Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 10776
CronologiaPer i lavori di bonificamento e di coltivazione, eseguiti dal sig. Pietro Pazienti in quella parte della tenuta di s. Alessio (vocabolo Vigna murata), che è posta circa il quinto chilometro della via Ardeatina, fra la chiesa della Nunziatella e la batteria omonima, sono tornati in luce parecchi avanzi di antiche fabbriche in laterizio, e di monumenti sepolcrali.
Sull'altipiano della collina abbondano, con i materiali di fabbrica, frammenti di grandi dolii e di vasi fittili minori; e s'incontrano pure pezzi di pavimenti a musaico bianco e nero. Ciò conferma quanto il comm. de Rossi ha già altra volta accennato, che cioè nell’età imperiale e nei primi secoli cristiani fu quivi un gruppo o pago di coltivatori delle ville e predii rustici di quel luogo.
In vari punti della collina apparvero resti di due antiche strade, a grandi poligoni di selce, sui quali sono assai profondi i solchi prodotti dal lungo attrito delle ruote. Una di queste vie congiungeva la Laurentina all'Ardeatina; e per essa transitavano i pellegrini del medio evo per recarsi dalla chiesa ad aquas Salvias a quella della Nunziatella, che erano state aggiunte alle sette chiese stazionali di Roma (?). L'altra strada, quasi normale alla prima, era probabilmente un tratto dell'Ardeatina medesima.
Dei ruderi di sepolcri, alcuni erano costruiti con grandi lastroni di peperino, altri in opera reticolata di tufo. Furono pure scoperti avanzi di un grandioso monumento marmoreo, di forma curvilinea; e sepolcri quasi a fior di terra, formati da tegoloni con copertura alla cappuccina: Tre di tali tegole hanno il bollo, riferibile ai primi anni del secondo secolo, edito nel C'. 7. Z. XV, 1008: in un altro pezzo di mattone leggesi parte del bollo, della stessa età, C.I.L. XV, 474.
A poca profondità dal suolo sì rinvenne una grande arca marmorea, per due cadaveri, lunga m. 2,18 X 0,63 X 1,00, formata semplicemente da quattro lastroni tenuti fermi con grappe di ferro. Il fondo è ugualmente composto di varie lastre, concatenate con asticelle di ferro: il coperchio era spezzato.
Fu pure recuperata una statua virile in marmo, alta m. 1,30, mancante della testa e delle braccia. La figura è coperta dal solo manto, che in ampie pieghe scende dalle spalle fino ai piedi, lasciando lateralmente scoperto tutto il profilo del corpo.
Un frammento di lastra cimiteriale cristiana, raccolto fra le terre, conserva soltanto le lettere.
Nella parte orientale della tenuta predetta, e propriamente nel quarto, ove è stato stabilito il campo sperimentale della R. Stazione agraria, si è rinvenuto un frammento di piccolo cippo sepolcrale, in marmo, alto m. 0,22 X 0,22, su quale si legge: D M OCTAVIO EPAPHRODITO OCTAVIA SE cuINDA CONIV gi... Il piccolo cippo è fastigiato ed ornato di pulvini.
Giuseppe Gatti.
Nelle Notizie del corrente anno p. 71, fu detto della scoperta di alcuni sepolcri, tornati in luce in occasione di lavori agricoli, nella tenuta di s. Alessio, al 5° chilometro della città. Fu allora riconosciuto che tali sepolcri fiancheggiavano un diverticolo che congiungeva le antiche vie Ardeatina e Laurentina.
Continuandosi nello scorso aprile i lavori agricoli e precisamente nell'appezzamento n. 9 di proprietà del signor Gioacchino Pizzari, si rimisero a luce due altri sepolcri, costruiti con laterizî, che non potei esaminare perchè già ricoperti dalla terra, quando io mi recai sul luogo. Da questi sepolcri si estrassero i marmi seguenti :
1. Cippo marmoreo, scorniciato, con timpano ed antefisse, alto, m. 1, largo m. 0,40, dello spessore di m. 0,34. Entro il timpano è scolpita una corona lemniscata. Sulla fronte reca incisa l'epigrafe: P AELIO AVG LIB THREPTO SCRIB CVBICVL P AELIVS AVG LIB EVTYCHES ADIVT A COM MZ ALVMNVS FECIT
2. Statua virile, alta m. 1,90, rappresentante un giovane, ravvolto nella toga. Ha il braccio destro piegato sul petto, ed il sinistro disteso lungo il fianco. La scultura è di lavoro piuttosto buono.
3. Statua, quasi simile a questa ora descritta, ma di rozza fattura, alta m. 1,60; acefala.
4. Statua femminile alta m. 1,50 rappresentante una donna di giovane età, vestita di tunica e pallio del quale regge un lembo con la mano destra. Poggia col gomito destro sulla mano sinistra distesa sul petto.
5. Cippo di m. 0,7,6X0,40X 0,31. Termina superiormente con timpano e pulvini. Nel timpano è una corona lemniscata. Nella fronte leggesi, in bei caratteri: DIIS MANIBVS PASSIDENAE UPCEO L F FLORAE VIXIT ANNIS V MENSIBVS V DIEBVS XIII
I mentovati monumenti fanno ora parte delle raccolte antiquarie del Museo Nazionale alle Terme Diocleziane.
Luigi Borsari.
La Scuola Pratica di Agricoltura abbandona il Casale di San Pio V e viene trasferita provvisoriamente nella Tenuta di Sant'Alessio sulla Via Ardeatina, circa 100 ettari di terreno che diventano così il Campo Sperimentale.
Il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio e la Provincia di Roma certificano la sistemazione definitiva alla scuola, stipulano un contratto con il quale “il Ministero di Agricoltura Industria e Commercio concede in enfiteusi perpetua all'Amministrazione della Provincia di Roma i fondi demaniali denominati Regio Campo Sperimentale di S. Alessio (di ha 82,93) e i lotti 13 (di ha 10,20) e 14 (di ha 9,31) della tenuta di S Alessio e Vigna Murata, coll'obbligo di stabilirvi la Regia Scuola Pratica di agricoltura di Roma”.
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