Informazioni storicheData: 1911
Codice identificativo monumento: 10373
CronologiaNell'ambito dei festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia, a Castel Sant'Angelo si preparano le Mostre Retrospettive dell'Esposizione Universale.
Come spazio espositivo sono scelte le Casermette e un padiglione costruito nello slargo libero accanto al Palazzaccio.
Sul bastione ovest viene allestito un Padiglione per i Congressi.
Tra l'esposizioni, la ricostruzione di una farmacia del XVII secolo e di un laboratorio alchemico con una sezione dedicata alla storia della medicina, che alla fine della fiera saranno il nucleo di un nuovo Museo di Storia dell'Arte Sanitaria.
Il famoso tenore Evan Gorga, concede per l'esposizione alcune delle sue collezione, tra cui 280 strumenti musicali.
La famiglia Sanseverino presta, per l'esposizione, il marmo michelangiolesco della Pietà Rondanini, fulcro della sezione dedicata alla scultura e all'arte antica.
I vagoni del Treno di Pio IX sono trasferiti a Castel Sant'Angelo per le Mostre retrospettive, organizzate nell'ambito dei festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia.
"Il treno componesi di un vagone da viaggio, di un vagone-cappella e di un vagone piattaforma. Pio IX vi viaggiò pochissimo; e quando gl'italiani entrarono in Roma, il treno passò in consegna alle Ferrovie Meridionali (poi Adriatiche) le quali assunsero anche l'esercizio delle Ferrovie Romane. Per la necessità di sgombrare la stazione di Roma, il treno fu trasferito a Firenze, dove rimase per anni ed anni quasi dimenticato.
Tenutasi nel 1901 a Milano una prima esposizione di locomozione, la Direzione Generale delle Ferrovie Adriatiche ne mandò ad esporre le fotografie, ed allora tornò un poco in onore quel treno papale, che avrebbe figurato anche alla mostra del 1906, in Milano — dove figurava anche la grande carrozza di gala del Papa, costruita nel 1822, regnando Leone XII; ma per metterlo in condizioni di esser esposto, il treno papale richiedeva una spesa non indifferente, che allora nessuno volle fare; e che poi è stata fatta dalle ferrovie dello Stato perchè figurasse nell'odierna esposizione di Roma.
Giacchè l'hanno rimesso in ordine e alla luce, è desiderabile che non ricaschi più nell' oblio e nell'abbandono: lo richiedono ragioni di arte e di storia; e sarà una gran bella cosa se tutte le varie esposizioni di quest'anno ridestreranno l'amore per la conservazione anche di ciò che può parere o troppo contemporaneo o ricordante tempi e regimi tramontati. Vi sono apposta i musei, anche di storia contemporanea e recente, e sono indice di cultura, di amore alle arti e agli studi al pari degli altri."
II giornata di festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia. proseguono le inaugurazioni delle mostre dell'Esposizione Universale di Roma 1911.
Alle dieci e mezzo inaugurazione della Mostra retrospettiva a Castel Sant'Angelo. Alle quattordici inaugurazione del Congresso dei Sindaci e dei segretari generali delle città capoluoghi di provincia, in Campidoglio nella sala degli Orazi e Curiazi. I lavori si svolgono nel padiglione dei Congressi a Castel Sant’Angelo. Nel pomeriggio inaugurazione a Valle Giulia dei padiglioni di Belle Arti dell'Ungheria e dell'Inghilterra. La sera a Corte, un ricevimento viene offferto da S. M. il Re ai sindaci delle città capoluoghi di provincia:
"La seconda giornata, è stata la giornata di Castel Sant'Angelo. La mole maestosa che l'imperatore Adriano si fece costruire a riposo delle ossa sue e di quelle della sua consorte, Sabina, era ancora tutta incorniciata este¬ riormente dalle fiaccole spente della illuminazione della notte innanzi, quando la folla già veduta il 27 a Campidoglio ed a Valle Giulia, accorreva con ogni forma di veicoli verso il Ponte ed il Castello, per assistere all'inaugurazione dell'Esposizione artistica e storica retrospettiva. Già il i 3 febbraio una prima reinaugurazione aveva colmato di gioia il cuore del direttore generale ed organizzatore, colonnello Borgatti. E il 28 il benemerito ufficiale non stava più in se dalla gioia, perchè delle varie esposizioni di Roma, questa di Castel Sant’Angelo si può dire veramente la piti completa ed organizzata, cosi che la parola inaugurazione corrisponde ad un fatto reale e concreto.
