Informazioni storicheData: 1891
Codice identificativo monumento: 12850
CronologiaInaugurazione della stazione di Ladispoli. La nuova fermata ferroviaria venne realizzata contestualmente alla linea Palo-Ladispoli per iniziativa del principe Odescalchi, con l'obiettivo della valorizzazione turistica della zona su cui sorse la nuova località balneare:
"Prima di partire da Roma sono stato a Ladispoli, la città che non esiste e che fu inaugurata con tanto chiasso. A Ladispoli non vi sono che tre primitive baracche in legno, una centrale rappresenta un caffè, e le altre i due stabilimenti balneari. E dire che il suo eccelso fondatore, Ladis Odescalchi, nelle riunioni di qualche stazione climatica alla moda, o nei saloni dell'élite avrà ricevuto complimenti per il coraggio e la magnificenza addimostrata!! Dicono che a Parigi, nel cervello del mondo, chi ha denaro può diventar tutto, financo autore drammatico con i relativi fischi, o baritono perfetto con applausi a iosa, ma fondatore d'una città no davvero. Pare dunque che in Italia si sia giunti più innanzi. Ma almeno questi fondatori di città dovrebbero sentire il bisogno di tracciare con un muro la cinta daziaria, come fecero quei poveri diavoli di Romolo e Remo. Però se saranno rose, fioriranno anche a Ladispoli.
Intanto come ad Anzio, a Civitavecchia, a Fiumicino, a Santa Marinella, sono corsi a Ladispoli i buoni quiriti ansiosi delle salse acque. Alla stazione, una sala apposita era stata aperta per la distribuzione dei biglietti. Famiglie intere cariche di cestine, coppie eleganti, brigate allegre di mattacchioni, preti e frati passavano dinanzi al vetrino smerigliato dell'istantaneo senza darmi tempo a decidere su chi o dove tirare il colpo. Si viaggia quasi tutti in terza classe per due motivi, l'economia ed il fresco: ma più per il fresco, essendo i treni obbligati di rimanere alla sferza del sole per ore ed ore, non essendovi tettoie alle stazioni di terza o quarta classe. Anzi il caldo del ritorno — e potete immaginare in quale stato siano i vagoni — è quello che amareggia la gita. — Troppa reazione! — E pare impossibile che fondatori, ingegneri e direttori, non provvedano per prima cosa al comfort di quelli che devono alimentare la linea. Magari sotto una baracca di paglia, ma fate che i vagoni non rimangono esposti al sole ad infuocarsi. L'allegria regna sovrana in queste gite estive. Da per tutto è un gridio, un riconoscersi, un chiamarsi da vagone a vagone.
Qualche comitiva di giovanotti improvvisa nuove fogge di berretti da viaggio con effetto sicuro. Poi ci son le cicale o le cavallette che entrando dai finestrini all'impazzata, attratte dalla fuga del treno, vanno a sbattere nelle spalle di qualche bella signorina, producendo paure, urli, strilli, ribrezzi inusitati. E i malcapitati animalucci girano sbattuti da un angolo all'altro del vagone, fra le scherzose minaccie dei cugini, e le reiterate proteste delle cugine. Qualcuno finisce incartocciato da qualche giovanotto, in un pezzo di giornale, che l'animaluccio corrode ed abbandona; e qualche altro capitato in mano a pallida fanciulla, che fin da Roma senza curarsi del chiasso che s'è fatto intorno a lei, ha guardato la fuggente campagna, trova dalle sue mani gentili, affusolate, la libertà."
Inaugurazione della Stazione di Palo, con l'arrivo del tratto di linea Tirrenica da Maccarese.