Informazioni storicheData: 1790
Codice identificativo monumento: 147
CronologiaIl reverendo Corbert Hue di Jersey affitta alcune stanze in un palazzo in Via dei Greci 43, dove per la prima volta celebra un servizio mattutino per la comunità anglicana a Roma.
I Braschi, ormai indebitati, organizzano una lotteria con in palio il palazzo. L'iniziativa non raggiunge la vendita di biglietti necessaria.
In seguito al trasferimento della capitale a Roma, lo Stato italiano emana leggi speciali per espropriare conventi e palazzi nobiliari della città pontificia, per adibirsi ad uso dell'amministrazione centrale dello Stato ed adattandorli a sedi istituzionali. Le scelte sono fatte da una commissione tecnica speciale del Genio Civile, sotto la guida dell'ingegnere Flaminio Cappa.:
Il Quirinale, antica residenza estiva pontificia, è scelto come nuovo Palazzo Reale, simboleggiando il passaggio di sovranità dai Pontefici ai Savoia.
Palazzo Madama, da dicastero pontificio si trasforma in sede del Senato del Regno.
Palazzo Montecitorio, dove i suoi tribunali diventano l'aula della Camera dei Deputati.
Il complesso agostiniano di Campo Marzio e la Biblioteca Angelica ospitano il Ministero della Marina.
Il Convento dei SS. Apostoli e la limitrofe Caserma dei Dragoni alla Pilotta accoglie il Ministero della Guerra.
Palazzo Cornaro, dove i locali della Stamperia Camerale sono assegnati al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio.
Palazzo Firenze funge da sede per il Ministero di Grazia, Giustizia e Culti, stabilendosi nell'antico rione Campo Marzio.
L'edificio delle Poste pontificie a Piazza Colonna viene adibito a Ministero dell'Istruzione Pubblica.
Palazzo Braschi ospita il Ministero dell'Interno e la Presidenza del Consiglio, beneficiando della vicinanza con le altre sedi di potere.
Il Noviziato dei Gesuiti al Quirinale diventa la sede del Ministero della Real Casa, gestendo l'amministrazione e il protocollo della corte.
Il Convento dei Padri Filippini alla Chiesa Nuova ospita, anche all'interno dell'oratorio del Borromini, i Tribunali civili e penali, le Assise e la Corte d'Appello, centralizzando la funzione giudiziaria della capitale.
Il Convento dei Padri Domenicani alla Minerva, viene inizialmente scelto come sede del Ministero delle Finanze.
Manifestazioni di protesta di una folla di operai disoccupati, davanti alla sede del Ministero dell'Interno a Palazzo Braschi, che sfociano in saccheggi e scontri per le strade di Roma:
"Gli operai disoccupati avevano mandato alcuni loro delegati a palazzo Braschi. Il Fortis sottosegretario di Stato ebbe un colloquio con questi delegati la sera del 7 corrente: essi dovevano riferirne ai loro compagni alle 2 pom. del giorno seguente in piazza Cavour, nei prati di Castello.
Circa tremila operai si erano riuniti a quell'ora per sapere quale fosse la risposta del governo. Esaltati dai discorsi fatti mentre aspettavano i delegati, gli operai accolsero malamente il risultato delle pratiche fatte da quei loro colleghi.
Si mossero tutt'insieme gridando ed avviandosi verso il centro della città, dove dai prati di Castello si arriva direttamente in dieci minuti, passando il ponte di Ripetta, costruito da alcuni anni dove era l'antico Porto. Il ponte sbocca nella via di Ripetta della quale è molto più alto: per conseguenza vi sbocca da una parte per mezzo di una rampa, dall'altra per mezzo di una scalinata.
Arrivati in Ripetta e passando di fianco al palazzo Borghese, poi dalla piazza di San Lorenzo in Lucina, i dimostranti potevano trovarsi subito nel Corso e nelle vie principali che vi fanno capo. Infatti presero quella direzione, giacchè il passaggio del ponte fu loro impedito soltanto da un ispettore — il disgraziato Battirelli, vittima del ministro Crispi — e da 40 o 50 guardie di P. S. che egli potè raccogliere lì per lì quando gli fu dato l'ordine di recarsi a quel posto. La truppa arrivò e sbarrò il ponte — come si vede nel nostro disegno — quando i dimostranti già erano passati ed imperversavano nelle vie principali.
A piazza San Lorenzo in Lucina la massa dei dimostranti si disgregò in due o tre gruppi. Il principale si avviò per via Frattina, che sbocca nel Corso dirimpetto alla piazza qui sopra nominata, e va diritta a piazza di Spagna. In via Frattina vi sono molti negozi importanti.
