Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 14000
CronologiaA seguito del pericolo per un'ennesima invasione di Alemanni e Goti, l'imperatore Aureliano commissiona la costruzione di una nuova cinta difensiva della città. Il progetto, improntato alla massima velocità di realizzazione e semplicità strutturale, ingloba moltissime strutture preesistenti, tra cui i Bastioni del Pincio, la piramide Cestia, l'Anfiteatro Castrenze, il muro del Castro Pretorio e ampi tratti dell'Acquedotto Claudio e Marcio, dove sono trasformati gli archi monumentali in porte difensive.
Si conclude la realizzazione delle nuove Mura difensive. Il loro percorso misura oltre 18 km e cinge una superficie pari a più di 1.200 ettari. Per limitare le spese di esproprio dei terreni, circa il 40% dell'intero perimetro passano su terreni demaniali. L'intera struttura si compone di 378 tratti di muro merlato intervallati ogni 30 metri da 381 torri a pianta rettangolare e da 14 porte principali, oltre a diverse altre passaggi secondari, 116 servizi igienici e numerosissime feritoie.
Su ordine dell'imperatore Onorio, il magister militum generale Stilicone avvia una grande fase di restauri e rinforzo delle Mura difensive di Roma. L'altezza delle mura fu quasi raddoppiata (dai 6-8 metri circa precedenti ad almeno 10,50-15) creando un doppio camminamento, uno inferiore (quello precedente, che diventa così coperto, con feritoie per gli arcieri) e uno superiore, scoperto e circondato da merlature. le torri sono rinforzate con un secondo piano. Molte porte sono ristrutturate, altre create ex novo come Porta Pinciana. Anche il mausoleo di Adriano, sulla riva destra del Tevere, viene incorporato nelle mura con la nuova funsione di Bastione.
Dopo un terzo assedio, i Visigoti guidati dal loro re Alarico, entrano in città da Porta Salaria e la saccheggiano per tre giorni. Sono incendiati il palazzo dei Valerii sul Celio, la curia Iulia e le ville sull'Aventino; gravemente danneggiate le terme di Decio vennero; distrutto il tempio di Giunone regina; spogliate le statue del Foro. L'imperatrice Galla Placidia presa in ostaggio da Alarico. Nonostante tutto, Alarico impartisce l'ordine di risparmiare i luoghi di culto, che considera come luoghi di asilo inviolabili dove non poteva essere ucciso nessuno. La basilica emilia viene completamente distrutta da un incendio, nel quale le monete dei banchi dei cambiavalute (che avevano aver sede nell'edificio) sono fuse sul pavimento di marmo (e sono tuttora visibili).
I vandali guidati dal re Genserico assediano la città. Papa Leone I implora di non distruggere la città antica o di uccidere i suoi abitanti. Genserico acconsente ed entra dalla Porta Portuense. Viene depredato il palazzo imperiale, e spogliato del tetto di bronzo il tempio di Giove Capitolino.
La cupola della torre XXXIX delle mura Aureliane minaccia di cadere sulle serre di fiori della villa Boncompagni Ludovisi. Le autorità ne decidono la demolizione immediata. Con il materiale di risulta vengono costruiti gli attuali speroni di muratura e le serre di fiori furono trasferite in alto all’interno del camminamento di ronda.
Papa Pio IX decreta il passaggio delle Mura Aureliane al Comune di Roma.
Alle 5 del mattino inizia l'attacco alla città da parte delle truppe piemontesi. Il cannoneggiamento delle mura inizia a Porta San Giovanni, seguito dai Tre Archi di Porta San Lorenzo e da Porta Maggiore. Dopo cinque ore di cannoneggiamento su un altura (tra le vigne dei Lancellotti e Capizucchi) a via Nomentana, le truppe piemontesi agli ordini del Generale Cadorna riescono ad aprire una breccia nelle mura tra Porta Pia e Porta Salaria, entrando nella città. Nello scontro cadono 49 soldati Italiani e 19 Pontifici. Gli Zuavi prigionieri sono concentrati a Piazza Colonna.
Lavori di allargamento della Porta del Popolo per agevolare il traffico intenso, aumentato con l'istituzione di una linea di omnibus a cavalli (collegante piazzale Flaminio a ponte Milvio).
Per poter aprire due nuovi fornici laterali, si avvia la demolizione dei due Bastioni quadrati, poste a protezione della porta.
