Informazioni storicheData: / 1923
Codice identificativo monumento: 10113
CronologiaNello sterro della zona espropriata della villa Massimo, presso la via delle Fiamme, sono stati scoperti avanzi di antiche costruzioni in opera reticolata.
Un bel vaso di vetro, della forma di ampulla, intiero e ben conservato, è stato raccolto fra le terre nell’area dell’antico orto dei Cappuccini, presso piazza Barberini. Ivi stesso si è trovato uno dei soliti balsamarî, parimenti di vetro.
Giuseppe Gatti.
Iscrizione votiva a Serapide. Nella Villa Massimo, al termine di Via s. Basilio nell'area degli antichi Orti Sallustiani, demolendosi un muro di costruzione relativamente recente, si trovò tra i materiali di fabbrica una base marmorea rettangolare di m. 0,60 X 0,50, ciascuna faccia chiusa da cornice.
In un lato si leggono ben conservate soltanto le prime due linee della seguente iscrizione votiva, mentre le altre linee del campo epigrafico furono completamente abrase: SERAPI CONSERVATORI nel lato opposto rimane quasi intatta quest'altra leggenda votiva: DEO iN CVIVS TVTELA DOMVS EST.
Gli altri due lati della base sono assolutamente lisci. È il titolo pubblicato nel vol. VI del C.I.L., n. 30797 (= 573) sull'apografo del Vignoli (Col. Ant. p. 182) che vide l'originale in casa di Giovanni della Mo- lara, ma non prese nota delle linee cancellate. Nella stessa casa il Ligorio (Cod. Nap. lib. 34, p. 34) trascrisse la sola parte prima, indicando però i due versi poste- riori come abrasi (cfr. C. I. L. VI, n. 604*). Essendo ora tornato alla luce questo marmo votivo, ho creduto bene di trascri- verlo e di ripubblicarlo, affinchè dopo essersene perduta la memoria si sappia dove ora si trova, e si sappia che, salvo le lettere mancanti al principio del secondo verso della parte seconda o posteriore della leggenda, la pietra in tutto il resto è conservatissima. Curiosa la coincidenza che in un titolo a Serapide rinvenuto in Carnuntum (C.I.L. III, 11157) ricorre la medesima abrasione delle due linee.
Felice Bernabei.
Posa della prima pietra del Palazzo dell'Istituto Nazionale delle Asscurazioni al Sallustiano. Per far posto al nuovo dificio, viene demolita la Villa Massimo di Rignano:
"Celebrata con particolare solennità la cerimonia della posa della prima pietra per l'erigenda nuova sede dell'Istituto Nazionale delle Asscurazioni.
Divenuti troppo angusti ed inadatti in confronto allo sviluppo dell'Istituto gli uffici che ancora esso occupa nell'antico palazzo del Ministero d'Industria e Commercio, il Consiglio di Amministra zione si trovò unani berazione di fondare una nuova sede che, mentre rispondesse in modo perfetto alle esigenze sempre più vaste dell'organizza sicurativa, fosse, al tempo stesso, e per dignità di architettura e per decoro di ambienti e per centralità e bellezza di posizione, degna di Roma e dell'importanza della grande azienda statale che essa è destinata ad cogliere.
Fu deciso così che il nuovo palazzo sorgesse sull'area degli antichi orti sallustiani, nel recinto della già Villa Massimo Colonna. Il palazzo, si conta, sarà compiuto per l'anno 1927.
La cerimonia, resa più significativa per la presenza del Presidente del Consiglio, on. Mussolini, che ha voluto egli stesso adempiere il rito della posa della prim pietra, ha richiamato, sotto i pini e gli elci dell'antica villa dei Massimo-Colonna, una folla straordinaria e un gran numero autorità.
L'on. Mussolini, accompagnato dal comm. Toja e da Massimo Rocca, si reca nell’atrio della Casina della Villa, dove è subito circondato dalle autorità e dalla folla degli invitati. Fra il silenzio degli astanti, prende quindi a parlare il comm. Toja per esporre nella sua qualità di presidenfe e di direttore generale dell'istituto, il significato della cerimonia odierna.
Dopo aver reso omaggio al Capo del Governo Nazionale Benito Mussolini, il commendator Toja ha fatto rilevaare come la costruzione che oggi inaugura nulla costerà allo Stato, compiuta coi mezzi propri dell'istituto senza intaccare le larghe riserve accumulate.
Terminato il discorso del commendator Toja, che è stato accolto da un calorosissimo applauso, l'on. Mussolini e tutti i presenti si sono recati a sinistra dell'atrio, doveè aperto il cavo perla posa della pietra.
Mentre il masso squadrato di travertino è ancora sollevato sulle corde che lo stringono, monsignor Quattrini canonico lateranense, dopo aver pronunziato un breve discorso d'occasione, procede al rito religioso della benedìzione, e quindi l'onorevole Mussolini chiude nel masso una pergamena con la seguente iscrizione:
Nel nome Augusto di Vittorio Emanuele II Re d'Italia , io Benito Mussolini, Capo del Governo Nazionale — Inauguro la costruzione della nuova degna sede dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni — voluta per concorde proposito del Presidente ing. Guido Toja e del Consiglio di Amministrazione, a testimoniare solennemente la possanza benefica della industria assicurativa"
."
XXIV Giubileo sotto il pontificato di Pio XII.
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