Informazioni storicheData: 1894 / 1905
Codice identificativo monumento: 10122
CronologiaAvviata la costruzione di un Velodromo fuori Porta Salaria.
Inaugurazione del nuovo velodromo di Roma (rimandata dalla domenica precedente a causa del cattivo tempo).
Al Velodromo Salario si svolge il primo incontro di calcio a Roma. La partita si svolge tra la Società di Scherma e Ginnastica Udinese e la Società Ginnastica Treviso, che sono nella capitale per partecipare ad alcune manifestazioni ginniche in occasione del XXV anniversario della breccia di Porta Pia. Sugli spalti, insieme a migliaia di persone, anche il Re Umberto I e la Regina Margherita.
Il Re Umberto e il principe intervengono al Velodromo dove hanno luogo le gare ginnastiche, e dal palco reale assistono agli esercizi: "quindi tutte le squadre colle rispettive bandiere sfilano dinanzi al Re in bell'ordine, con effetto pittoresco. I ginnasti tedeschi, che hanno il posto d'onore, lanciano all'aria il loro entusiastico Hoch! a cui si uniscono i nostrì giovani col grido: Viva il Re!...
Molte belle signore nelle tribune riservate. Le societa ginnastiche sfilano nell'ampio campo, disponendosi in quadrato con un lato aperto verso la tribuna delle autorità. Hanno luogo evoluzioni ed esercizii. La Virtus di Bologna riscuote i più caldi applausi colle sue evoluzioni di compagnia. Poi sî distribuiscono i premi, numerosissimi."
Al Velodromo Roma, grandi corse internazionali di velocipedi, alle quali prendono parte corridori francesi e italianî. V'assiste gran folla: le tribune sono riempite particolarmente da signore in eleganti toilettes.
In seguito ad un accordo tra l'Audace Club Podistico (fondato nel 1900 da Aurelio Cappabianca e da Bruto Seghettini) ed un ristretto gruppo distaccatosi dalla Società Ginnastica Forza e Coraggio, nasce l'Audace Club Sportivo. I colori sono il bianco e il rosso, con lo scudo sormontato dall'insegna della Lupa etrusca. Il club trova sede in un ampio ed elegante locale a Corso Umberto I, ma presto si trasferisce al Velodromo "Roma" al Salario. Il ciclismo è, infatti, una delle discipline più praticate, unitamente al nuoto e all'atletica pesante.
Campionati del Mondo di Ciclismo su Pista. Le gare si svolgono al Velodromo di porta Salaria.
Per l'apertura della nuova strada denominata Corso di porta Pinciana, che partendo dallo spazio interposto fra lo stabilimento Voghera e la proprietà dei religiosi Carmelitani, dovrà congiungere il Corso d'Italia con la via Salaria, si è intrapreso lo sterro anche nel tratto che attraversa la grande area occupata dal Velodromo. Quivi si sono incontrati molti avanzi di colombarii, appartenenti alla vasta necropoli che si svolgeva in quel sito e che seguiva l'andamento dell'antica via Salaria uscente dalla porta Collina. I sepolcri, come tutti gli altri precedentemente scoperti in quella zona, sono in genere poveri e di piccole dimensioni; e consistono in camerette, per lo più costruite in opera reticolata di tufo, nelle cui pareti sono incavati i loculi per le olle cinerarie.
Una di queste stanze, la cui volta si trovò completamente franata, conservava qualche parte dell'intonaco che è finamente dipinto, ma assai scolorito e danneggiato. In alto di una parete rimane una fascia di color verde, e poco al di sotto una più sottile di color nero: sul campo bianco è dipinta una figura, quasi completamente svanita, che apparisce di colore rossastro; presso il suo capo, a destra, si legge scritto con eleganti minute lettere: DITE PATER.
Altri frammenti dello stesso intonaco sono stati raccolti fra la terra accumulata nella cella. Uno di questi conserva una figura muliebre, con veste di color verde, che incede verso sinistra, sollevando in alto, come pare, un ramoscello, mentre un animale le va incontro. Sotto questa figura è scritto in nero, su fascia bianca, il nome CERES. Altri pezzi presentano figurine in atteg- giamenti diversi, e vasi con nascimenti di fiori: su di un altro restano soltanto le lettere VPIDO.