Dopo l'apertura dell'esercizio della tramvia a vapore tra Roma e Tivoli, l'Impresa Tramways inaugurata anche una linea tramviaria a cavalli di 2200 metri di lunghezza, come servizio urbano tra la stazione Termini ed il Cimitero del Verano. Dalla Dogana, posta nella via di porta Tiburtina a fianco della stazione Termini (poi via Marsala angolo via Solferino), attraversava le mura aureliane in corrispondenza dell'antica porta Tiburtina (fornice a destra) e si immette sulla via Tiburtina, seguendola fino ad un capolinea tronco posto nella piazza antistante l'ingresso al Verano.
Durante i lavori di costruzione dei muraglioni del Tevere, demolendo un tratto delle mura aureliane sulla riva tra via della Lungara e ponte Sisto, viene scoperta la Tomba dei Platorini. La struttura viene demolita, ma i materiali, compresi blocchi di muratura, sono trasferiti alle Terme di Diocleziano, dove nel 1911, viene ricostruita ed esposta in occasione delle manifestazioni per il cinquantenario dell'unità d'Italia. Rodolfo lanciani racconta la scoperta:
Ben diversa è la condizione degli avanzi, scoperti in quella parte della zona espropriata, che è acchiusa dentro la cerchia di Aureliano, cioè fra questa ed il ponte Sisto. Rare e di niuna importanza sono le vestigia di manufatti della buona epoca quivi scoperte: e questi meschini avanzi servono di sostegno e di fondamento a case private del secolo terzo, ristaurate e rifatte in epoche anche più vicine. I pavimenti delle strade sono mal commessi ed irregolari, e tutto induce a credere, che questa parte della regione transtiberina, protetta com' era dalle mura, sia stata permanentemente abitata, anche dopo i grandi disastri dei secoli V. e VI.
Nel sito segnato in pianta con la lett. Q, sotto il selciato della strada, è stato scoperto un tubo di piombo segnato con la leggenda: L SEMPRONI RVF. Questo tubo ci apprende il nome di due diversi proprietari delle vicine case, i quali s'erano uniti in consorzio per fornirle dell'acqua impetrata da Cesare. Lo stagnaio Aurelio Fiorentino è noto per altri tubi, fra i quali ne ricorderò uno solo, ancora inedito, che ho copiato presso l'antiquario Chiarugi in via Alessandrina n. 11.
Il livello degli editici del terzo secolo in questa zona intramuranea, è superiore in media di met. 3,07 al livello degli edifici del primo secolo della zona estramuranea. Ciò avviene, non perchè il profilo longitudinale della sponda del Tevere mancasse in origine di uniformità, ovvero salisse con piano inclinato dal sito di s. Giacomo in Settimiana verso la testata del ponte. La sponda del Tevere, e la pianura transtiberina erano orizontali, almeno nel tratto espropriato e scavato. Di fatti le mura di Aureliano hanno troncato porzione del portico delle celle vinarie Nova od Arrunziana: e questa porzione (con le colonne stanti sulle basi rispettive), è stata da noi ritrovata al piano dello fondamenta degli edifici intrarauranei, a met. 1,62 sotto il punto pili basso delle strade.
Ciò dimostra che, alloraquando le mura furono costruite attraverso i fabbricati della decimaquarta regione, il piano esteriore fu lasciato tal quale; quello interiore fu sollevato, di modo che il profilo della sponda forma gradino dove stanno le mura, e questo gradino è alto met. 1,62.
Ho creduto opportuno premettere queste considerazioni, perchè giovano a spiegare la singolarità della scoperta di un sepolcro, pressoché integro, avvenuta a contatto delle mura il giorno 24 aprile. Il sepolcro ha la forma di un rettangolo, lungo met. 7,44, largo met. 7,12. Il giro esterno della cella è fasciato di travertini a bugna; il nucleo e la fronte interna dei muri sono di opera laterizia.
Il basamento consta di uno zoccolo doppio, alto met. 0,60 dipinto in rosso, e di una cornice modinata di toro gola e guscio, alta met. 0,30. Le bugne non coincidono con le commessure dei travertini : sono tracciate mediante canaletti, profondi mill. 10, larghi mill. 14, in modo che ciascuna bugna risulta lunga met. 1,92, alta met. 0,595. Il monumento era forse coronato da cornitje architravata, della quale non è stato tuttavia scoperto alcun frammento.
