Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Data: 1491 / 1506

Codice identificativo monumento: 116

Cronologia

1927

Il palazzetto del Burcardo viene assegnato dal Governatorato di Roma alla SIAE, come sede del Museo del Teatro Nazionale e Biblioteca di Letteratura Drammatica.

"Nel 1927 i dirigenti d'allora della Società Italiana degli Autori e Editori chiesero al Governatorato di Roma il palazzetto del Burcardo, per destinarlo a Museo e Biblioteca teatrale, di cui la Società possedeva già un primo nucleo con la Raccolta Rasi; e l'ottennero. Il Governatorato si assunse per intero l'opera e la spesa dei restauri."

Fonte: L'Illustrazione Italiana. 3 luglio 1932.

12/7/1932

Inaugurata al pubblico la Biblioteca e la Raccolta Teatrale della SIAE al Palazzetto del Burcardo.

"Ora, il vastissimo materiale ha preso possesso del Burcardo, di cui l'architetto Concezio Petrucci ha disegnato l'intero arredamento, eseguito da maestranze romane sotto la guida dell’architetto Biseo; e gli si sta dando un definitivo assetto in artistici severi scaffali e in apposite vetrine.

La biblioteca occupa dieci sale, tra grandi e piccole, del secondo e terzo piano dello storico edificio.

Il piano terreno ed il primo piano sono stati riserbati al Museo, che allo stato attuale va considerato soltanto come embrionale, come un primo nucleo di quello che potrà divenire col tempo un vero e proprio Museo del nostro teatro; come già ne esiste uno ricco ed importantissimo a Milano, presso il Teatro della Scala.

Al Rasi venne soltanto in un secondo tempo l'idea di affiancare la sua già pregevole biblioteca teatrale, presso la Scuola di Recitazione che egli dirigeva a Firenze, di una raccolta di cimelî della scena di prosa.

Ma non si può dire che egli seguisse dei criteri esatti e rigidi, sia dal punto di vista storico che artistico, nella ricerca e nell'ordinamento di così fatto materiale. Inoltre, al Rasi mancavano le possibilità e i mezzi per assicurarsi quanto sulla documentazione storica del teatro poteva rintracciarsi in Italia e all'estero.

In conclusione, la Società Italiana degli Autori e Editori è riuscita a dare a Roma, in una mirabile sede che di per se stessa rappresenta oggi un gioiello artistico della Rinascenza, una biblioteca e una raccolta di cimelî che compendiano tutta la storia del teatro, e sopratutto di quello italiano.

Per conoscere e studiare questo teatro, non occorre dunque andar più a Parigi, come assicuravano fino a pochi anni'addietro i francesi: basta visitare il Museo della Scala di Milano, e la raccolta e la biblioteca della Società degli Autori al Burcardo, a Roma."

Fonte: L'Illustrazione Italiana. 3 luglio 1932.

Progetto

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