Ciò è stato possibile, perchè qui non vi era che ben poco da creare ex-novo; tutti i grandiosi e fastosi locali del Castello erano pronti da un pezzo; poi il colonnello Borgatti ha potuto disporre di un'organizzazione militare pronta e disciplinata, che gli ha reso meno difficoltoso che altrove tutto il lavoro, pur rilevante, di ordinamento.
Il 28 marzo, in luogo degli homeni d'arme, di Leone X o di Giulio II, battevano i risonanti selciati dei fossati del castello i cavalli delle carrozze reali recanti dentro l'antico pauroso recinto riservato ai papi il Re e la Regina d’Italia, affrontati, anche in Castel Sant’Angelo dagl'inevitabili discorsi — due soli, per fortuna, brevi e succosi, quello del ministro Credano, che parlava come governante di ieri e governante di domani, e quello del bravo colonnello Mariano Borgatti, la cui felicità trasudavagli dalla spaziosa fronte — e ne aveva ben ragione e diritto, perchè egli, da almeno un ventennio è il vero papa o papà del Castello, e ne ha rinnovata la vita, pur rispettando i caratteri e la storia del colossale edificio.
11 discorso del Borgatti fu una brillante prolusione storica, preparatrice eccellente dell’uditorio sceltissimo alle maraviglie d’arte che poco dopo tutti si affrettarono ad ammirare nelle casermette, nel cortile delle Palle, nei fossati, sui bastioni, nelle casematte, nel grandioso appartamento papale, sulla piattaforma, dovunque il bravo colonnello ha potuto collocare qualche oggetto degl'infiniti tesori che egli è riuscito a riunire e felicemente ordinare e disporre in ambienti dove la civiltà romana ed il fasto papale non sono in nessun modo turbati dall’ora sopraggiunta esposizione.
Non è possibile inoltrarsi, nemmeno per un accenno sommario, nella specificazione di questa esposizione che formerà — non v’ha dubbio — uno dei maggiori successi delle Esposizioni Romane ed è fra le piti rispondenti alle tradizioni, alla storia, ai caratteri della Capitale d’Italia. In Castel Sant’Angelo possono saziarsi di godimenti gli eruditi e gli archeologi, gli artisti e gli amatori, tutti i cultori della bellezza sotto le forme piti elette e caratteristiche; è un’Esposizione che ha, aneli’essa, i suoi limiti di tempo, e, con quella archeologica che si inaugurerà alle Terme Diocleziane, forma il paio delle mostre che in Roma dovrebbero e potrebbero rimanere permanenti.
Ma le scale di Sant’Angelo, oh! le scale sono terribili, come l’antica dominazione papale, ed io mi arresto a riposarmi sulla terrazza da dove si domina l'urbe...."
Nell'ambito dei festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia, si inaugura il Congresso internazionale di Musica nel padiglione dei Congressi allestito a Castel Sant'Angelo.
Il Re inaugura a Vigna Cartoni il padiglione Austriaco di Belle Arti e quello Danese.
In onore degli artisti e dei musicisti che hanno partecipato ai due Congressi, a sera il Municipio offre un ricevimento nel palazzo dei Conservatori.
Il Re inaugura nei padiglioni espositivi di Castel Sant’Angelo, il Congresso fotografico internazionale e l'annessa mostra.
Arriva la missione straordinaria francese (gen. Michel, gen. Espinasse, Colonnelli Jullian e Savater) e reca al Quirinale al Re un messaggio augurale del presidente Fallières. La sera al Quirinale banchetto con scambio di brindisi del Re e del gen. Michel.
Il Re inaugura nei padiglioni espositivi di in Castel Sant'Angelo, la Mostra della Vita degli stranieri a Roma.
Nel pomeriggio nei Giardini del Quirinale garden party offerta dal Re al Congresso Internazionale della Stampa.
DescrizioneMostre retrospettive a Castel Sant'Angelo dedicate alla topografia romana, numismatica, epigrafia, arte medievale, stoffe, strumenti, fotografie. Padiglione dei Congressi sul lato verso il vaticano.
Stampe antiche