Si hanno bensì alcuni pezzi delle tegole e dei canali del tetto, terminati da antefissa di buona maniera. Una delle tegole ha nel centro un foro rotondo con battente, simile alle nostre cappuccine. La porta, larga met. 1,97, si apre nel lato opposto al Tevere, cioè nel lato che guarda il Gianicolo. Vi si accedeva mediante una scaletta di travertino, della quale rimane il solo pianerottolo. SuU' architrave era inserito a fil di muro un lastrone di marmo, lungo met. 1,32, alto come le bugne met. 0,595, grosso met. 0,28, profilato da cornicetta di gola e listello, nello specchio del quale è incisa la seguente iscrizione: C • SVLPICIVS • M • F • VOT • PLATORInVS.
Le lettere sono alte, nella quarta linea mill. 72, nelle altre mill. 65: la forma è perfetta. Evidentemente costui non può essere il C. Sulpicio Platorino, triumviro monetale dell'anno 786, con Caninio Gallo e Cosso Cn. f. Lentulo (Cavedoni, Ann. Inst. tm. XXII. p. 186), perchè non si hanno esempi di magistrati, i quali sul principio della carriera, abbiano esercitato due diverse funzioni del vigintivirato ; nè il marmo avrebbe taciuto intorno al triumvirato monetale, se per una singolarissima anomalia, il defunto lo avesse esercitato prima o dopo il decemvirato delle liti. Che però il C. Sulpicio Platorino della lapide, sia affine allo zecchiere del 736, è cosa evidente. Rimane soltanto a determinare il loro stemma genealogico.
La cella met. 0,26, alte met. 1,08. Tanto le colonne quanto i pilastri, hanno il nucleo di mattoncini ruotati, con rivostimeuto di stucco scanalato. Nei tre intercolunni di ciascuna parete, staiuio le nicchie destinate a contenere i cinerari: quella di mezzo è semicircolare , larga nel diametro met. 0,88 ; le due a lato sono rettangole, larghe met. 0,83, profonde met. 0,36. Il piano di alcune nicchie era ricoperto da una lastra di marmo: nelle altre era di mattoni. Numerando le nove nicchie, da destra verso la sinistra, secondo l'ordine della scoperta, descriveremo uno ad uno gli oggetti che contenevano.
I. nicchia. è distrutta sin quasi al piano della soglia, uè è rimasto vestigio dei suoi cimeli.
II. nicchia. Urna cineraria di marmo bianco, rotonda , alta met. 0,43, larga nel diametro met. 0,46, con coperchio conico alto met. 0,25, fissato con tre perni di ferro. Il cilindro è ornato con doppia cornice intagliata, e con rilievi rappresentanti bucranii e festoni di frutta, legati con nastri. Nel campo, gruppi di uccelli. Il tolo è intagliato a foglie di acanto, disposte a guisa di tegole, ed ha sul culmine un papavero a guisa di ansa. L'artificio è mirabile, la conservazione perfetta. Tolti i sigilli, si vide contenere acqua di filtrazione, ed ossami combusti.
III. nicchia. Urna c. s. rettangola, alta met. 0,50 x 0,47 x 0,40, con bucranii sugli spigoli, dai quali pendono gli encarpii. II coperchio, assicurato con quattro perni, è fastigiato. I pulvini hanno la forma di serti di papaveri, legati con nastri. I rilievi del frontone esprimono armi diverse. Conteneva ossa e ceneri, ed un'agata, assai malconcia dal fuoco, con intaglio di un leone giacente.
IV. nicchia. Urna cineraria rotonda, simile negli ornati a quella scoperta nella II nicchia. L'ansa del coperchio ha la forma di un gruppo di fiori. Fu trovata piena d'acqua a metà, con uno strato di ossa nel fondo, nel quale si raccolse un anello d'oro con la cassa del castone vuota. L'agata trovata nell'ossuario antecedente, ha le misure precise della cassa di questo anello.
V. nicchia. Vaso cinerario ansato, liscio, alto met. 0,49. Fra le anse è incisà la memoria MINATIA POLLAR.
VI. nicchia. Coppia di urne rettangole. La prima, di met. 0,42 x 0,38 x 0,37, liscia nel lato di fondo : negli altri tre, intagliata a guisa di portichetto, con pilastrini che sostengono la cornice, ed il tetto a due pioventi.
VI. nicchia, sono evidentemente lavoro dell' istesso artefice, e contennero probabilmente le ceneri di individui dell' istessa famiglia, morti a breve distanza di tempo, a meno che non fossero state apparecchiate tutte contemporaneamente alla erezione del mausoleo.
