Informazioni storicheData: / 1886
Codice identificativo monumento: 10099
CronologiaA seguito del mutato clima politico, sia al governo che nei rapporti con la Francia, viene accantonato il progetto di Nénot, vincitore del primo Concorso per il monumento a Vittorio Emanuele II.
La commissione reale, decide di esaminare approfonditamente il problema del luogo dove collocare il monumento, nominando tre sottocommissioni che dovranno esaminare le proposte principali: il colle del Campidoglio, il Pantheon e la piazza della stazione Termini.
Durante il dibattito viene fatto notare, dati alla mano, che la soluzione sul colle del Campidoglio (proposta nel precedente concorso nel progetto di Piacentini e Ferrari) aveva il pregio di una superficie su cui costruire il monumento (potendo demolire il convento dell'Ara Coeli, già di proprietà comunale).
Solenne cerimonia della posa della prima pietra del Vittoriano alla presenza di re Umberto I di Savoia, della regina Margherita di Savoia, dell'intera famiglia reale e di una folta rappresentanza straniera.
« Al lato sinistro della Chiesa d'Aracoeli prospiciente il Corso fu giocoforza abbattere il giardino del Convento ed alcune case per ottenere un piazzale sufficiente a contenere circa tremila invitati; tanti, e forse anche più, erano i biglietti distribuiti.
Si accedeva al locale per la via Giulio Romano, per la gradinata dell'Aracoeli, e per la Caserma delle guardie municipali. Era quest'ultimo l'ingresso riservato ai Sovrani, alla Corte, al Corpo diplomatico, ecc. Prima di giungere nel piazzale bisognava attraversare corridoi, cortili e chiostri, di sapore medioevale, addobbati, forse rovinati, per la circostanza di stoffe, di finti marmi, e piante ornamentali.
Il piazzale della cerimonia, dal quale la vista spazia sulla Roma che guarda il nord, è già sul livello del Corso di circa metri 27, e rappresenta l'altezza della futura piattaforma del monumento. Ma a ben altre altezze spingerà le sue ornamentazioni la grandiosa idea concepita dal Sacconi.
Sulla torre detta di Paolo III, che dovrà anch'essa cedere al piccone, e sul campanile della Chiesa, fascie di rosso e nero indicano le misure d'elevazione del monumento che la riconoscente patria innalza sul colle capitolino al Re galantuomo, al Pater patriae. L'attico segnato sul campanile è a metri 58 sul livello della Piazza di Venezia, e solo di quassù, al disopra di tanti tetti che ingombrano ancora i fianchi del sacro colle, e che dovran sparire, può aversi un'adeguata idea della grandiosità dell'opera.
Veniamo alla cerimonia ch'ebbe luogo il 22 marzo. Addossate alla chiesa sono state erette su disegno dello stesso Sacconi le tribune per gl'invitati, disposte a guisa d'anfiteatro, la parte centrale delle quali è occupata da un grandioso trono-padiglione destinato ai Sovrani.
Le linee eleganti di questa decorazione, che non è la solita decorazione teatrale di simili circostanze, ben si discernono dal disegno del vostro corrispondente; io aggiungerò qualche parola sul gaio colore che aveva e che tanto armonizzava con la solennità della festa.
Il trono è parato di velluto rosso a ricche frangie dorate e sorge maestoso nel mezzo della curva, sormontato da una svelta cupola bronzata, al culmine della quale sta la corona turrita e la stella d'Italia. Sul dinanzi, ai lati, due svelte colonne di paonazzetto sostengono due vittorie in bronzo eseguite dal Maccagnani, e dello stesso autore sono le altre figure decorative del monumento, come i marmi sono dipinti dal celebre Fumanti, gli ornati dal Benni, dal Prosperi, da Della Bitta, e le stoffe dal Fornari.
Gira intorno alle tribune un drappo celeste a riprese sostenute da antenne a forma di labari con la parola Fert. Sul parato spiccano ad ogni divisione gli stemmi delle città italiane, ed una greca d'argento gira lungo intorno il drappo.
Sullo stilobate delle tribune sono dipinti a bronzo festoni e scudi che ricordano la decorazione marmorea del monumento che dovrà sorgere.
Mai addobbo più felice dal lato artistico e per lusso d'esecuzione si è veduto in Italia, e ne va lode al Sacconi che ideò, disegnò e diresse il lavoro.