Ebbero tutti le vetrine e i cristalli rotti. Giunto in piazza di Spagna il gruppo principale voltò a destra per via Due Macelli, dove fece gravi danni al "Grande Orfeo". Nella nostra doppia pagina anche questo episodio è reso con molta evidenza: l'edifizio d'aspetto grandioso e disadorno dirimpetto al Cafè Chantant danneggiato, è il Collegio di Propaganda; in fondo si scorge piazza di Spagna e la colonna dell'Immacolata.
Il gruppo principale continuò le sue devastazioni in via del Tritone, poi si avviò verso i quartieri alti portandovi lo spavento e finì per capitare in piazza dell'Esquilino fra due o tre compagnie di fanteria, che lo dispersero arrestando i riottosi alle intimazioni.
Un altro gruppo intanto erasi diretto per il Corso verso Montecitorio dove i deputati si trovavano adunati in seduta. Il piccolo distaccamento di truppa che fa il servizio di guardia, durante le sedute, fu ritirato in un cortile interno, mentre si mandavano a chiamare rinforzi. Il portone principale del palazzo fu chiuso per un quarto d'ora: il questore de Riseis rimase però sulla gradinata esterna al suo posto, potendovi esser necessaria la sua presenza.
Sopraggiunta altra truppa e fatte le intimazioni di legge, i dimostranti si persuasero ad andarsene, dirigendosi di fianco al Pantheon e per piazza della Minerva, verso il nuovo corso Vittorio Emanuele. Piombati sopra il negozio di chincaglierie dei fratelli Finocchi che ha sei grandi porte, unite fra loro da vetrine, nel tratto fra piazza del Gesù ed il teatro Argentina, spezzarono insegne, vetrine e quanti oggetti vi si contenevano.
L'aspetto di quelle turbe tumultuanti scatenate per le vie di Roma non era davvero rassicurante. Si compiacevano di maltrattare o spaventare chiunque incontravano, a piedi o in carrozza, gridando sempre. Fortunatamente avevano armi: si erano bensì provveduti di mezzi di distruzione rovesciando e depredando un carro di legna e portando via i badili ad alcuni spazzini municipali.
Non incontrarono in nessun luogo alcuna seria resistenza, mancando qualunque criterio direttivo nella repressione dei disordini. Si facevano correre carabinieri e guardie di P. S. in carrozzelle o botti nei punti più minacciati, ma vi giungevano quasi sempre quando la bufera era già passata. Tutto ciò continuò fino a dopo le 5 pomeridiane.
A quell'ora, fatti molti arresti e disperse le bande dei tumultuanti, ritornò un po' di calma nella città. Subito sbucarono fuori dai vicoli luridi e lontani gli stracciaroli, a far loro bottino dei rottami di cristalli dei quali in molte strade era addirittura ricoperto il selciato. Per quella sera i teatri e quasi tutti i caffè rimasero chiusi: Roma fu percorsa in tutte le direzioni da numerose pattuglie di truppa."
Inizia il trasferimenti degli uffici del Ministero degli Interni e del Consiglio dei Ministri, nella nuova sede realizzata al Viminale:
"La spesa era preventivata in otto milioni, ma a lavori compiuti (dato il rincaro dei materiali e della mano d'opera vei ificatosi durante e dopo la guerra) la spesa raggiungerà i diciotto milioni.
Nella spesa sono compresi gli impianti tecnici (radiotelegrafici, telegrafici e telefonici). I sotterranei dell'edificio sono appunto utilizzati per l'impianto della centrale telefonica interurbana e della centrale telefonica del Viminale.
L'edifizio può dirsi compiuto: ora si sta provvedendo all'arredamento dei locali, arredamento quanto mai semplice e ispirato a criteri di economia. Finora si sono utilizzati tutti i vecchi mobili di palazzo Bruschi e degli altri palazzi adibiti ad uffici del Ministero e si continuerà in questo sistema fino al sorgere di tempi migliori per I erario dello Stato.
Ciò per desiderio esplicito dell'on. Giolitti, il quale, visitando, circa due mesi fa, il nuovo palazzo, diede ordine che venissero sospesi i lavori di decorazione direzione e l'amministrazione della Gazzetta LI-ficiale de! Regno, con legittima soddisfazione del suo direttore comm. Dario Peruzy, il quale nella sua lunga carriera giornalistica, non ebbe forse a sua disposizione locali di redazione così ampi e decorosi come quelli che occupa attualmente.
Vi presero stanza pure dal gennaio la Direzione generale della Sanità Pubblica, la Consulta Araldica, l'Ufficio del Credito Comunale e Provinciale e tutti gli altri uffici del Miniistero che erano situati in alloggi privati.