Nell'interno di questa stanzetta si raccolsero cinque titoli sepolcrali. Uno è inciso a grandi lettere sopra un lastrone di travertino, con cornice, che misura m. 0,65 X 0,65: L VOLVMNIVS L F CLV PAETVS PATER INFELIX FECIT ALLIA A F GALLA VXOR L VOLVMNIVS LF CLV BARO F
Altri tre sono piccole lastrine di marmo, cadute dai loculi sepolcrali, ai quali erano state affisse. Vi si legge: a) lastrina di m. 0,35 X 0,17: L ARRVNTIVS ARCHELAVS MAELIAE HEDONE CONIVGI CARISSIMAE b) simile, di m. 29 X 16: POMPEIA QVARTILLAE (sic) L'ARRVNTIVS IAZEMVS CONIVGI SVAE. c) frammento di simile tabella da colombario, di m. 0,15 X 0,15: C CESTIius c. l. ANTEros MATRINIA...
L'ultimo titoletto, di m. 0,39 x 0,29, contiene un'elegante iscrizione metrica nella quale è notevole la menzione nigri Ditis, la cui immagine era dipinta sopra una parete del colombario. Il carme è scritto con minute e nitide lettere, e vi è da notare il largo uso degli accenti posti sulle sillabe lunghe, specialmente nell'ultimo distico: ECCE SVB HOC TITVLO SITA SVNT SOTERIDIS OSSA CONSVMPTA INMITI MORTE SEPVLTA IACET NONDV. Nello stesso colombario si rinvennero alcuni vasetti fittili comuni, di varia forma, ed alcune lucerne.
Proseguendo lo sterro fu scoperta un'altra cameretta sepolcrale, di due metri per lato, la cui fronte era intieramente caduta. Conservava all'ingresso tre gradini in travertino, e nelle pareti superstiti aveva due ordini ‘di nicchie con le olle cinerarie. Il pavimento era battuto con un grosso strato di calcestruzzo. In questa stanza si trovarono alcuni dei soliti vasetti; otto piccoli balsamarii di vetro; parecchie lucerne fittili monolicni, ed i seguenti sei titoletti marmorei da colombario: a) lastrina, di m. 0,27 × 0,25: C CESTIVS. HERACLIDA V CESTIA C L IVCVNDA V CESTIVS C L PRIMVS b) simile, di m. 0,17 X 0,20: LIVLIVS PRIMIGENIV V A XIIII c) lastrina con doppio titolo, di m. 0,43 X 0,20: TI IVLIVS VRBANVS FECIT SIBI ET HELPIDI LIB SVAE QVAE VIXIT AN XXII ET POSTERIS SVIS TI IVLIVS DISCVS FECIT SIBI ET CONIVGI SVAE POSTERIS QVE SVIS d) lastrina di m. 0,24 X 0,18: CLARENNIA NATALIS FECIT SIBI ET C HERENNio PROBO CONTVBErn SVO ET LIBERTIS LIBER tabus POSTERIS QVE Forum e) simile, di m. 0,17 X 0,15: C IVLIVS IVLIA LA C IVLIO AP VIX ANN 1 M f) simile, di m. 0,23 X 0,13: T PRECILIVS T C(rovesciata) L DAVOS
Al suddetto colombario ne era addossato un altro, i cui muri laterali erano sufficientemente conservati. Non vi si trovò alcuna iscrizione sepolcrale; ma fra la terra si raccolsero alcuni dei soliti vasetti e balsamarii fittili, ed un considerevole numero di lucerne. Sulla stessa linea tornò in luce un'altra piccola stanza, sulla cui porta rimaneva un grande lastrone di travertino, lungo m. 1,20 X 0,45, posto come architrave, che porta incisa in grandi lettere l'iscrizione: IN FRO PX IN AGR P XII
In un angolo di questa stanza si rinvenne un bocchettone per scolo d'acqua, in terracotta, decorato con una bella maschera scenica a grande rilievo. Nella parte rispondente alla bocca del mascherone rimanevano ancora innestati due tubi, parimente fittili, della condottura.
