Informazioni storicheData: 1888 / 1959
Codice identificativo monumento: 12260
CronologiaNella Galleria Regina Margherita inaugura il Grande Orfeo, una Sala Caffè Teatro realizzata su iniziativa del cavalier Biscossi e diretto da Giovanni Cruciani.
Manifestazioni di protesta di una folla di operai disoccupati, davanti alla sede del Ministero dell'Interno a Palazzo Braschi, che sfociano in saccheggi e scontri per le strade di Roma:
"Gli operai disoccupati avevano mandato alcuni loro delegati a palazzo Braschi. Il Fortis sottosegretario di Stato ebbe un colloquio con questi delegati la sera del 7 corrente: essi dovevano riferirne ai loro compagni alle 2 pom. del giorno seguente in piazza Cavour, nei prati di Castello.
Circa tremila operai si erano riuniti a quell'ora per sapere quale fosse la risposta del governo. Esaltati dai discorsi fatti mentre aspettavano i delegati, gli operai accolsero malamente il risultato delle pratiche fatte da quei loro colleghi.
Si mossero tutt'insieme gridando ed avviandosi verso il centro della città, dove dai prati di Castello si arriva direttamente in dieci minuti, passando il ponte di Ripetta, costruito da alcuni anni dove era l'antico Porto. Il ponte sbocca nella via di Ripetta della quale è molto più alto: per conseguenza vi sbocca da una parte per mezzo di una rampa, dall'altra per mezzo di una scalinata.
Arrivati in Ripetta e passando di fianco al palazzo Borghese, poi dalla piazza di San Lorenzo in Lucina, i dimostranti potevano trovarsi subito nel Corso e nelle vie principali che vi fanno capo. Infatti presero quella direzione, giacchè il passaggio del ponte fu loro impedito soltanto da un ispettore — il disgraziato Battirelli, vittima del ministro Crispi — e da 40 o 50 guardie di P. S. che egli potè raccogliere lì per lì quando gli fu dato l'ordine di recarsi a quel posto. La truppa arrivò e sbarrò il ponte — come si vede nel nostro disegno — quando i dimostranti già erano passati ed imperversavano nelle vie principali.
A piazza San Lorenzo in Lucina la massa dei dimostranti si disgregò in due o tre gruppi. Il principale si avviò per via Frattina, che sbocca nel Corso dirimpetto alla piazza qui sopra nominata, e va diritta a piazza di Spagna. In via Frattina vi sono molti negozi importanti.
Ebbero tutti le vetrine e i cristalli rotti. Giunto in piazza di Spagna il gruppo principale voltò a destra per via Due Macelli, dove fece gravi danni al "Grande Orfeo". Nella nostra doppia pagina anche questo episodio è reso con molta evidenza: l'edifizio d'aspetto grandioso e disadorno dirimpetto al Cafè Chantant danneggiato, è il Collegio di Propaganda; in fondo si scorge piazza di Spagna e la colonna dell'Immacolata.
Il gruppo principale continuò le sue devastazioni in via del Tritone, poi si avviò verso i quartieri alti portandovi lo spavento e finì per capitare in piazza dell'Esquilino fra due o tre compagnie di fanteria, che lo dispersero arrestando i riottosi alle intimazioni.
Un altro gruppo intanto erasi diretto per il Corso verso Montecitorio dove i deputati si trovavano adunati in seduta. Il piccolo distaccamento di truppa che fa il servizio di guardia, durante le sedute, fu ritirato in un cortile interno, mentre si mandavano a chiamare rinforzi. Il portone principale del palazzo fu chiuso per un quarto d'ora: il questore de Riseis rimase però sulla gradinata esterna al suo posto, potendovi esser necessaria la sua presenza.
Sopraggiunta altra truppa e fatte le intimazioni di legge, i dimostranti si persuasero ad andarsene, dirigendosi di fianco al Pantheon e per piazza della Minerva, verso il nuovo corso Vittorio Emanuele. Piombati sopra il negozio di chincaglierie dei fratelli Finocchi che ha sei grandi porte, unite fra loro da vetrine, nel tratto fra piazza del Gesù ed il teatro Argentina, spezzarono insegne, vetrine e quanti oggetti vi si contenevano.
L'aspetto di quelle turbe tumultuanti scatenate per le vie di Roma non era davvero rassicurante. Si compiacevano di maltrattare o spaventare chiunque incontravano, a piedi o in carrozza, gridando sempre. Fortunatamente avevano armi: si erano bensì provveduti di mezzi di distruzione rovesciando e depredando un carro di legna e portando via i badili ad alcuni spazzini municipali.
Non incontrarono in nessun luogo alcuna seria resistenza, mancando qualunque criterio direttivo nella repressione dei disordini. Si facevano correre carabinieri e guardie di P. S. in carrozzelle o botti nei punti più minacciati, ma vi giungevano quasi sempre quando la bufera era già passata. Tutto ciò continuò fino a dopo le 5 pomeridiane.
A quell'ora, fatti molti arresti e disperse le bande dei tumultuanti, ritornò un po' di calma nella città. Subito sbucarono fuori dai vicoli luridi e lontani gli stracciaroli, a far loro bottino dei rottami di cristalli dei quali in molte strade era addirittura ricoperto il selciato. Per quella sera i teatri e quasi tutti i caffè rimasero chiusi: Roma fu percorsa in tutte le direzioni da numerose pattuglie di truppa."
Udienza avanti la il Tribunale civile di Roma ad istanza del Credito Fondiario del Banco di Napoli, in danno del sig Nicola Biscossi per la vendita nella espropriazione forzata della Galleria Regina Margherita: "Prima si farò l incanto in un solo lotto di tutto il fabbricato per il prezzo di L 436.071.63 ed in mancanza di oblatori, il fabbricato stesso sarà posto all'asta in 3 distinti lotti o cioè: lotto 1° parte a destra del la Galleria formato da botteghe mezzado e 5 piani superiori pel prezzo di L 115,388,46; 2° lotto parte a si nistra del fabbricato composto botteghe mezzado e 5 piani per il prezzo di L 136,533,87; 3° lotto parte centrale del fabbricato ove trovasi il Grande Orfeo dell ammezzato e 5 piani superiori per il prezzo di L 181,149,30. Depositi per le spese oltre il decimo per il lotto unico di L 43,607,17 per il 1° lotto L 8,500 per il 2° lotto L 10,000 pel 3° lotto L 14,000"
Nel salone della Mutua Assistenza fra impiegati, nella Galleria Regina Margherita, le Associazioni di cooperazione e di previdenza d'Italia hanno reso meritato omaggio al loro veramente benemerito promotore e maestro Luigi Luzzatti, presentandogli un'artistica targa; opera del ben noto scultore Vito Pardo.
Alla cerimonia erano presenti numerose autorità politiche, civili, militari, e le rappresentanze di moltissime istituzioni cooperative e di previdenza, non che di Roma, di tutta Italia.
Luzzati intervenne accompagnato da ministri e sottosegretari di Stato. A lui rivolse belle parole, a nome delle Associazioni cooperative del Comitato, il signor Dante Grandi, e Luzzi spose con un breve, elevato ispirato discorso."
Al Teatro Orfeo va in scena la Prima rappresentazione della commedia Cecè, atto unico di Luigi Pirandello, ad opera della Compagnia del Teatro a sezioni, di Ignazio Mascalchi e Arturo Falconi.
Per realizzare un nuovo edifici ad uffici, viene demolita la galleria Margherita al Viminale.