Informazioni storicheData: 27 / 128
Codice identificativo monumento: 177
CronologiaMarco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto, nell'ottica della monumentalizzazione del Campo Marzio, affida a Lucio Cocceio Aucto la realizzazione di un nuovo tempio dedicato alla totalità degli dei.
Un incendio devasta il Campo Marzio. Danni al Portico di Ottavia, al Teatro di Pompeo ed alle Terme di Agrippa. Il Pantheon, il Tempio di Minerva Calcidica, il Diribitorium e la Basilica di Nettuno sono distrutti. A causa dei detriti, nell'area sacra viene realizzata una nuova pavimentazione in travertino, che accorcia le scalinate d'ingresso ai templi.
Un incendio generato da un fulmine, danneggia il Pantheon.
Pantheum Komae fulmine concrematum (Hieron.);
Pantheon, id est omnium deorum templum, fulminibus subversum est (Euseb.)
L'imperatore Adriano decide di demolire i resti del pantheon e ricostruirlo completamente, servendosi dell'opera dell'architetto e ingegnere militare Apollodoro di Damasco.
Settimio Severo e Caracalla PANTHEVM VETVSTATE CORRVPTVM CVM OMNI CVLTV RESTITVERVNT (come testimonia l'iscrizione incisa sulla trabeazione della fronte, C.I.L. VI, 896).
Bonifacio IV, chiede all'imperatore Foca il tempio del Pantheon, nel quale costruire una chiesa dedicata alla beata Maria sempre vergine, e porvi tutti i martiri e le reliquie, « petiit a Phoca principe templum quod « Pantheon vocabatui', in quo fecit ecclesiam beatae Mariae semper Virginis, et omnium « Martja-um et reliquias in ea collocavit, in qua ecclesia Princeps multa dona dedit ».
Bonifacio IV svolge la solenne consacrazione del Pantheon, da Tempio Pagano a Chiesa dedicata a Santa Maria ad Marthyres.
Il suo titolo trae origine dalle 28 carra di ossa tratte dai sacri cimiteri del suburbano, che Bonifacio depose sotto l'altar maggiore.
L'imperatore bizantino Costante II visita la città. In tale occasione l'imperatore si occupa di spogliare gli antichi edifici da tutto il metallo facilmente asportabile, per gli armamenti da usare contro i musulmani. Tra questi monumenti il Pantheon, dove vengono asportate le tegole di bronzo dorato che rivestivano all'esterno la cupola.
Il Liber pontificalis tramanda che nello spazio di dodici giorni, « omnia quae erant in aere ad ornatum civitatis deposuit. Sed et ecclesiam « beatae Mariae ad Martyres, quae de tegulis aereis erat cooperta, discoperuit, et in regiam urbem cum aliis diversis, quae deposuerat, direxit. »
Papa Gregorio III costruisce una nuova copertura in piombo sulla cupola della chiesa di Santa Maria ad Martyres. « Item in basilica quae ad Martyres dicitur, tectum vetusta incuria demolitum purgari fecit ad purum, et cum calce abundantissima seu cartis plum beis a nono restauravit, et quaeque per circuitum eiusdem tecti fuerant dissipata novo nitore construxit ».
Anastasio IV edifica un palazzo presso la chiesa di Santa Maria Ad Martyres, che era di diretto dominio del papa.
Nella chiesa di Santa Maria martyres, si dedica un campanile, commissionato dall'arciprete Pandolfo della suburra.
Papa Martino V incomincia la copertura del tolo del Pantheon con lastre di piombo.
Papa Eugenio IV completa la copertura del tolo del Pantheon con lastre di piombo.
Papa Nicolo V restaura la copertura di piombo del tolo. I lavori durarono almeno quattro anni. Architetto ed intraprenditore dell'opera di conciare lo tetto fu maestro Varrone d’Agnolo di Belferdino da Firenze, ingegno versatile, marmorario, ingegnere, scultore in bronzo. I restauri costarono circa 300 ducati d'oro.
Pio II avvia dei restauri nella chiesa di Sancta Maria Rotonda, valendosi dei muratori Galasso da Bologna e Francesco del Borgo, e spendendo un centinaio di fiorini. Le riparazioni ai cancelli, eseguite sotto la direzione di Giovanni di Stefano, scudiero del papa, costarono circa 4 fiorini.
Papa Paolo II rinnuova l'intera copertura del portico del Pantheon (salvo le armature di bronzo smantellate di poi dai Barberini). Trecento piane di castagno furono fornite dal falegname Matteo Tacobelli: diecimila pianelle, e tredicimila e cento canali da tetto, furono somministrati dal fornaciaio Francesco Lori da Firenze: le ferramenta, la calce, la pozzolana dal muratore Gilio di Andrea di Tocco: i chiodi di bronzo e lo stagno, da Domenico di Benedetto « de regione Pineae » architetto della fabbrica fu messer Domenico di Francesco da Firenze. Furono spesi oltre a 800 fiorini.
Attribuita a Papa Innocenzo VIII la costruzione o il rinnovamento della confessione dell'altare maggiore della chiesa di Santa Maria ad Martyres. Per sostenere il baldacchino, vengono tolte dalle nicchie del Pantheon, quattro colonne di porfido coi loro capitelli, ponendo nel luogo loro quattro fusti di granito bigio, con mediocri basi e capitelli. La confessione era circondata da un pluteo (che il Polidori septum rude ac late quadratum).
L'Ugonio lo descrive così: « il maggiore (altare) sta incotro la porta in luogo eminete et ha il suo ciborio di marmo intarsiato, posto sopra 4 colone di porfido. Intorno poi è chiuso co un parapetto di pietre co 6 coione sopra pur di porfido, che reggeuano una cornice marmorea, di cui ne resta un poco di segno. Negli specchi delle transenne erano incisi gli stemmi di Innocenzo.
Il Valloni aggiunge queste altre notizie: « il resto della tribuna che sporge « in fuora con tre facciate è circondata da sei colonne di porfido con cornicione di « sopra di marmo, e sotto con parapetti di marmo con lastre di porfido, restaurata da Innocentio Vili con sue armi.
Papa Pio IV fa restaurare le porte di bronzo del Pantheon. « Le porte erano riccamente coperte d'oro, in quella maniera che i travi di bronzo sono ancoeglino indorati. A tempo di Pio IV erano per la vecchiezza arruginite ».