In prossimità di questo sepolcro ne fu scoperto un altro di dimensioni minori, costruito in opera reticolata di tufo. Vi si trovò soltanto una lastrina di colombario, in rosso antico, che misura m. 0,21 x 0,06, e reca i nomi: C VOLCEIVS MVCAPOR vOLCEIA C L APROSIDIA
Di due altre piccole stanze con loculi, precedentemente devastate, furono rimessi all'aperto pochi avanzi, non lungi da quelle già descritte. In una di esse fu raccolto un lastrone di travertino, di m. 0,60 X 0.54, mancante di piccola parte nei due lati, che reca il titolo funerario: TI MEMMIVS C(rovesciata) L FELIX MEMMIA C(rovesciata) L ALPA SIBI ET SVIS ET l. PLOTIO L L ASCLAE VXOR ET FILIVS FEC
Nell'altra rimaneva soltanto, tuttora affissa sopra un loculo, una lastra di travertino, di m. 0,50 X 0,60, con l'iscrizione: ...IA C(rovesciata) L HILARA SIBI ET SVIS FECIT Alla distanza di circa 14 metri dai sepolcri sopra descritti, ed in linea ad essi parallela, si scoprì una costruzione in blocchi rettangolari di tufo, che forse recingeva una cameretta sepolcrale. Allato ad essa si riconobbero i resti di un piccolo monumento, che aveva il basamento, di m. 3,50 per lato, in opera quadrata di tufo, sul quale sorgeva una cella, di forma forse semicircolare, rivestita all'esterno con lastroni di travertino, aventi il zoccolo sagomato.
Fra i ruderi di questo sepolcro si rinvenne un vaso ossuario in travertino, ben conservato, alto m. 0,35, ricolmo di ossa bruciate, ed una lastrina marmorea, di m. 0,17 X 0,21, su cui è inciso il titoletto funerario: CARPVS NATALIS AMARYLLIS MARITIMAE F VIX AN VI MEN V
A fianco dello stesso monumento si scoprì un altro colombario, di m. 2,10 X 2,10, costruito in parte con mattoncini di tufo e ricorsi di mattoni fittili, ed in parte in opera reticolata di tufo. Nelle pareti rimanevano due ordini di loculi con le olle in terracotta; e ad uno di questi loculi si trovò affissa una lastra scorniciata di travertino, di m. 0,50 X 0,60, che in lettere assai rozze porta la seguente iscrizione, in gran parte cancellata fino da antico: LIBERTIIS... NONIAE C F Q MVSAE CHRESTVS LP DS F. Le ultime sigle possono ragionevolmente essere interpretate: /(1ber/us) p(alronae) d(e) s(uo) f(ecit).
Presso lo stesso luogo si rinvenne infitto nel terreno un cippo in travertino, alto m. 0,95 X 0,30, terminato superiormente a semicerchio, che reca l'iscrizione: L SALLVIVS L L THEVDA SAGARI L SALEVIVS L L ASCLA L SALLVIVS L L GATTA IN FR P XII IN AGR P XX
Continuandosi lo sterro, a non molta distanza dalle celle sepolcrali sopra indicate, ne è stata scoperta un'altra di m. 2,50 X 1,30, che conserva il vano della porta, largo m. 0,60, e poche nicchie con le olle. Queste sono tutte in terracotta, della solita forma; eccctto una, che è di vetro, alta m. 0,30, col diametro di m. 0,15, ben conservata e ripiena di ceneri ed ossa bruciate. Il coperchio, di forma conica, rotto in pezzi, si è ritrovato dentro l’olla medesima. Ai due angoli della stanza e nel mezzo di essa si trovarono collocate quattro anfore a due manichi, nelle quali erano pari menti contenuti gli avanzi del rogo. Una di esse, alta m. 0,60, è tuttora chiusa con un disco fittile solidamente ingessato; un'altra ha parimenti un piccolo coperchio in ter- racotta, con un foro nel centro, ove è inserito un tubetto di rame, che penetrando nell'interno dell'anfora serviva alle libazioni funerarie. Addosso ad una parete rima- nevano cinque gradini, che formavano una scala di descenso al colombario, nel cui sterro furono raccolte dua lastrine di marmo, con le iscrizioni: a) lastrina di m. 0,25 X 0,15: ROSIA TILI VALENTILLA V A XXIV CLYMENVS POSVIT b) simile, di m. 0,28 X 0,12: POBLICIA HEBENE
