Informazioni storicheData: 1932
Codice identificativo monumento: 13722
CronologiaLa Società Anglo Romana inaugurata la linea elettrica Tivoli Roma, prima trasmissione al mondo in corrente alternata per uso commerciale. L'impianto di produzione è la nuova Centrale idroelettrica di Acquoria (realizzato a Tivoli sul sito del Santuario di Ercole). Dopo 28 chilometri di percorso, la rete elettrica arriva alla stazione di smistamento nei pressi di Via del Policlinico.
L'Illustrazione Italiana. 24 luglio 1892, Ernesto Mancini:
"Il giorno 4 di questo mese venne inaugurato l'impianto che serve alla trasmissione, da Tivoli a Roma, della energia elettrica sviluppata da una grande caduta di acqua in Tivoli. Si tratta di un’opera assai importante, condotta. felicemente a termine ad onta delle numerose difficoltà che si ebbero a superare, e i cui lavori eseguiti senza chiasso ma con costante perseveranza, ‘ ranno apprezzati come meritano fra noi e fuori del nostro paese. In questo momento, infatti, il Neobicina della trasmissione della forza a grandi distanze per mezzo della elettricità è oggetto di Studi e di attive ricerche, ed una sua pratica soluzione ha dinanzi a sè un grande è brillante avvenire; l'interesse destato nel campo degli elettricisti dalle sperienze di Francoforte sul Meno prova il nostro asserto. Un impianto, adunque, come quello di Tivoli-Roma, che rappresenta quanto di più perfetto si è oggi ottenuto in elettrotecnica, e che permette di controllare i risultati pratici e di tentare modificazioni e d’eseguir indagini nuove, può riuscire di grande aiuto, affinchè la questione della trasmissione elettrica della forza acquisti la impronta speciale a questa fine di secolo, in cui ogni scoperta scientifica è feconda di utili applicazioni.
Altro fatto degno di considerazione è che l’ardita impresa della trasnvissione elettrica da Tivoli a Roma, è dovuta ai capitali privati. La Società anglo-romana del gas, diretta dal commendatore Pouchain, la quale si è riserbata di ricorrere ad altri sistemi d’ illuminazione oltre a quella a gas, impiantò due anni or sono in Roma una officina, sistema Edison, per distribuire la luce elettrica in città. Resosi necessario d’ingrandire l'impianto, si riconobbe che il sistema Edison, in una città come Roma dove la popolazione è disugualmente distribuita sulla rete che partiva dall’ offi non poteva dar buoni risultati, e allora si pe di utilizzare addirittura una parte della forza idraulica di Tivoli, ricorrendo ad un nuovo e speciale impianto, di cui l’amico Paolocci ha qui riprodotto le parti principali e caratteristiche.
A Tivoli la forza sviluppata da un volume di acqua di 4 metri cubi, che cade da un’altezza di 50 metri e che pone in movimento le turbine, è tre duemila cavalli. L'acqua è guidata, nella sala delle macchine da enormi colonne in ghisa, vuote. alle turbine, le quali a loro volta pongono in movimento di rotazione 6 grandi dinamo, a corrente alternante; mentre 3 altre dinamo più piccole, a corrente diretta, situate nella parte centrale della sala. servono per eccitare, ossia per far entrare in azione le dinamo maggiori che danno una corrente di 45 ampéres ciascuna, A conforto di coloro i quali si lagnano, non a torto, che le esigenze industriali guastano è distruggono le hellezze naturali, aggiungeremo che il volume d’acqua sopra ricordato non rappresenta detrazione alcuna alle celeberrime cascate di Tivoli; è acqua raccolta, in un canale collettore. da vari piccoli corsi che andavano a perdersi nell’ Aniene. dopo aver servito in diversi opifici. Fd è da notare ancora come la Società del gas utilizza oggi di quest’acqua soltanto un salto di 50 metri, mentre dispone di altro salto eguale al precedente, che permette di raddoppiare il numero di cavalli disponibili.
