Informazioni generali

Informazioni storiche artistiche sul monumento

Valutazione: ☆☆☆☆★ 1 stella

Cronologia

-269: Con i fondi del bottino derivato dalla guerra vittoriosa combattuta da Roma contro Taranto e Pirro, il senato incarica il censore Manio Curio Dentato (appositamente nominato duumvir aquae perducendae), insieme a Fulvio Flacco (morto pochi giorni dopo il conferimento dell'incarico), di realizzare il secondo acquedotto di Roma. Captava le acque all'altezza del XXIX miglio della via Valeria, direttamente dal fiume Aniene presso la confluenza con il torrente Fiumicino. Il castello finale viene realizzato presso la porta Esquilina. Il condotto sotterraneo (1,75 x 0,80 m), era realizzato in blocchi di tufo, e la portata era di 4.398 quinarie (182.517 m³ giornalieri e 2.111 litri al secondo).

1979: Scavi al di sotto della chiesa di San Vito, permettono di acquisire importanti informazioni relativamente alla topografia della zona. Viene ritrovata una porzione delle antiche mura di cappellaccio, forse databili addirittura al VI secolo a.C. e fondate nel terreno vergine della valle esquilina e opere idrauliche da riferirsi all'arrivo dell’acquedotto Anio Vetus.

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