Papa Gregorio XIII, essendo logre e mancanti alcune lastre di piombo nella cupola del Pantheon, si premura che fossero le nuove rimesse, finanziando i lavori con scudi 300 presi dal Monte della Carne.
Carlo Maderno viene incaricato da papa Urbano VIII di spogliare e fondere i giunti in bronzo delle travi del Pantheon per farne cannoni per Castel Sant'Angelo.
Giacinto Gigli, così racconta i vandalismi da questo pontefice commessi a danno del Pantheon: « Essendo l'Italia in arme, Urbano VIII fece provisione molto grande di armi et in particolare di artiglieria. Onde per avere metallo abbastanza , fece smantellare il portico della chiesa del Pantheon, il quale era maravigliosamente coperto di bronzo, con architravi sopra le colonne di metallo bellissimi et di rara manifattura, et avendolo disfatto, trovò che quel metallo era in gran parte mescolato di oro et di argento, talché non era tutto a proposito per l'artiglieria. Ma il popolo che andava curiosamente a vedere disfare una tanta opera, non poteva far di meno di non sentir dispiacere, et dolersi, che una sì bella antichità, che sola era rimasta intatta dalle offese de' barbari, e poteva dirsi opera veramente eterna, fosse ora disfatta. Benché il pontefice mostrò di non volere per questo rovinare l'antichità: anzi diede ordine per coprirla di nuovo, et farvi altri miglioramenti ancora ».
Papa Urbano VIII colloca una iscrittione nel portico del Pantheon, a ricordo dei restauri e interventi eseguiti: Urbanus VIII ponf. max. vetustas ahenei lacunaris reliquias in vaticanas columnas et bellica tormenta conflavit; ut decora inutilia et ipsi prope famae ignota, fierent, in vaticano tempio apostolici sepulchri ornamenta, in hadriana arce insfrumenta publicae securitatis. Anno domini MDCXXXII pontif. IX.
Fra la piazza di S. Luigi de' Francesi, e la chiesetta di S. Salvatore vengono scoperte alcune colonne delle Terme Alessandrine.
Ecco il racconto del Bartoli: « Nella piazza di S. Luigi de' Francesi, che fu cavata per ordine di Alessandro VII oltre le due colonne (raddrizzate nel pronao) ve ne fu trovata una scannellata a vite, con due capitelli di ordine composito nei « corni delli quali vi era una Vittoria per ciascuno. Medesimamente nel farsi il con« dotto della fontana di piazza Navona, in tempo di Innocenzo X furono trovate altre due colonne della stessa grandezza, le quali traversavano la strada dalla chiesa del Salvatore a quella di s. Luigi. Accanto il palazzo del marchese Patrizi fu trovato un gran capitello delle stesse colonne, come anche si è veduto nel fondarsi la parte che fa cantonata sopra l'istessa piazza del palazzo di Giustiniani delle medesime gran colonne e pezzi di marmo, come anche cornicioni di granito d'Egitto, pavimenti di porfido, serpentino, giallo, verde, e d'ogni sorte di pietre le pili pregiate » {Mem. 114).
Francesco Piranesi pubblica il secondo volume della Raccolta de' tempj antichi dedicato al Pantheon.
Scavi di Fea al Pantheon, nell'area antistante la V e la VI colonna (a partire da est). Rodolfo Lanciani, nella sua relazione sui restauri del Pantheon, ricorda che:
Vengono scoperte le scalette laterali, le quali dalla piazza mettevano al pronao. Quella rivolta al palazzo Crescenzi contava 5 scalini di marmo, lunghi 8 piedi, pollici 1 e un quinto, larghi 1 piede e 2 pollici, alti pollici 11 e mezzo, incassati nel vivo della cortina. Il primo scalino d'un solo pezzo, ritrovatovi è stato lasciato coperto al suo luogo, aspettando miglior fortuna per ritornare servibile. Nella parte opposta non fu trovata la scaletta perchè più guasta o riformata.
Gli avanzi della gradinata sul prospetto furono scoperti e riconosciuti nella stessa occasione. Il ciglio dello scalino più alto dista dal plinto delle colonne di met. 4,46. Degli altri quattro scalini « si sono trovati pezzi che pareano fuori di luogo. Tutta intera la gradinata, compreso il ripiano di met. 4,46 (rivestito di lastroni di marmo), riposa sopra un fondamento di scaglie di travertino, il quale fu troncato da un capo all'altro per ordine di Alessandro VII, per farvi passare la chiavichetta moderna.
La Commissione per gli abbellimenti di Roma, conferisce a Giuseppe Valadier l'ncarico di realizzare un piano regolarizzazione della piazza del Pantheon, con una serie di demolizioni per l'allargamento e la liberazione del monumento dagli edifici addossati. Il piano non viene comunque approvato.
Il marchese Canova, per ordine del Pontefice Pio VII, fa togliere dalle nicchie ovali del Pantheon i busti di marmo degli artisti famosi o sepolti nel luogo stesso, o giudicati degni del Pantheon. Questi busti, trasportati in una sala del palazzo de' Conservatori, costituirono il nucleo della protomoteca capitolina.
Papa Pio VII, avvia le demolizioni delle informi e sudice botteguccie dei pescivendoli, di proprietà dei Canonici del Pantheon, che ingombravano il lato nord della piazza della Rotonda.
Papa Leone XII, con la bolla "Super universam", riordina le parrocchie di Roma. Sono istituite le parrocchie di Santa Lucia del Gonfalone, Santa Maria Maggiore in San Vito e quella di San Rocco. Sono soppresse le parrocchie di Santa Maria in Posterula, Sant'Apollinare, Santo Stefano del Cacco, San Nicola dei Prefetti, Santa Maria ad Marthyres, Santa Maria in trivio, San Benedetto in piscinula (le sue funzioni sono trasferita a Santa Maria della Luce, l'edificio chiuso al pubblico e gli arredi sacri trasferiti a Santa Maria della Pace), Santa Cecilia (le sue funzioni sono trasferisce alla chiesa grande dell'Istituto San Michele).
Avviate indagini per verificare la presenza della tomba di Raffaello al Pantheon.
Riscoperta la tomba di Raffaello al Pantheon.