Successivamente si trasferirono alla nuova sede del Ministero la Direzione generale delle carceri, la Direzione generale dell'amministrazione civile, la Ragioneria centrale, parte della Direzione generale della Pubblica Sicurezza, la Divisione prima (personale). Di questi giorni (come abbiamo detto) si sta provvedendo al trasferimento dei titolari del Ministero e dei sottosegretariati e dei rispettivi gabinetti."
Il Ministero degli Interni si sposta da palazzo Braschi al nuovo edificio costruito al Viminale.
A palazzo Braschi si installa il sottosegretariato delle Pensioni di Guerra.
A palazzo Braschi si installa la Federazione Fascista dell'Urbe.
La redazione della rivista Roma fascista si trasferisce al primo piano di Palazzo Braschi.
Manifestazioni di piazza per la caduta del fascismo. Le Sedi e uffici fascisti sono invasi e devastati: la Federazione dell'Urbe a Palazzo Braschi, l'Istituto nazionale di Cultura fascista a piazza Cairoli, numerosi gruppi rionali e sedi della Gil (come al Salario, al Nomentano, a Monte Sacro e Val Melaina, a San Lorenzo, alla Garbatella, all'Appia Antica e altrove).
In via Agostino Depretis, al Viminale, uomini della milizia sparano sulla folla dalla sede della Difesa contraerea territoriale (Dicat) uccidendo due persone e ferendone quattro. L'intervento della polizia e dell'esercito pone fine alla sparatoria.
A Regina Coeli i dimostranti riescono a far evadere circa 1.000 uomini e 500 donne.
La Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (Mvsn) viene sciolta ed, i suoi effettivi incorporati nell'esercito.
Viene ricostituita la Galleria Comunale d'Arte Moderna che riapre al pubblico a Palazzo Braschi.
I vagoni del Treno di Pio IX, sono trasferiti dal Palazzo della Pantanella (ex sede del Museo di Roma) a Palazzo Braschi, attraversando in modo spettacolare le vie della città su un carrello ferroviario a otto ruote, lungo dieci metri. Giunti a destinazione, per consentire il loro ingresso nel palazzo, si rende necessario praticare un'apertura sulla facciata prospiciente piazza Navona.
Il Museo di Roma si sposta a Palazzo Braschi. La vecchia sede del Palazzo della Pantanella divenne sede di alcuni uffici comunali, tra i quali l'ufficio elettorale.
In una sala al secondo piano di palazzo Braschi, viene ricostruita la Alcova Torlonia, con decorazioni provenienti dal demolito palazzo Torlonia a Piazza Venezia.
I frammenti della Forma urbis sono trasferiti dal deposito di Palazzo Caffarelli ad un altro magazzino a Palazzo Braschi.
Le statue di Francesco Mochi a Ponte Milvio vengono sostituite da copie e spostate al museo di Palazzo Braschi.
Prima assemblea dell’Università dei Marmorari presso alcuni locali di Palazzo Braschi, che diventano la nuova Sede Sociale.
Nel solone d'onore di palazzo Braschi, per iniziativa della direzione del Musei della Civiltà romana, si svolge una conferenza per la presentazione del volume, Forma Urbis Romae (La pianta marmorea di Roma antica), realizzato da Giuseppe Gatti con G. Carettoni, A.M. Colini e L. Cozza). Viene illustre le nuove localizzazioni del Circo Flaminio (nella zona del Portico di Ottavia) e del Teatro di Balbo (lungo la via delle Botteghe Oscure).
La Galleria comunale d’Arte Moderna viene trasferita da Palazzo Braschi al Palazzo delle Esposizioni.
I frammenti della Forma urbis sono trasferiti dal deposito di Palazzo Braschi ad un altro magazzino a Museo della Civiltà romana all'Eur.
Per i lavori nel palazzo, le opere della Galleria comunale d’Arte Moderna vengono trasferite nei depositi di Palazzo Braschi ed in altri immobili comunali.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Casati e Famiglie
Stampe antiche1910
Dante Paolocci
Consiglio dei Ministri a Palazzo Braschi
L'Illustrazione Italiana 1910
1897
Tumulti dell'11 Ottobre
L'Illustrazione Italiana 1897
1895
Dante Paolocci
L'Elezioni a Roma
L'Illustrazione Italiana 1895
1840
Paul Marie Letarouilly
Spaccato di palazzo Braschi
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista della scalinata di palazzo Braschi
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista della scalinata di palazzo Braschi
Edifices Modernes de Rome
1835
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo Braschi
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1774
Pierre Adrien Paris
Plan de l'escalier du palais Braschi
Études d'Architecture faites en Italie
1774
Pierre Adrien Paris
Coupes de l'escalier du palais Braschi
Études d'Architecture faites en Italie
1691
Giovan Battista Falda
Fontana in piazza Navona
Le fontane di Roma nelle piazze, e luoghi publici della città