Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 10725
Cronologia Nota del prof. Giuseppe Tomasetti.
Per adempiere l’incarico affidatomi dal ch. sopraintendente del Monumento di Grottaferrata, prof. A. Rocchi, rendo conto di una ragguardevole scoperta avvenuta presso quella badìa. Sul margine sinistro del torrente di Squarciarelli, che corre da levante a ponente, 200 metri incirca dopo la Cartiera e verso la badìa, si è fortuitamente rinvenuto sotterra, alla profondità di 3 metri, un cippo di peperino, fornito della seguente iscrizione:
IVL IMP CAESAR DIVI F AVGVSTVS EX S C CCCII P CCXL
Si conserva ora nella badia, per cura del nominato sopraintendente. È un cippo rettilineo alto m. 1,46, largo 0,47, erto 0,26. Nella parte inferiore, che stava interrata è meno largo ed è rozzo. Un foro inferiormente lo trapassa tutto, e serviva a fissarlo con un asse trasversale.
L'importanza di questo monumento consiste nell'essere il secondo dei cippi iugerali aquarî, che apparisce col nome della sola acqua Giulia (IVLia) sulla fronte, essendo noto agli epigrafisti, che gli altri cippi dell'acqua suddetta portano i nomi della Marcia, Tepula e Giulia riuniti (0. L. L. VI, p. 267 sg.). Sul corso di coteste acque si consulti il Lanciani, Acque ed acquedotti p. 81-98.
Questo dunque fa degno raffronto all'altro, rinvenuto l’anno scorso sulla via Latina, come è stato riferito superiormente (p. 73, cf. Bull. Com. 1886, p. 313). Il Senatusconsulto qui indicato è quello dell'anno 743, De rivis Iuliae Marciae Appiae Tepulae Anienis reficiendis (Frontino, Coment. S 125). Il primo numero è il progressivo del cippo, dalla foce dell’ acquedotto in Roma; l’altro indica il consueto intervallo iugerale dei cippi stessi. Si noti che in questo cippo, la L del secondo numero non ha la forma L dell'altro di via Latina, e che sarebbe del resto la forma primitiva e genuina del numero stesso.
Aggiungo a questa relazione un cenno, su qualche memoria di età più recente, ma non indegna di riguardo. Recatomi, in compagnia del sopraintendente, ad esplorare il corso dell'acqua Giu/ia, ho veduto nella valle detta Preziosa, non lungi da una delle fonti dell’acqua 7epula, ragguardevoli avanzi di costruzioni medievali.
Sì tratta di un grande arco, di sesto difettoso, sul quale, nell’architrave, si vede un cavo rettilineo, destinato a contenere qualche immagine od iscrizione. Succede una platea ora non più cinta di muri, dei quali scorgonsi le tracce da ogni lato: quindi un acquedotto con cunicolo rettilineo, lungo un 40 metri, e un gruppo di ruderi che indica essere stato quivi un grosso abitato ed un opificio.
Ciò conferma la opinione altra volta da me manifestata, sulla popolazione di questo territorio nel medio evo (Za via Latina pag. 87). E poichè le tradizioni locali richiamano alla memoria in questo preciso luogo le antiche ferrzere, e nella muratura di queste antiche pareti si veggono adoperati molti pezzi di scoria di ferro; essendo inoltre le costruzioni più recenti da attribuire al secolo decimoquinto, e ciò corrispondendo alle notizie esistenti nei registri del card. Bessarione nella badìa, intorno alle dette ferriere, concludo col ch. prof. Rocchi, che in quest'edifizio noi abbiamo gli avanzi dell'antico opificio, donde derivò il nome di Grottaferrata.