Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 13056

Cronologia

744 a.C.

Descrizione

La sua prima identificazione si deve ad Antonio Nibby.

Secondo la leggenda Romani, guidati da Romolo assaltarono ed occuparono la città, dopo che gli Antemnati, a seguito dell'episodio del ratto delle Sabine, stavano razziando il territorio di Roma, approfittando dell'assenza dei romani, impegnati nello scontro con i Ceninensi.

Il sito archeologico, è stato in gran parte distrutto a seguito della costruzione del forte Antenne, tra il 1877 e il 1891.

Le mura della città, erano realizzate in cappellaccio tramite opus quadratum, sono state datate fra la fine del VI e gli inizi del V secolo a.C..

In più punti sono scoperte mura arcaiche costituite in blocchi parallelepipedi di cappellaccio (spese m. 2,30-2,40, conservate fino a 9 m. di altezza).

All'interno delle fortificazioni, fondi di capanne protostoriche, resti di abitazioni con zoccolo di fondazione in opera quadrata di cappellaccio, una cisterna rettangolare, numerosi pozzi e cunicoli, una tomba infantile arcaica.

Tra gli oggetti più importanti, vengono trovate alcune terracotte che testimoniano la presenza di un santuario: una antefissa con Iuno Lanuvina e una testa giovanile a tutto tondo (oggi conservate rispettivamente al Museo nazionale romano, e in quello di Villa Giulia).

Sulla sommità della collina viene inoltre scavata (e distrutta), una grande villa tardo repubblicana, in opera reticolata, articolata in "camere rettangolari, corridoi, criptoportici", cisterne sopraterra e sotterranee, comprendente ambienti dipinti ornati con stucchi e con rivestimenti marmorei.

Stampe antiche

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