VII. nicchia. Con questa ha principio il lato sinistro del sepolcro, distrutto come si vedrà fra poco, quando furono edificate le mura della città. Può ad essa attribuirsi un cinerario quadrato , scoperto nella intercapedine che divide il sepolcro dalle mura. È alto met. 0,45, grosso met. 0,33x0,27. Sugli spigoli sono scolpite colonnine corinzie tortili, con capitelli ornati di delfini, e festoni appesi al sommoscapo. Nel campo, cartello scorniciato con la memoria: OSSA A • CRISPINI CAEPIONI S.
VIII-IX. A queste nicchie possono attribuirsi tre urne: la prima di travertino, con anse quadrate, sigillata in piombo, alta met. 0,39, larga met. 0,31: la seconda di alabastro diafano, cui appartengono tre scheggie trovate nella intercapedine ; la terza, pur di alabastro, ma con pareti più grosse, in un frammento della quale sono incise le sigle che possono supplirsi a questo modo: SVlpiciae .cf. platoKlNA
Compiuto cosi il giro delle pareti, esaminiamo i monumenti scoperti nel mezzo della cella. Vi giacevano due statue maggiori del vero, un busto, e qualche pezzo di suppellettile funebre. La prima statua alta met. 1,82, rappresenta una donna di fresca età e di fattezze regolari; La seconda è statua eroica imperiale, maggior del vero. Benché rotta in più parti per la caduta della volta del sepolcro, pure si è potuta ricostituire nella sua integrità; Busto di giovinetta assai avvenente.
Nella parete del sepolcro, che è rivolta al fiume, la seguente iscrizione è stata incisa in opera, nella superficie di due bugne lunghe assieme met. 1,67, alte met. 0,575. il piano delle quali è stato abbassato in modo, da poter ricavare del rustico la cornice che chiude l'iscrizione stessa. Questa sarà dunque piìi recente della prima costruzione del sepolcro, e deve ricordare persone morte dopo il titolare C. Sulpicio Platorino. Le lettere hanno forma perfetta, e sono alte 65 millimetri: ANTONIA • A • F • FVRNILLA • MARCII Q • F • C • N • C • ET • GEMINI • ARTORI PRO • NEPOTIS • BAREAE • SVRAE
Le due iscrizioni poc'anzi illustrate, non danno alcun indizio di parentela fra Marcii e Sulpicii, tanto meno poi si prestano a spiegare l'esistenza nel mausoleo del cinerario di un intruso, quale sarebbe l'Aulo Crispino Cepione. La soluzione della controversia ci è data da una terza iscrizione, la quale se non dice tutto, perchè mutila, dice moltissimo.
L' iscrizione è incisa, come quella di Barea Sura, su di una bugna di marmo, appartenente al rivestimento della medesima parete. È lunga met. 1,235, alta 0,60: le lettere, bellissime, sono alte 65 millimetri, e sembrano incise dallo stesso artefice delle altre iscrizioni. Fu trovata fuor di posto, nel lato del sepolcro che guarda il fiume, ad altezza uguale a quella dell'architrave della porta. R • STL • IVD • TR • MIL • TR • PL • PR TI-CAESARIS • AVGVSTI • ET AESARIS AVGVStI NA • CAEPIONIS • F • VXOR ICIVS • F • C • N • C • ET • GEMINI.
Ha dato luogo a varie supposizioni la scoperta di un monimiento, così ricco di oggetti d'arte e di valore, il quale benché danneggiato nelle pareti e nella volta, pure conservava i suoi tesori nè mossi, nè disturbati dal sito ove erano stati collocati, oltre a mille ottocento anni addietro.
Lo esame dello stato e delle condizioni del sepolcro, al momento della scoperta, dà forse il modo di risolvere la controversia. Il sepolcro è diviso dalle mura di Aureliano, da una intercapedine non piìi larga di 48 centimetri. Tanta vicinanza avrebbe reso impossibile, se non il gettare dei fondamenti, almeno la costruzione della cortina: non potendo ragionevolmente credersi, che gli operai lavorassero di sopramano, circa 50 metri quadrati di cortina. Per ottenere piena o almeno maggiore libertà di movimento, tolsero tutto il rivestimento di grossi travertini, dalla parete del sepolcro contigua alle mura : del quale rivestimento non si trova traccia, nè in opera, nè nel terrapieno vicino. Ora, se la rovina della parete fosse avvenuta per effetto del caso, le pietre sarebbero state ritrovate nell'atto dello scavo, come sono stati trovati tanti oggetti preziosi.
