Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 12626
CronologiaL'importanza della località nella quale sono ora in corso i lavori pel collettore, dipende anzitutto dalla basilica di s. Paolo e dal cimitero di Lucina, formatosi attorno alla tomba dell'apostolo.
I recenti scavi potranno finalmente risolvere la questione tanto discussa, se cioè la via Ostiense, passando innanzi alla primitiva basilica costantiniana, seguisse l'andamento della via attuale, ovvero corresse più a ponente, fra il Tevere e la fronte della basilica riedificata sotto gli imperatori Onorio, Teodosio e Valentiniano III.
Su questo tema anche recentemente ha richiamato l'attenzione degli studiosi il ch. comm. Stevenson; e dal suo scritto, trattato con la consueta diligenza e dottrina, nuova luce è derivata sull’importante argomento (cf. Osservazioni sulla topografia della via Ostiense in Nuovo Bullettino di Archeologia Cristiana, anno III, pagg. 283-321).
Noi non affretteremo giudizi, dovendosi attendere dagli scavi medesimi la soluzione del problema topografico, specialmente quando le trincee taglieranno la via moderna, poco al disotto del monastero annesso alla basilica.
Non possiamo però tacere, che tanto gli scavi eseguiti a nord della basilica, quanto quelli a sud, nei prati di s. Paolo, hanno rivelato, sia per l'allineamento dei sepolcri, sia per molti cippi, ancora in situ, l'andamento di una antica via, la quale taglia trasversalmente la basilica, corrispondendo col suo asse a quel tratto di selciato stradale, a poligoni di basalte, che fu scoperto sino dal 1850, nella crociera della chiesa, quasi sotto l'arco decorato dei mosaici di Leone Magno.
E tale via, per le ragioni che ci riserbiamo di esporre, non può essere altro che l' Ostiense, ossia quell'iter vetus menzionato nell'editto imperiale dell'anno 386, iter che intendevasi di abbandonare, anzi di sopprimere, sé placeret tam populo, quam senatui.
Si è inoltre potuto osservare, come la collina detta di s. Paolo, corrispondente dietro alla basilica, sia stata tagliata dai Romani per l'esercizio di vaste cave di tufo litoide. Di qui la forma a picco che presenta la collina, ed i tagli verticali che veggonsi dalla parte di ponente. Tali cave non dovettero essere più esercitate nei tempi dell'impero, perchè sui rifiuti, rappresentati da grandi cumuli di pezzi e scaglie di tufo, erano state gettate le fondamenta di alcuni colombarî, che per l'eccellente opera laterizia o reticolata non possono assegnarsi che alla fine della repubblica o alla prima metà del I° secolo dell'impero.
Del resto, niuna traccia, sinora, di catacombe cristiane o del cimitero di Lucina, che lo Stevenson crede fosse stato a cielo aperto, attorno alla basilica. Gli scarsi frammenti di titoli cristiani finora recuperati spettano tutti ad età posteriore, cioè al cimitero che si svolse intorno alla basilica Onoriana.
Importa l'osservare, che il luogo fu vandalicamente saccheggiato, a scopo di lucro e per estrarre materiali da costruzione. Ogni sepolcro, ogni colombario ha non meno di due o tre fori praticati nella volta, pei quali si introdussero gli espilatori dai vigneti soprastanti. Di guisa che troviamo le nicchie mancanti delle olle e degli ossuari, le ossa rimescolate e gettate alla rinfusa, asportati i titoli e le sculture che si rinvengono sparse tra le terre, senza che sia possibile di stabilire a quali tombe appartengano.
Luigi Borsari.
DescrizioneVaste cave di tufo litoide.