Le dinamo. che funzionano nelle sale delle macchine a Tivoli. e quanto altro riguarda la officina di produzione, vennero costruite dalla casa Ganz di Budapest, Le dinamo lavorano accoppiate; e la condizione indispensabile di un perfetto sincronismo nella loro rotazione rapidissima, si ottiene con un regolatore di un'estrema sensibilità ed esattezza inventato dall’ing. Wein. La corrente che si sprigiona dalle dinamo è obbligata a percorrere una linea di conduttori aerei lunga, tra le due officine. 26 chilometri. Questa linea segue, da Tivoli a Roma, quasi un rettifilo, sd è formata da quattro cordoni di rame pur simo, ottenuto coll’elettrolisi, ravvolto in treccie: due soli cordoni devono stare in azione, per la corrente di andata e ritorno, mentre gli altri due sono destinati a surrogare i precedenti in caso di guasti. La perdita di forza che si verifica nella trasmissione è del 20 per cento.
I conduttori sono sostenuti da pali in ferro, formati da travi convenientemente accoppiati, e passano su appositi isolatori in porcellana: mentre gli stessi pali sopportano due altri conduttori più sottili che servono alle comunicazioni telegrafiche e telefoniche tra la officina di Tivoli è quella di Roma. In quest’ultima. costruita presso porta Pia. la corrente a potenziale elevato è trasformata nella così iletta “camera della morte,, mediante appositi apparecchi, e ridotta ad nn poten cinque volte meno elevato e adatto quindi agli usi di illuminazione e di fo motrice. Dalla officina di porta Pia la distribuzione della corrente è fatta, in città, con due sistemi: quello parallelo e quello in è: è il primo tentativo di questo connubio, destinato a soddisfare bisogni differenti. Nel primo gli utenti prendono l'elettricità ai due poli; nel secondo l'elettricità è consumata lungo il suo percorso nel conduttore, dove suli serie di cadute. In città poi la distril fatta con canapi sotter ed ha uno sviluppo di
Per l'inaugurazione dell'impianto sopra descritto la Società del gas distribuì largamente gli inviti. L'onorevole ministro delle poste e dei telegrafi, le autorità, le notabilità più spiccate della scienza, dell’industria, della finanza, e i rappresentanti della stampa italiana e straniera, recaronsi in treno speciale a Tivoli, dove, dopo una chiara e dotta conferenza del prof. Mengarini, îl quale, coll’ aiuto di valenti collaboratori, ha diretto e portato a compimento un’opera grandiosa e difficile, si visitarono le officine in cui generasi l'energia elettrica. Un lauto pranzo dette occasione agl invitati, elettrizzati dalla. conferenza, dalle dinamo.... e dalle trote dell'Aniene, di estrinsecare in brindisi spesso felici, ma ni no ele vato come quello dell'onorevole duca Caetani, la soddisfazione generale di e nel nostro paese non manchino lo sp niziativa. l'ingegno, la tenacia per tenere alto il vessillo del progresso; e una fantastica illuminazione della officina di porta Pia, dove |’ edificio dei tras matori pareva incand in modo splendido o meglio radioso, una giornata addirittura campale.
Negli sterri per la fondazione di un'altra parte del fabbricato, ove sono le officine per la illuminazione elettrica presso porta Pia, sì è incontrato il pavimento di due antiche stanze, a piccole tesselle di marmo bianco, con fasce in musaico nero. Questi pavimenti si trovano a m. 4,25 sotto il piano stradale.
Giuseppe Gatti.
Per i lavori di ampliamento delle officine elettriche in prossimità di porta Pia, sono stati scoperti altri avanzi di muri laterizî spettanti ad antiche fabbriche private: e fra la terra si sono raccolti un pilastrino scorniciato, di marmo bianco, alto m. 0,39 X 0,24 X 0,05, ed un rocchio di colonna in portasanta, finamente baccellato, lungo m. 0,33 col diametro di m. 0,44.
Giuseppe Gatti.
Per alcuni movimenti di terra eseguiti nello Stabilimento per la luce elettrica, nell'area dell'antica villa Patrizi, sono stati trovati due capitelli marmorei, d'ordine corinzio, in cattivo stato di conservazione, alti m. 0,76 col diam. di m. 0,55; un frammento di colonna strigilata, in marmo giallo brecciato, aito m. 0,85, col diam. di m. 0,40; cinque basi di colonne, di vario diametro, in gran parte guaste.
Giuseppe Gatti.
DescrizioneRoma per la prima volta nel mondo accolse qui da Tivoli, e trasformò in luce ed energia, corrente elettrica alternata lanciata a distanza. S.P.Q.R. Nel XL anniversario a memoria pose 1932-XI
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche