Informazioni storicheData: 1589 / 1622
Codice identificativo monumento: 139
CronologiaInterventi per proteggere dal degrado la Fontana di Campo dei Fiori, che il mercato recava. Si asportarono i delfini (che vanno perduti) e si pone sulla vasca interna un coperchio in travertino, a cupola, con un grosso “pomello” centrale, che le fa assumere una gigantesca “zuppiera” (popolarmente “terrina”). La fuoriuscita dell'acqua viene assicurata traforando il centro delle rose poste sui lati della vasca.
La fontana di Campo dei Fiori viene smontata per far posto al monumento di Giordano Bruno. I pezzi vengono trasportati nel deposito dei marmi a testaccio.
Esposizione di lavori industriali ed artistici all'Istituto di San Michele
"Abbiamo avuta una piccola esposizione di lavori industriali ed artistici all'Istituto di San Michele come saggio biennale dei giovani là ricoverati. L'Istituto di San Michele è un lungo fabbricato sul Tevere a Ripa Grande, e non manca d'imponenza. Fu fondato da Innocenzo XII, esortatovi da monsignor Odescalchi suo maggiordomo. L'ospizio fu dunque fabbricato circa due secoli or sono, collo scopo di raccogliere giovanetti orfani e derelitti, ciò che oggigiorno si direbbe infanzia abbandonata, e che Innocenzo allora chiamava suoi nepoti.
Io non so se, fin dalla fondazione, lo scopo fosse quello d'iniziare i giovani alle arti belle e all'arti industriali: il fatto è che da molto tempo funzionano nel locale scuole artistiche ed altre applicate all'industria. E da San Michele che uscirono il Mercuri ed il Calamatta, il Marchetti e il Buonafede, il Cotogni e tanti altri.
Clemente XI vi istituì la scuola degli arazzi, che seguita le buone tradizioni antiche migliorate dalle ricerche moderne sui colori e sulla finitezza maggiore dei lavori. Vi sono allievi decoratori, scuole d'incisione in legno, diretta ora dal P. Ballerini; di geometria e prospettiva, dal presidente Chiaserotti e Becchetti. La plastica sta sotto il fine gusto del professore Leri.
Poi giù, nel cortile, son poste le officine di ebanisteria, di tornitura metallica, nikelatura, che forniscono tanti mobili ed oggetti del Cagiati (chi non conosce le vetrine del Cagiati?) Di qua uscirono i mobili della sala bianca al Quirinale, elegantissimi. Vi sono poi fabbri-ferrai, lattonieri, e due fonderie, in una delle quali si sta preparando la fusione del Vittorio Emanuele che uno dei due Zocchi ha fatto pel monumento di Pisa.
Come vedete, non so se, oggigiorno, con tutte le idee che si credono di avere sull'insegnamento completo, serio, ed utile da dare ai figli del popolo, non so se si giungerebbe facilmente ad istituire cosa simile reggentesi, quel ch'è più, con rendita propria ed autonoma in tutto.
Ma non ho finito ancora di dimostrarvi l'ampiezza del fabbricato di Ripa Grande. Sisto V vi unì il ricovero per i poveri vecchi, poi non so chi quello delle vecchie, dimodochè oggi l'Ospizio si divide in quattro comunità. Istituto professionale maschile, idem femminile, con lo scopo di raccogliere ed educare giovani e giovanette orfane e povere, — ricovero di vecchi e vecchie.
Immaginate dunque quanti cortili, che sfilate di arcate, quante camerate, quante scuole e laboratori. Eppure, a quella santa e grandiosa istituzione manca ora l'impulso, l'incoraggiamento. Bisognerebbe che i giovani da 150 arrivassero a 500, che l'arazzo per esempio, rappresentante l'Italia, veduto in altra esposizione, fosse, se non già finito, almeno non allo stesso punto, — che le officine non lavorassero completamente a vantaggio dei mastri d'arte, ma a quello dell'Istituto che potrebbe offrire alla cittadinanza oggetti bene eseguiti ed a prezzo discreto, e bisognerebbe poi che all'esposizione dei lavori venisse data importanza maggiore, riunendo tutto in un cortile coperto, esponendovi in abbondanza, con imponenza, ciò che l'Ospizio produce. Si darebbe così coraggio ai bravi insegnanti e ai giovani."
La vecchia fontana di Campo dei Fiori, smontata da anni nel deposito dei Selci a testaccio, viene ricostruita a Piazza della Chiesa Nuova.
Avvio ufficiale ai cantieri della tratta T2 quattro stazioni della Metro C, per le stazioni Chiesa Nuova, Castel Sant’Angelo piazza Pia, Ottaviano e Mazzini.
Le Paulonie centenarie a Piazza della Chiesa Nuova, vengono sacrificate per far spazio ai cantieri.
Progetto
Committenti e finanziatoriLo sconosciuto scultore autore del coperchio pose, alla base del pomello, un'iscrizione circolare: “AMA DIO E NON FALLIRE. FA DEL BENE E LASSA DIRE. MDCXXII”.
Stampe antiche