Informazioni storicheData: 1621 / 1887
Codice identificativo monumento: 10066
CronologiaPapa Clemente XII ottiene dalla principessa Ludovisi la donazione dell'obelisco degli Orti Sallustiani, giacente a Villa Ludovisi, per innalzarlo in Piazza San Giovanni, di fronte alla facciata principale che Alessandro Galilei stava costruendo. I tre pezzi sono portati ed allineati in terra vicino alla Scala Santa (mappa Nolli n.13). Gli architetti da lui interpellati lo dissuadono presto dal progetto, dove avrebbe dovuto sostenere il confronto con il gigantesco colosso Sistino.
Il principe Luigi Boncompagni Ludovisi compra la Villa Belloni-Cavalletti (ex ville Altieri e Verospi), inglobandole nella Villa Ludovisi.
Viene scoperto il basamento orginale dell'obelisco sallustiano durante i lavori nel giardino di Villa Ludovisi. Viene collocato nei pressi dell'ingresso.
Antonio Ludovisi Buoncompagni acquista da Antonio Santacroce villa Borioni. Si completa l'espanzione della villa Boncompagni Ludovisi, raggiungendo l'estenzione di 247.000 metri quadrati.
Rodolfo e Ignazio Boncompagni Ludovisi decisero la lottizzazione della villa Ludovisi.
Tracciandosi le nuove strade nella villa Ludovisi, ormai interamente distrutta, sono avvenute le seguenti scoperte- Non è possibile indicarne l'ubicazione precisa, perchè le strade dell'infausto quartiere non hanno ancor nome.
Fra il casino dell'Aurora e la via di porta Pinciana, è tornato in luce un grosso muraglione di opera reticolata, che sembra avere sostenuto una ter. azza di giardino.
Fra detto casino e quello del Museo, quasi nel centro della villa, si è scoi)erta una rete di cliiaviclie, scorrenti in terreno nudo, ossia non fabbricato.
Le chiaviche hanno sponde a cortina e volta triangolare, con tegoloni sui quali ricorre più volte il bollo rotondo: ODARIS THA EX PRL CEIO COM CF NIGRO ET CAMERIN
In questo slesso luogo, è stata ritrovata una bellissima testa virile marmorea imberbe, con fronte bassa e quadra, orecchie assai sporgenti ; insieme ad uu braccio di statua di buon lavoro.
Ora si incomincia a scoprire un deposito di anfore, di svelta ed elegante forma. Se ne estrassero finora quaranta, prive apparentemente di leggenda a pennello; ma conviene porre in chiaro la cosa, facendo uso di reagenti chimici.
Rodolfo Lanciani
Sotto gli auspici del sindaco di Roma, duca Leopoldo Torlonia, i Ludovisi firmano una convenzione con la Società Generale Immobiliare per la lottizzazione della villa Ludovisi.
Durante i lavori urbanistici del nuovo a Villa Ludovisi viene scoperto il cosidetto Trono Ludovisi.
I movimenti di terra, che si eseguiscono nell’area della villa Ludovisi, hanno restituito alla luce un pezzo di condotto aquario di piombo, che reca l'iscrizione: SEMONI IVLIANI PR VRBE C V
Al prof. Gatti che trascrisse la leggenda non parve da dubitare, che il personaggio qui nominato sia Decimo Simonio Giuliano, prefetto di Roma sulla metà del secolo terzo; quel medesimo che è ricordato nel celebre moggio tiorentino (Orelli 4347), e che per ordine dell’imp. Gordiano eseguì una generale revisione del sistema ponderario, mandando per regiones i campioni-tipi delle misure pubbliche « ad eremplum earum quae in Capitolio sunt».
Nella parte della villa Ludovisi, che il principe proprietario si è riservata nella vendita fattane per la costruzione di un nuovo quartiere, è tornato in luce un antico sarcofago in marmo greco, di cui peraltro non restano che tre lati, essendone stato regolarmente segato il quarto per adattarlo, come pare, ad uso di sedile.
Nel lato maggiore misura m. 1,35 in larghezza, m. 0,85 in altezza: i lati minori, ridotti a forma trapezoidale, sono larghi m. 0,68, ed alti m. 0,85 e 0,60.
Le tre facce del monumento sono scolpite di bassorilievo, con arte che imita lo stile greco arcaicizzante. Sul davanti vedesi una donna, coperta soltanto da una sottilissima e trasparente suducula, allacciata sulle spalle, ed immersa fino alla metà della persona, probabilmente in un bagno.
Due donne tunicate la sostengono per le braccia e la aiutano a salire in alto, mentre coll’ altra mano stendono davanti a lei um denso velo. Nel fianco destro una figura muliebre, seduta sopra un cuscino, completamente vestita ed ammantata, sorregge con la sinistra una lucerna, e sembra in atto di posarla sopra un candelabro che le sta dinanzi.
Nel fianco sinistro, la stessa figura sì vede parimenti seduta, ma del tutto nuda, € con. le gambe a cavalcioni, e suonante la doppia tibia.
