Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 10717
CronologiaPer la costruzione dei nuovi muraglioni, viene avviata la demolizione del Teatro Apollo. Durante le demolizioni, viene scoperta una banchina fluviale di epoca imperiale, probabile scalo dei marmi per le fabbriche del Campo Marzio. "In fondo, nella piazza di Ponte, diventato canliere ed ingombro di tavolati, il vecchio, il glorioso teatro Apollo, sventrato come un immenso crostaceo, cade tra nuvoli di polvere. Gli stucchi e le dorature, testimoni di tanti trionfi musicali e di bellezze plastiche, si sgretolano e spariscono mettendo a nudo l'antica natura di legno. Che se voleste su questo antico teatro dettagliati ricordi ed aneddoti, non avete che a rivolgervi al D’Arcais o al Padre Tappata, io mi limito a darvi l’assieme pittoresco... della sua morte."
Nell'area del già demolito teatro Apollo, alla profondità di m. 5 circa dal medesimo piano stradale, cioè alla quota di m. 9,20 sull'idrometro di Ripetta, si rinvenne ima larga platea formata di grossi parallepipedi di tufo, la cui estensione e profondità non si è ancora potuta rilevare.
Le dimensioni medie dei massi sono di ra. 1,20X0,60X0,60, La massa dell'antica costruzione taglia diagonalmente l'area di forma elittica che costituiva già la platea del moderno teatro Apollo; quindi è che l'antico monumento di cui tale costruzione formava di certo l'imbasamento, trovavasi sulla riva, precisamente nello spazio oggi frapposto ai vicoli dei Marchigiani e della Rondinella.
Per quanto finora si scorge, la indicata costruzione, di opera quadrata si protende al di sotto della via di Tor di Nona. La porzione ora venuta in luce coli' approfondimento del cavo per la fondazione del nuovo mm-aglione di sponda, è lunga m. 21,30, e si protrae per altri m. 4 sull' alveo del fiume, a piè delle moderne cocostruzioni.
Al di sopra di questa larga platea di massi tufacei, alla quota di m. 9,53, apparve uno zoccolo di forma circolare, costituito di lastroni di peperino, larghi m. 0,60, e dello spessore di m. 0,33. Sopra questo zoccolo trovaronsi, tuttora a posto, due basi attiche di marmo, del diam. di m. 0,93 e m. 0,10 di altezza. Nel medesimo zoccolo erano tuttora visibili le impronte fattevi con leggiera scalpellatura, dei posamenti di n. 7 colonne, distanti tra loro, da asse in asse, m. 1,80.
Nel mezzo dell'area circoscritta dal suddetto zoccolo circolare, non ancora interamente scoperto, rinvennesi pure un'ara marmorea con cornici intagliate e ornata di festoni e bucranì nelle facce del plinto, lavoro di eccellente scultura.
Per tali trovamenti e indizi di frammenti marmorei, rocchi di colonne scanalate e capitelli trovati precedentemente nel luogo medesimo, credo potersi riconoscere iìi questa scoperta, gli avanzi di un portico o tempietto perittero.
Nuove osservazioni sulla scoperta di una platea formata da grossi blocchi di tufo, avvenuta nell'area del demolito teatro Apollo in via Tordinona, sopra la quale platea, in tempi posteriori, era stato edificato un tempietto circolare, nel cui centro era un’ara marmorea, ornata di festoni e bucranî, di eccellente scultura di età Augustea. A quelle notizie merita ora di essere aggiunto quanto segue.
AI di sopra della platea di tufo, la cui larghezza era di m. 13,70, chto gli avanzi di un portico circolare o peristilio discontinuo, a forma di ferro di cavallo, con l'apertura rivolta a mezzogiorno, venne in luce porzione del basamento di un tempietto circolare, del diam. di m. 4,20.
L'ampiezza del peristilio aveva il diametro di m. 19,70, misurato al ciglio della | periferia esterna del basamento. L'apertura, presa sulla corda, risultava di m.11, e la porzione superstite del suo basamento aveva uno sviluppo di soli m. 19,50.
Tale basamento apparve costituito da una serie di massi di peperino della misura media di m. 1,20 X 0,60 X 0,23. E sopra di esso vedevansi tracciati gli spazi ove le colonne dovevano posare.
Il tempietto, era collocato entro questo peristilio, ed in aderenza colla parte superiore del medesimo. Della sua fondazione rimanevano solo visibili quattro massi o lastroni di peperino, posti sulla parte anteriore della periferia, e sviluppanti m. 4,40.
Dall'insieme dei pochi avanzi dei due descritti monumenti, del portico cioè, e del tempietto circolare, ben poco si può dedurre di preciso intorno alla loro esatta topografia; e nemmeno è permesso d'inferirne alcun che di probabile sul rapporto in cul essi si trovavano. Ad essi per altro appartengono con certezza varî avanzi e frammenti di decorazioni architettoniche in marmo bianco, trovati precedentemente tra le terre di scarico, scavate al di sopra del loro piantato. Appartengono ai resti architettonici del portico:
Quattro basi attiche di marmo bianco, ben conservate; Tre frammenti o rocchi di colonna baccellata di marmo bianco, lunghi il primo m. 2,17, il secondo m. 1,25 ed il terzo m. 0,74; Un capitello ionico, con voluta angolare disposta sul prolungamento della diagonale dell’abaco o tavoletta superiore.
Al tempietto o cella circolare, aderente all'estremità superiore della parte superstite del portico, appartengono questi altri fammenti architettonici, trovati nello stesso luogo, i quali tutti presentano una curvatura o centina che sembra appropriata alla forma e dimensioni di quel piccolo monumento: Quattro frammenti di cornice, formata da lastre di marmo dello spessore di m. 0,09, sagomata di un listello, una gola rovescia formante gronda, ove sono scolpite delle testine di leone, un listellino inferiore ed un ovolo intagliato; Frammento di trabeazione di ordine corinzio ricavato dal masso di marmo, centinato e sagomato da ambedue i lati e composto di architrave, fregio e cornice; Due capitelli corinzî, di marmo bianco.
Invece della solita decorazione a fogliami e volute, questi due capitelli hanno scolpito intorno al nucleo o vaso, una pelle di pantera che lo avvolge, rovesciantesi a mo' di panneggio all’ intorno, ed ai quattro angoli superiori, in luogo delle volute, appariscono sporgenti a sostegno dell’abaco, ben disposte e legate, le zampe della fiera.
Da ultimo, nel centro dello spazio compreso entro il portico descritto e dinanzi al tempietto o cella circolare, fu trovata l’ara marmorea di m. 1,00 X 0,74 X 0,50 con cornice e base stupendamente intagliate, come in principio si è accennato.
Stampe antiche