opere di scultura; queste quasi tutte raccolte nell'altra sala. Nell'altro disegno infatti si scorge benissimo la figura del Cencetti Ignara mali, statua finissima e graziosissima; più in là, la bellissima Giuditta dell'Ezekiel autore anche del busto di Liszt che si vede nell'angolo, e La Gladiatrice, statuetta in bronzo di Augusto Viola. E sono da ricordarsi quattro testine bellissime del Maccagnani, la Ruth di Antonio Rossetti, un bel busto modellato dallo spagnolo Benlliure, e altri due dello spagnolo Querol.
Fra gli acquerelli meritano di essere ricordati Gli olivi di Tivoli del Roesler Franz; una Manovra di cavalleria del Coleman; Un orientale del Tomba; un ritratto del Re di Modesto Faustini: il Procedamus in pace del Guzzoni; ed un altro acquerello bellissimo del Faustini indicato nel catalogo col semplice titolo di Studio di nudo."
Progetto
Committenti e finanziatori
DescrizioneCostruito volere di Antonio d'Alibert, figlio del Giacomo d'Alibert che aveva già costruito il teatro Tordinona. Costruito inizialmente su un appezzamento di terra un tempo utilizzato per il gioco della Pallacorda, non possedeva una vera e propria facciata ma tre ingressi, uno dei quali su via Margutta.
Il teatro non fu molto frequentato, al punto che la gestione passò nel 1726 in mano all'Ordine di Malta che impose il nome teatro delle Dame.
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1891
Dante Paolocci
Serata Umoristica al Circolo Artistico
L'Illustrazione Italiana 1891
1883
Dante Paolocci
Ballo al Circolo Artistico Internazionale
L'Illustrazione Italiana 1883
1883
Dante Paolocci
Celebrazione per il IV centenario della nascita di Raffaello
L'Illustrazione Italiana 1883
1881
Dante Paolocci
Ballo in Costume al Circolo Artistico
L'Illustrazione Italiana 1881
1880
Dante Paolocci
Ballo in costume al Circo Artistico Internazionale
L'Illustrazione Italiana 1880
1879
Dante Paolocci
Festa di Carnevale al Circolo Artistico
L'Illustrazione Italiana 1879
1877
Festa in costume al Circolo Artistico Internazionale
L'Illustrazione Italiana 1877
1876
Dante Paolocci
Il maestro Wagner al circolo artistico internazionale
L'Illustrazione Italiana 1876
1774
Pierre Adrien Paris
Plan du théâtre d'Alibertirt
Études d'Architecture faites en Italie