Informazioni storicheData: 1889 / 1891
Codice identificativo monumento: 13691
CronologiaLa società delle Mediterranee sta costruendo una ampia stazione militare, nel suburbio fra le vie Tusculana e Labicana, e precisamente nello spazio compreso fra il Ponte Lungo e l'acquedotto Felice, di prospetto alla vigna Serventi. Questa nuova stazione è già unita, o lo sarà fra breve, con le linee di Firenze, di Sulmona, di Napoli, di Pisa ecc. mediante bracci transversali a doppio binario, lunghi complessivamente quattro chilometri.
Tutto ciò dà luogo a considerevoli tagli e trasporti di terra, talvolta superficiali, più spesso profondi (sino a 20 metri) ed all'attraversamento, in due punti, degli acquedotti dell'Aniene vetere, Marcia, Tepula, Giulia, Claudia, Aniene nuovo, Alessadrina, e Felice.
Le scoperte finora avvenute sono qui appresso descritte secondo l'ordine della loro distanza dalla porta Maggiore.
Spianandosi il terreno ondulato della vigna di s. Marcello, è stata rimessa in luce una rete di cunicoli, scavati nel tufo, con la volta a tutto sesto, e con volta e pareti intonacate di stucco bianco. La sezione dei cunicoli è di circa un metro: l'altezza di due. Devono aver servito per serbatoio d'acqua. Sopra di essi s'incominciano a scoprire avanzi di costruzioni reticolate e laterizie, avanzi di villa o casa rustica del 1° secolo dell'impero.
Fra le terre di scarico provenienti da questo terreno ho raccolto quattro frammenti di vasi campani, a vernice nera iridescente, indizio di sepolcri del 4º e 5° secolo avanti l'era volgare, manomessi in epoca che non è possibile determinare.
Nel viale che conduce al casino e nella scala esterna del casino stesso stavano messi in opera due marmi letterati. Il primo contiene la seguente epigrafe, alquanto corrosa dall'attrito. La lastrina misura m. 0,42 X 0,24.
D M SABINIO SABI NIANO EX OPTI ONE CORTALE MIL AN XVII OPTI O MIL AN VIIII VIX AN XXXX NA TION RAET CLAV DIVS DIODORVS HER B M F
La seconda iscrizione è incisa, a lettere di tipo severiano, su d'una stele marmorea, alta m. 0,80 larga 0,50, con antefisse e timpano curvilineo, nel quale è scolpita di bassorilievo la figura della defunta, distesa sul letto funebre.
D M VLPIA DANAE EX MAVRETANIA CAESARIENSI V A XXIIX C VALERIVS MAXIMVS DECVRIO ALAE ATECTORIGI ARSE EXERCITVS MOESIAE INFERIORIS CONIVGI ENTISSIMAE FECIT
Nell'area circostante al casino, dalla parte di tramontana, sono state rimessi in luce cassettoni alla cappuccina, con lo scheletro disteso sopra un piano di tegoloni bollati. Provengono da questi cassettoni alquante lucerne di buona conservazione, col sigillo CLOLDIA, e monete del secolo terzo incipiente.
L'acquedotto Felice è stato troncato in due punti: a circa 100 m. a monte del bivio delle linee di Napoli e di Civitavecchia: ed al primo chilometro del vicolo del Mandrione, sulla destra di chi volge alla porta Furba. Nell'uno e nell'altro luogo si è riconosciuto che l'acquedotto sistino è fondato sui piloni della Claudia, costruiti di grandi massicci di peperino, con fodere e rinforzi di cortina severiana. Più a monte, nella contrada di porta Furba, l'acquedotto stesso è fabbricato sui piloni della Marcia.
È degno di nota il ritrovamento di alcuni pozzi scavati quasi a contatto delle arcuazioni, a profondità che variano dai 15 ai 25 metri. Il più profondo di tutti, scoperto nella vigna Marolda-Petilli conserva ancora tre metri di acqua, ed ha la tromba munita di pedarole.
Nell'anzidetta vigna Marolda, posta tra la ferrovia Napoli ed il vicolo del Mandrione, sono tornati in luce bellissimi avanzi di un edificio composto di due parti distinte. La parte più antica è fabbricata con massi di tufo, grossi m. 0,60, ed intonacati sulle due facce: la più recente mostra le pareti di eccellente reticolato, con intonaci dipinti a colori vivacissimi.
Vi sono cripte, e voltoni sotterranei illuminati da feritoie frantumi di mosaici monocromi e policromi a tessere di smalto; incrostazioni marmoree, nelle quali prevale il broccatello tagliato a striscie sottili, con guide di rosso, ed altre decorazioni proprie di nobile residenza suburbana.
Nella parte rustica si trovano cocci di dolii, e vasi da semenzaio. Il fabbricato confina con un diverticolo che univa il Mandrione (antico) con la Labicana.
La ferrovia taglia questi ruderi sotto un angolo assai acuto, e per la sezione di pochi metri; di maniera che è quasi impossibile riconoscerne la disposizione architettonica.
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori per la nuova stazione militare della ferrovia, fra la via Labicana e la Tusculana, oltre gli oggetti già descritti nelle Nozizze di quest'anno, p. 339, furono recuperati due frammenti di lapidi sepolcrali.