Tolto il rivestimento, la fodera interna laterizia, indebolita com'era dal vuoto delle tre nicchie, non resse alla spinta della volta, ma piegò dalla parte delle mura, trascinando la volta stessa nella caduta. Ne abbiamo scoperto tutta la parte di mezzo, rivestita di stucco bianco: dimostrava avere subito un movimento di rotazione, dalla destra verso la sinistra di circa 30°. Il disastro deve essere avvenuto, quando si rialzava con terrapieno il livello della zona fra il ponte e le mura. Avvenne certo qualche tempo dopo la costruzione di queste ultime, perchè la volta caduta si appoggia addosso la cortina. La costruzione delle mura, e l'innalzamento del terreno, produssero l'innalzamento delle acque di filtrazione del sottosuolo, ed a questa circostanza, la quale impediva ogni tentativo di scavo senza il soccorso di potenti macchine idrovore, siamo probabilmente debitori della bella scoperta, che ha dato origine a questo scritto.
Rodolfo Lanciani.
Demolendosi una piccola casa presso la porta s. Paolo, in vicinanza di quel tratto delle mura urbane, che è stato recentemente abbattuto per l'apertura di una strada, si è trovata nei muri una statuetta rappresentante il Buon Pastore, che reca sulle spalle una pecora. Il tipo è quello consueto, che adorna i monumenti cristiani del secolo quarto. Mancano le gambe e la metà del braccio sinistro.
Giuseppe Gatti.
Presso la porta s. Paolo, demolendosi un tratto delle mura urbane per l'apertura di uma strada, si è trovato il plinto di una statuetta marmorea, della quale restano soltanto i due piedi e parte del lembo della veste, la quale scendeva fino a terra, dietro la persona.
Il pittore Francesco Randone fonda la Scuola di Arte Educatrice, che viene ospitata nella torre XXVIII delle mura aureliane.
Essendo caduto in rovina un tratto delle mura urbane, fra la porta di s. Giovanni e l’anfiteatro Castrense, sono stati raccolti fra le macerie alcuni antichi mattoni, che portano il bollo di fabbrica. Due di essi riproducono il sigillo C.I.L. XV, n. 1203; altri i bolli, 72. n. 10, 136, 313.
Giuseppe Gatti.
In mezzo alle macerie del muro caduto fra la porta di s. Giovanni e Santa Croce in Gerusalemme (cfr. Notizie 1893, p. 262) è stato recuperato un pezzo di antefissa in terracotta, su cui rimane un putto che regge un festone. Sono stati pure raccolti due altri frammenti di tegole con bollo di fabbrica, ma questo è quasi del tutto illegibile. Dalla forma del sigillo e dalle lettere i bolli possono giudicarsi dell'età di Adriano.
Giuseppe Gatti.
Su proposta di Guido Baccelli, la Scuola di Arte Educatrice del pittore Francesco Randone viene trasferita dalla torre XXVIII alle torri XXXIX e XXXX delle mura aureliane.
In fondo alla via Piemonte, demolendosi una parte restaurata delle mura urbane, per aprire una strada di comunicazione fra il quartiere di villa Ludovisi e quello estramuraneo fra le vie Pinciana e Salaria, si è trovato fra i materiali di costruzione un pezzo di lastra marmorea, che conserva queste poche lettere: ....| C MO...|... ARE VO...|...O POV...|...MERIT
Vi si riconosce facilmente la comminazione di una multa, a tutela della inalienabilità del monumento sepolcrale, imposta con la formola: sîé quis ROC MOnzmentum vendere | vel donARE VOluerit, inferet | aerari0 POPVli romani hs.... m. n. | aut îs qui eMERIT (cf. per es. C.I.L. VI, 14930, 18385, 29926).
Giuseppe Gatti.
Regio decreto 443 che stabilisce il passaggio della gestione delle Mura Aureliane dal demanio dello Stato al Comune di Roma.