Nell'infierire del colera si chiude con cancellata lo scavo del Fea al Pantheon, ch'era ridotto a pubblico sterquilinio. La cancellata fu disegnata dal Valadier.
Si incomincia il ristauro generale del tetto di piombo del Pantheon, con materiale fatto venire espressamente d'Inghilterra. La spesa di preventivo ascende a scudi 2569 bai. 41.
Lo scalpellino Bersani eseguisce il restauro di una porzione del pavimento del Pantheon, con lastre di pavonazzetto segate da massi scoperti alla Marmorata, colle lettere antiche della cava. Il Grifi, riferendo sul lavoro il 3 ottobre, osserva: «Si è letta la iscrizione del IV consolato di Traiano, la quale dovrebbe esser segata e posta insieme con quelle, che si staccarono dai massi di Porto che hanno servito pel lastrico della basilica ostiense.
Il ministro Camillo Jacobini nel prosegue le demolizioni incominciate da Alessandro VII presso il Pantheon, fino al palazzo Vettori-Bianchi. Viene scoperto un muragliene con nicchie, che forma la linea principale (già segnato dal Bufalini nella sua pianta), è così descritto dal Falconieri nella lettera a Carlo Dati:
Essendosi scoperto nel gittare a terra queste case che na
Fra gli altri cementi delle ruine del muro sopradetto io vidi un pezzo di marmo bianco grosso circa a mezzo palmo, e lungo forse un palmo e mezzo, nel quale con lettere di buonissima maniera e che occupavano tutta l'altezza della faccia, si leggeva: AGRIPPA, e questo, portato forse fra le altre pietre spezzate, fu poi cercato da me più volte, ma sempre in vano. A seguitare la traccia di quel poco (del muragliene) che ve se ne vede rimasto, bisogna, che laddove passava vicino alla circonferenza del tempio, appena tre o quattro palmi se ne discostasse.
Dinanzi al pronao del Pantheon si apriva una piazza lunga press'a poco due quadrati, della quale posso determinare le precise misure. Nel senso della lunghezza giungeva fino all'angolo che la via della Maddalena forma con le vie delle Coppelle e dell'Acqua santa, ove s'incontra il selciato di un'antica strada perpendicolare all'asse del Pantheon, e costituente il limite settentrionale dell'area.
Questo selciato, coi consueti pentagoni basaltini, fu da me visto il giorno 20 gennaio 1873, alla profondità di met. 1,50 sotto il piano di via delle Coppelle, e del suo trovamento si ha memoria nei registri della Comm. arch. comunale.
E qui è opportuno notare, che tutto il lungo rettifilo, formato dalle vie dell'Acqua santa, delle Coppelle, di S. Agostino, e de' Coronari segue l'andamento di una delle antiche principali strade del Campo marzio; come aveva saggiamente divisato il Canina, senza pur conoscere quei documenti e quei dati di fatto, che a noi oggi son noti.
Costruendosi la fogna in via della Rotonda, si trovò il ciglio del piantato rettangolare del Pantheon, costituito da uno stipite scorniciato marmoreo, lungo met. 1,80, tolto forse da una delle porticine del cilindro esterno. E quando Gregorio III nel 735 « quaeque per circuitum tecti fuerant dissipata novo nitore construxit » {Lib. font.) fece uso, fra gli altri marmi, dell'elogio di L. Albino C. I. L. I, 285, che stava probabilmente nel foro di Augusto.
Lavori per isolare il Pantheon. Per allargare Via della Rotonda, vengono parzialmente demoliti i palazzi Crescenzi e Aldobrandini.
Sterrata di nuovo la gradinata, si vide racconciata alla peggio, allorquando l'edifizio era già convertito in chiesa cristiana, con marmi e pietre, tolte a caso dal Pantheon stesso e dai vicini edifizì.
Due di questi marmi, con gli intagli rivolti all'iugiù, e perciò conservatissimi, si riconobbero appartenere alla decorazione del portico. Un terzo masso di marmo greco, lungo met. 1 ,92 alto met. 0,75, conteneva l'architrave ed il fregio istoriato di una intavolatura. Il Visconti, nella illustrazione di queste sculture, è d'avviso che quel frammento di epistilio provenga dall'Iseo e Serapèo della IX regione.
Negli interpilastri della parte media del pronao, che forma una specie di andito dinanzi alla porta, ricorrono due ordini di fregi , intagliati in marmo greco, lunghi ciascuno met. 1,93, alti met. 0,87, e rappresentanti un festone appeso a due candelabri. Mancando alcune di queste tavole, Urbano VIII o Alessandro VII le restaurarono in istucco, sostituendo però agli arnesi del culto gentilesco, i vasi sacri del culto cristiano. Negli scavi ne furono ritrovate due integre e freschissime, messe coi rilievi all' ingiù nella scalinata.
Nella piazza del Pantheon, e precisamente dinanzi l'imbocco della via de' Pastini è stato scoperto il piano dell'antica area, commessa di grandi travertini. Vi si è pure raccolto uno scaglione di colonna di granito rosso.
Rodolfo Lanciani.
Cavandosi per la riparazione di una chiavica nel mezzo della piazza della Maddalena, si è scoperto il lastricato di travertino, che dal pronao del Pantheon sì estendeva sino al vicolo delle Coppelle.
Festeggiata nel decennio della presa di Roma:
Nel corteggio la Giunta municipale era procedata da un drappello di vigili, dalla musica di quel corpo, dal gruppo delle 42 ricchissime bandiere regalate a Roma da tutte le provincie, e da quelle storiche dei 14 Rioni della città portate lo une e le altre dai vigili in gran tenuta,
Quando l'immensa folla che stava accalcata in piazza di Aracoeli vide scendere dalla cordonata del Campidoglio quello stupendo, gruppo delle bandiere, risuonò un immenso evviva a cui succedettero fragorosi applausi.
Nello tre famose carrozze di gala del Municipio, attaccate a grosse pariglio di cavalli bai, i coechieri, portavano il costume dei fedeli del Campidoglio. Sulla piazza era schierato uno squadrone dì cavalleria Roma destinato ad aprire il corteggio.
