Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 12634
CronologiaIntrapresi i lavori per immettere le acque dell'antica cloaca | massima nel grande collettore costruito sulla sinistra del Tevere, sono state scoperte alcune antiche costruzioni nel terreno adiacente al pilone sud-ovest del Giano al Velabro.
Consistono in tre camerette A, B, C, di eguali dimensioni fra loro (m. 1,95 X 1,80), costruite in opera reticolata di tufo. I muri, nel senso della larghezza, sono appena grossi m. 0,23, e nel senso della lunghezza m. 0,30. Ciascuna stanza ha l'ingresso proprio, largo m. 0,70, alto m. 1,80, con soglia di travertino e con architrave parimenti di travertino: il loro pavimento trovasi a m. 3,85 sotto il livello dell'arco di Giano. Nelle camerette A e C il pavimento era formato con lastrico di calce, coperto di intonaco dipinto a colore rosso; la stanza B invece aveva il pavimento composto di mattoncini ad opera spicata.
In tutte tre queste camere, addosso alla parete destra per chi entrava, era costruito in muratura una specie di sedile, largo m. 0,70 ed alto m. 0,65, sostenuto nel mezzo da un pilastrino pure di muratura (v. le sezioni ab, cd). Tutta questa costruzione doveva in origine essere intonacata, come può dedursì da qualche traccia che tuttora ne rimaneva visibile.
Di fronte ai descritti ambienti, sono apparsi nel cavo altri consimili murì reticolati; e nello spazio interposto si è scoperta una fogna, costruita a piccoli massi rettangoli di tufa, ora totalmente ripiena di melma, la quale dinanzi alla stanza B volge sotto di essa ad angolo retto. Quivi sono stati raccolti vari frammenti di vasellame rosso aretino ed etrusco-campano a vernice nera lucida.
In un fondo di piccolo vaso aretino si legge il bollo rettangolare: C ANNI FELIX ed un altro frammento porta impresso il sigillo, in forma di pianta di piede: GELE.
Si è pure recuperato il fondo di un grande piatto, delle stesse figuline di Arezzo, che reca quattro volte ripetuto il bollo: CELER SAFEI
Giuseppe Gatti.
Proseguiti gli sterri presso il Giano quadrifronte, a s. Giorgio in Velabro, si sono incontrati qua e là altri laceri avanzi della costruzione, di cui fu data notizia nel precedente fascicolo delle Notizie. La fila delle anguste camerette continuava verso il foro Boario, e poco dopo sembra che volgesse a destra, ad angolo retto.
Dovunque si è trovato qualche resto di pavimento, era sempre lastricato in calce e colorato rosso cupo. Si è poi riconosciuto, che una volta comune copriva tanto le piccole celle da una parte e dall’ altra del corridoio, quanto il corridoio medesimo in cui esse avevano la porta, sicchè lo schema della sezione di questa galleria risulta essere stato in origine il seguente.
Una grande quantità di frammenti di vasi, fittili e vitrei, è stata raccolta nello sterro. Alcuni sono d’impasto rozzissimo e di età remota: altri spettano all'ultimo periodo repubblicano ed ai primi tempi dell’impero, e fra questi sono in maggior numero i frantumi di vasi e di tazze di fabbrica aretina.
Giuseppe Gatti.
Stampe antiche