Presso lo stesso luogo si rinvenne, tuttora infisso nel terreno, un cippo di travertino, alto m. 1,20 X 0,40 X 0,12, superiormente terminato a semicerchio, su cui leggesi: C SALLVSTIVS C L THYRS VS IN FR P XII IN AG P XX. Fra la terra poi, che è stata rimossa per raggiungere il livello della nuova strada, sono state recuperate in luoghi diversi le altre memorie sepolcrali che seguono: a) lastrina da colombario, di m. 0,15 x 0,23: XV ..aeMILI PAVLLI L sYNISTORIS ..A M-L APHRODISIA b) simile, di m. 0,23 X 0,20: DI C F CELERIS sIBI ET SVIS et libertis liBERTABVS EX PARTE dimidia posterisVE AEORVM ET NDA EX PARTE DIMI c) simile, di m. 0,52 X 0,30: C GENICILIVS LAMYRVS SIBI ET AMICO LIBERT d) simile, di m. 0,21 X 0,09: VERGILIA C L EVPRHOSYNE LIBRARIA e) frammento, di m. 0,09 X 0,10: NYC C TA f) simile dim. 0,04×0,10: seRVAT g) lastra di travertino, di m. 0,49 X 0,40: in moNVMENTVM CONTVLERVNT ET L POMPONIO L L PAMPHILO P ARGENTARIO INGENVO P ARGENTARIO DEMETRIO P ARGENTARIO P ARGENTARIVS AMO ZAPM... P ARGENTARIVS CRV... h) cippo in travertino, di m. 0,47 × 0,31: A L PHILEROS P MVNATIVS PL CRESTVS P MVNATIVS P L RVFIO IN FR P XII IN AGR P XII i) simile, di m. 0,60 x 0,40: L GALONIO L L AGATHOCLI IN FR P IIII IN AGR P XX l) simile, di m. 0,75 X 0,52: CN TVDICIO TVDICIAEL SALVIO TVDICIAE CLEMENTI VIX AN TRES D XXII m) frammento di simle cippo: IN FR P IN AGR P XIIX
Le iscrizioni, qui sopra pubblicate, come la maggior parte di tutte le altre in varî tempi rinvenute nell'area di questo vasto sepolcreto, appartengono agli ultimi tempi della repubblica ed al principio dell'impero. Di una lastrina in terracotta, che doveva essere stata affissa ad una nicchia, è stato trovato un piccolo frammento, che in let- tere a doppia linea, alte m. 0,09, conserva parte di un nome: ...ANI...
Delle numerose lucerne, tutte monolicni, di varia forma e grandezza, che sono state trovate o fra i ruderi delle celle sepolcrali, o sparse fra la terra, molte portano impresso nel fondo il sigillo col sone del fabbricante. Di questi bolli, alcuni sono illeggibili; quattro sembrano inediti. Parecchie di queste lucerne erano ornate con qualche rilievo; ma quasi tutte sono rotte nel piatto superiore, e rimane appena una traccia delle figure che vi erano rappresentate.
Due soli pezzi di tegole con bollo di fabbrica sono stati trovati in tutto lo sterro. I sigilli, che vi sono impressi, sono i seguenti: a) sigillo circolare, con la leggenda a versi falcati: L AQV FAVSTI DOLIA b) sigillo rettangolare: C CAVISI AMR
Questo secondo bollo è del primo secolo dell'impero; l'altro spetta all'età di Traiano o di Adriano (v. Dressel, C. I. L. XV, n. 828 e 911d).
Giuseppe Gatti.
Per la realizzazione della nuova arteria di Via Po, viene demolito il Velodromo di Porta Salaria.
Continuandosi gli sterri per l'apertura del nuovo Corso di Porta Pinciana nell'area già occupata dal Velodromo in seguito ad un franamento del terreno è tornata in luce un'altra cameretta sepolcrale, abbastanza bene conservata, che trovavasi sotto il pavimento di un colombario precedentemente esplorato.
Al piccolo ipogeo si discendeva per quattro gradini ricavati in un corridoio largo appena m. 0,75; e poi, voltando a destra, altri tre gradini immettevano nella cella. Di fronte alla prima scaletta era costruito un loculo con sei olle.