In coda al treno senatorio, seguivan lo rappresentanze del Senato e della Camera, il Ministero rappresentato dall'onor. Cairoli, il prefetto, altre rappresentanze del Consiglio di Stato, dell'osercito, della provincia, Una Musa immensa di ufficiali superiori: poi la pra pe destre del corteggio; la Società dei reduci, alla testa di tutte le associazioni cittadine, le Società di mutuo soccorso, la Palestra ginnastica, tutte collo loro bandiere.
Il corteggio, în quest'ordine, arrivò al Pantheon a deporre le corone sulla tomba del gran Re, poì alla breccia di Porta Pia, dove accanto alla lapide furono deposte 34 corone.
Su iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli e con la direzione dei lavori del Lanciani, parte un ampio ciclo di lavori di risanamento del Pantheon. Viene completo l'isolamento dei fianchi (via della Minerva e Via della Palombella), scavi che portano alla luce la Basilica di Nettuno ed il portico degli Argonauti. Viene eliminata la cancellata e ripristinata la scritta in lettere di bronzo sul frontale del tempio. Ecco la relazione di Rodolfo Lanciani presentata sui lavori intrapresi per l'isolamento del Pantheon:
Ad onta di tutto ciò, fino al corrente anno 1881, due terzi incirca della curva del Pantheon rimanevano deturpati dalle fabbriche di via della Minerva e di via della Palombella, abbenchè i desideri comuni per lo isolamento dell'edificio si fossero manifestati più vivi ed impazienti di ritardo, dopo che il voto unanime della nazione aveva voluto deposta nel Pantheon la salma di Re Vittorio Emmanuele.
« S. E. il Ministro dell'istruzione pubblica, commendatore Guido Baccelli, appena assunto al potere, deliberò di compiere l'opera da tanto tempo desiderata. La demolizione del forno della Palombella fu incominciata il giorno 20 luglio: nel breve spazio di quattro mesi, oltre a 50 metri lineari della curva del Pantheon furono restituiti alla luce, insieme a sei stanzoni delle terme, ed alla quarta parte delle pareti perimetrali del calidario. Le provvide e liberali disposizioni prese da S. E. il Ministro, ne assicurano di vedere intieramente isolata e messa in evidenza la mole di Agrippa, prima che volga l'anno dal principio dei lavori.
I quali lavori hanno avuto la sorte ben rara di trovare plauso presso tutti, nel volgo come fra gli scienziati, il popolo vede con soddisfazione compiersi un' opera di tanto ornamento alla città; opera che per le difi5coltà tecniche, e per l'ingente spesa che richiede, avrebbe dato a pensare a governi e nazioni meno giovani della nostra, e di gran lunga più ricche: sopratutto a quelle che hanno l'abitudine di veder la festuca nell'occhio altrui.
La sala rettangolare, scoperta in via della Palombella per ordine del Ministro della pubblica istruzione Guido Baccelli, per circa due quinti dell’area totale, è lunga met. 45, larga m.19. La lunghezza intera apparisce nello scavo: la larghezza può misurarsi per mezzo degli avanzi della parete meridionale, esistenti e visibili nelle cantine del palazzo dell'accademia ecclesiastica, nelle quali si ravvisa ancora la base di una delle grandi colonne nel suo proprio luogo.
La sala è diversamente architettata in ciascuno dei lati maggiori. Nel lato maggiore nord, che è quello più vicino alla curva del Pantheon, interamente scoperto negli ultimi scavi, gli spazi fra la prima e la seconda, fra la terza e quarta colonna sono ornati con tre nicchie per ciascuno : quella di mezzo è circolare, le altre rettangole.
Nello spazio fra la seconda e terza colonna, ossia nel centro della parete, si apre un nicchione semicircolare, di met. 9,00 di diametro, e sotto di esso si ravvisa lo zoccolo o piedistallo di un gruppo colossale, di met. 3,55X4,35 X 1,25 con plinto, scolpito in pavonazzetto, di met. 1,56 X 1,50 X 0,60. Dimostrerò fra poco, come questo nicchione non sembri essere contemporaneo alla prima costruzione delle terme, ma piuttosto una aggiunta dei tempi adrianei.
Il lato maggiore meridionale, nascosto dalla fabbrica dell'accademia ecclesiastica, ma non così completamente che non possa essere studiato in ogni sua parte, differisce dal lato settentrionale nella sola parte di mezzo (fra la seconda e la terza colonna). In luogo del nicchione, ha un vano di porta che conduce al tepidario, dove stavano le colonne dell’Alberti: di più ha due nicchie rettangole, per simulacri di marmo o di bronzo, le quali appariscono nelle piante del Palladio e del Piranesi, ma sono state dimenticate dal Canina.
Il pavimento dell’aula è commesso di marmi, fra i quali primeggiano il pavonazzetto e l’africano. Di africano è il fascione, che ricorre lungo il piede delle pareti, composto di lastre, lunghe met. 2,16, larghe met. 1,08. A questo fascione fa seguito un altro di lastre di pavonazzetto, lunghe met. 2,10, larghe met. 0,89. Le pareti erano medesimamente incrostate di tavole marmoree, come può dedursi dai buchi delle grappe di metallo che le sorreggevano, e da qualche frammento ancora in opera dello zoccolo di africano. La volta, della quale molti e grandi frammenti sono stati scoperti e distrutti ('), era divisa in tre crociere, sostenute dagli sporti delle colonne, ed aveva i lunettoni per la luce, non so se sotto ogni crociera, ovvero soltanto nei lati minori. Anche in questo ordinamento della volta, a me sembra scoprire indizio di alterazioni posteriori ad Agrippa. Per procedere con ordine in questo studio architettonico, converrebbe determinare prima di ogni altra cosa, a quale uso fosse quest'aula destinata nella sua prima origine.
Scrivendo la prima relazione, quando appena la ventesima parte dell’area della sala era scoperta, e quando non erano apparsi molti particolari caratteristici, venuti in luce negli ultimi mesi, io aveva creduto riconoscere in essa il calidario delle terme, tanto più che, esclusa dal perimetro delle fabbriche primitive agrippiane la rotonda dell'arco della Ciambella, non appariva dove potesse collocarsi il calidario nella pianta del Palladio.
L'epoca della costruzione dei sei tramezzi, e dei dodici voltoni, può determimarsi per mezzo dei bolli di mattone, tratti in gran parte dalle ossatufe, dalle fodere, dagli archi.... Questa serie di bolli appartiene dunque alla decade 117-127, e permette di determinare la data dei lavori di Adriano. I bolli che seguono, stanno ancora in opera nei pavimenti, e nelle fodere delle volte, appartengono ai tempi severiano-antoniniani.
