Informazioni storicheData: 1822 / 1891
Codice identificativo monumento: 10548
CronologiaPapa Leone XII, con un chirografo decreta la costruzione di un pubblico Mattattoio per un miglioramento e maggiore controllo delle condizioni igieniche del bestiame e della carne di Roma. Il progetto viene affidato all'architetto Giovanni Battista Martinetti, ispettore delle acque e strade, e membro del Consiglio d’Arte. Viene scelta l'area a Nord della legnaia fuori Porta del Popolo.
L'amministrazione comunale decide di trasferire nel pubblico Mattatoio fuori Porta del Popolo tutte le lavorazioni delle carni destinate al mercato alimentare. Gioacchino Ersoch viene incaricato dalla Magistratura di studiare un progetto di ampliamento e di sistemazione del Mattatoio, in cui si potessero collocare i seguenti servizi: macello per il bestiame degli israeliti; macello dei capretti; pelanda o macello dei suini; tripperia; stalle di sosta del bestiame domito e rimessini per l’indomito; distruzione delle carni infette; locale dei bagni calorico-animali; aumento e regolare distribuzione dell'acqua. Le costruzioni dell'ampliamento occupano anche l'area della legnara pubblica sul Tevere.
Seduta del Consiglio comunale che approva il progetto di Ersoch per il nuovo mattatoio di Testaccio.
Al Mattatoio fuori Porta Flaminia, nell'Areana Flaminia si svolge la prima di tre corride (4 e 11 maggio) con gli espada di Siviglia Pedro Campos (detto Perico) e José Hernandez (detto Americano).
Mentre eseguivasi lo sterro per il posamento del cassone ad aria compressa (n. 6) presso il mattatoio, furono dissotterrati due termini iscritti. Il luogo preciso del primo termine trovavasi, per quanto potei calcolare, a m. 310 a monte del nuovo ponte Margherita; e alla distanza di m. 5,75, cioè di venti piedi romani, se ne scoprì un secondo. Recano ambedue un'iscrizione pressochè identica, incisa su due cippi di travertino.
In uno, delle dimensioni di m. 1,43 X 0,40 X 0,20, leggesi: HIC... VE AGER L RVBIEE E SER MAGNI EST IN FR P XX IN AGR PXXX
Nel secondo, a monte, le cui dimensioni sono di m. 1,60 X 0,345 X 0,18, leggesi: hic locus si ve ager L RVPILI L F SER MAGNI EST IN FRO PED XX IN AGR PED XXX
Al piede dei cippi eravi un foro, del diametro di circa m. 0,10, ove infiggevasi il palo che doveva servire ad impedirne la remozione ed il rovesciamento. Le iscrizioni scol pite sulla faccia della pietra accuratamente levigata, conservano tuttora traccie di minio.
Dal confronto della misura metrica rilevata per computare la distanza tra questi cippi trovati al loro antico posto, avuto riguardo alla misura inscrittavi di 20 piedi romani, risulterebbe in questo caso, per il piede romano, ragguagliato alla misura metrica, una lunghezza di m. 0,2875.
Dietro ai cippi vedevansi resti di antichi muri di opera reticolata ed altri di opera laterizia, nella costruzione dei quali, a detta degli operai, i termini erano stati compresi e murati. I termini erano piantati sulla riva del fiume, ad un livello che corrisponde a circa m. 8 sullo zero dell'idrometro di Ripetta.
D. Marchetti.
Avvio dell'attività del Mattatoio di Testaccio:
"Venne in seguito affidato al cav. Ersok, architetto del Municipio, l’incarico del progetto definitivo. Egli, studiando gli stabilimenti migliori che esistono nelle grandi città, ha potuto recare a quello di Roma tutti i vantaggi e i perfezionamenti possibili...
Spaziosì i macelli, larghe le vie di comunicazione tra un fabbricato e l’altro, abbondanza di acqua che viene da un serbatoio. speciale a caldaie verticali contenente acqua capace di alimentare Jo stabilimento intiero per diversi giorni.
La capretteria, la pelanda dei suini con continua acqua bollente, tutto è ben provveduto mettendo in opera ferro, pietre ed asfalli in modo che l'abbraccia tutto il movimento del locale. Nè si è dimenticato un locale per la Borsa, nè lo stabilimento gratuito e a pagamento per i bagni calorico-animali, nè il dispensario per la cura del sangue. Vengono poi in prima linea gli uffici dpeso, la Direzione sanitaria, il crematoio delle carni malsane, l’attrezzeria, i magazzini, e i guardaroba peri macellai — un restaurant, ecc.
E tutti questi locali sono di un'architettura semplice ma elegante: l'ingresso è severo e senza pretensioni soverchie. Assuntrice dei lavori fu l'impresa Marotti e Frontini e la ditta U. Geisser che condussero al termine un lavoro così grandioso con lodevole sollecitudine, e grande esattezza di costruzione. Il preventivo era di quasi 5 milioni con l'aumento di altri 2 circa su quello di massima a causa delle fondazioni nei terreni di scarico del Monte Testaccio. La superficie totale dei due stabilimenti, mattatoio e campo boario, è di m. q. 106.644...
La direzione del grandioso stabilimento è affidata al dottor Innocente Nosotti milanese, che ha campo di esercitare così le sue tante nozioni igienico-sanitarie e la sua autorevole influenza...
I capi di bestiame, tra bovino e suino, che vengono annualmente macellati erano poco più di centomila nel 41824; ora toccano i 145.000.
Se la cifra è esatta, la capitale del Regno supera perfino la grassa Milano che nel 1840 non ha condotio al macello che 421 617 bestie d'ogni sorta, novemila meno dell'anno precedente. Mi spiace mortificare il vostro amor proprio di grandi carnivori, ma sono dati statistici pubblicati adesso dal nostro Municipio."
Progetto
Committenti e finanziatori
DescrizioneL'estensione totale dell'area era pari a 13241,80 mq, di cui 3650 mq coperti da fabbricati. L'impianto del Mattatoio e del Mercato del bestiame era composto dagli Uffici di verifica e controllo delle operazioni daziarie e da due macelli di cui uno nuovo e uno costruito adattando un vecchio fienile.
L'ingresso principale allo Stabilimento avveniva nel lato sud, verso il Tevere, con un piccolo Ufficio di controllo sanitario. Nell'area scoperta, a ridosso delle mura di cinta erano collocati i rimessini di sosta del bestiame indomito, realizzati con colonne e barriere di legname, mangiatoie e abbeveratoi in muratura.
Altri locali erano adibiti ad uso di stalle per la sosta del bestiame domito. Nel lato sud, verso il Tevere, era previsto l’ingresso principale allo Stabilimento, con un piccolo Ufficio di controllo sanitario. Nell'area scoperta, a ridosso delle mura di cinta erano collocati i rimessini di sosta del bestiame indomito, realizzati con colonne e barriere di legname, mangiatoie e abbeveratoi in muratura.
Stampe antiche