Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 10414
CronologiaGiovanni Pietro Campana scopre e scava un primo colombario a Vigna Nardi, divenuta proprietà di Geltrude Codini.
La scoperta viene illustrata, in un'adunanza della Pontificia Accademia di archeologia. Nell'occasione viene illustrata anche la scoperta del Colombario di Pomponio Hyla.
Geltrude Codini ottiene licenza di scavo nel suo fondo presso la via latina. La direzione dei lavori venne affidata a Gaetano Canestrelli ed al Campana, rinvengono di un secondo colombario "con dipinti e stucchi di buon stile e diverse lapidarie iscrizioni".
Pietro Codini scopre e scava un terzo Colombario di Vigna Codini.
Su proposta del Soprintendente ai Monumenti del Lazio, viene emanato dalla Direzione Generale per le Antichità e le Belle Arti del Ministero dell’Educazione Nazionale il provvedimento di tutela che dichiara di notevole interesse pubblico ai sensi della L. 11 giugno 1922 n.778 “il terreno alberato con piante d’alto fusto ed ortivo presso l’Arco di Druso” situato nei pressi di Porta S. Sebastiano e confinante con le antiche Mura e con il Parco degli Scipioni.
Il Mibac con decreto ministeriale, dichiara un interesse archeologico particolarmente importante della porzione di Parco Archeologico dell'Appia Antica tra le mura Aureliane, la Cristoforo Colombo, la ferrovia Roma-Pisa e la via Latina, convenzionalmente denominato V settore.
DescrizioneIl secondo colombario, datato nella tarda età augustea, è formato da nicchie sormontate da piccole lastre marmoree, molte delle quali rimaste senza iscrizione. Sulle pareti, resti di pitture con motivi ornamentali.
Stampe antiche