Contemporanea alla costruzione della volta, sembra essere quella del niechione o abside, che s'apre nel mezzo della parete nord.
Benchè il pavimento della piazza del Pantheon sia stato ritrovato tante volte, pure il tratto scoperto in questo mese (a met. 18,90 di distanza dalla fontana di Clemente XI, e in direzione di via della Rosetta, ed a m. 2,87 di profondità) è così ben conservato, che ho creduto di farne menzione. Sull'orlo dello scavo i travertini sono spezzati e mossi di posto; nella parte che più si avvicina al centro sono intatti e ben profilati. Ne ho misurato uno lungo m. 2,20, grosso 0,20, largo circa 1 metro.
Rodolfo Lanciani.
Con lo smantellamento dei campanili barocchi del Pantheon, si conclude il grande ciclo di risanamento del Pantheon:
Appena avviati i lavori di ristauro del Pantheon, l'ILLUSTRAZIONE si è affrettata a pubblicare una veduta dei lavori intrapresi e un cenno illustrativo. Chiudevamo quel cenno colle seguenti parole: è lecito intanto sperare che il Ministro non sarà soddisfatto ne' suoi gusti estetici fin quando non avrà decretata la demolizione dei due bruttissimi campanili che furono chiamati da Pasquino: Le orecchie d'asino del Bernini. I nostri ed i voti di tutti coloro che provano rispetto per il capolavoro dell'architettura romana, che è il più perfetto monumento dell'antichità rimasto in Roma, per collegare la storia delle grandezze antiche d'Italia alla storia del suo risorgimento, sono appagati.
Le orecchie d'asino sono state tagliate e abbiamo oggi il piacere di dare il disegno della facciata del Pantheon com'era prima dell'operazione e com'è dopo tolti i due campanili del Bernini. Il nostro bravo Paolocci ci ha voluto serbare anche il ricordo delle campane in cui favore al tempio alzato da Agrippa furono attaccate le due appendici asinine; tolte dai campanili sembrano il doppio più grandi di prima.
Riservandoci di riparlarne più distesamente, diamo pure un disegno del Pantheon dal lato della Minerva dove si continuano i lavori, ed il disegno di una trabeazione delle Terme di Agrippa che le ultime scoperte hanno messo in chiaro essere state costruite contemporaneamente e in comunicazione col Pantheon.
Maria Pia di Savoia, moglie del Re Luigi I del Portogallo, giunge in visita a Roma.
"Giungeva in Roma la domenica 10 giugno, alle 10 pom.; i giornali, per rispettare l'incognito ch'essa intendeva conservare per isfuggire le noje di un ricevimento solenne non ne aveano segnalato l'arrivo: tuttavia una gran quantità di popolo s'era radunato fuori la stazione di Termini per salutare l'augusta figlia di Vittorio Emanuele, mentre nella stazione l'aspettavano il re e la regina d'Italia col principe di Napoli e i presidenti del Senato e della Camera dei deputati, i ministri e le autorità civili e militari di Roma, il conte Visone, la casa civile e militare del Re e le dame della Regina.
Dalla stazione, dove la musica del presidio suonando l'inno portoghese, avea segnalato prima il treno reale in vista e quindi l'arrivo in famiglia della graziosa Regina, essa fu salutata e acclamata con affetto sino al Quirinale dalla folla rispettosa che facea ala al passaggio del corteo reale, di mezza gala, preceduto da un battistrada.
Al Quirinale, Maria Pia occupò l'appartamento in fondo al giardino, quello già abitato da Vittorio Emanuele e recentemente dai giovani sposi reali il Duca e la Duchessa di Genova.
La sua prima visita fu per il Panteon. Vi fu ricevuta dal Re che l'avea preceduta di pochi minuti, e che l'aspettava sotto il portico monumentale, colla presidenza dei veterani e un gruppo di vecchi combattenti del 1848 e 49, il ministro dell'istruzione pubblica ed il senatore Fiorelli direttore degli scavi.
Entrata in chiesa, si diresse alla tomba di suo padre, del gran re unificatore della patria e si lasciò cadere in ginocchio sui gradini dell'altare tutta commossa, coi figli allato. Sotto quell'immensa callotta edificata da Agrippa il silenzio era profondo: il raccoglimento era impresso sul volto di tutti.
Finita la preghiera, che durò circa un quarto d'ora, S. M. si alzò e, guidata dal ministro Baccelli, visitò con palese interesse i nuovi lavori del Panteon.
Si rinnovano 9 spicchi della copertura di piombo del Pantheon, sotto la direzione del architetto camerale Gaspare Salvi.
L'imperatore di germania Guglielmo II, si reca al pantheon a rendere omaggio alla tomba di Re Vittorio Emanuele II.
"Domenica, dopo avere assistito al servizio divino nella Cappella Luterana dell'ambasciata tedesca e fatto il déjeuner presso l'ambasciatore conte Solms di Sonnendfels, Guglielmo II nella carrozza dell'ambasciatore andò direttamente al Pantheon. Il principe Enrico, il generale Hahnke, il signore von Libenau, il consigliere Lucanus, il conte De Launay, il conte Seckendorff seguivano l'Imperatore in tre carrozze di corte. Erano di guardia alla tomba di Vittorio Emanuele i veterani Melone di Palermo, Casadei di Fano, e Guazzardoni romano.
Guglielmo II aveva portato seco una corona, e l'appese con le proprie mani al centro del sarcofago reale, sotto una corona di bronzo. La corona dell'Imperatore è in metallo a foglie d'alloro, con bacche dorate, con nastri bianchi, rossi e neri. Appesa la corona, l'Imperatore domandò ai veterani: Avez vous l'album?
Un veterano gli indicò che l'album stava a destra. L'Imperatore, poi il principe Enrico vi fecero subito la loro firma, che qui sopra riproduciamo: Vi si legge — Wilhelm, Deutscher Kaiser König von Preussen 14. X. 88. — Heinrich prinz von Preussen — cioè Guglielmo imperatore tedesco re di Prussia, 14. X. 88 — Enrico principe di Prussia. Tutte le persone del seguito fecero la loro firma. La visita fu breve ma solenne e l'Imperatore, abitualmente impassibile, parve vivamente commosso."
