Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 10184
CronologiaForandosi un tunnel sotto la via di s. Stefano Rotondo, per il trasporto delle terre che si scavano nella villa Casali al Celio, è stata scoperta una singolare condottura, non saprei dire se arcaica o della decadenza.
È composta di prismi di pietra albana durissima, a sezione presso a poco rettangola, con foro cilindrico nel mezzo, innestati l'uno a l'altro a « maschio e femmina », come i tubi di coccio.
Ogni elemento di cotesta condottura è lungo m. 1,05. Corre quasi parallela agli archi Celimontani,
Una condottura assolutamente uguale è stata ritrovata, di questi giorni, nella vigna Cagnoni sulla via Trionfale, e presso le sponde del fosso della Balduina.
Campioni dell'una e dell'altra sono stati trasportati nella raccolta idraulica capitolina.
Demolendosi un muro di fondamento nella suddetta villa Casali, è stato ritrovato uno scaglione di piedistallo marmoreo, contenente la prima linea di un'iscrizione onoraria: L ANNIO L F QVIR ITALICO
Vi sono altri minuti pezzi dell'iscrizione medesima, ma non si possono ricongiungere.
Nell'istessa villa si è ritrovata fra le terre di scarico una elegantissima copia, ad un quinto del vero, della cosidetta Cerere del Braccio Nuovo.
Rodolfo Lanciani
Presso la chiesa di santo Stefano Rotondo eseguendosi alcuni movimenti di terra, è tornata in luce un'antichissima condottura, che passa sotto gli archi dell'acquedotto Claudio. È costruita con grandi parallelepipedi di tufa, aventi nel mezzo un foro circolare, pel quale correva l'acqua.
Giuseppe Gatti
Costruendosi in via di s. Giovanni Laterano una nuova fogna, dalla chiesa di s. Clemente fino alla piazza Lateranense, in più punti del cavo sono riapparsi avanzi di muri reticolati o laterizi, la direzione dei quali è normale all' asse della strada. Sono stati pure scoperti alcuni tratti dell' antica via Lateranense, a varia profondità dal livello stradale. Nel tratto inferiore, cioè verso s. Clemente, tale profondità è di circa m. 5,50; nel tratto superiore è di m. 2,10.
In prossimità dell'ospedale di s. Giovanni sono stati rimessi all'aperto alcuni blocchi quadrati di tufo, i quali misurano m. 0,75 per ogni lato, ed hanno una cavità circolare, del diametro di m. 0,39, che li trapassa da parte a parte. Nel lato corrispondente a questo foro i massi sono tagliati in modo, da potersi innestare l' uno con r altro. Appartengono a quell'antichissima condottura d' acqua, di cui nel 1886 fu trovato un simile tratto presso s. Stefano Rotondo (cfr. Notizie 1886, p. 451).
Giuseppe Gatti.
Durante i lavori per la metro C al Celio, ad una profondità di 17.40 metri, viene messo in luce un tratto di acquedotto sotterraneo in blocchi parallelepipedi di tufo.
Stampe antiche