Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 11991

Cronologia

1/1878

A Villa Adriana, i giorno 2 gennaio si è posto mano alla continuazione degli scavi regolari, destinati alla scoperta e conservazione degli edificî di villa Adriana. I lavori sono incominciati nel perimetro del palazzo imperiale, sul margine occidentale della valle di Tempe, in fondo alla quale si trasportano le terre estratte dallo scavo.

Nel corso del mese di gennaio furono scoperti due cortili circondati da peristilio, e separati da una semplice parete di displuvio. Il cortile minore ha portici retti da pilastri rettangolari di marmo, i fusti dei quali furono trovati giacenti sul pavimento di musaico, insieme ad alcune basi e capitelli. Il pavimento di musaico è bianco racchiuso da fasce nere, e perfettamente conservato. Una scaletta di sei gradini, posta all’ angolo sud-ovest del peristilio, conduce al secondo cortile, il cui piano è superiore a quello del primo di met. 1,55.

Questo secondo cortile misura met. 18,90 nel lato minore, met. 28,95 nel lato maggiore, ed è circondato da peristilio di colonne corinzie di cipollino, con pavimento commesso di marmi colorati.

Al disotto del peristilio corrisponde un cripto-portico, la cui conservazione è affatto singolare. Esso è illuminato da sei feritoie nel lato orientale, da otto nel lato di tramontana. le quali si aprono nel giro delle pareti all’ altezza del nascimento della volta. Il lato di mezzogiorno prende luce da feritoie aperte nella volta, ovvero dal portico superiore, e le aperture sono munite di transenne di marmo. L'intonaco delle pareti e della volta è impastato di polvere di marmo, senz’ alcun ornato di stucchi di affreschi: ma nel centro della volta del lato di mezzogiorno esiste un quadro di musaico policromo finissimo, racchiuso da fasce e greche, e diviso in compartimenti di varia forma. Anche il pavimento di quest'ala è di fine musaico.

Nel corso dei lavori sono stati raccolti oltre a due metri cubi di lastre di marmi pregevoli, di cornici, di frammenti d’architettura, e qualche raro pezzo di scoltura figurata.

Presso l’estremità del palazzo imperiale, nel luogo detto il Bosco degli elci, sono stati trovati a fior di terra: un torso di statua virile maggiore del vero, coperta di manto, di eccellente artificio; un mascherone, forse getto di fontana, con folta capigliatura, alto met. 0,68; sette rocchî di colonna di bigio; ed un frammento d'iscrizione: PORTI

Negli ultimi giorni del mese è incominciato lo sterro di una grande sala di forma basilicale, posta all’ angolo sud-est dell’atrio maggiore sopra descritto, e divisa un tempo in tre navi, per mezzo di colonnine di travertino rivestite di stucco. Il pavimento è di musaico policromo, e di perfettissimo artificio; ma rimangono soltanto i grandi fascioni a scacchi e rombi rossi, neri, verdi, gialli e bianchi, i quali incorniciavano cinque quadri figurati, scoperti e sottratti nei secoli decorsi. Fra gli scarichi di questa sala sono stati ritrovati alcuni brani d’ intonaco, con istuechi figurati su fondo azzurro, o morellone; un fusto delle colonne; tre basi, e alcuni bolli delle fornaci di Domizia Lucilla figlia di Publio, di C. Calpetano Musofilo, e di Cesurino. I due primi spettano alle fabbriche di Adriano, l'ultimo ai restauri del secolo IV.

Giuseppe Fiorelli.

Fonte: Notizie degli scavi di antichità

2/1878

Stampe antiche

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