In piazza del Pantheon, per alcuni lavori stradali, è stata ratcolia una sottile lastra di breccia corallina.
Giuseppe Gatti.
Scavi di Beltrami al Pantheon, su iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione. Indagini nella zona di attacco tra il portico e la cella rotonda, portano alla scoperta dei resti di un precedente edificio, identificato come il primitivo tempio realizzato da Agrippa:
Allo scopo di riparare alcuni guasti prodotti da infiltrazioni d'acqua nell’intonaco della cupola del Pantheon, S. E. Ministro della Publica Istruzione ordinava, nello scorso mese di febbraio, la erezione di un ponte di servizio nell'interno del monumento, e precisamente in corrispondenza alla cappella situata fra l'altare maggiore e la tomba di Vittorio Emanuele. Effettuatosi lo scrostamento della parte d'intonaco deteriorato dalla umidità, in corrispondenza a tre lacunarî dell'anello d'imposta della cupola, venne in luce la disposizione di tre archi corrispondenti agli intercolunnî della sottostante cappella.
Siccome tale disposizione non si presentava conforme alla indicazione fornita dal Piranesi nella seconda parte della Raccolta di Templi antichi, la quale, a tav. 28, presenta la « dimostrazione dell'ottava parte della cupola come si vide quando fu spogliata dall'antica intonacatura » il che avvenne nel 1747 sotto Benedetto XIV, così S. E. il Ministro Villari molto opportunamente dispose perchè le indagini fossero maggiormente estese, per modo da raccogliere gli elementi sufficienti a determinare la struttura della cupola del Pantheon, assecondando così la domanda che al Ministero era stata rivolta dal sig. prof. Guillaume, Direttore dell’Accademia di Francia a Roma, perchè il sig. architetto Chedanne, pensionato dalla Accademia stessa, potesse compiere lo studio già iniziato sul monumento anche nella parte che riguarda la cupola, sulla cui struttura non si ha oggidì altra indicazione all'infuori della tavola succitata del Piranesi. In attesa che queste ulteriori indagini abbiano a permettere la ricostituzione esatta della struttura della cupola, meritano di essere segnalati fin d'ora alcuni dati di fatto interessanti dal punto di vista costruttivo e dal punto di vista storico del monumento.
Lo scrostamento compiuto all'imposta della cupola, permette di stabilire fin d'ora come la costruzione della cupola sia stata iniziata a strati orizzontali di laterizî collegati con malta di pozzolana nera molto tenace, e disposti con una inclinazione del 10 per cento circa verso l'esterno : gli archi che si presentano incorporati nella massa della cupola all'imposta di questa, hanno evidentemente lo scopo di scaricare il peso in corrispondenza alle tratte degli interculonnî dell'ordine inferiore, determinando così una continuità di struttura nel senso verticale, dalle colonne sino alla cupola, il che costituisce un nuovo argomento per escludere la ipotesi dell'Adler (Das Pantheon zu Rom, Berlin 1871), secondo la quale vi sarebbero stati in origine, superiormente alle cappelle, dei grandi archi quali si veggono sopra l'altare maggiore e sopra la porta.
L'attendibilità del disegno del Piranesi, infirmato dalla constatazione di questi archi all'imposta della cupola (che in quel disegno non figurano) risultava invece avvalorata in seguito all'estendersi dello scrostamento, essendosi trovata la imposta di un grande arco, il quale abbraccia i tre archi sottostanti, coll’ufficio di scaricare il peso della cupola in corrispondenza a tutto lo sfondo della cappella, il che concorda colla indicazione data dal Piranesi. Nel centro di uno dei lacunari sì trovò una grappa a T in bronzo, la quale evidentemente era destinata a reggere la decorazione di un rosone in bronzo.
Scavi di Beltrami al Pantheon, su iniziativa del Ministero della Pubblica Istruzione. Indagini nella zona di attacco tra il portico e la cella rotonda, portano alla scoperta dei resti di un precedente edificio, identificato come il primitivo tempio realizzato da Agrippa
Sull'angolo a dritta della via del Seminario, entrando dalla piazza del Pantheon, è stato scoperto, alla profondità di m. 1,10, un pavimento formato di lastroni marmorei, che posa sopra un grosso piano di calcestruzzo.
Giuseppe Gatti.
Fra l'angolo sinistro del pronao del Pantheon e lo sbocco della via del Seminario, facendosi un cavo per rinnovare la fognatura, si è trovato un tratto di antica conduttura d'acqua di piccolo modulo; e su due tubi di piombo della medesima si è riconosciuta l'iscrizione a belle lettere in rilievo: P POSTVMIVS AMERIMNVS FEC.
Il nome di questo stagnaio già si era letto su di altre fistole acquarie ed in lastra di cassetta di Ratiti rinvenuta nel 1658 nell'orto del convento dei ss. Giovanni e Paolo.
Giuseppe Gatti.
Il presidente degli USA Woodrow Wilson si reca in visita al Foro romano, accompagnato da Corrado Ricci.
Segue l'altare della Patria, il Colosseo, il Pantheon e il Monumento a Garibaldi ed una udienza con Papa Benedetto XV.
Il giorno seguente riparte per Genova.
Scavi e studi di Antonio Maria Colini e Italo Gismondi al Pantheon.
Scavi e restauri di Giuseppe Cozzo al Pantheon. Allo scopo di riconoscere le condizioni statiche del Pantheon, è stala messa in vista la struttura muraria della cupola, lungo una benda meridiana della superficie interna.
Sono avviati importanti lavori di riqualificazione di Piazza della Rotonda. Gli scavi per la messa in opera di una nuova galleria di servizi, che riguardano tre lati della piazza, riportano alla luce ampi tratti della pavimentazione adrianea in grandi lastre di travertino.
Si concludono i lavori di riqualificazione della pavimentazione di Piazza della Rotonda. Sono stati eliminati i marciapiedi e il manto stradale in asfalto, sostituito da una pavimentazione a Sanpietrino.
Avviano i lavori di restauro al Pantheon con un intervento di manutenzione straordinaria della cupola.
Scavi sulla fronte del Pantheon riscoprono la gradinata originaria.