La stanza misurava m. 2,50 X 1,75, ed era tutta costruita in opera reticolata di tufo. La parete principale, di fronte all'ingresso, era adornata con una edicoletta, larga m. 0,50, il cui basamento era formato con lastre di pietra albana, le quali chiudevano un sepolcro contenente un’olla di terracotta, tuttora chiusa dal suo coperchio e ripiena di ossa combuste e ceneri. Sui lati del basamento poggiavano due tegoloni, fra i quali era posta una bella lastra fittile, larga m. 0,42 X 0,37, che sotto un elegante fregio porta in rilievo, dipinta a colori, la scena di un teatro con due attori tragici, un fanciullo e due giovanetti.
Al di sopra di questo rilievo sorgeva l'edicola composta di due colonnine fittili, con basi e capitelli di stucco, alte m. 0,63, le quali sostenevano un architrave di marmo, lungo m. 0,43, ed il timpano parimenti di marmo, adorno di cornice intagliata. Nel mezzo del timpano era una tabella marmorea, anepigrafa. Ai lati dell'edicola erano costruite due grandi nicchie, ciascuna delle quali conteneva quattro olle cinerarie fittili. Simili loculi erano anche nelle altre pareti del colombario, disposti in due ordini, con tre o quattro olle ciascuno.
I gradini, per i quali si discendeva alla stanza sepolcrale, erano in muratura, ed il piano era formato da grandi tegole, o da lastre in terracotta appartenute a fregi. Una di queste lastre nella parte volta all’interno è decorata con palmette e volute in rilievo; un'altra presenta un frammento della nota rappresentanza di un canale del Nilo con due arcate.
Nel mezzo della tegola che copriva il secondo gradino sì osservò un piccolo foro al quale era ipnestato un tubetto fittile. Tolta di posto la tegola, si trovò sotto ad essa un pozzetto circolare, costruito in pietrame, del diametro di m. 0,50, che discendeva fino al piano del corridoio.
Questo pozzetto fino alla sommità era pieno di cenere bianca, residuo di legna bruciate; ed essendo stato vuotato intieramente alla mia presenza e con ogni cautela, si trovò frammisto alla cenere ammassata soltanto qualche piccolo avanzo di ossa umane, specialmente di costole e vertebre. Tale fatto, per la prima volta, come a me pare, qui osservato, dimostra che dopo la combustione dei cadaveri, raccolte le ossa che venivano deposte nelle olle, si aveva cura di raccogliere anche tutta la cenere del rogo per conservarla religiosamente; e, nel caso presente, essa fu collocata entro il pozzetto appositamente costruito nel sottoscala del colombario.
Sul pavimento della cella si trovarono giacenti due scheletri, quasi intieramente disfatti; alla bocca di uno di questi erano applicati due tubetti fittili, innestati l’uno all'altro, del diametro di m. 0,10, ed alti ciascuno m. 0,40. In due angoli poi si rinvennero due olle di terracotta, ricolme di ceneri ed ossa combuste; una di esse è della forma comune, l’altra è di terra assai fina ed ha dimensioni alquanto minori del consueto.
Due soli titoletti sepolcrali si trovarono affissi tuttora al proprio loculo: uno nella parete destra, l'altro nella parete sinistra.
Sul primo, che misura m. 0,18 X 0,22, si legge: 1. EPIGONIO VOLVSIANO OPERIEX ACTORI AB LVCO FERONIAE P NVMITORIVS HILARVS CLIENTI LOCVM OLLAEDONAVIT. 2. L'altro titoletto, di m. 0,32X0,17, dice: PNVMITORIO P L SECVNDO FECIT P NVMITORIVS ILARVS LIBSVO RARISSIMO ET GEMELLOCRVSTOPI SER OLLA DONAVIT
Da queste due iscrizioni risulta che il colombario, o intieramente od almeno in gran parte, spettava a P. Numitorio Ilaro, il quale vi concesse il luogo di sepoltura al suo cliente Epigono, al suo liberto Secondo, e a Gemello, il quale era servo di un personaggio, il cui nome fu dapprima scritto dal lapicida CRVSTOPI e poi malamente corretto, in modo che non si riesce facilmente ad intendere se fu Crustidio, o C. Rustio, od altro simile.