Presso il palazzo della villa Ludovisi, il principe proprietario ha rinvenuto una statua di re barbaro, vestito nel modo consueto, cioè con tunica succinta e larghe brache. Mancano la testa, le braccia ed i piedi. La figura è di grandezza poco minore del vero, e sta genuflessa e curvata, nell'atteggiamento di sostenere qualche oggetto pesante.
Nel fondare il nuovo muro di recinto presso il palazzo della villa Ludovisi, si è ritrovato un frammento di architrave in marmo, che conserva i nomi:
A FLAMINIVS ALEXANDER
Eseguendosi nell'area dell'antica villa Ludovisi gli sterri per la strada, che deve congiungere quel nuovo quartiere con la piazza Barberini, si è incontrato un grandissimo scarico di frammenti di anfore, vasi ed altri fittili di ogni genere.
In mezzo a quell'enorme cumulo sono state raccolte alcune lucerne monolicni, di forma comune; una delle quali, di terra rossa e più grande delle altre, porta in rilievo una ghirlanda ed una maschera. Un'altra, di terra quasi nera, ha nel piatto due busti barbati, e nel fondo il bollo: C CLO SVC
Altre simili lucerne hanno i marchi di fabbrica seguenti: a) L M ADIEC stella a quattro raggi 6) OPPI (graffito) anfora con due anse c) C OPPI RES protome di Diana.
Ivi stesso sono stati recuperati: due piccoli balsamari di vetro, il manico di un piccolo caldaio di bronzo, un campanello parimenti di bronzo, il piatto di un cucchiaio d'osso, ed alcune monete dell'età imperiale, assai consunte dall’ossido.
Lo stato acquista 104 pezzi della collezione d'arte antica della famiglia Boncompagni Ludovisi. Tra questi: L'Ares, il trono, il Dioniso, l'Ermes, il Galata. :"Don Rodolfo Boncompagni principe di Piombino e gli onorevoli Panzacchi e Danieli, sottosegretari di Stato amente per la pubblica istruzione e del tesoro, firmarono l'atto di cessione, essendo testimoni il comm. Fiorilli, direttore generale per le antichità e belle arti, e l'avv, Artom.
Il prezzo d'acquisto fu concordato in un milione e 400.000 lire da pagarsi in dieci esercizi senza interessi. Per l'accordo si ebbe riguardo innanzi tutto a due stime separate, che il prof. Giulio De Petra e il marchese B. Chigi-Zondadari senatore del Regno, coadiuvato dal senatore Barracco, avevano già fatte nell'occasione di una domanda presentata nel 1894 dal principe Boncompagni perchè fosse tolto, dietro un compenso, il vincolo fidecommissario che gravava sul Museo; e si tenne conto in pari tempo dei diritti dello Stato rappresentati appunto da tale vincolo.
Così è che mentre scrivo si effettua già il traporto dello sculture, non in magazzini privati nè alla Villa Borghose, come annunziò una falsa voce, ma al Museo Nazionale delle Terme Diocleziane, destinate ad accogliere il prezioso deposito sono alcune stanze attiguo al chiostro detto di Michelangelo, l'ampio e stupendo peristilio, che un dì risuonava appena dei passi dei Certosini gravi e taciturni, ed ora è divenuto luogo di pellegrinaggio per quanti cercano il bello, per quanti si sentono attratti alla contemplazione dei monumenti, che ci ha lasciati l’antica civiltà della Grecia e di Roma.
Il Museo Boncompagni più che pel numero (i pezzi che vengono allo Stato sono circa un centinaio) s'impone per la qualità degli oggetti. Esso è una scelta fatta con tanto gusto e intendimento d’arte, che per questo riguardo pochi altri Musei reggono al confronto. Non sono molti infatti quelli che, sebbene più grandi, contengano in proporzione tante opere di prim'ordine, e possano vantare anche opere veramente originali, garantite dalla firma dell'artista.
Inoltre esso ha il rarissimo pregio di potere rappresentare le fasi principali della scultura antica, dall’ arcaismo alla decadenza, con opere che sono veri capisaldi della storia dell’ arte. Winckelmann ed altri archeologi si sono formati contemplando l'antico nei viali ombrosi e nei giardini fioriti di Villa Ludovisi."
Committenti e finanziatori
Residenti famosi
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1851
Villa Ludovisi
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1818
Villa Ludovisi e dintorni
Catasto Urbano
1774
Pierre Adrien Paris
Plan de la villa Ludovisi
Études d'Architecture faites en Italie
1761
Giuseppe Vasi
Casino Ludovisi presso Porta Pinciana
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro X
1745
Villa Ludovisia
Roma antica, e moderna
1683
Giovan Battista Falda
Villa Ludovisi a Porta Pinciana
Li Giardini di Roma con le loro piante
1683
Giovan Battista Falda
Pianta di Villa Ludovisi a Porta Pinciana
Li Giardini di Roma con le loro piante
1641
Israel Silvestre
Villa Ludovisi
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1641
Israel Silvestre
Veduta della vigna di Ludovisi
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1641
Israel Silvestre
Vuë du Palais et Jardin du Cardinal Ludovise
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1622
Giardini di Villa Ludovisi