Informazioni storicheData: 1902 / 1938
Codice identificativo monumento: 10051
CronologiaFra il Corso Vittorio Emanuele e la via dell'Oro, gittandosi le fondamenta dell'edificio che costruisce l'onorevole senatore Baracco per esporvi ordinatamente la sua ricca ed importante collezione di antiche sculture, sì è rinvenuto un sarcofago in travertino, lungo m. 2,20 X 0,75 X 0,55.
Giuseppe Gatti.
In questa tenera primavera romana à recato una bella festa a tutti gli studiosi e a tutti gli amatori, chè il ricco serto romano di arte e di gloria si è arricchito di una purissima gemma, destinata a risplendere lungamente fra tanto fulgore di bellezze eterne.
Il senatore Giovanni Barracco à aperto agli studiosi e ai curiosi il bel tempietto jonico che contiene la sua famosa collezione di sculture antiche, raccolta in molti anni di paziente studio e di amorose ricerche, e donata ora, con generosità sovrana, alla città di Roma.
In fondo al moderno e brutto corso Vittorio Emanuele, l'ampia strada romana ove i resti di età gloriose sono soffocati dalle ricche e volgari costruzioni della terza Roma, ove il palazzo della Cancelleria, il palazzetto Le Roy, detto la Farnesina ai Baullari e il bel palazzo Massimo, tre dei più fulgidi monumenti dell'architettura romana nel rinascimento, sono oppressi da tante nuove fabbriche di speculazione, è sorto, per opera del generoso signore e di un degno artista romano, l'architetto Gaetano Koch, il bel tempietto jonico che racchiude la preziosa collezione.
Il tempietto è tutto policromato e decorato esternamente, con gusto e con garbo veramente ellenici: esso è sorto come un miracoloso fiore dell'arte, tutto vibrante di luce e di colore, in fondo alla strada moderna presso al Tevere che qui fa un ampio gomito, fra la chiesa di San Giovanni dei Fiorentini e la mole maestosa del mausoleo di Adriano. Il bel tempietto sorridente e lieto, come una lirica greca, saluta con voce amica, e invita cordial- mente ad una purissima festa. Entriamo, chè tutto intorno freme e ferve la vita moderna, affannata e dolorosa, e il piccolo giardino fiorito intorno al tempietto dà un'imagine di grazia soave. Entriamo: chè l'eco del traffico vicino non varcherà le sacre mura della novissima casa dell' arte.
In due ampie, lunghe e luminose sale sono esposte le opere di scultura antica che il senatore Barracco à raccolte con tanto acume e tanto amore attraverso i suoi lunghi viaggi. Ma non è questa la collezione di un curioso o di un amatore: una mente erudita ha vegliato giorno per giorno alla formazione di questa raccolta che doveva e deve rispondere ad un fine rigorosamente scientifico. Sarebbe stato assai facile, trenta o quarant' anni fa, viaggiando attraverso la Grecia, l'Egitto e l'Oriente, raccogliere una numerosa serie di oggetti preziosi, più o meno interessanti, e formare così una di quelle collezioni delle quali i miliardari americani dànno ora il non felice esempio.
Il Barracco non à voluto mettere insieme in Roma una raccolta che avesse dovuto subire l'inevitabile e schiacciante confronto delle famose collezioni romane di antichità, dal Vaticano al Museo Nazionale, dal Laterano al Campidoglio, dalla raccolta Torlonia a quella, pure Torlonia, di Villa Albani. Il tentativo sarebbe stato folle e inutile. << La mia piccola collezione in confronto dei grandi musei, sta come un compendio di storia universale al paragone di una ricca biblioteca di storici di tutti i popoli ». Così il senatore Barracco definisce la sua collezione, e rivela lo scopo pel quale essa è stata formata. I maggiori musei d' Italia, ad eccezione di quello di Torino, sono una ricchissima raccolta di sculture antiche, ma nessuno di essi è stato formato con criteri scientifici e moderni, per modo che essi costituiscono delle serie certamente interessanti di antichità, ma nelle quali l'ingombro delle opere e la ripetizione costante e monotona di tipi e di forme consuete, stanca e distrae.
Il senatore Barracco à voluto, al contrario di queste maggiori collezioni, mettere insieme gli esemplari caratteristici delle più antiche correnti d'arte che anno dato il primo impulso all' arte ellenica, e costituire in tal modo un vero museo di scultura antica comparata.
Nonostante gli accorati tentativi di Pollak presso le autorità comunali per ottenere un salvataggio in extremis, il Museo Barraco viene abbattuto secondo il nuovo Piano Regolatore.
Le opere della collezione sono provvisoriamente trasferite nei magazzini dei Musei Capitolini.
Progetto
DescrizioneCostruito per ospitare la collezione di sculture antiche di Giovanni Barracco, venne demolito in seguito al piano regolatore del 1931.