Varie altre iscrizioni, incise in tabelle marmoree, furono raccolte fra la terra accumulata nella stanzetta sepolcrale, e assai probabilmente appartengono tutte al medesimo monumento.
Le iscrizioni che seguono, incise in tabelle marmoree, furono raccolte fra la terra accumulata nella stanzetta sepolcrale, e assai probabilmente appartengono tutte al medesimo monumento. 3. Lastrina da colombario, di m. 0,20 X 0,15: coRNELI ANTIGOni; 4. Simile, con anse, lunga m. 0,30 X 0,07: MARCIA C L EPHIPANIA; 5. Simile, di m. 0,16X0,12: caESARIS ...SER ...ANVS | ACCA C IVLIVS IVLIA C IVLIus; 6. Simile, di m. 0,18X0,13: muNATIA C (rovesciata) vix. AN XXXVII M V l. muNATIVS ANOPTES coniuGI SVAE FECIT; 7. Simile, di m. 0,32X0,17: LlCINlAEDVORVMLICINiorum l. SATVRNINAE VIX AN XIX L LICINIVS VRBANVS CONIVGI CARISSIMAE DE SVO FECIT; 8. Simile, di m. 0,32 X 0,14: SEX OLIO SEX L PRISCO PATRI SEX OLIO SEX F SEMNO viXIT AN I MENs... DIES XX... SEX OLIVS SEX L EVSEBES PATRI ET FIlio fecit; 9. Simile, rotta in piti pezzi, di m. 0,33 X 0,20: SEX OLIVS SEX L SPINTHER VIXit aNNIS IV ET MEnsibus VII; 10. Simile, dira. 0,15 X 0,11, scritta con caratteri minuti: ...DONAVIT... HERMEROTI ...ATRI SVO; 11. Simile, alta m. 0,16 X 0,22: ...eusEBES ...IS ...CARISIMAE; 12. Simile, di m. 0,11 X 0,10, con residuo d'iscrizione metrica: PARCARVM POST HAEC; 13. Frammento di lastra marmorea, di m. 0,09 X 0,06: hOSTILIAE cAECILIVS; 14. Frammento di lastra in travertino: saturNINAE
Oltre i descritti titoli sepolcrali, si rinvennero due piccoli capitelli in marmo, alti m. 0,10, con due basette corrispondenti; molte olle fittili, di varie dimensioni, eoi loro coperchi; una sessantina di vasetti e tazze in terracotta, di diversa forma; un vasetto di fabbrica aretina, col bollo impresso in forma di piede: CCLoS^B (cfr. C. I. L. XV, 5107 e): due tazze parimenti aretine, col bollo piediforme C M R (ibid., 5302 a); sessantasette lucerne fittili, monolicni , trentasei delle quali senza bollo di fabbrica, o rotte nel fondo, e le altre trentuno recanti bolli (6319e, 6320, 6377a, 6377b, 6377g, 6400, 6433, 6433a, 6433c, 6433k, 6450, 6494a, 6562a, 6565a, 6565e, 6573a, 6583a, 6593a, 6593b, 6593om 6595, 6684a, 6721, 6741g). Parecchie di queste lucerne sono adorne, nel piatto, di figure in rilievo, ed in generale sono ben conservate. Quella che porta il bollo C CLO SVCC esibisce una nuova varietà del notissimo sigillo di C. Clodio Successo, ed ha il rilievo di due delfini, posti l'uno di fronte all'altro.
I lavori per la medesima nuova strada sono stati anche continuati dalla Società italiana per imprese fondiarie nel terreno che si estende verso il Corso d'Italia ; ed in questo tratto sono stati ritrovati i seguenti titoli sepolcrali: 1. Cippo in travertino, di m. 0,75 X 0,37: DETELIA BACCIS VIXITANXLV POSViT SIBI ET T STATILIO CORVMBO VIRO SVO VIXIT ANXXX ET ATTICE SORORI VlXIT AN XV; 2. Simile cippo in travertino, di m. 1,00 X 0,43: LIBERTORVM ET FAMILIAE C PACVIPAETI ET ARRANIAE SCAVRAE IN FR P XII IN AG P XIV; 3. Simile, rotto inferiormente, di m. 0,33 X 0,38: F CILANIVS PLGALATA QAGRINIVS Q L ANTIOC IN AGR P XII; 4. Simile, mancante della parte superiore, alto m. 0,53 X 0,33: VIX AN... MILITAVIT SPECLATOR ANN XIIX TEST P IVSSIT; 4. Frammento di simile cippo di m. 0,40 X 0,25: A L SABINus A L EVNOMus AL HYGIA ...RA; 5, 6. Frammenti di lastrine marmoree: D AEM, ABVS
Nello stesso luogo sono state recuperate due anfore, in piccola parte rotte, alte circa un metro, ed un'urna cineraria rettangolare, in travertino, lunga m. 0,62 X 0,44.
