Informazioni storicheData: 1818 / 1872
Codice identificativo monumento: 1481
CronologiaIl marchese Giovanni Pietro Campana sposa Emily Rowles, figlia della mrs. Crowford. La sua famiglia inglese ha stretti legami con Luigi Napoleone Bonaparte:
La coppia decide di trasferirci in un palazzo in Via del Babuino a Roma. L'appartamento al Monte di Pietà viene ora utilizzato esclusivamente per esporre alcune sezioni del museo, in particolare le terrecotte.
I marmi sono esposti nel giardino della villa del Laterano. Il resto della collezione viene ospitato all'interno, ma anche la villa ha bisogno di essere ristrutturata per trasformarla in un vero e proprio museo! Le finestre che si affacciano sulla strada principale devono essere oscurate e bisogna realizzare delle aperture nel soffitto.
Il tribunale presieduto da Terenzio Carletti, condanna l'ex direttore del Monte, il Marchese Giovanni Pietro Campana a vent'anni di galera ed "all'emenda de' danni a favore della parte lesa da liquidarsi in giudizio civile".
Il Marchese Campana viene arrestato presso la sede del Monte, per malversazione dai fondi pubblici posti sotto la sua cura. Secondo gli accertamenti del giudice istruttore, aveva contratto nei confronti del Monte, un debito di 983.959 scudi.
"Il giorno che temevo è finalmente arrivato. Dopo un'ispezione di qualche giorno fa, sono stato arrestato per furto dalle casse del banco dei pegni. E questo arresto sarà ricordato! Il pubblico ministero è venuto a prendermi sotto scorta... che scena farsesca, non sono certo una minaccia!
La mia collezione è appena stata sequestrata e lo Stato Pontificio la sta mettendo in vendita. L'opera di tutta la mia vita, che considero mia figlia, mi è appena stata sottratta. I giornali si stanno scatenando nel riportare questa "spettacolare rovina" e nel ridurmi a nulla."
Il Marchese Giovanni Pietro Campana viene graziato da Papa Pio IX. Il ministero degli Interni comunica al presidente del Tribunale la "graziosa disposizione" del papa di "commutare nell'esilio da tutti i suoi temporali domini" il residuo della pena, in cambio della cessione di tutti i miei beni allo Stato Pontificio per saldare il mio debito.
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