Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 12643
CronologiaPapa Pio IX dispone la costruzione di 4 linee ferrate per collegare i territori dello stato pontificio.
I nuovi collegamenti sono diretti da Roma a: Ceprano (al confine Napolitano per poi proseguire verso Napoli); Bologna (principale centro dello Stato Pontificio dopo Roma); Civitavecchia (maggiore approdo marittimo); Anzio.
Allo scopo vengono costituite tre società che, in onore del papa, assunsero l'appellativo comune di "Pio": 1) Pio Latina; 2) Pio Centrale; 3) Pio Emilia.
Sottoscritto l'accordo per la costruzione della ferrovia Roma-Frascati tra il Comitato Governativo e la Società Pia-Latina.
Primo atto di concessione pontificio alla società romana Pia-Latina con la facoltà di costruire una Strada ferrata da Roma al confine Napolitano presso Ceprano (la futura ferrovia Roma-Cassino-Napoli).
Dopo che la società romana Pia-Latina non era riuscita a mantenere le obbligazioni assunte, viene costituita una nuova società, la Compagnia della strada ferrata da Roma a Frascati, con prolungamento facoltativo fino alla frontiera Napolitana ottenne la facoltà di prolungare la ferrovia fino ad Albano e Velletri.
Approvati gli statuti della Compagnia della strada ferrata da Roma a Frascati.
La costruzione dell'infrastruttura viene affidata alla ditta britannica John Oliver York & Co.
Papa Pio IX inaugura la prima ferrovia dello Stato Pontificio, la Roma-Frascati.
A Frascati la stazione viene realizzata ad alcuni km dal centro abitato nella località Campitelli, mentre a Roma viene posta presso Porta Maggiore.
Per la notevole distanza dall'abitato, viene attiva la linea piazza Montecitorio-porta Maggiore.
Sono programmati cinque viaggi al giorno, tre al mattino e due il pomeriggio con un tempo di percorrenza di 28 minuti.
La dotazione d'esercizio comprende sei locomotive di fabbricazione britannica e altrettanti vagoni (i nomi delle quattro locomotive principali, “Pio”, “Pietro”, “Paolo” e “Giovanni” furono scelti personalmente da Pio IX).
La Ferrovia Roma Frascati viene attivata al servizio viaggiatori.
Inaugurata la tratta ferroviaria Roma Ciampino (parte della linea Roma-Napoli).
Siglato un nuovo atto di concessione per i lavori di costruzione della ferrovia Roma-Confine (Ceprano). Sono incluse nuove condizioni economiche e in conseguenza la società si ricostituisce come Società privilegiata Pio-Latina delle strade ferrate da Roma a Frascati e da Roma al confine Napolitano.
Si decide di unificare in un unico edificio gli arrivi e le partenze delle linee Roma-Frascati e Roma-Ceprano da realizzare presso la Villa Massimo, già Peretti Montalto.
La nuova ferrovia viaggierà unificata fino a Ciampino (km 12) diramandosi in due tronconi per Frascati (7 km) mentre l'altro ramo proseguirà in direzione di Cecchina (Albano).
Viaggio inaugurale del treno papale di Pio, dalla stazione di Porta Maggiore (ancora capolinea delle linee ferroviarie pontificie) il treno raggiunge la stazione di Cecchina (Albano). I tre vagoni che compongono il treno sono stati commissionati dalle Società “Pio Centrale” e “Pio Latina” ad aziende francesi per farne dono al Pontefice.
I lavori della Pio-Latina per la realizzazione della nuova ferrovia Roma-Confine (Ceprano), raggiungono la stazione di Albano presso la Cecchina. Il nuovo tronco viene aperto all'esercizio, ma i lavori si arrestarono per carenza di fondi.
A seguito della perdita delle Legazioni pontifice, con un provvedimento del Ministero dei Lavori pubblici, approvato dal pontefice, viene autorizzata la fusione delle due società ferroviarie romane, Pio Latina e Pio Centrale nella nuova "Società generale delle strade ferrate romane"; il capitale sociale venne stabilito in 207 milioni di franchi.
I lavori intrapresi sulla tratta fino a Ceprano, erano limitati a 20 km di realizzazione. La nuova società corre il rischio di un repentino fallimento, per cui vengono avviati contatti con il governo subentrante nei territori annessi, interessato a non isolare ferroviariamente la "futura capitale".
Inaugurazione ufficiale della linea ferroviaria Roma-Velletri-Segni-Frosinone-Ceprano, sancendo il completamento del collegamento fino al confine napoletano.
Il cuore della cerimonia si svolge presso la nuova stazione di Velletri, dove si incontrano i convogli provenienti da Roma e quelli giunti da Ceprano, l'ultimo avamposto dello Stato Pontificio.
Nonostante l'importanza storica dell'evento, Papa Pio IX è costretto a disertare la celebrazione a causa di alcuni problemi di salute che gli impediscono di presenziare.
Consegna al pubblico esercizio della nuova tratta ferroviaria che da Ciampino, passando per Velletri e Segni-Paliano (oggi Colleferro-Segni), raggiunge l'ex confine pontificio alla stazione di Ceprano-Falvaterra.
Inaugurazione del collegamento ferroviario diretto tra Roma e Napoli, unendo finalmente lo Stato Pontificio al Regno d'Italia. L'opera giunge a compimento con la realizzazione dell'ultimo tratto di binari mancante tra la stazione di Ceprano-Falvaterra (l'ultima in territorio papale) e quella di Tora-Presenzano (situata nel territorio italiano). Questa saldatura trasforma la linea in un'unica arteria continua, eliminando la necessità di interruzioni al confine.
Contestualmente viene aperta al pubblico la Stazione Centrale delle Ferrovie Romane. Lo scalo accoglie i viaggiatori in una sistemazione ancora provvisoria, in attesa del completamento delle strutture monumentali: la parte architettonica è limitata a un capannone per i binari, mentre come uffici e servizi sono stati adattati gli spazi delle 'botteghe di Farfa, una vecchia schiera di caseggiati fino ad allora utilizzata da artigiani e artisti.
Entrata in esercizio della seconda Stazione Centrale delle Ferrovie romane a Termini. La linea Roma-Frascati viene collegata con la nuova stazione e la vecchia stazione di Porta Maggiore viene demolita.
Inaugurata la variante Ciampino-Palestrina-Segni della Roma-Napoli.
Le tratte Ciampino-Velletri e Velletri-Colleferro vengono declassata a linea di interesse locale, con un modesto traffico pendolare.
Nell'eseguire alcuni lavori per l'ampliamento della stazione ferroviaria delle Frattocchie (antica stazione di Marino), fra il 13° e il 14° chilometro della via Appia nuova, a m. 0,80 sotto il piano di campagna, è tornato in luce, per la lunghezza di m. 7,60, un tratto di antica strada romana costruita coi consueti poligoni di selce. La strada è larga m. 2,25, e da ambedue i lati ha la crepidine alta m. 0,10, selciata anch'essa sul ciglio per la larghezza di m. 0,15. Questo diverticolo, nel tratto scoperto, va da nord-est a sud-ovest, e doveva congiungere l'Appia antica alla Latina. Fra la terra si è rinvenuta la parte superiore di un cippo sepolcrale in marmo, con cornice, su cui leggesi: D M P AELIO AVG Lib
Giuseppe Gatti.
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