La giunta comunale di Roma approva ed avvia la creare di varchi nelle antiche mura Aureliane, per mettere in diretta relazione i nuovi quartieri sorti eatra-muros e quelli sviluppatisi al di dentro sull’area dell'antica Villa Ludovisi: "Le mura sono indubbiamente imponenti, maestose; ma è più che evidente che esse schiatciano i nuovi quartieri sorti al di qua eal di là di esse: sono mura che, per quanto archeologicamente el architettonicamente rispettabili , non hanno più nessuna ragione di sussistere; e può rimanere tollerabile, a titolo di documento monumentale, qualche miglior frammento di esse, dove non tagli la vita moderna di Roma e non formi ingombro alla circolazione. Sollevare agitazioni internazionali, in nome di un estetismo eccessivo, è puerile, Ad ogni modo, se le mura onoriane periranno, eccole fotografate e riprodotte per chi voglia ancora provare il godimento della loro visione. Si trattasse di mura palatine, di mura serviane, di mura aureliane, si capirebbe un'agitazione per conservarne quanto più possibile delle vestigia: ma le mura onoriane, dal momentv che si tratta dell’estetica; dell’igiene e della vita dei quartieri nuovi, possono essere sagrificate senza grave rimpianto."
A seguito della nascita del nuovo quartiere Appio-Latino, per motivi di viabilità sono realizzati nuovi fornici nelle mura aureliane, ai lati della porta Porta San Giovanni.
In occasione dell'VIII annuale dell'era fascista, Il Duce Mussolini inaugura il tratto urbano della via del Mare, che partendo dai piedi del Campidoglio (già via Tor de' Specchi, oggi via del Teatro di Marcello) si riallacciava al tratto autostradale già realizzato verso Ostia.
Aperta al traffico la Via Cristoforo Colombo. Per l'occasione sono aperti nuovi fornici nelle Mura Aureliane presso la Posterula Ardeatina.
Parziale collasso dellel Mura Aureliane Via di Porta Ardeatina, per una lunghezza di 20 metri circa, dovuto a fenomeni infiltrativi, provocati dall'acqua piovana e dalla mancata manutenzione del complesso murario da parte del Comune.
Crolla una quindicina di metri della cortina delle Mura aureliane a viale Pretoriano. Il cedimento è avvenuto probabilmente per la prresenza di un giardino pensile della vicina Villa Gentili del Drago.
Inaugurato il primo tratto del parco lineare delle Mura Aureliane. Cinquecento metri di verde pubblico che corrono da Porta Metronia a via Numidia e che s’inscrivono in un più ampio progetto di riqualificazione degli ambiti strategici della capitale.
Riaperto il Camminamento sulle Mura Aureliane.
Presso la Posterula Nomentana delle Mura Aureliane, viene scoperta una grossa crepa. Il tratto viene provvisoriamente isolata con pannnelli di truciolato.
Presso la Posterula Nomentana delle Mura Aureliane, crolla il tratto di paramento laterizio settecentesco da poco transennato per la scoperta di una crepa. L'area viene ora consolidata tramite puntellamento.
Presso la posterula Nomentana delle di Mura Aureliane, crolla un nuovo tratto di paramento laterizio adiacenti alla porzione già oggetto di un crollo e successivo consolidamento.
A causa di un crollo nelle mura aureliane presso via di Porta Labicana, viene puntellata la torre F9. Non essendo avviati i necessari restauri, il recinto del cantiere viene occupato da senza fissa dimora.
Intervento di restauro conservativo e valorizzazione delle Mura Aureliane nel tratto D delle Muara Aureliane, dal viale del Policlinico verso l'Ambasciata Britannica
L'intervento mira alla messa in sicurezza e conservazione del monumento e alla sua valorizzazione. Il tratto necessita di interventi di consolidamento per ripristinare le strutture, a seguito del crollo di una porzione muraria nel 2017 e alla rotazione di un contrafforte, attualmente puntellati oltre a opere di restauro conservativo per bloccare lo sfaldamento della malta, la decoesione del paramento, la disgregazione delle creste murarie e la presenza di fessurazioni/lesioni dovute alla vegetazione infestante e agli apparati radicali profondi.
I lavori sono finanziati da un fondo PNRR dell'importo di: 1.190.000 euro.
Avvio del grande progetto di restauro conservativo e valorizzazione del Tratto K delle Mura Aureliane (Porta Latina/Porta S. Sebastiano. Finanziamento per i lavori di 7.475.000,00 euro.
Avviato l'intervento di restauro conservativo e valorizzazione delle Mura Aureliane nel tratto H-G, con l'obiettivo di unificare l'area di scavo del tratto H, il complesso di porta Asinaria, i giardini di via Sannio e completare il percorso rendendo accessibile il camminamento interno alle mura e il cammino di ronda fino all'Anfiteatro Castrense.