In uno si legge: M |... MMIAE PY |... ADI CONIVG |... ICISSIMAF B M
Nell'altro resta un avanzo di epitatio cristiano: HICREQY iescit | iN PACE | ...VVS ET...
Si raccolsero inoltre: un capitello di marmo, rozzamente lavorato; una basetta di colonna, del diametro di m. 0,23; quattro lucerne fittili, ed altri insignificanti frammenti di vasetti sepolcrali in terracotta ed in vetro. Una delle predette lucerne è di terra fina, ma senza alcun ornato; un'altra ha nel piatto, in rilievo, una maschera scenica; le altre due, grossolane e senza ornati, hanno nel fondo, rispettivamente, il bollo di fabbrica: a) C OPPI RES b) CLOLDIA
Finalmente, dalla demolizione dei muri spettanti a celle sepolcrali, incontrate nel medesimo luogo, provengono i seguenti bolli figuli: a) RALAS b) EX FIG Q ES CAECIL SALAR AGI T GLYPT CAP c) VNI PVN SVL d) CL HER SVL e) CCVLDIASul f) ASIL POLL g) OP D DIONYS Domit. p. F LVCIL PAET E APR COS h) L BRVttidi augusTALIS OPVS DOL Ex fig. oCEA MIN CAes N
Giuseppe Gatti.
Viene aperto all'esercizio l'anello ferroviario sud, collegando le stazioni militare Tuscolana e Stazione Tiburtina.
Presso il deposito della stazione della Tuscolana si rinvenne un cippo marmoreo con l'iscrizione: MARIA ID VSAE IN FRO P XV IN AGROP XV.
Dante Vaglieri.
Negli sterri per i lavori ferroviari presso la Tuscolana si è scoperto un frammento di iscrizione su lastra marmorea (m. 0,12 X 0,16): LIB SS POSTERIS RONT PEX (sic) P XX.
Dante Vagliri.
Approvato il Piano Regolatore della Metropolitana del 1941:
Redatto dall'ingegnere Vito Perrone, il Piano del 1941 rappresenta il primo tentativo organico di dotare Roma di una rete metropolitana moderna. Il progetto definisce un sistema di direttrici radiali volte a collegare il centro storico con le periferie in espansione e i futuri poli direzionali (come l'area dell'E42). Sebbene la guerra ne bloccherà la realizzazione, il piano ha stabilito il "DNA" infrastrutturale della capitale, influenzando il tracciato delle attuali linee A e B e prevedendo collegamenti strategici verso il quadrante est (Casilina).
Nel progetto originale dell'ingegner Vito Perrone, la Linea A era concepita come un asse di collegamento tra il quadrante nord-est e il centro-sud, ma con un percorso sensibilmente diverso dall'attuale. Il tracciato previsto univa Piazza Verbano (nel quartiere Trieste) alla Stazione per Ostia (Piramide), passando per Porta Pia. Una sezione di questo piano, tra Cinecittà e Porta San Giovanni, è stata effettivamente integrata nell'odierna Linea A, ma il resto del progetto originale vedeva la linea "piegare" verso direttrici che oggi associamo in parte alla Linea B o a mai realizzate diramazioni centrali.
La Linea B rappresenta il cuore operativo del piano (essendo l'unica tratta in costruzione durante gli anni '40) per collegare la stazione Termini con il nuovo quartiere dell'Esposizione Universale (E42, oggi EUR). La linea dovrà estendersi da Viale delle Belle Arti (zona Flaminio/Parioli) fino alla Stazione per Ostia. È interessante notare come l'attuale tracciato della Linea B tra Termini e Rebibbia ricalchi in realtà quello che nel 1941 era stato assegnato alla prevista Linea C, dimostrando come i progetti di Perrone siano stati poi "rimescolati" per dare vita alla rete moderna.
La Linea C è prevista come un asse diagonale che partiva dalla zona di Rebibbia (all'epoca definita "città penitenziaria") e percorreva la Via Tiburtina fino alla Stazione Termini. Da qui, il tracciato attraversa il Centro Storico toccando Piazza Venezia, proseguiva lungo Corso Vittorio Emanuele II, passa per San Pietro e Piazza Risorgimento, terminando la sua corsa al Foro Italico. In questo punto era prevista una connessione diretta con la Linea A, creando una continuità strutturale tra i due quadranti della città.
All'interno del Piano, nel quadrante Est, il Tunnel di Centocelle rappresenta l'evidenza più significativa, del progetto della collegamento Metropolitano tra Termini e Torre Spaccata (non viene indicata una lettera). Si tratta di una galleria sotterranea di circa un chilometro, situata sotto la via Casilina, concepita per il collegamento tra Porta Maggiore e Torre Spaccata.
Il Piano del 1941 si inserisce nella visione monumentale della "Grande Roma" del regime fascista, concepita per modernizzare la mobilità in vista dell'Esposizione Universale del 1942. Caratterizzato da una progettazione ambiziosa che includeva opere oggi leggendarie come il "Tunnel di Centocelle", il piano dovette confrontarsi con i limiti imposti dal conflitto mondiale. Nonostante la realizzazione parziale, resta un documento storico fondamentale che testimonia la transizione di Roma verso una dimensione metropolitana, segnando l'inizio della lunga e complessa storia delle ferrovie sotterranee capitoline.
Stampe antiche