Giuseppe Gatti.
Nell'area del Velodromo, sterrandosi per la sistemazione del Corso di porta Pinciana, è stata trovata fra la terra un'urna di travertino, di forma ovoidale, alta m. 0,41, col diametro di m. 0,27. Era tuttora chiusa dal suo co-perchio, fermato con tre grappe di piombo, e ripiena di ossa bruciate. Sul ventre vi è incisa l'iscrizione: APONIA EVTYCHIA ANICETJ.
Per i medesimi lavori sono stati scoperti gli avanzi di altre piccole celle con colombari, appartenenti al vasto sepolcreto che si estendeva fra la via Salaria vetere e la Pinciana. In una di queste stanzette si rinvennero due sarcofagi in pepe- rino, coperti da un lastrone di travertino. Uno è lungo m. 2,00 X 0,70 X 0,55, l'altro m. 1,85 X 0,70 X 0,50; ed ambedue contenevano lo scheletro senza alcun og- getto di suppellettile funebre.
Fra la terra si raccolse una lastrina di giallo antico, di m. 0,13 X 0,09, su cui leggesi il titoletto: EROS SAG EGN V. IIX (sic) FAVSTA FEC In un altro colombario si riconobbero nelle pareti tre ordini di loculi, ciascuno dei quali aveva il posto per due olle. In mezzo alla terra furono recuperati parecchi piccoli balsamarî e vasetti fittili, di varia forma, cinquantatre lucerne comuni, e questi titoletti sepolcrali in marmo: lastrina di m. 0,21 X 0,17: M PILIVS M L TIMO PLASTES; simile, di m. 0.23 X 0,15: C IVLIVS C L XYSTVS; simile, di m. 0,13 X 0,08: ...OSSI... SECV...
La maggior parte delle lucerne sono anepigrafi: in otto di esse il bollo è illegibile, nove hanno i noti sigilli 6318e, 6337a, 6430h, 6454, 6457, 6565e, 6580, 6696b, 6741c.
Un'altra stanza conservava la porticina di accesso, con stipiti di travertino, e la scaletta per la quale si discendeva all' ipogeo. I primi tre gradini erano formati con cippi di travertino, tolti da sepolcri più antichi, con le iscrizioni rivolte verso terra. In uno di questi cippi l' iscrizione era stata totalmente cancellata : negli altri due. che misurano m. 0,55 X 0,35, si legge: TI MEMIVS DLFELIX IN FR P XV IN AGR P XII; TI MEMIVSO C(rovesciata) L FELIX IN FR P XV IN AG P XII.
Rimossa la terra, che ingombrava gran parte della piccola cella, furono ricuperati i seguenti titoletti da colombario, incisi su lastrine di marmo: 1. di m. 0,16 X 0,10: C CARVETANVS PLOCAMVS; 2. di m. 0,43 X 0,07: C FABIVS C L PARATVS C FABIVS C L PROTVS; 3. di m. 0,19 X 0,10: M RAMIVS ANCHIALVS; 4. di m. 0,27 X 0,13: P SVONIVS P L ZETHVS P SVONIVS P L SPERATVS; 5. di m. 0,29 X 0,11: SCARIPHI; 6. di m. 0,07 X 0,07: C FABius c. l. PH....; 7. di m. 0,17 X 0,10: RAMIA STORGE; 8. di m. 0,35 X 0,25: DIS MAN DIDYMO FECIT GEMELLVS FRATRI SVO KARISSIMO
Giuseppe Gatti.
DescrizioneDotato di una capienza di 20.000 posti, appariva ai commentatori dell'epoca, "largamente fornito di tutto quanto le attuali esigenze dello sport richiedono".
Stampe antiche