L’intervento non solo punta a preservare l’integrità storica delle mura, ma migliorerà l’accessibilità e la fruizione dei percorsi di visita verso Porta Asinaria, realizzati in calcestre. Verranno ampliati gli spazi visitabili all’esterno, con la creazione di un’area a giardino. Inoltre, sarà aperto in sicurezza, il camminamento lungo Via Carlo Felice, fino ad ora chiuso al pubblico.
I lavori sono finanziati da un fondo PNRR dell'importo di 8.625.000,00 €.
Stampe antiche1930
First period normal tower
City Wall of Imperial Rome
1930
First period tower for galleried wall
City Wall of Imperial Rome
1877
John Henry Parker
Plan of the Wall at the Porta Tiburtina
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane presso Porta Labicana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Nomentana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane presso Porta Metronia
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane tra porta Ardeatina e San Sebastiano
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Salaria
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Chiusa e Porta Tiburtina
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Pinciana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane e Muro Torto
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane al Testaccio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura aureliane presso il Monte Testaccio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura aureliane e Porta Latina
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Castro Pretorio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Castro Pretorio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Laterana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane presso Porta Labicana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Nomentana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane tra porta Ardeatina e San Sebastiano
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Salaria
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Pinciana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane e Muro Torto
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane al Testaccio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Settimiana
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura aureliane presso il Monte Testaccio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura aureliane e Porta Latina
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Castro Pretorio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Castro Pretorio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Flaminia
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta San Paolo
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Porta Laterana
The Archeology of Rome
1860
Arthur John Strutt
Porta San Giovanni
1857
Ippolito Caffi
Veduta di San Giovanni in Laterano
1851
Luigi Cavalieri
Porta Latina
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1848
Luigi Canina
Mura Aureliane
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Veduta delle porte Tiburtina
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Pianta ed Elevazioni della Porta Asinaria
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1835
Porta S. Paolo
1835
Porta S. Paolo e Piramide Cestia
1829
Luigi Rossini
Veduta dell'Antica Porta Viminale
Le Porte antiche e moderne del recinto di Roma
1823
Luigi Rossini
Veduta dell'antica porta latina e delle mura romane
Veduta del Gran Sepolcro volgarmente detto di Nerone
1820
Pietro Parboni
Torri Onoriane
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Parte delle Mura tra la via Salaria e Pinciana
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Castra Prætoria
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Chiusa
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Tiburtina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Interno della Porta Tiburtina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Prenestina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Interno della Porta Prenestina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Anfiteatro Castrense
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Mura fra l'Anfiteatro e Porta San Giovanni
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Asinara e di San Giovanni
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Interno della Porta Asinara
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Mura sotto il Palazzo del Laterano
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Metronis
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Mura tra la Porta Metronis e la Latina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Mura di pietre fra la Porta Metronis e la Latina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Latina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Appia
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Ardeatina
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Bastioni di San Gallo
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Porta Ostiense
Le mura di Roma
1820
Pietro Parboni
Interno della Porta Ostiense
Le mura di Roma
1801
Angelo Uggeri
Mura Aureliane
Iconografia degli edifici dell'antica Roma
1799
Jacob Wilhelm Mechau
Porta di San Paolo
Pittoresche vedute incise dell'Italia
1799
Jacob Wilhelm Mechau
Porta Asinara
Pittoresche vedute incise dell'Italia
1774
Pierre Adrien Paris
Détails des murs de Rome
Études d'Architecture faites en Italie
1756
Giovan Battista Piranesi
Torri di cui son munite le mura
Le Antichità Romane - Tomo I
1756
Giovan Battista Piranesi
Mura d'Aureliano
Le antichità Romane - Tomo I
1747
Giovan Battista Piranesi
Piramide di Caio Cestio
Vedute di Roma
1687
Fioravante Martinelli
Amphitheatri Statilii Tavri
Roma ricercata nel suo sito
1660
Prospetto esterno di Porta Latina
Catasto alessandrino
1625
Giacomo Crulli
Amphitheatri Statilii Tavri
Grandezze della città di Roma antiche e moderne
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Statilij Tauri Amphitheatru
Vrbis Romae Aedificiorvm
1536
Maarten van Heemskerck
Veduta dei prati di Testaccio dal Gianicolo