Informazioni storicheData: / 1853
Codice identificativo monumento: 1736
CronologiaLa Commissione di vigilanza parlamentare, nata per controllare tutti gli Istituti bancari, termina i propri accertamenti e stabilisce che la Banca Romana, autorizzata a stampare 60 milioni di lire, al momento dell'ispezione risultava averne stampati e messi in circolazione 113. Il Governatore Bernardo Tanlongo, il capo cassiere Cesare Lazzaroni e il capo-censore Leopoldo Torlonia sono tratti in arresto e portati a Regina Coeli:
"Tanto tonò che piovve. Le dicerie che un mese fa i ministri dicevano “ raccolte nel trivio, divennero verità raccolte dalla magistratura. Non ci fu rimedio.
Giovedì il direttore della Banca Romana, Bernardo Tanlongo, commendatore di più ordini e senatore in partibus, e Cesare Lazzaroni, cassiere della medesima, commendatore e barone, furono arrestati.
L'impressione prodotta da «questo annunzio fu enorme in tutta Italia, ma sopratutto a Roma, Non era un fulmine a ciel sereno, tutt'altro: — ogni giorno la criminosità delle operazioni di quella Banca si faceva più evidente; — ma alcuni, gli ottimisti, credevano che gente così abile potesse avere rasentato, non urtato il Codice Penale; — e altri, i pessimisti, pretendevano che nelle monarchie si lavano in famiglia $ panni sporchi, e si sarebbe cercato d'evitare lo scandalo. Lo scandalo è avvenuto, e andrà ingrossando sempre più.
Domenica, poi, la polizia di Roma ha saputo mettere le mani su Don Vincenzo Cuciniello, il direttore del Banco di Napoli in Roma, che non era stato capace di scappare dalla capitale, S'era travestito da prete, e s'è lasciato pigliare in casa della vecchia amante od amica. Come sì fa, dice la gente, essere così balordi, dopo aver rubati due milioni e mezzo!
L'affare Cuciniello non è che un semplice furto di un impiegato infedele, secondato dalla poca sorveglianza di capi che non hanno da rendere conto a nessuno.
Ma l'altro, il fatto della Banca Romana, è un reato pubblico di prim'ordine. Non tutti capiscono che cosa sia l'eccesso di circolazione. Lo spiego subito, ad uso delle lettrici. Non avete che a figurarvi una zecca che fabbrichi monete false. Così la Banca Romana aveva fabbricato 35 milioni di carta straccia, che erano proprio monete false. Oltre a ciò aveva distribuito dei milioni ad amministratori, ad amici, e pare anche, quel che si vedrà in seguito, a deputati, a giornalisti, e fors'anche a ministri.
Chi ha la responsabilità di questi fatti enormi, che duravano da un gran pezzo, che furono rivelati quattr'anni fa nella famosa relazione Alvisi e Biagini, — ma allora la luce fu messa sotto il moggio, — e che oggi non si sono potuti più nascondere? Tre ministeri ci sono passati in mezzo: Crispi, Rudinì, Giolitti. C'è campo per i politicanti di rovesciarsi la colpa l'uno sull'altro. Ne hanno tutti una buona parte. Ma Giolitti ne ha due: come primo ministro oggi, come ministro del Tesoro al tempo di Crispi, quando appunto nacque e fu sepolta la relazione Biagini."
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