Informazioni storicheData: 1937
Codice identificativo monumento: 12281
CronologiaIl Duce Mussolini, da personalmente inizio al grandioso piano del lavori del cosidetto drizzagno del Tevere, la sistemazione del fiume in località Spinaceto-Mezzocammino, e la successiva costruzione del nuovo grande aero idroscalo della Capitale:
"Egli è giunto sul luogo dei lavori accompagnato dal ministro Cobolli Gigli, dal generale Valle e dai progettisti delle opere, ed ha percorso tutta la pianura dove i lavori erano eseguiti"
Grave inondazione del Tevere. 16,8 metri di altezza massima a Ripetta. Sommersa interamente l'isola tiberina. La Grande alluvione mette fine al sogno agrario dell'ingegner Michelangelo Bonelli, devastando la Tenuta Pian Due Torri al Portuense. Innondati anche i cantieri del drizzagno del Tevere.
Il Duce Mussolini, accompagnato dal Ministro dei Lavori Pubblici, visita alcune delle principali opere in corso d'esecuzione alla Capitale, opere sono direttimente connesse a quelle dell'Esposizione Universale dei '42, per sistemazione di servizi e esigenze urbanistiche: Ponte 28 ottobre (ora Flamino); Ponte d'Africa (Magliana); Ponte Duca d'Aosta (Farnesina); ispezione al grande aeroporto idroscalo della Magliana; Casa Littoria; primo colpo di piccone per l'inizio lavori dell'Accademia delle Guardie di Finanza.
Il Duce Mussolini inaugura il drizzagno del Tevere, un canale artificiale realizzato per accorciare il corso del fiume Tevere eliminandone un meandro sito in zona Mezzocammino, a valle di Roma. Il progetto originario prevede anche la realizzazione di un bacino artificiale per un idroscalo, gestito da un sistema di chiuse a paratie mobili, sormontate da una strada carrabile di servizio. (in seguito trasformato nel ponte del gra):
"Il Duce, accompagnato dal Segretario del Partito Muti, dal ministro dei Lavori Pubblici Serena, dai ministri della Cultura Popolare, delle Corporazioni e dell’Africa Italiana, da membri del Governo, alti gradi delle Forze Armate © gerarchie del Partito, ha inaugurato il drizzagno del Tevere a valle di Roma.
Giovani Fascisti in armi, maestranze e una gran folla di popolo, radunati sulle rive del fiume storico e sacro, hanno presenziato l’inaugurazione recando cartelli con scritta la parola che è nel cuore di ogni italiano « Vinceremo » e acclamando entusiasticamente al Fondatore dell'Impero: e la manifestazione di immutabile fede ha reso più solenne e più vibrante l'atmosfera di esaltazione del poderoso lavoro portato a compimento.
Voluta dal Duce, che îl 2 marzo XV diede il primo colpo di piccone ai lavori, questa opera costituisce una delle più importanti previdenze destinate ad eliminare definitivamente ogni pericolo d'inondazione dell’Urbe e al tempo stesso la prima tappa verso la creazione del grande aeroidroscalo alla Magliana per le linee nazionali, internazionali e transoceaniche che fanno capo a Roma. Grazie al taglio dell'ansa di Spinaceto-Mezzocammino, conclusosi con l'apertura del drizzagno, il corso del fiume risulta accorciato di circa tre chilometri, la velocità di deflusso delle acque viene sensibilmente aumentata e l'alveo di piena è portato da duecento e quattrocento metri di larghezza per il tratto Roma-Mare.
Opera imponente dunque, che rientra nel quadro dei giganteschi lavori di sistemazione del Tevere a valle di Roma; opera imponente la cui inaugurazione nell'ora attuale assume un significato che supera il fatto contingente, tanto chiaro e tanto alto che non occorrono parole sonanti pèr illustrarlo. È un'opera di civiltà e di pace che sì realizza mentre le Forze armate sono impegnate nella lotta per la compiuta grandezza della Patria. E si rea lizza per volontà del Duce; dell'Uomo che hi ridestato in noi italiani una coscienza nazi nale e imperiale e il senso della nostra mist sione nel mondo, che ha ridato luce e valori alla nostra esistenza.
Il Genio al quale tutto dobbiamo e che oggi ci guida compatti e unanimi alla vittoria più bella e-più splendente; il Genio che gli Inglesi, testardi e ‘ottusi, non hanno saputo o voluto comprendere, per la loro dannazione: perché altrimenti il destino dell'Inghilterra sarebbe stato un altro."