Alle 2 1/2 al suono delle musiche ed ai maestosi rintocchi della campana del Campidoglio, giunsero i Sovrani. Il Re, in borghese, dà il braccio a S. M. la Regina, ed il principe di Napoli alla duchessa di Genova, madre. Seguono la Corte, i ministri, le rappresentanze del Parlamento, del Comune, e la Commissione reale del monumento.
Fra gli ultimi, con passo tardo e con una grande pelliccia, fuori stagione, l'onorevole Depretis. Un oh! di curiosità corre per le tribune al vedere il vecchio presidente del Consiglio dei ministri per nulla differente dal vecchio mago delle leggende.
Quand'egli lesse il discorso che già conoscete, ispirato ai più alti sensi d'amor patrio, io lo vedeva così come ve lo dipingo dal mio posto, ove stavo pigiato come un'acciuga, e v'assicuro che assomiglia.
Terminato il discorso, il Re e la Regina strinsero la mano al primo ministro, e quindi si procedette alla sottoscrizione dell'atto da rinchiudersi entro la pietra che rimarrà poi murata nello stilobate del portico.
Eccovi le parole della pergamena, letta dall'onor. De Renzis segretario della Commissione, e l'ordine delle firme: Qui sul colle capitolino, questo giorno 22 marzo 1885, fu posta la prima pietra del monumento a Vittorio Emanuele, presenti i ministri, i rappresentanti esteri, i rappresentanti della Nazione, e la popolazione romana.
Firmarono l'atto: il Re, la Regina, la duchessa di Genova madre, il principino di Napoli, l'onorevole Depretis, Ismail Pascià, gli ambasciatori di Germania, d'Austria, Russia, Francia, Inghilterra, Turchia, i ministri, i presidenti del Senato e della Camera, il Sindaco, l'architetto Sacconi, De Renzis.
Il documento chiuso in un tubo di cristallo foderato da altro in metallo, fu poi collocato alla presenza de' Sovrani, nel cavo della pietra, assieme alle monete coniate sotto il regno d'Umberto I.
Vi do in pianta la giacitura de' documenti che scritto apposto nel chiusino. S. M. il Re gittò sulla prima lastra di chiusura una cazzuola di calcina e vi batté coll'argentato martello presentatogli dall'architetto Sacconi, com'è consuetudine. I muratori, che per la circostanza sono in marsina e grembiule bianco, fecero il rimanente apponendovi un altro coperchio marmoreo con fermagli piombati. E la cerimonia era finita.
Ipsilonne. »
Iniziano le demolizioni presso l'Aracoeli per la costruzione del Vittoriano, tra cui la Torre di Paolo III, il convento dell'Aracoeli, Via Macel de Corvi.
Da un rapporto dell'ingegnere governativo pei lavori al monumento su mentovato, ricavasi inoltre, che il giorno precedente alla scoperta del secondo tratto di muraglione (della rupe capitolina), furono rinvenute alla quota di 27,10 delle ossa di uno scheletro umano orientate da sud a nord. Trasversalmente furono trovate sopra detto scheletro delle spade che appartengono al medioevo. Le ossa non che le spade si rinvennero non appena tolto il pavimento di un ambiente sotterraneo appartenente al fabbricato della torre di Paolo III, ora demolita.
Giuseppe Gatti.
Progetto
Committenti e finanziatori
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1896
Ettore Roesler Franz
Torre di Paolo III
1886
Dante Paolocci
Demolizioni per il Monumento a Vittorio Emanuele
L'Illustrazione Italiana 1886
1883
Dante Paolocci
Concorso per il Monumento a Vittorio Emanuele
L'Illustrazione Italiana 1883
1883
Progetto Rosati per il Vittoriano
L'Illustrazione Italiana 1883
1874
John Henry Parker
Palazzo Venezia
The Archeology of Rome
1850
Luigi Rossini
Piazza Venezia
1848
Luigi Canina
Veduta del Foro Trajano
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista di Palazzo Venezia
Edifices Modernes de Rome
1823
Antoine Jean Baptiste Thomas
La ripresa dei barberi
Un an à Rome et dans ses environs
1799
Giovanni Battista Cipriani
Piazza Venezia
Vedute principali e più interessanti di Roma
1781
Corsa dei Barberi
1780
Ripresa dei Barberi
1761
Domenico Montaigù
Veduta della Colonna Trajana
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1754
Giuseppe Vasi
Palazzo S. Marco della Serenissima Repubblica di Venezia
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro IV
1752
Giuseppe Vasi
Colonna Traiana
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1752
Giuseppe Vasi
Piazza della Colonna Traiana
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1697
Lievin Cruyl
Veduta del Campidoglio
Theasurus antiquitatum romanarum