Il Ministero per i beni e le attività culturali affida il Pantheon in gestione al nuovo istituto del Polo museale del Lazio.
Il Ministero per i beni e le attività culturali affida il Pantheon in gestione alla Direzione Musei statali di Roma.
A Piazza della Rotonda si crea una voragine nel lato ovest. Riemergono i pannelli di travertino della pavimentazione imperiale, già esplorati nel 1996.
Inaugurata la nuova illuminazione artistica del Pantheon. L’evento è stato aperto dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia che ha omaggiato il maestro Ennio Morricone eseguendo alcune delle sue più celebri composizioni e dalla Banda della Polizia Locale di Roma Capitale. Il progetto di illuminazione artistica, nato dalla collaborazione tra Roma Capitale – Dipartimento Simu e ACEA, è stato realizzato dalla multiutility con l'utilizzo di 150 luci a LED di ultima generazione (per una potenza complessiva di 7500 W) che hanno sostituito le vecchie apparecchiature, minimizzando l’impatto estetico dei proiettori, migliorando l’effetto cromatico dell’illuminazione d’accento e riducendo i consumi energetici.
Nella sede del Ministero della Cultura, viene firmata la nuova convezione sul Regolamento d’uso della basilica di Santa Maria ad Martyres, meglio conosciuta come Pantheon. A sottoscrivere l'accordo, il Ministero della Cultura, rappresentato dal Direttore Generale della Direzione Generale Musei e dal Direttore della Direzione Musei statali città di Roma, e il Capitolo della basilica di Santa Maria ad Martyres. Il testo prevede il pagamento di un biglietto per l’accesso dei visitatori al Pantheon, che sarà consentito soltanto al di fuori degli orari riservati alle funzioni liturgiche e alle attività pastorali, affinché sia salvaguardato l’esercizio del culto all’interno della basilica.
Progetto
Committenti e finanziatori
DescrizioneSulla facciata il fregio riporta l'originaria dedica di Agrippa in lettere di bronzo:
M•AGRIPPA•L•F•COS•TERTIVM•FECIT
«Marcus Agrippa, Lucii filius, consul tertium fecit»
«Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta».
Una seconda iscrizione relativa a un modesto restauro compiuto nel 202 d.C. da Settimio Severo e Caracalla, è stata incisa in caratteri più piccoli sull'architrave sotto alla prima
L'edificio è composto da una struttura circolare unita a un pronao in colonne corinzie (otto frontali e due gruppi di quattro in seconda e terza fila) che sorreggono un frontone.
La grande cella circolare, detta rotonda, è cinta da spesse pareti in muratura e da otto grandi piloni su cui è distribuito il peso della cupola emisferica in calcestruzzo, che ospita al suo apice un'apertura circolare detta oculo, che permette l'illuminazione dell'ambiente interno.
Il pronao è ottastilo ed era composto da 16 colonne, 8 colonne di granito grigio provenienti dall'Isola d'Elba e 8 colonne di granito rosa provenienti dalla cava di Mons Claudianus in Egitto. Misura 34,20 x 15,62 metri ed era innalzato di 1,32 metri sul livello della piazza, per cui vi si accedeva per mezzo di cinque gradini. L'altezza totale dell'ordine è di 14,15 metri mentre i fusti hanno 1,48 metri di diametro alla base.
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1926
II Progetto Brasini per il Foro Mussolini
1905
Dante Paolocci
Pavimentazione in legno attorno al Pantheon
L'Illustrazione Italiana 1905
1883
Dante Paolocci
Demolizioni dei Campanili del Bernini al Pantheon
L'Illustrazione Italiana 1883
1883
Dante Paolocci
Demolizioni al Pantheon
L'Illustrazione Italiana 1883
1882
Dante Paolocci
Isolamento del Pantheon dalla parte della Palombella
L'Illustrazione Italiana 1882
1882
Pianta archeologica dell'area del Pantheon
1865
Paolo Cacchiatelli
Pantheon di Agrippa detta La Rotonda
Le Scienze e le Arti sotto il pontificato di Pio IX
1850
Luigi Rossini
Veduta della Salita dei crescenzi
Scenografia di Roma moderna
1847
Domenico Amici
Obelisco Minerveo
Raccolta delle vedute dei Contorni di Roma
1837
Ippolito Caffi
Veduta di piazza del Pantheon
1837
Domenico Amici
Interno del Pantheon
Raccolta delle principali vedute di Roma
1835
Achille Pinelli
Pantheon
1835
Giovanni Battista Cipriani
Pantheon
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1833
Agostino Tofanelli
Interno del Pantheon durante alluvione
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1833
Agostino Tofanelli
Pantheon di Agrippa
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1833
Giacomo Fontana
Pantheon di Agrippa
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
Interno del Pantheon
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
Pianta del Pantheon
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
Spaccato del Pantheon
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
Prospetto del Pantheon
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
Fianco del Pantheon
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1833
Giacomo Fontana
Dettagli del Pantheon
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1832
Ippolito Caffi
Veduta di piazza del Pantheon
1832
Domenico Amici
Pantheon detta la Rotonda
Raccolta delle principali vedute di Roma
1830
Antonio Acquaroni
Interno del portico del Pantheon
Nuova raccolta di vedute antiche della città di Roma
1830
Antonio Acquaroni
Ingresso del portico del Pantheon
Nuova raccolta di vedute antiche della città di Roma
1823
Luigi Rossini
Veduta del Pantheon di Agrippa
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Veduta del lato sinistro del Pantheon
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Porta del Panteon
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Pronao del Pantheon
Raccolta delle piu interessanti vedute di Roma antica
1821
George Ledwell Taylor
Ground plan of Panteon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Elevation of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Interior of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Interior of the Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Interior of the Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Dettails of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Capitals of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Portico of the Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Elevation of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Section of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Elevation of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Door of the Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Exterior of the Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Interior view of Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1821
George Ledwell Taylor
Pantheon
Architectural Antiquities of Rome
1818
Luigi Rossini
Piazza della Rotonda
Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di Antichità
1818
Pietro Parboni
Pantheon
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1818
Luigi Rossini
Pronao del Pantheon
Raccolta de monumenti più celebri di Roma antica
1817
Giovanni Battista Cipriani
Pantheon e Obelisco Egizio
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1813
