Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 12598
CronologiaRiferì il prof. Rodolfo Lanciani, che costruendosi un casino per villeggiatura lungo l'orlo del cratere Albano, sul margine orientale della Galleria di sopra, a 178 metri di distanza dalla chiesa dei pp. Riformati, andando verso i Cappuccini, fu scoperto un piccolo sepolcreto, con tutti i monumenti al posto.
Il sepolereto era costituito da cippi marmorei elegantissimi, confitti verticalmente nel terreno, in capo a sepoleri a cassettone. Molti cassettoni, coperti a capanna, mediante tegoli inclinati a 40°, comunicavano col piano della necropoli per mezzo di tubi di terracotta, chiusi alla estremità superiore da dischi marmorei, traforati da parte a parte per le libazioni. La scoperta fu fatta dal sig. Gioacchino Balducci capo d'arte muraria, che fece trasportare nel suo ufficio cinque cippi iscritti ».
Essendo chiuso il detto ufficio, quando il prof. Lanciani si recò sul luogo, non gli fu possibile copiare le iscrizioni che su quelle lapidi erano incise, eccetto una sola che riuscì a trascrivere, forzando la vista attraverso il finestrino. Essa dice: R SAL AMMIAS CONIVC KARISS MERCATOI ITALICVS DEVTER FIL PATRI PIENTISSIM FECIT
Nella base della cornice, entro cui è chiusa l’epigrafe, terminata lateralmente da due colonnine, veggonsi da una parte il prefericolo, dall'altra! la patera. La forma dei caratteri, secondo il rapporto del prof. Lanciani, accenna alla fine del primo secolo, o al principio del secondo secolo dell'impero.
Delle altre lapidi iscritte mandò poi i calchi cartacei l'ispettore degli scavi sig. ing. M. Salustri, aggiungendo ai calchi anche gli apografi. Consistono in tavole marmoree, che probabilmente formavano la fronte dei cippi.
La prima è alta m. 1,00, compreso lo zoccolo, larga m. 0,45, e dello spessore di m. 0,08. Vi si legge: D M MERCATORI CAE N VERN AMMIA MATER ET DEVTER FRAT ITALICVS FRATRI SVO IN FELICISSIMO EF QVI VIX AN XXVIII DIEB XXI
In una targhetta scolpita ai piedi della leggenda, sono rappresentati a semplice contorno dne ramoscelli nelle anse della targa; e nel campo rettangolare della targa predetta un ramoscello, una situla (?), una scure, una roncola, ed una molla tra due altri ramoscelli. Al credere del prof. Lanciani, sarebbero allusivi alla professione di /opiarius, esercitata dal defunto.
La seconda, alta m. 1,05, larga m. 0,55, e dello spessore di m. 0,05, reca: DIS MANIBV ABASCANTVS CAE SAR N SER VILIC FORTVNATAE CO NIVGI BENE ME RENTI FECIT VIX ANNIS XXX QVISQVE MEVM TIT VLVM STAT LEGER IT ET VLVM STAT LEGERIT ET DICIT SIT TIBI TERRA LEVIS
La terza, alta m. 1,00, larga m. 0,35, e profonda m. 0,06, presenta: D M TERTVLLAE FL OPTATAE VER FEC M VLP ACERATVS CONTVBER CARISSIMAE
La quarta, alta m. 0,85, larga m. 0,35, e dello spessore di m. 0,04 dice: D M AMMIAS ET MERCATOR CAE N SERVO ITALICO FRATRI BENE MEREN FECERVNT QVI VIK ANNIS XXX ET M III ET ITALICO FILIO EIVS QVI VIXIT AN VIII MID XXV
La quinta, alta m. 0,90, larga m. 0, 85, e dello spessore di m. 0,06, offre: D M IVLIAE FORTV NATAE ACIVA CAES:N:SERVO SVBVIL CONIV CARISS FEC CVM Q VIXIT AN XVII M V