Regolarizzazione della piazza del Pantheon
Album Gabrielli
1804
Giovanni Battista Cipriani
Portico del Pantheon nell'età primitiva
Ornamenti architettonici degli edifici dell'antica Roma
1804
Antonio Acquaroni
Portico del Pantheon nell'età attuale
Ornamenti architettonici degli edifici dell'antica Roma
1804
Angelo Uggeri
Vestibolo del Pantheon
Ornamenti architettonici degli edifici dell'antica Roma
1802
Angelo Uggeri
Dettagli di Portali
Dettagli dei materiali utilizzati dagli antichi per la costruzione
1802
Angelo Uggeri
Sviluppo di Cortina del Panteon
Dettagli dei materiali utilizzati dagli antichi per la costruzione
1802
Angelo Uggeri
Sviluppo d'intonaci di marmi del Panteon
Dettagli dei materiali utilizzati dagli antichi per la costruzione
1790
Francesco Piranesi
Panteon e fabriche antiche adiacenti
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Restauro della cupola del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Prospetto del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parte laterale del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Sezione e interno del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Sezione per traverso del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parte di dietro del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parti del Pronao del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parti dell'interno del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Prospetto del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Scenografia dello stato antico del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Icnografia della fornice del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Ichnografia dello stato presente del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parti del portico del Panteon
Raccolta de tempj antichi
1790
Francesco Piranesi
Parti del portico del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parti del portico del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parti esteriori del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Parti esteriori del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Porta del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Primo ordine interno del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Primo ordine interiore del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Primo ordine interiore del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Primo ordine interiore del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Primo ordine interiore del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1790
Francesco Piranesi
Primo ordine interiore del Panteon
Raccolta de tempj antichi
1790
Francesco Piranesi
Opera laterizia del Panteon
Raccolta de tempj antichi
1780
Francesco Piranesi
Secondo ordine interiore del Panteon
Seconda parte de' tempj antichi che contiene il celebre Panteon
1774
Pierre Adrien Paris
Entablements, corniches et autres détails antiques
Études d'Architecture faites en Italie
1774
Pierre Adrien Paris
Détails du Panthéon
Études d'Architecture faites en Italie
1762
Giovan Battista Piranesi
Veduta del Pantheon
Campus Martius Antiquae Urbis
1761
Domenico Montaigù
Interno della Chiesa della Rotonda
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1761
Domenico Montaigù
Veduta della piazza della Rotonda
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1756
Giovan Battista Piranesi
Veduta del Pantheon
Le Antichità Romane - Tomo II
1756
Giovan Battista Piranesi
Veduta interna del Pronao del Pantheon
Le Antichità Romane - Tomo I
1756
Giovan Battista Piranesi
Veduta dell'interno del Pantheon
Le Antichità Romane - Tomo I
1752
Giuseppe Vasi
Piazza della Rotonda
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta del Panteon d'Agrippa
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta interna del Panteon
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta della piazza della Rotonda
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta interna del Pronao del Panteon
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta interna del Panteon
Vedute di Roma
1745
Santa Maria ad Martyres detta la Rotonda
Roma antica, e moderna
1708
Bonaventura van Overbeek
Le Panthéon
Les restes de L'Ancienne Rome
1705
Pieter Schenk
Pantheon
Roma aeterna
1705
Pieter Schenk
Veduta del Pantheon
Roma aeterna
1702
Fioravante Martinelli
La Rotonda
Roma ricercata nel suo sito
1696
Lievin Cruyl
Conspectus Templi S. Mariæ
Thesaurus Antiquitatum Romanarum
1693
Alessandro Specchi
Santa Maria della Rotonda
1690
Tiburzio Vergelli
Fontana nella piazza della Rotonda
Le fontane publiche delle piazze di Roma
1687
Fioravante Martinelli
La Rotonda
Roma ricercata nel suo sito
1666
Lievin Cruyl
Conspectus Templi S. Mariæ
Prospectus Locurum Urbis Romae Insignium
1665
Giovan Battista Falda
Piazza della Rotonda
Nuovo Teatro delle Fabbriche, et edificii sotto Papa Alessandro VII
1665
Giovan Battista Falda
Piazza della Rotonda
Nuovo Teatro delle Fabbriche, et edificii sotto Papa Alessandro VII
1641
Israel Silvestre
Piazza della Rotonda
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1627
Pompilio Totti
Pantheon vulgo Rotonda
Ritratto di Roma antica
1625
Giacomo Crulli
Templvm Agrippae
Grandezze della città di Roma antiche e moderne
1615
Aloisio Giovannoli
Pantheon
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1615
Aloisio Giovannoli
Pantheon
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1613
Giacomo Lauro
Pantheon vulgo Rotonda
Antiquae Urbis Splendor
1588
Girolamo Francino
Pantheon, S. Maria rotonda
Le cose maravigliose della citta di Roma
1588
Girolamo Francino
Pars Inerior S. Mariae Rotonde
L'antichità di Roma
1575
Étienne Dupérac
Vestigia del Pantheon di Agrippa
I vestigi dell'antichita di Roma
1575
Nicolas Beatrizet
Pantheon, spaccato del fianco destro
Speculum Romanae Magnificentiae
1575
Pantheon
Speculum Romanae Magnificentiae
1569
Giovanni Battista Cavalieri
Pantheon
Vrbis Romae Aedificiorvm
1565
Bernardo Gamucci
Fvora della Ritonda
Libri qvattro dell'antichita della città di Roma
1565
Bernardo Gamucci
Dentro della Ritonda
Libri qvattro dell'antichita della città di Roma
1550
Philip Galle
S. Maria della Rotonda
Ruinarum varii prospectus, ruriumque aliquot delineationes
1540
Sebastiano Serlio
Pianta del Pantheon
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Forma del Pantheon nella parte di fvori
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Parte dentro del Pantheon
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Porta e facciata del portico del Pantheon
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Armamento sopra il portico del Pantheon
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Fianco del portico del Pantheon
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Parte di dentro del Pantheon
Trattato di architettura
1540
Sebastiano Serlio
Tabernacolo del Pantheon
Trattato di architettura
1500
Veduta della Rotonda
Codex Escurialensis
1500
Interno della Rotonda
Codex Escurialensis
1500
Porta della Rotonda
Codex Escurialensis